GIBA, LO SCHIACCIATORE MIRACOLATO GIUSTIZIERE DELL’ITALIA

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La stella brasiliana Giba – da:volleywood.net

Articolo di Giovanni Manenti

Personalmente, sono sempre rimasto affascinato dai nomi ispanico/portoghese per quella loro lunghezza originariamente simbolo di nobiltà, e se, così di primo acchito, fossi a proporvi quello di Gilberto Amauri de Godoy Filho, immagino che per molti il pensiero andrebbe ad un “hidalgo” tipico della letteratura spagnola, anche se, pur per altre strade, un “conquistador” lo diverrà, ma senza uccidere nessuno …

Fortunatamente, a quelle latitudini, così come in Sudamerica, è in uso l’abbreviazione di nomi così impossibili da pronunciare per intero e, passando da un estremo all’altro, ecco che il nostro Gilberto diviene improvvisamente Giba, molto più noto agli sportivi, specie se trattasi di appassionati di Volley.

Gilberto Amauri de Godoy Filho, detto Giba, nasce a Londrina, nello Stato brasiliano del Paranà, il 23 dicembre 1976, ma la sua vita sarebbe potuta durare ben poco qualora non fosse stato in grado di sconfiggere la leucemia diagnosticatagli ad appena sei mesi, fortunatamente debellata quale primo segno, poiché non sarà l’unico, che il fato ha per lui programmi ben diversi.

Trasferitosi con la famiglia a Curitiba, Gilberto sviluppa un fisico imperioso, che lo porta a raggiungere m.1,94 per 85 chili e, come ogni giovane brasiliano che si rispetti, si accosta ad uno degli Sport con la palla, indirizzando la sua preferenza verso la Pallavolo, che inizia a praticare a buon livello all’età di 17 anni, con la particolarità di cambiare Club in Patria ogni stagione, dal 1993 con il Curitibano sino al 2000, allorché milita nel Minas di Belo Horizonte, con cui si aggiudica il suo unico titolo brasiliano.

Nel frattempo, Giba scala in fretta le gerarchie nell’ambito della squadra Nazionale, con cui si aggiudica il Campionato Mondiale Under 19, nonché i titoli sudamericani nella stessa categoria ed Under 21, allori più che sufficienti a spalancargli le porte della Nazionale Maggiore, in cui fa il suo esordio 18enne conquistando il Campionato sudamericano che si disputa in Brasile nel ’95, primo di una serie di 9 affermazioni consecutive.

Non selezionato per le Olimpiadi di Atlanta ’96, Giba vede per la seconda volta il suo “angelo custode” prendersi cura di lui, restando miracolosamente illeso da un incidente stradale allorché con la sua auto, dirigendosi verso Curitiba, sbanda precipitando in un burrone per un dislivello di 30 metri, per poi fare il suo esordio in una massima competizione internazionale partecipando ai Mondiali di Giappone ’98, dove ha l’occasione del suo primo confronto con un’Italia passata sotto la guida del suo connazionale Paulo Roberto de Freitas “Bebeto”, contro cui si gioca l’accesso alla Finale.

Sfida che vede gli azzurri, detentori del titolo iridato dopo i successi del 1990 e ’94, imporsi per 3-2 (15-10, 13-15, 15-11, 10-15, 15-10 i relativi parziali) per poi andare a confermarsi superando all’ultimo ostacolo la Jugoslavia per 3-0, mentre il Brasile paga lo sforzo della tirata semifinale cedendo anche rispetto a Cuba per 1-3 nella gara per il bronzo, per poi presentarsi con rinnovate ambizioni all’appuntamento olimpico di fine millennio ai Giochi di Sydney 2000.

Ed, in effetti, il percorso iniziale dei gialloverdi è di quelli che farebbe ben sperare, concludendo a punteggio pieno e con un solo set perso il Girone eliminatorio – comprese vittorie per 3-0 su Cuba ed Olanda – che qualifica per i Quarti con abbinamenti incrociati, ma, a sorpresa, il “derby sudamericano” con l’Argentina, giunta quarta nell’altro raggruppamento, vede quest’ultima prevalere con un 3-1 (17-15, 25-21, 25.19, 27-25) che estromette Giba ed i suoi compagni dalla lotta per le medaglie, concludendo la rassegna al sesto posto.

Messosi alle spalle il XX Secolo, il nuovo millennio si apre per il Brasile sotto i migliori auspici, sulla cui panchina siede ora Bernardinho (al secolo Bernardo Rocha de Rezende …), attraverso la conquista della World League, torneo che aveva sinora visto la compagine sudamericana trionfare una sola volta nel 1993, e che viceversa si aggiudica nell’edizione ’01 con le Fasi Finali a disputarsi a Katowice, in Polonia, e l’atto conclusivo contro un’Italia reduce dai successo nel ’99 e 2000 si conclude con un netto 3-0, in cui parziali di 25-15, 25-22 e 25-19 sono tali da non lasciare spazio a recriminazioni di sorta.

Iniezione di fiducia più che necessaria per affrontare, l’anno seguente, i Mondiali ’02 che si disputano in Argentina, Rassegna in cui il Brasile può contare solo un secondo posto, curiosamente colto proprio nel medesimo Paese venti anni prima, sconfitto 0-3 in Finale dall’allora Unione Sovietica, giungendovi dopo essere stato sconfitto 1-3 dalla Russia nella Finale di World League svoltasi a Belo Horizonte.

Anche Giba, però, ha deciso di dare una svolta alla propria attività professionale, accettando di trasferirsi in Italia per affinare le proprie capacità offensive, così da accasarsi a Ferrara con cui conclude la stagione regolare all’ottavo posto, ultimo utile per accedere ai Playoff dove riesce nell’impresa di eliminare la favorita Macerata prima di arrendersi a Modena in semifinale.

Torneo iridato come sempre molto lungo, in cui il Brasile supera la prima fase nonostante una battuta d’arresto per 2-3 contro gli Stati Uniti, per poi imporsi con altrettanti 3-0 nei tre incontri del secondo turno così da accedere alle gare ad eliminazione diretta, abbinato ai tre volte Campioni uscenti dell’Italia.

Una delle sfide più incerte ed appassionanti tra queste due superpotenze del Volley mondiale vede il Brasile – trascinato in attacco da Henrique con 12 punti, Nalbert e Giba con 11 ciascuno – portarsi sul 2-0 dopo essersi aggiudicato entrambi i primi due set per 25-23, solo per vedersi rimontato dagli azzurri guidati da Anastasi, che si impongono per 25-23 e 28-26 nei due successivi parziali, rimandando la decisione al tiebreak dell’ultimo set che il Brasile si aggiudica per 15-13 per uno “score” complessivo di 114-112 che pone fine all’egemonia azzurra in sede iridata.

Superato lo scoglio dei Campioni in carica – che concludono al quinto posto – per il Brasile si prospetta la gara contro la sempre ostica Jugoslavia di Miljkovic e Nicola Grbic, nonché oro ai Giochi di Sydney 2000, ostacolo che viene oltrepassato grazie ad una magistrale prestazione in attacco di Giba che mette a terra ben 14 palloni per un comunque sofferto 3-1 (26-24, 22-25, 27-25, 25-23) che schiude le porte per la seconda Finale iridata nella storia della Nazionale brasiliana, avversari i “figli” dell’allora Urss, ovvero la Russia.

Ritrovarsi in Finale a 20 anni di distanza e sullo stesso parquet con in pratica gli stessi avversari – la Russia era pressoché l’intero bacino fornitore dei giocatori all’Unione Sovietica – appare per il sestetto di Bernardinho come un segno del destino, ed in un’altra “sfida infinita” che sfora le due ore di gioco (rispetto ad 1.54’ della gara contro l’Italia …) a fare la parte dei protagonisti sono i due martelli Nalbert, autore di 23 punti, con 20 attacchi vincenti su 34 tentativi, e Giba che, dal canto suo, porta alla causa 18 punti, con 17 palle a terra su 30 schiacciate, determinanti per un successo per 3-2 quanto mai incerto come dimostrano i parziali di 23-25, 27-25, 25-20, 23-25 prima del 15-13 nel tiebreak decisivo.

L’aver sfatato il “tabù iridato” rende il Brasile uno dei maggiori candidati alla medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene ’04 al fine di rinverdire il trionfo di Barcellona ’92, tanto più che la formazione di Bernardinho si è confermata ai massimi livelli affermandosi nelle edizioni ’03 (3-2 in Finale alla Serbia) e ’04 della World League, in quest’ultimo caso avendo la meglio a Roma sull’Italia per 3-1, con Giba a confermare la propria veste di “giustiziere” degli azzurri, con 20 punti totali, di cui 14 in attacco, 4 a muro e 2 in battuta.

La consueta suddivisione delle 12 squadre partecipanti in due Gironi da 6 con le prime quattro a qualificarsi per i Quarti di finale con abbinamenti incrociati, fa sì che Italia e Brasile siano inserite nel medesimo Gruppo B – un Girone di ferro che comprende anche Russia e Stati Uniti – con Giba ancora protagonista nel confronto diretto, risolto 33-31 nel tiebreak del quinto set, mettendo a segno ben 26 punti, frutto di 21 attacchi vincenti, 3 muri e 2 battute andate a buon fine.

Quanto i due raggruppamenti fossero disomogenei lo dimostra il fatto che nei Quarti di finale le quattro qualificate del Girone di Italia e Brasile hanno la meglio sulle avversarie provenienti dall’altro Gruppo, così riproponendosi in semifinale sfide già viste, con il Brasile opposto agli Usa e l’Italia alla Russia.

Un’Italia ancora alla ricerca dell’unico titolo che ancora manca nel suo straordinario Palmarès, ovvero la medaglia d’oro olimpica, supera con inaspettata facilità (3-0, con parziali di 25-16, 25-17 e 25-16 che non ammettono repliche) l’ostacolo russo, così come fa il Brasile nei confronti del sestetto americano, imponendosi con un altrettanto netto 3-0 (25-16, 25-17, 25-23 i rispettivi parziali) che vede, manco a dirlo, Giba protagonista con 12 attacchi vincenti su 21 tentativi.

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Un attacco di Giba contro gli Usa nella Semifinale di Atene ’04 – da:gettyimages.in

Ritrovarsi alla ricerca dell’oro olimpico da sempre agognato contro coloro che hanno posto fine alla loro striscia vincente iridata, non è proprio il massimo per il sestetto azzurro, alla cui guida è ora Giampaolo Montali, ma nulla possono, se non strappare il secondo set per 26-24, contro un Brasile che gioca a memoria appoggiando il proprio attacco su di uno scatenato Giba, capace di mettere ancora a segno 20 punti nel trionfo gialloverde, certificato dai punteggi di 25-15, 25-20 e 25-22 dei parziali vinti nel 3-1 conclusivo.

Un trionfo anche personale per il 27enne di Londrina, premiato come MVP del Torneo, il quale ha pure cambiato casacca a livello di Club, trasferendosi da Ferrara a Cuneo per un quadriennio, ottenendo come miglior risultato il primo posto nella “regular season” 2007 solo per essere eliminato da Piacenza nelle semifinali Playoff, formazione viceversa sconfitta 3-1 l’anno prima nella Finale di Coppa Italia.

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Attacco vincente di Giba nella Finale contro l’Italia ad Atene ’04 – da:gettyimages.in

Ma per Giba il “suo Club” è la Nazionale con cui, nel puntare alla riconferma del titolo iridato, ribadisce la superiorità con altri due successi nelle edizioni della World League ’05, dove supera in Finale per 3-1 (14-25, 25-14, 25-19, 25-16 i parziali) i padroni della Serbia, e 2006, in cui a cedere in Finale è la sorprendente Francia, che si porta sul 2-0 (25-22, 25-23), prima che si scateni la furia di Giba che, con 29 punti totali, di cui 23 in attacco, 5 a muro ed uno in battuta, ribalta l’esito dell’incontro con il 25-22 e 25-23 con cui si concludono il terzo e quarto set, prima del 15-13 nel tiebreak decisivo, venendo, manco a dirlo, premiato come MVP del Torneo.

Campionati Mondiali che si svolgono a fine anno ’06 in Giappone, a partire da metà novembre, ed il consueto, lungo e massacrante calendario vede il sestetto sempre guidato da Bernardinho giungere alle semifinali avendo lasciato un solo incontro alla Francia (1-3) nella Fase iniziale, per poi carburare nel secondo turno, in cui mette a segno tre vittorie per 3-0 – compresa quella con l’Italia, in cui Giba si “diverte” ancora una volta a perforare la nostra difesa, mettendo a terra ben 18 attacchi vincenti su 27 tentativi – ed una per 3-1 contro la Spagna.

Semifinale che vede ripetersi la sfida contro la Serbia dei fratelli Grbic e di un Miljkovic che fa di tutto (17 attacchi vincenti) per frenare il rullo compressore brasiliano che, con Giba ancora primattore con 19 punti, fa suo l’incontro per 3-1 (25-19, 15-25, 25-22, 25-12) per andare ad affrontare in Finale una Polonia che sta mettendo le basi per i recenti successi, ma stavolta ancora troppo inesperta per poter pensare di impensierire la formazione sudamericana, che si impone con relativa facilità, come dimostra l’andamento dei tre set (25-12, 25-22, 25-17) sufficienti per confermare il titolo iridato, e Giba ad essere premiato come MVP del Torneo.

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Giba in attacco ai Mondiali di Giappone ’06 – da:gettyimages.in

Giunto al compimento dei 30 anni a tre settimane dal bis iridato avendo oramai vinto tutto ciò che c’era da conquistare – e, nel frattempo, si è pure sposato il giorno di Natale 2003 con la pallavolista rumena Cristina Pirv, unione da cui nascono i figli Nicoll e Patrick – a Giba non è ancora andata via la voglia di cercare nuove sfide, a cominciare dall’allungare a cinque la striscia di World League consecutive affermandosi anche nell’edizione ’07, la cui Fase finale si disputa ancora a Katowice e dove a soccombere nel match decisivo è la Russia che, dopo aver conquistato il primo set per 25-18, soccombe (25-23, 28-26, 25-22) nei tre successivi parziali, prima di abdicare l’anno successivo, curiosamente ancora quando il Torneo si conclude in Brasile, addirittura scendendo dal podio, dopo le sconfitte per 0-3 contro gli Usa in semifinale e per 1-3 con la Russia nella sfida per il bronzo.

Un esito che potrebbe far presagire un Brasile non all’altezza di difendere il titolo olimpico ai successivi Giochi di Pechino ’08, ai quali Bernardinho si presenta confermando 8 dei 12 componenti la rosa vittoriosa quattro anni prima ad Atene, ed anche stavolta tocca ai Campioni iridati avere in sorte il Girone peggiore, composto anche da Russia, Serbia e Polonia, superato peraltro classificandosi al primo posto pur con il consueto passo falso, stavolta rispetto alla Russia.

Giunto alla fase in cui non sono più concesse distrazioni, il Brasile non ha alcuna difficoltà ad avere la meglio per 3-0 sui padroni di casa cinesi (25-17, 25-15, 25-16 gli evidenti parziali), per poi ritrovarsi ad affrontare ancora una volta l’Italia in semifinale, mentre l’altra sfida oppone gli Stati Uniti alla Russia.

E quella che, per gli azzurri, è oramai una sorta di “maledizione vivente”, si manifesta nuovamente davanti ai loro occhi sotto forma dei 17 punti (15 attacchi vincenti e 2 muri) che Giba, “allenatosi” nel match contro la Cina, mette a segno per il 3-1, dopo l’illusorio successo dell’Italia per 25-19 nel primo set (25-18, 25-21, 25-22 l’esito dei successivi parziali), che certifica la sua seconda Finale olimpica consecutiva, avversari gli Stati Uniti, venuti a capo di una palpitante sfida contro la Russia, risolta 15-13 al tiebreak.

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Giba esulta dopo un punto contro l’Italia a Pechino ’08 – da:gettyimages.in

Appuntamento al quale il sestetto americano giunge a 20 anni esatti dalla loro precedente Finale olimpica, curiosamente svoltasi anch’essa in una Capitale asiatica, ovvero ai Giochi di Seul ’88, con l’intenzione di confermare la recente vittoria nella World League, cosa che puntualmente avviene in quanto, diversamente dal solito, è stavolta il Brasile ad aggiudicarsi per 25-20 il primo set, per poi dare battaglia nei restanti parziali, ma un Giba meno decisivo del solito (appena 12 attacchi vincenti su 38 tentativi) non riesce ad impedire il ritorno degli Stati Uniti sul gradino più alto del podio, affermandosi per 25-22, 25-21, 25-23 nel 3-1 finale.

Oramai 32enne, con alle spalle una lunga e logorante carriera, l’apporto di Giba alla causa della sua Nazionale si riduce e, dopo un biennio in Russia nelle file dell’Iskra Odincovo, torna in Patria per poter essere maggiormente a disposizione per i grandi Tornei internazionali, a cominciare dall’edizione ’09 della World League, nuovamente appannaggio dei gialloverdi che superano 3-2 in Finale la Serbia (22-25, 25-23, 25-22, 23-25, 15-12 i relativi parziali), con il “martello” pur sempre in grado di dare un fattivo contributo dall’alto dei suoi 13 punti messi a segno, anche se il ruolo di leader in attacco è oramai passato sulle spalle di Leandro.

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Giba festeggia la vittoria nella World League ’09 – da:gettyimages.in

Una situazione ancor più confermata l’anno seguente, allorché il Brasile conclude un decennio da favola con l’ottava affermazione su 10 edizioni della World League ed eguagliando altresì l’impresa dell’Italia mettendo in fila il suo terzo titolo iridato consecutivo nella Rassegna ’10 ospitata proprio dal nostro Paese ed in cui Giba, nominato Capitano, svolge più una veste di vice allenatore che non di protagonista sul parquet, non scendendo neppure in campo nella semifinale vinta per 3-1 (25-15, 25-22, 23-25, 25-17) contro gli azzurri, in cui il “nuovo mostro” è il citato Leandro, in grado di mettere a punto 21 attacchi vincenti su 28 tentativi (percentuale del 75% …!!), mentre la Finale vede il sestetto di Bernardinho avere la meglio sulla ritrovata Cuba – a 20 anni dall’ultima sfida per il titolo contro l’Italia a Rio de Janeiro – con un 3-0 (25-22, 25-14, 25-22 i relativi parziali), con ancora Leandro devastante con 19 punti totali, anche se la palma di MVP del Torneo va al compagno di squadra Murilo Endres.

Giba ha comunque ancora un ruolo fondamentale nell’edizione ’11 della World League, disputatasi a Gdansk, in Polonia, dove, per una volta, il tiebreak non sorride al Brasile, bensì alla Russia che si impone per 15-11 dopo quattro combattutissimi set (23-25, 27-25, 25-23, 22-25), con il quasi 35enne nativo del Paranà a mettersi in evidenza con 16 punti (12 in attacco, 2 muri ed altrettante battute vincenti …), prima di assistere a quella che può definirsi la sua “passerella d’addio” nell’anno olimpico 2012.

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Giba alle Olimpiadi di Londra ’12 – da:gettyimages.in

Dopo aver, difatti, disputato la sua ultima World League che il Brasile conclude al sesto posto, i Giochi di Londra ’12 rappresentano il capolinea dell’avvenuta in Nazionale – costituita da ben 319 presenze – di un Giba che non scende in campo nei due 3-0 rifilati nei Quarti ed in semifinale ad Argentina ed Italia rispettivamente, per poi esser giocato da Bernardinho come “carta della disperazione” nella Finale contro la Russia che sembrava poter riportare i gialloverdi alla conquista dell’oro dopo aver vinto piuttosto nettamente (25-19, 25-20) i primi due set, ma aver perso ai vantaggi (27-29) il terzo parziale è la molla che dà la carica ai rappresentanti del vecchio Continente per far loro il quarto per 25-22 e quindi concludere agevolmente per 15-9 il decisivo tiebreak.

La rinuncia alla Nazionale non comporta però il ritiro dall’attività agonistica per Giba, che prosegue stancamente per altre due stagioni sino al definitivo abbandono annunciato nell’agosto 1994 a 37 anni, dopo aver concluso altresì la parentesi affettiva con la moglie, la quale ottiene il divorzio a seguito della scoperta di una relazione tra il campione e la modella Maria Luiza Dautt avuta durante il periodo in cui ha giocato in Argentina con il Bolivar e che poi sposa nel 2013 …

Questioni sentimentali a parte, Giba sfrutta la sua enorme popolarità acquisita in patria dedicandosi al sociale a favore dei bambini orfani ed affetti da forme tumorali, quasi volersi sdebitare verso il prossimo per la buona sorte che lo ha fatto guarire dopo pochi mesi di vita dalla leucemia, ma per il Volley azzurro resterà sempre colui che più di ogni altro è stato capace di distruggere i sogni di vittoria ad inizio del XXI secolo …

Una sorta di “giustiziare miracolato”, degno del più nobile degli hidalgo …

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