NICOLE UPHOFF, LA REGINA OLIMPICA DEL DRESSAGE

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Nicole Uphoff – da cavallomagazine.it

articolo di Nicola Pucci

Le Olimpiadi di Barcellona del 1992 segnano un momento storico nella competizione di dressage individualeNicole Uphoff, sposata Becker (allenatore della squadra tedesca di salto degli ostacoli) dal 1991, e dal quale divorzierà nel 1997, in sella a Rembrandt, un bellissimo Westphalien, ha già messo al collo due medaglie d’oro quattro anni prima a Seul 1988, battendo la francese Margit Otto Crepin e l’elvetica Christine Stuckelberger nella gara individuale, per poi imporsi con Reiner Klimke, Monica Theodorescu e Ann-Kathrin Linsenhoff anche nella competizione a squadre.

A Barcellona Nicole, rinnova la sfida, e vincendo ancora le due gare realizza una doppietta riuscita nella prova di dressage solo allo svedese Henri Saint Cyr, 1952 e 1956, seppur in sella a due cavalli differenti.

25enne nata a Duisburg, la Uphoff, avviata all’equitazione e presa in carico da Uwe Schulten-Baumer, “The Doctor” più volte campione d’Europa a squadre nel dressage e nell’individuale nel 1981 a Laxenburg, è stata oltretutto campionessa europea nel 1989 a Mondorf e mondiale nel 1990 a Stoccolma, anche se alla rassegna continentale del 1991 in Germania, a Donaueschingen, è stata battuta dalla connazionale Isabell Werth. Ma ai Giochi barcellonesi la campionessa di Duisburg si prende la sua rivincita.

Impeccabile nella sua giacca e pantaloni bianchi, portando il cilindro nero, calzando stivali neri e con guanti bianchi, dal 2 al 5 agosto, al Royal Polo Club di Barcellona, la Uphoff è stilisticamente perfetta e sbaraglia il campo dei 48 partecipanti alla gara. Il passaggio-piaffer e il passaggio-galoppo, due movimenti di eccellenza che si guadagnano il tripudio della stampa specializzata, le consentono di totalizzare un punteggio Grand Prix Special, che obbliga i cavalieri a 7 minuti e mezzo di esercizio e che vale le medaglie, di 1.626, ben più dei 1.551 della stessa Werth che termina seconda, con il terzo tedesco del lotto, Klaus Balkenhol, che completa un podio tutto teutonico con 1.515. Alla finale prende parte anche l’azzurra Pia Laus, che cavalca Adrett e conclude in settima posizione con il punteggio di 1.389, mentre sono esclusi dalla finale a 16 Paolo Giani Margi, 31esimo, Daria Fantoni, 39esima, e Laura Conz Dall’Ora, 45esima.

Nicole Uphoff, che è la migliore nel verdetto di tutti e cinque i giudici, realizza così la doppietta d’oro olimpica consecutiva, anche nella prova di squadra se è vero che il punteggio Gran Prix delle prime due giornate di competizione, il 2 e 3 agosto, garantiscono alla Germania la medaglia d’oro, con la stessa Wirth, Balkenhol e l’immancabile Theodoruscu, solo quarta col punteggio Gran Prix ed esclusa dalla finale individuale, a segnare 5.224 punti, ben davanti ad Olanda e Stati Uniti. E l’inseparabile Rembrandt è l’unico cavallo della storia a tener compagnia alla fuoriclasse di Duisburg in questo exploit a cinque cerchi.

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