IL BIENNIO 1955/1956 VINCENTE DEL “TERRIBILE BILL” LOMAS

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Bill Lomas in sella alla Moto Guzzi – da mucchioselvaggio.it

articolo di Nicola Pucci

Figlio di un meccanico della Rolls Royce e di una commessa, William Bill Lomas coltivò fin da adolescente la sua passione per il mondo delle corse motociclistiche, debuttando, lui che era nato a Milford l’8 marzo 1928, nel 1949 con una Royal Enfield e mettendosi subito in luce con una guida coraggiosa e con una metodica particolare per la messa a punto del mezzo.

Lomas si fece ben presto conoscere con l’appellativo di “terribile Bill“. Era questo, infatti, il suo nome di battaglia, ed oggi che di anni ne sono passati ormai tanti, viene ancora ricordato come un ragazzo dal volto sveglio ed intelligente, dal ciuffo impertinente ed un temperamento ribelle che rendono piena giustizia al suo soprannome.

In verità Lomas fatica qualche anno di troppo prima di arrivare alla consacrazione iridata. Dopo aver debuttato nel motomondiale nel 1950 quando, alla terza gara in carriera ed in sella ad una Velocette, sale sul terzo gradino del podio ad Assen in classe 350, battuto solo da Bob Foster e Geoff Duke, per concludere poi la stagione con un dignitoso settimo posto in classifica con 9 punti all’attivo, ecco che nel 1951 il centauro inglese doppia l’impegno anche in classe 250 ottenendo un quinto posto in Francia per poi, nuovamente, figurare al terzo posto nella cilindrata superiore in Belgio, arrendendosi al solito Duke e a Johnny Lockett, entrambi su Norton. Per il 1952 Lomas si guadagna l’apprezzamento di case importanti, tra queste l’MV Augusta, con la quale gareggia in classe 125 e in classe 500 al Gran Premio dell’Ulster chiudendo secondo e terzo, e l’AJS, che porta sul podio in classe 350, in Germania, e parrebbe il trampolino di lancio per le stagioni a venire.

Terribile Bill” è pilota tanto audace ed irruente in pista quanto metodico ed attento nel collaudare il mezzo meccanico, ma le due annate che seguono, 1953 e 1954, sono invece avare di soddisfazioni, anche perché il sodalizio con la NSU non è fortunato, privilegiando la casa germanica i piloti tedeschi, e quello con l’MV Augusta è segnato da scelte tecniche non sempre azzeccate.

Ma nel 1955, in seguito ad un incidente in cui è incorso Dickie Dale prima del Tourist Trophy, Lomas viene scelto dalla Moto Guzzi per sostituire l’infortunato pilota ufficiale, ed è la chiave di volta della carriera di Bill. La Casa di Mandello ha trovato l’uomo giusto al momento giusto, e Lomas ripaga la fiducia trionfando subito all’Isola di Mann, in un fine settimana senza un attimo di respiro se è vero che, oltre al successo in classe 350, l’inglese vince anche in classe 250 con l’MV Augusta, è quarto in classe 125 e completa le sue fatiche con un settimo posto in classe 500.

Rotto il ghiaccio, Lomas non si ferma davvero più, dominando il lotto della concorrenza vincendo anche in Germania, in Belgio e al Gran Premio dell’Ulster, a cui aggiungere due piazze d’onore ad Assen e a Monza che gli regalano il titolo mondiale, 32 punti contro i 18 punti dello stesso Dale e i 17 punti di August Hobl. E se in classe 250 Bill termina la stagione con il terzo posto in classifica finale, alle spalle di Hermann Paul Muller e di Cecil Sandford, il risultato è solo il frutto di quel che accade ad Assen quando Lomas, che aveva tagliato per primo il traguardo, viene squalificato per aver effettuato il rifornimento con il motore acceso anziché spento, come prescrive il regolamento, vedendosi privare di una vittoria che poteva valergli un secondo titolo mondiale.

Ormai lanciatissimo, Lomas si vede offrire, per il 1956, un contratto in esclusiva dalla Moto Guzzi, e “terribile Bill“, che ha uno spiccatissimo senso di superiorità al punto da affermare che non esiste pilota che, a parità di motocicletta, possa precederlo, ed addirittura si fa forte della convinzione che, anche disponendo di un mezzo leggermente meno veloce degli avversari, sarebbe comunque in grado di spuntarla, conforta con i risultati la scelta della Casa di Mandello iscrivendola all’albo d’oro con un secondo titolo mondiale in classe 350. Lomas, dopo il ritiro al debutto al Tourist Trophy, vince le tre gare che porta a termine, ad Assen davanti all’MV Augusta di John Surtees, in Germania battendo Hobl, e al Gran Premio dell’Ulster ancora risultando più veloce di Dale, chiudendo infine con 24 punti contro i 17 punti degli stessi Hobl e Dale.

Lomas è ormai una stella di prima grandezza, irresistibile e troppo più forte quando riesce a rimanere in sella a dispetto degli azzardi che talvolta lo rendono anche protagonista di spettacolari voli di cui porta segni evidenti. Ma proprio questo suo desiderio di voler stravincere lo induce a tentare l’impossibile. Ed in quella stessa Assen dove ha vinto una delle gare più straordinarie della storia del motomondiale partendo dell’ultima fila e rimontando tutti, ma dove è stato anche privato di un titolo iridato che ormai sentiva suo, nel 1957 va incontro al suo destino. Che fortunatamente non è fatale, come troppe volte in quegli anni di leggendarie sfide tra i cordoli, ma che complice una terribile caduta in cui rimane gravemente ferito, lo costringe, quando aveva spiccato il volo verso la gloria, a chiudere le ali e, con il ritiro della Moto Guzzi di cui aveva avuto l’onore di collaudare e portare a battesimo la più incredibile moto da corsa mai costruita, la 8 cilindri 500 progettata dall’ingegnere Giulio Cesare Carcano, a sua volta ad appendere il casco al chiodo.

Fu un volo di breve durata, quello del “terribile Bill” Lomas, ma se è salito tanto in alto, raggiungendo la vetta del mondo, ne è valsa veramente la pena.

 

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