LA SFIDA DI SILVANO ABBA ALLA GERMANIA NEL PENTATHLON MODERNO ALLE OLIMPIADI DI BERLINO 1936

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La premiazione della gara di pentathlon alle Olimpiadi di Berlino 1936 – da it.m.wikipedia.org

articolo di Nicola Pucci

Se la Svezia aveva dominato le cinque precedenti edizioni dei Giochi con 5 vittorie e ben 13 medaglie sulle 15 disponibili, alle Olimpiadi di Berlino del 1936 la gara individuale di pentathlon moderno produce un risultato a sorpresa, con gli scandinavi addirittura giù dal podio. Al loro posto, sul gradino più basso, sale invece un azzurro. Ed èun exploit senza precedenti.

Si comincia con i 5.000 metri di cross country di equitazione, a Doberitz, e ad imporsi è appunto Silvano Abba, italiano 25enne nato in Croazia, a Rovigno, uscito come sottotenente dalla Regia Accademia Militare di Modena e assegnato all’Arma di Cavalleria,  che guadagna la testa della classifica davanti al tedesco Gotthard Handrick e al belga Raoul Mollet. L’azzurro sarà uno dei grandi protagonisti della competizione multipla ai Giochi nazisti.

Proprio l’atleta della Germania è però il più regolare. Pur non vincendo nessuna prova, è secondo nel concorso di scherma, con 26 dei 30 assalti chiusi con successo, alle spalle dell’americano Frederick Weber, balzando così al comando con lo svedese Sven Thofelt (oro ad Amsterdam nel 1928 e quarto a Los Angeles nel 1932) che sale in terza posizione, dietro anche al belga Edouard de le Court. Abba è solo quindicesimo e retrocede in quinta posizione.

La prova di tiro, 200 colpi con sagome mobili al poligono di Ruhleben, rilancia l’americano Charles Leonard, che fa bottino pieno e recupera in classifica fino al quarto posto, con Handrick che pare irraggiungibile con 8,5 punti, Thofelt 20 punti, Weber 25 punti e Abba ancora quinto con 26,5 punti.

La sfida ormai è solo per le due posizioni di rincalzo del podio, il tedesco Hermann Lemp (lontano in graduatoria) è il più veloce nei 300 metri stile libero di nuoto, gara che consolida il secondo posto di Thofelt e consente a Leonard di salire al terzo posto, in virtù del crollo di Weber, scavalcato anche da Abba.

Si decide tutto nell’ultima prova, 4.000 metri di cross country di corsa al campo di golf di Wannsse. Handrick può permettersi un modesto quattordicesimo posto che non gli impedisce di conquistare la medaglia d’oro con 31,5 punti. Leonard chiude con 39,5 punti, argento, approfittando della prestazione deludente di Thofelt, solo ventiquattresimo, che non solo perde la seconda piazza, ma viene superato anche da Abba, autore di un’eccellente corsa che lo vede chiudere quinto e sommare infine 45,5 punti, quanto basta per cogliere la medaglia di bronzo, con Thofelt ancora quarto con 47 punti, regalando all’Italia la prima medaglia della sua storia olimpica nel pentathlon moderno. Per tornare sul podio ai Giochi, dovrà attendere il 1984 quando Daniele Masala e Carlo Massullo faranno doppietta, oro e bronzo.

Se Handrick sarà pilota di punta della “Legione Condor” impegnata nella Guerra Civile Spagnola a fianco dei franchisti, Abba, che si era meritato la convocazione a Berlino 1936 vincendo a Milano i Campionati Littoriali del 1935 e che fu “comandante di squadrone di eccezionale valore” tanto da meritarsi la medaglia d’oro, appunto, al valor militare, morirà durante la Seconda Guerra Mondiale, cadendo durante la carica del Quarto Squadrone Savoia sulle rive del Don, in Ucraina, a Ischbushenskij. A testimoniare che il destino, davvero, non è certo sempre generoso con i suoi eroi.

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