BERGAMASCO REGALA ALL’ITALIA IL PRIMO SUCCESSO SULLA FRANCIA NEL “SEI NAZIONI” DI RUGBY

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Gli Azzurri festeggiano lo storico successo – da:sport.sky.it 

Articolo di Giovanni Manenti

Il Torneo di Rugby del “Cinque Nazioni” è la più antica Manifestazione per Squadre nazionali, risalendo la prima edizione addirittura al 1883, ancorché inizialmente riservato alle sole quattro Rappresentative britanniche per poi, a far tempo dal 1910, allargato anche alla Francia sino alla fine del XX Secolo, eccezion fatta per il periodo dal 1932 al 1946, con le edizioni dal 1940 al ’46 non disputate a causa degli eventi bellici della Seconda Guerra Mondiale …

All’interno di tale Torneo, oltre al Trofeo a beneficio della formazione vincitrice, vi sono anche altri riconoscimenti, vale a dire il “Grande Slam” per chi si aggiudica tutti e quattro gli incontri, al pari della “Triple Crown”, riservata a quella delle quattro squadre britanniche che sconfigge le altre tre, mentre a chi si aggiudica la sola sfida tra Inghilterra e Scozia spetta la “Calcutta Cup” …

Questo il quadro tradizionale, ma con l’andare avanti degli anni, il Torneo si arricchisce di ulteriori Trofei al proprio interno, ed ecco quindi che dal 1989 prendono vita anche il “Millennium Trophy”, da disputarsi tra i XV di Inghilterra ed Irlanda, ed il “Centenary Quaich”, viceversa appannaggio della vincitrice della sfida tra Scozia ed Irlanda, già di per sé un bel Montepremi, peraltro destinato ad incrementarsi ancora.

Con l’inizio del Nuovo Millennio, come noto, è stata consentita la partecipazione al Torneo  anche all’Italia, così che lo stesso ha variato la sua denominazione nell’attuale “Sei Nazioni, pur se gli Azzurri hanno dovuto pagare lo scotto del gap che ancora li separa dalle “Cinque Grandi” del Rugby Continentale, pur togliendosi alcune soddisfazioni, come all’esordio assoluto, allorché sconfiggono 34-20 la Scozia al “Flaminio” di Roma dinanzi a 24mila spettatori grazie all’abilità al piede di Diego Dominguez.

La Scozia resta, assieme al Galles, la formazione contro cui l’Italia si trova a miglior agio nelle sue prime partecipazioni al Torneo, superando 30-22 i “Dragoni” il 15 febbraio 2003 a Roma, per poi replicare l’anno seguente il successo sulla Scozia e quindi, dopo un pareggio per 18-18 al “Millennium Stadium” di Cardiff a fine febbraio 2006 (prima gara da imbattuta in trasferta …) vedere istituito un nuovo Trofeo che la riguarda …

Poiché, come sopra enunciato, le squadre del Continente (Francia ed Italia …) possono aspirare solo al Trofeo assoluto – ed, eventualmente, impreziosito dal “Grande Slam” – ecco che anche per i due Paesi Latini viene istituito il “Giuseppe Garibaldi Trophy” in memoria dell’Eroe dei due Mondi che, come noto, ebbe i natali a Nizza, all’epoca facente parte del Regno di Sardegna e successivamente annessa alla Francia.

Ciò anche al fine di fornire un’ulteriore motivazione agli Azzurri, che nello prime sette edizioni del Torneo avevano ricevuto in cinque occasioni il poco onorevole “Wooden Spoon” (il “Cucchiaio di Legno” …) destinato a chi concludeva lo stesso all’ultimo posto – nel 2001, ’02 e ’05 collezionando solo sconfitte – circostanza che sembra dare i suoi frutti, visto che nel 2007 l’Italia conquista la sua prima vittoria esterna espugnando con un netto 37-17 il “Murrayfield” di Edimburgo, violando per ben cinque volte la linea di meta scozzese, per poi affermarsi 23-20 sul Galles a Roma, così da concludere il Torneo al quarto posto.

Le speranze di un consolidamento del nostro Rugby in sede continentale vengono però affossate nel successivo triennio, durante il quale gli Azzurri portano a casa due soli successi e sempre contro la Scozia – 23-20 il 15 marzo 2008 e 16-12 il 27 febbraio 2010 – oramai divenuta la loro vittima preferita.

Inutile sottolineare che, per logica differenza, il neo istituito “Giuseppe Garibaldi Trophy” è conseguentemente conquistato dalla Francia – 39-3 nel 2007 e 50-8 nel 2009 a Roma, 25-13 nel 2008 e 46-20 nel 2010 allo “Stade de France – con pertanto pochi dubbi, in fase di pronostico, su come sarebbe andata a finire la sfida in programma il 12 marzo 2011 allo “Stadio Flaminio” di Roma, data anche la veste di detentori del Trofeo da parte dei transalpini, con tanto di “Grande Slam” …

Il 2011 è altresì l’anno in cui sono in programma ad inizio settembre i Mondiali in Nuova Zelanda, ed il “Sei Nazioni” è pertanto quanto mai utile per i Commissari Tecnici al fine di valutare le condizioni dei giocatori in vista della Rassegna Iridata e, nelle prime tre giornate la Francia si impone a domicilio per 34-21 sulla Scozia, per poi faticare per avere ragione 25-22 dell’Irlanda a Dublino prima di cedere 17-9 all’Inghilterra a Twickenham, così da lasciare via libera al “XV della Rosa” per la conquista del Torneo …

Gli Azzurri, viceversa, sono ancora a quota zero ma, a parte il netto rovescio per 13-59 a Twickenham – con gli inglesi ad andare per ben 8 volte in meta – non hanno sfigurato nelle sconfitte casalinghe contro l’Irlanda (11-13 per un drop di O’Gara a 2’ dal termine) ed il Galles, impostosi per 24-16 …

Sino a tale data, l’Italia in una sola occasione si era imposta sui “cugini d’oltralpe”, vale a dire il 22 marzo 1997 a Grenoble nella Finale del Campionato Europeo D1, imponendosi per 40-32 su di una Francia di prima scelta, con 8 giocatori reduci dal successo nel “Cinque Nazioni”, ma da allora il “tabù francese” era continuato a dimostrarsi tale, a maggior ragione nelle precedenti 11 sfide nell’ambito del “Sei Nazioni”, tutte concluse con altrettante sconfitte …

Rispetto alla sconfitta di quattordici giorni prima contro il Galles, il Commissario Tecnico sudafricano Nick Mallett opera cinque varianti nel XV iniziale, tra cui il mediano di apertura Kristopher Burton, rimpiazzato dall’italo-argentino Luciano Orquera, mentre Andrea Masi va ad occupare il ruolo di estremo per far posto al 20enne Tommaso Benvenuti all’ala, ferme restando le colonne costituite dal pilone Martin Castrogiovanni, il terzo linea centro (nonché Capitano …) Sergio Parisse, il mediano di mischia Fabio Semenzato e l’ala Mirco Bergamasco, quest’ultimo altresì deputato ai calci piazzati.

Agli ordini del Direttore di gara neozelandese Bryce Lawrence e davanti a 34mila spettatori, la gara ha inizio alle ore 14:30 ed a sbloccare il risultato pensa Bergamasco centrando i pali dopo appena 2’ di gioco per il 3-0, vantaggio quanto mai effimero, poiché al 15’ due errori azzurri, dapprima con una palla persa in attacco da Garcia e quindi con un calcio a seguire di Masi che non trova la touche, consentono all’ala transalpina Vincent Clerc di superare di slancio canale e depositare oltre la linea di meta per il sorpasso sul 5-3 con Parra che fallisce la trasformazione …

Si riscatta, il mediano di mischia francese con un piazzato al 19’ per l’8-3, ma la mischia italiana tiene bene e 4’ dopo Bergamasco “restituisce il favore” mettendo a segno un calcio di punizione, cosa che non riesce a Parra che al 31’ è anche sfortunato cogliendo il palo, così che le due squadre vanno al riposo sul punteggio di 8-6 per “Les Bleus” …

Match equilibrato e tutto ancora da giocare, ma l’avvio della ripresa fa sembrare l’esatto contrario poiché, dopo un piazzato in mezzo ai pali di Parra al 5’, è lo stesso mediano di mischia francese ad andare a schiacciare in meta per poi incaricarsi della relativa trasformazione per il 18-6 a meno di mezz’ora dal termine che appare come una sentenza per gli azzurri, tanto più che Bergamasco fallisce due calci di punizione consecutivi che avrebbero potuto riaprire la sfida …

Sono in molti a ritenere che i cambi di formazione di Mallett siano stati operati sopratutto in funzione dell’ultima gara del Torneo – la sfida ad Edimburgo contro una Scozia anch’essa a zero punti, decisiva per evitare l’odioso “Cucchiaio di Legno” – ma ecco che, all’improvviso, un lampo riaccende la contesa, sotto forma di una pregevole azione alla mano da parte degli Azzurri, con l’ovale a passare da Semenzato a Benvenuti e quindi a Masi che sfonda sino ad andare in meta, con Bergamasco a trasformare per il 13-18 a 20’ dal termine …

E quando, 4’ dopo, ancora Bergamasco torna a prendere confidenza nel centrare i pali riducendo lo scarto a due soli punti (16-18), il pubblico presente sulle tribune del “Flaminio” inizia ad “avvertire” odore di impresa, incitando come non mai i giocatori azzurri che non lesinano energie, avendo costretto al cambio anche un lottatore del calibro di Sebastien Chabal, che proprio a Roma conclude la sua esperienza con la Nazionale, di cui ha indossato la maglia in 62 occasioni.

La Francia non riesce a trovare spazi in avanti, il mediano d’apertura François Trinh-Duc tenta la sorte con un drop, ma non centra i pali ed a cavallo della mezzora ci è un “botta e risposta” tra Parra e Bergamasco, che con due rispettivi calci piazzati a segno, spostano il punteggio sul 21-19, ma non variano lo scarto …

Il pacchetto difensivo transalpino fa fatica a reggere l’onda d’urto azzurra, ed a 5’ dal termine è costretto a concedere un calcio di punizione per fuorigioco vicino all’out sinistro dell’attacco azzurro, con il tentativo affidato a Bergamasco per il suo settimo piazzato di giornata (4 su 6 sinora oltre alla trasformazione della meta di Masi …), un ovale che pesa un quintale …

La 28enne ala veneta, in forza proprio in Francia, al Racing Metro, sistema con cura la palla sulla piazzola, inspira profondamente per poi mandare la stessa in mezzo ai pali per il 22-21 che rappresenta il secondo vantaggio azzurro dell’incontro dopo il 3-0 iniziale, ma vi sono ancora 5’ da giocare che nel Rugby sono un’eternità …

La Francia le prova tutte, ma non riesce a sfondare, a cavallo dell’80’ l’arbitro concede tre mischie consecutive e sull’ultima, con i transalpini a cercare lo spazio per il drop, gli azzurri rubano palla per il tripudio in campo e sugli spalti.

L’euforia ai microfoni di Sky della formidabile coppia formata da Antonio Raimondi e Vittorio Munari è qualcosa di indescrivibile, ma essendo loro di parte, lasciamo il commento conclusivo all’ex fuoriclasse inglese Jeremy Guscott, che presente al “Flaminio” per la BBC così sintetizza l’impresa azzurra: “Ho pensato che l’Italia avrebbe vinto anche dopo i due errori al tiro di Bergamasco nella ripresa, perché ha attaccato molto bene la profondità costringendo sempre la Francia sulla difensiva, è stato davvero fantastico …!!” …

E, se lo dice lui …

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