BOCA-RIVER, UNA RIVALITA’ CENTENARIA CHE ANCORA RESISTE

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Un intervento di Passarella su Maradona in un “Superclasico” del 1981 – da:thesefootballtimes.co 

Articolo di Giovanni Manenti

La rivalità è, nella maggior parte dei casi, “il sale del Calcio”, ovvero quella che fa attendere la stesura dei calendari per vedere in quali date le rispettive formazioni sono chiamate ad incontrarsi e quindi, da parte delle opposte fazioni, a prepararsi a ciò che, spesso e volentieri, è una sfida che trascende il mero ambito sportivo …

Alcune di esse sono figlie della fama delle rispettive Società di appartenenza, vedi in Italia tra la Juventus e le due milanesi, oppure in Germania ai tempi in cui al potentissimo Bayern Monaco si opponevano dapprima il Borussia Monchengladbach e quindi l’Amburgo, anche se, sotto questo aspetto, nulla può superare il “Clasico” tra Real Madrid e Barcellona che, al di là dell’indiscutibile bacheca di Trofei vinti dai due Club, trova radici dai tempi della “Guerra Civile Spagnola” coi nazionalisti della Capitale ad opporsi ai Repubblicani della Catalogna, che ancor oggi sognano l’indipendenza …

E poi, vi sono i “Derby Cittadini”, quelli che, per ovvie ragioni, non potranno mai venir meno, e che in Europa raggiungono l’apice a Belgrado tra Stella Rossa e Partizan, al pari di Istanbul, dove a fronteggiarsi sono Galatasaray – alfiere della parte occidentale della città – e Fenerbahce, viceversa confinante con la zona asiatica, per non parlare dell’aspetto religioso che per decenni ha contraddistinto lo “Old Firm” di Glasgow, con i rispettivi Club ad ingaggiare solo giocatori cattolici (il Celtic) o protestanti (i Rangers), comportamento anacronistico fortunatamente cessato (peraltro solo a fine anni ’80 …!!) con l’acquisto del cattolico Mo Johnston da parte dei Rangers.

Ma se in Europa, con il passare del tempo, alcuni eccessi si sono attenuati, ciò non può dirsi di quanto accade in Sudamerica, e precisamente in Argentina, per quel che concerne il “Superclasico” della Capitale Buenos Aires, ovvero la sfida tra Boca Juniors e River Plate, divisi da una rivalità ultracentenaria che non accenna ad attenuarsi, come dimostra quanto accaduto in occasione della Finale della “Copa Libertadores” (l’equivalente della “Champions League” europea …) dello scorso anno …

Per la prima volta, difatti, chiamate a disputarsi il Trofeo in Finale – che in Sudamerica si disputa con gare di andata e ritorno – dopo che la partita sul campo del Boca si era conclusa sul 2-2, il ritorno allo “Estadio Monumental” vede i tifosi del River aggredire il pullman dei giocatori rivali che si stava recando all’impianto, spaccandone i vetri per poi lanciare attraverso gli stessi dello spray urticante, una sorta di “vendetta” che chiariremo in seguito …

Morale della favola, dopo una serie di contrasti, riunioni e polemiche, viene assunta la decisione di far disputare l’incontro di ritorno addirittura oltre Oceano e, quasi obbligatoriamente, la sede scelta non può essere che il “Santiago Bernabeu” di Madrid dove, il 9 dicembre 2018, il River Plate fa suo il Trofeo affermandosi per 3-1 ai supplementari.

Capirete, pertanto, come questa rivalità sia ben lungi dal sopirsi, anche se le sue origini hanno radici datate oltre un secolo, in una sorta di dramma teatrale in cui gli italiani (ed, in particolare i genovesi …) svolgono la loro buona parte …

Molti, difatti, non sanno che entrambe le Società sono state fondate nel medesimo “Barrio” (“rione” in italiano …), ovvero “La Boca, zona portuale in cui dimorano i primi migranti europei tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo e dove altresì attraccano molte navi provenienti dall’Inghilterra, che, oltre alle merci, esportano anche il “Football”, Sport per poveri che immediatamente fa innamorare i giovani sudamericani, i quali ne apprendono talmente bene i fondamentali che leggenda vuole riescano in poco tempo a battere puntualmente i marinai britannici.

Cominciano così a fiorire come margherite Club più o meno organizzati, tra i quali si possono citare il Lomas Athletics, cinque volte Campione tra il 1893 ed il 1898, salvo poi sparire nel 1909 per dedicarsi esclusivamente al Rugby, e soprattutto l’Alumni, vincitore di ben 10 titoli tra il 1900 ed il 1911 per poi dileguarsi senza lasciare traccia alcuna.

E’ altresì evidente come, in un tale proliferare di Società, si potesse addivenire ad una fusione tra le stesse, come accade tra i “Rosales” ed il “Santa Rosa” che, su proposta dell’italiano Livio Ratto, uniscono le proprie forse dando vita, a fine maggio 1901, al “Club Atletico River Plate”.

Nome anglofono che deve la sua origine al fatto che, trovandosi Buenos Aires sulle rive del Rio de la Plata (il “Fiume d’argento”, con traduzione letterale …), sulle casse che i mercantili inglesi scaricano al porto campeggi la scritta “The River Plate” per indicarne la destinazione al momento dell’imbarco, un’idea nata da tal Pedro Martinez e che trova l’accordo degli altri Soci, divenendo quasi un vezzo per il Club, la cui divisa è inizialmente completamente bianca, per poi venire aggiunta una banda trasversale rossa al fine di renderla un po’ più colorata, così da divenirne il simbolo imperituro.

Non passa molto tempo affinché veda la luce anche il Club rivale, nato ad inizio aprile 1905 su iniziativa di un gruppo di giovani genovesi, i quali, molto più modestamente, chiamano la nuova Società “Club Atletico Boca Juniors” dal nome del quartiere, mentre i classici colori gialloblù adottati hanno come matrice il porto, in quanto uno dei Soci fondatori, Juan Brichetto, vede un giorno attraccare una nave svedese battente la bandiera gialla con croce blu, restandone affascinato.

Le origini italiane, e genovesi in particolare, restano tuttora ben salde a dispetto del tempo trascorso, e sia gli abitanti del quartiere che i tifosi del Boca vivono ancora un legame profondo con la “Città della Lanterna”, tanto che il loro appellativo resta quello di “Xeneizes”, dalla storpiatura al plurale del termine dialettale “zeneize” che significa, appunto, genovese.

Quante e quali siano state le sfide non ufficiali tra le due squadre non è dato a sapere, l’unica certificata come prima è quella del 24 agosto 1913 che vede il successo del River per 2-1, con la prima rete in assoluto nella “Storia del Superclasico” siglata dal centromediano Candido Garcia per la formazione vincitrice.

Non è però che le due formazioni in assoluto più titolate di Argentina inizino da subito a far valere la propria superiorità, così come occorre che trascorrano diversi anni affinché la rivalità si accenda, in quest’ultimo caso a causa di una scissione federale durata per otto anni (dal 1919 al 1926) tra la “Asociacion Argentina de Football” (a cui resta iscritto il Boca …) e la “Asociacion Amateurs de Football” (a cui aderisce il River Plate …), con conseguente disputa di due distinti Tornei che vedono i gialloblù affermarsi in cinque occasioni (1919, ’20, ’23, ’24 e ’26), mentre il River coglie il suo primo successo nel 1920, ma le cose sono destinate ben presto a cambiare …

Ed è un cambiamento che sigla per sempre una rivalità che non potrà più essere cancellata, in quanto il River, dopo essersi quasi subito trasferito nel barrio Palermo, dove vivono gli immigrati italiani, nei primi anni ’20 sposta la propria sede a Nord della città, ovvero nel ricco quartiere Nunez, atteggiamento che viene visto come superbo ed arrogante da parte della comunità italiana, avendo i Dirigenti rinnegato le proprie origini, dal che nasce il soprannome, dal significato dispregiativo, di “Los Millonarios” (ovvero “I Milionari”), cui peraltro il River Plate fa onore acquistando nel 1932 dal Tigre, pagandolo a peso d’oro, il 23enne attaccante Bernabé Ferreira.

Uno dei pochi giocatori a poter vantare in Carriera più reti che partite di Campionato giocate (206 in 198 gare, per la precisione …), Ferreyra contribuisce a suon di centri alla conquista dei titoli nel 1932, ’36 e ’37, prima che il River Plate componga lo storico attacco denominato “La Maquina (vale a dire “La Macchina” …), formato da Juan Carlos Munoz, José Manuel Moreno, Adolfo Pedernera, Angel Labruna e Felix Loustau, grazie al quale si impone nei Tornei 1941, ’42, ’45 e ’47 …

In una siffatta situazione, non potendo competere coi rivali in fatto di capacità finanziarie, il Boca diviene il simbolo della parte operaia della città, nonché del proletariato dell’intera argentina, così che, se “Los Millonarios” privilegiano le giocate ad effetto ed i virtuosismi, alla tifoseria bocaense ci si esalta per coloro che si comportano in campo come autentici gladiatori, caratteristiche che perdurano tutt’oggi, ancorché chiaramente mitigate dall’evoluzione del gioco, ma che riaffiorano in particolar modo negli scontri diretti …

Nel periodo d’oro del River, anche il Boca ha comunque modo di mettere in bella mostra un suo gioiello, ovvero il centravanti Francisco Varallo (175 reti in 195 presenze in Campionato …) grazie al quale si aggiudica i titoli nel 1931, ’34 e ’35, per poi toccare ad un uruguaiano, Severino Varela, contribuire in maniera determinante alla conquista della “Primera Division” 1943 e ’44, rispettivamente con uno e due punti di vantaggio sugli “odiati” rivali.

Nel frattempo, le due Società si sono anche dotate dei rispettivi impianti di gioco, ovvero lo “Estadio Monumental” (successivamente intitolato allo storico Presidente Antonio Vespucio Liberti nel 1986 …) per ciò che concerne il River Plate, capace di contenere oltre 70mila spettatori, ed il più contenuto “Estadio Alberto José Armando”, così ribattezzato nel 2002 dopo che inizialmente aveva assunto la denominazione di “Estadio Camilo Cichero”, in onore di un altro Presidente del Boca, ancorché universalmente conosciuto come “La Bombonera” per il tifo caloroso dei propri supporters ….

Purtroppo per il Boca, il titolo del 1944 – cui fanno seguito tre secondi posti consecutivi – è l’ultimo prima di un periodo corrispondente all’intero decennio successivo in cui l’unico acuto è costituito dal successo nel 1954, mentre gli anni ’50 vedono il predominio del River Plate, nonostante il fuoriclasse Alfredo Di Stefano preferisca le pesetas del Real Madrid, che, trascinato da Omar Sivori, si afferma nel 1952, ’53 e quindi per un triennio consecutivo dal 1955 al ’57 prima che il “Cabezon” sia attratto anch’egli dai maggiori ingaggi del Calcio europeo, accasandosi alla Juventus.

Ma, come successo per il Boca, tocca ora al River masticare amaro, visto che devono trascorrere addirittura 18 anni prima di tornare a trionfare in Patria, aggiudicandosi nel 1975 entrambi i Tornei annuali, vale a dire il “Metropolitano” ed il “Nacional, introdotti a far tempo dal 1967, per poi divenire, dalla stagione 1991-’92, “Apertura” e “Clausura”.

Questo raddoppio di competizioni deve essere preso in considerazione allorché si valutano i titoli nazionali complessivi della due squadre – che ad oggi parlano di 36 successi a 33 a favore del River – rispetto agli altri Paesi dove si laurea un solo Campione a stagione, ma in ogni caso servono ad accentuare, qualora ve ne fosse bisogno, la relativa rivalità.

Il periodo non propriamente felice dei due Club – nonostante che il Boca Juniors inizi positivamente gli anni ’60 (in cui il River Plate colleziona ben 8 secondi posti …!!) affermandosi nel 1962, 1964 e ’65, per poi far suoi i titoli del “Nacional” nel 1969 e ’70 – coincide altresì con la nascita della “Copa Libertadores”, la cui prima edizione si svolge nel 1960 e che vede i Club argentini particolarmente in evidenza …

Sono, difatti, l’Independiente a conquistare il Trofeo nel 1964 e ’65, per poi, dopo l’affermazione del Racing Club nel 1967, toccare all’Estudiantes mettere in fila un tris di successi consecutivi dal 1968 al ’70, e quindi tornare in auge l’Independiente che, addirittura, fa ancor meglio, imponendosi dal 1972 al ’75 per un poker che non ha tuttora riscontro nella Storia della Manifestazione.

E le due “Grandi”, che fine hanno fatto …?? Tocca per prima al Boca avvicinarsi al titolo, conquistando la Finale nel 1963, solo per arrendersi (2-3 al Maracana ed 1-2 a “La Bombonera”) di fronte all’invincibile Santos di quegli anni, per poi identica sorte essere riservata al River Plate tre anni dopo, superato in tre turni dagli uruguaiani del Penarol, trascinati dal centravanti ecuadoriano Alberto Spencer, detentore del primato di maggior numero di reti realizzate nella competizione.

Una rivalità che, pertanto, esce ora dalle mura domestiche per estendersi in tutto il Sudamerica e che vede la prima sfida andare in scena nell’edizione 1966, allorché il 10 febbraio il River supera 2-1 il Boca al “Monumental”, per poi essere sconfitto 0-2 al ritorno, ma con entrambe le squadre qualificate per la fase successiva, dove hanno modo di incontrarsi nuovamente con “Los Millonarios” a qualificarsi per la Finale (poi sconfitti, come già ricordato …) nonostante il 2-2 casalingo e la sconfitta per 0-1 a “La Bombonera” …

La discutibile regola della CONMEBOL (Confederacion Sudamericana de Futbol) che impone a formazioni dello stesso Paese di incontrarsi nel medesimo , fa sì che la sfida si ripeta nel 1970 (2 vittorie, un pari ed una sconfitta a favore del River …), per poi divenire fondamentale nell’edizione 1977, allorché il successo per 1-0 dei “Xeneizes” (rete di Roberto Mouzo all’87’) ed il successivo pari a reti bianche, qualificano il solo Boca Juniors che poi si aggiudica il Trofeo superando nello spareggio ai calci di rigore i brasiliani del Cruzeiro, e quindi far sua anche la Coppa Intercontinentale (2-2 e 3-0) a spese del Borussia Monchenglafbach.

Si tratta di un Boca a cui la ribalta internazionale si addice, come conferma il bis ottenuto l’anno successivo, in cui si qualifica per la Finale eliminando nel Girone di semifinale proprio i rivali, oltretutto affermandosi 2-0 al “Monumental” (reti di Mastrangelo e Salinas) nell’ultima giornata, per poi disporre facilmente (0-0 e 4-0) dei colombiani del Deportivo Cali nell’atto conclusivo.

Un trofeo che, dopo che il Boca raggiunge la Finale anche per il terzo anno consecutivo (stavolta sconfitto 0-2 e 0-0 dall’Olimpia di Asuncion …) vede trionfare anche il River Plate a distanza di 10 anni l’uno dall’altro, vale a dire nel 1986 superando (2-1 ed 1-0) l’America di Cali – cui abbina la conquista della Coppa Intercontinentale (1-0 alla Steaua Bucarest) – e nel 1996, in cui ha la meglio ancora sugli stessi colombiani, i quali vantano il poco simpatico record di aver perso tutte e quattro le Finali cui hanno partecipato.

E, mentre con l’inizio degli anni ’90 e successiva entrata nel nuovo Millennio i due Club fanno a gara ad aggiudicarsi i titoli nazionali, ancorché multipli sino al 2012 (13 per il River e 12 per il Boca …), non sono pochi i Campioni che ne vestono i colori, pur se molti di loro destinati alle più remunerative frontiere europee, ed in tale ottica si possono ricordare per il River Plate: Norberto Alonso, l’uruguaiano Enzo Francescoli, “El Caudillo” Daniel Passarella, Ariel Ortega, Ramon Diaz (poi tecnico di successo, con 6 titoli e la Copa Libertadores ‘96 …), Ubaldo Fillol, Hernan Crespo e Reinaldo Merlo.

Da parte del Boca Juniors non si è certo da meno, avendo potuto contare sulle prestazioni del “Pibe de OroDiego Armando Maradona (ancorché ai massimi livelli per una sola stagione …), Juan Roman Riquelme, Carlos Tevez, Martin Palermo (miglior marcatore nella Storia del Club con 236 reti …), “El LocoHugo Gatti (con 765 presenze il giocatore più presente della Liga argentina …), Gabriel Batistuta, Juan Sebastian Veron, Walter Samuel, Nicolas Burdisso e Guillermo Barros Schelotto.

Un Boca che ad inizio anni 2000, con l’avvento in panchina del tecnico Carlos Bianchi (un passato da giocatore al Velez Sarsfield, poi condotto da allenatore a tre titoli nazionali, oltre che alla conquista di Copa Libertadores e Coppa Intercontinentale nel 1994 …), ritorna protagonista sulla scena internazionale, risultando capace, in cinque stagioni, di raggiungere in quattro occasioni la Finale della Libertadores, facendo suo il titolo nel 2000 (dopo aver avuto ragione nei Quarti, 1-2 e 3-0, sul River …), 2001 e ’03, venendo viceversa sconfitto nella Finale 2004 dai colombiani dell’Once Caldas, non senza aver però eliminato il River Plate 5-4 ai rigori (1-0, 1-2 i relativi confronti …) in semifinale …

Formazione di Bianchi che unisce ai trionfi continentali anche la conquista della Coppa Intercontinentale facendo due vittime illustri quali il Real Madrid nel 2000 (2-1 con doppietta nei primi 6’ di Martin Palermo) ed il Milan nel 2004 (3-1 ai rigori dopo l’1-1 al termine dei supplementari …) per poi raggiungere quota 6 nel computo delle Libertadores a spese (3-0 e 2-0) dei brasiliani del Gremio, ma subendo stavolta la rivincita del Milan (2-4 nel Mondiale per Club.

In tutto questo sfarzo di trionfi bocaensi, il River Plate, di contro, incappa nel suo “annus horribilis” del 2011 che decreta la retrocessione in “Primera B Nacional” per la prima volta in 110 anni esatti di Storia …

Al capezzale de “Los Millonarios” giungono anche giocatori famosi ancorché a fine carriera, quale in particolare l’ex juventino David Trezeguet, che con le sue 13 reti in 19 incontri contribuisce all’immediata risalita nell’elite del calcio nazionale – soddisfazione incrementata dalla sconfitta del Boca contro il Corinthians nella Finale della Libertadores – cui fa seguito l’altrettanto istantaneo ritorno ai vertici, con il successo nel torneo 2014 ed il trionfo nella Libertadores 2015, nella maniera forse maggiormente desiderata da ogni “Millonario” ….

Accade, difatti, che River Plate e Boca Juniors si debbano incontrare agli Ottavi della Manifestazione, con la gara di andata disputata l’8 maggio 2015 al “Monumental” e vinta dai padroni di casa per 1-0 grazie ad un rigore di Carlos Sanchez ad 8’ dal termine, dovendo poi rendere visita ad una settimana di distanza ai propri avversari a “La Bombonera” …

E qui, dopo che il primo tempo si conclude sullo 0-0, ecco che al ritorno in campo dei giocatori, i tifosi gialloblù attaccano quelli del River con dello spray al peperoncino, impedendo loro di proseguire l’incontro che viene, giustamente, assegnato agli ospiti con il punteggio di 3-0, consentendo di proseguire il cammino sino al successo nella doppia Finale (0-0 e 3-0) contro i messicani del Tigres.

Un affronto che i tifosi del River hanno voluto vendicare la scorsa stagione, come già riportato all’inizio, mentre il Boca Juniors, dal canto suo, sta dominando in Campionato, essendosi aggiudicato le edizioni 2015, ’17 e ’18, ma a questo punto è logico che la rivalità si stia spostando sul fronte internazionale, tra due formazioni che, sinora, si sono incontrate ben 248 volte in gare ufficiali, con leggera supremazia del Boca Juniors con 88 successi a fronte degli 82 dei rivali e di 78 pareggi, e, limitandoci alle sole partite di Copa Libertadores, ecco che il computo delle 26 sfide vede ancora prevalere il Boca di misura, con 10 vittorie contro le 8 del River ed altrettanti pareggi …

Ecco perché questa sera, alle ore 21:30 locali (le 2:30 del mattino del 2 ottobre in Italia …) si apprestano a scendere in campo allo “Estadio Monumental Antonio Vespucio Liberti” di Buenos Aires, agli ordini dell’arbitro brasiliano Raphael Claus, non solo due semplici squadre di Calcio, bensì due simboli che uniscono due diversi modi di interpretare la vita, “I Ricchi ed i Poveri”, verrebbe da dire, anche se, per quanto ovvio, queste differenze della prima metà del secolo scorso si sono largamente attenuate …

E che “Superclasico” sia, alla buon’ora …!!

 

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