LA SACRALITA’ OLIMPICA VIOLATA DA SETTEMBRE NERO AI GIOCHI DI MONACO 1972

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L’immagine di uno dei terroristi – da:iconicphotos.com

Articolo di Giovanni Manenti

Quando il 26 aprile 1966, durante la 64esima riunione del CIO (Comitato Internazionale Olimpico) viene prescelta Monaco di Baviera quale Sede delle Olimpiadi estive 1972, per la Germania Occidentale ciò rappresenta un’occasione unica per trasmettere al Mondo l’immagine di un Paese ben diverso da quello che, esattamente 30 anni prima, nelle prime due settimane di agosto 1936, aveva utilizzato i Giochi quale strumento di propaganda del regime hitleriano …

Non a caso, con il ritorno della Rassegna a Cinque Cerchi sul Vecchio Continente a 12 anni di distanza dall’edizione di Roma 1960, si registra in Baviera la più alta partecipazione, con oltre 7mila atleti provenienti da 120 Nazioni e, per il Governo della Repubblica Federale Tedesca, la stessa deve svolgersi in un clima quanto mai gioioso e rilassato.

Questa ultima condizione, fa sì che il livello di sicurezza sia alquanto blando, dato che la sorveglianza del Villaggio olimpico è deputata esclusivamente a volontari (i cosiddetti “Olys” …), equipaggiati con delle radio ricetrasmittenti ed a cui è richiesto di intervenire solo in caso di risse e/o ubriachezze moleste, chiudendo anche un occhio in caso di atleti che rientrassero a tarda notte e, pertanto, cercassero di scavalcare le recinzioni …

Una situazione che viene sfruttata da un commando di fedayn facenti parte del gruppo terroristico “Settembre Nero”, un movimento affiliato all’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina), il cui leader è Yasser Arafat, del quale non è mai stato pienamente chiarito se fosse o meno a conoscenza del piano …

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Israele sfila alla Cerimonia di apertura – da:barbrastreisand.com

Resta il fatto che, per la prima settimana, i Giochi si svolgono proprio nella direzione auspicata dalle autorità tedesche, facendo registrare anche risultati di grandissimo valore, come le 7 medaglie d’Oro conquistate dal nuotatore americano Mark Spitz, al pari della doppietta sui 100 e 200 metri piani del sovietico Valery Borzov (unico rappresentante europeo capace di compiere una simile impresa …) o delle evoluzioni dei ginnasti giapponesi e delle ragazze sovietiche, tra cui spicca la minuta Olga Korbut, divenuta una beniamina del pubblico bavarese.

Detto clima di festa viene bruscamente interrotto alle 4:30 del mattino del 5 settembre 1972, allorché il citato Commando – composto da 8 terroristi, guidati da Luttif Afif (nome in codice “Issa”) ed Yussif Nazzal (“Tony”) – fa irruzione nel Villaggio olimpico dirigendosi verso la Palazzina n.31 che ospita gli atleti israeliani, aiutato a scavalcare le recinzioni da un gruppo di canadesi ubriachi che avevano trascorso la notte in vari locali di Monaco, in quanto vestiti con tute sportive e tanto di borse che, in realtà, contenevano armi …

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Il Capo del Commando “Issa” (a sinistra) – da:indipendent.co.uk 

In un piano ben studiato con a conoscenza la planimetria dell’edificio, i terroristi si dirigono a colpo sicuro verso le stanze che ospitano alcuni dei componenti la spedizione israeliana, riuscendo a prendere 9 di essi in ostaggio – altri due, Moshe Weinberg ed Yossef Romano, restano uccisi nel tentativo di difendersi – mentre Gad Tsobari riesce miracolosamente a fuggire dando l’allarme all’esterno.

Dalle 5:00 del mattino – allorché è ben chiaro cosa stia accadendo, con il corpo di Weinberg gettato in strada affinché fossero palesi a tutti le intenzioni del Commando – iniziano le frenetiche consultazioni sulla scorta delle richieste dei terroristi, i quali lanciano le loro pretese scritte su due fogli e che riguardano la liberazione di 234 palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, nonché dei due rappresentanti della RAF (Rote Armee Fraktion), Andreas Baader ed Ulrike Meinhof, viceversa sottoposti a regime restrittivo in Germania …

Ovviamente, una volta contattata dal Cancelliere tedesco Willy Brandt, il Primo Ministro israeliano Golda Meir rifiuta categoricamente di accettare le richieste dei terroristi, offrendo solo di inviare in Germania un’unità della “Sayeret Matkal” (un Corpo Speciale di difesa isrealiano) al fine di tentare un blitz per cercare di liberare gli ostaggi, offerta declinata da parte tedesca che spera di poter addivenire ad una composizione pacifica della situazione.

Nel frattempo, la notizia dell’operazione condotta dagli esponenti di “Settembre Nero” fa il giro del Mondo, irradiata dalle televisioni di ogni angolo del Pianeta, circostanza che non dispiace ai terroristi, poiché l’elevata audience diviene per loro un considerevole strumento di propaganda in favore della “Lotta per il Popolo palestinese”, ragion per cui gli ultimatum che minacciano la progressiva uccisione degli ostaggi vengono prorogati di ora in ora …

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Gli atleti in ostaggio nella Palazzina – da:http://jewishbreakingnews.com

Ma l’opinione pubblica mondiale si interroga anche sulla necessità di sospendere i Giochi – che viceversa proseguono regolarmente, pur nel giorno di riposo previsto per le gare di Atletica Leggera allo “Olympiastadion”, e forse non a caso scelto per l’operazione – nel mentre le telecamere puntate sulla palazzina del Villaggio Olimpico trasmettono le immagini di alcuni dei terroristi che a turno si affacciano sul balcone del primo piano dell’edificio, ma determinano anche il fallimento di un tentativo di incursione da parte di Agenti di polizia che tentano di introdursi nello stabile dal tetto dello stesso.

Ciò perché anche all’interno della palazzina i terroristi sono sintonizzati sui canali televisivi e, resisi conto della circostanza, minacciano di uccidere immediatamente tutti gli ostaggi, così da far annullare immediatamente l’operazione, a dimostrazione peraltro della inadeguatezza delle autorità tedesche nel gestire la situazione …

Indispettiti dal trascorrere del tempo, i terroristi formulano una nuova richiesta che prevede il loro trasferimento al Cairo assieme agli ostaggi, per poi riprendere le trattative con il Governo israeliano dalla capitale egiziana, in base alla quale il Presidente nordafricano Sadat nega l’autorizzazione in quanto non può garantire al Cancelliere Willy Brandt quanto da lui preteso, ovvero la totale incolumità degli ostaggi.

Di questo, però, i terroristi non sono a conoscenza, venendo fatto loro credere di poter prendere il volo per il Cairo, trasferendoli, a mezzo di due elicotteri, al campo di aviazione di Furstenfeldbruck, dove ad attenderli vi è un aereo della Lufthansa …

Il piano della Polizia bavarese era, inizialmente, di posizionare all’interno del Boeing 727 una squadra di agenti travestita con uniformi di volo, mentre intorno alla pista e sulla torre di controllo sono posizionati altri cinque agenti muniti di fucili di precisione che avrebbero dovuto uccidere i terroristi, ma lo stesso venne annullato al momento che i componenti del nucleo all’interno dell’aereo valutano la pericolosità di uno scontro a fuoco in un ambiente pieno di carburante e senza vie d’uscita, abbandonando quindi il Boeing e lasciando pertanto ai soli agenti disposti intorno alla pista l’onere di cercare di salvare gli ostaggi …

Dal momento dell’atterraggio dei due elicotteri, “Issa” e “Tony”, i due capi del Commando, scendono e si dirigono verso il Boeing per controllare che sia tutto in regola, ma non appena si rendono conto che l’aereo è vuoto, capiscono che si tratta di una trappola e fanno ritorno di corsa verso gli elicotteri, con il vice Comandante della Polizia bavarese, Georg Wolf, a dare l’ordine di aprire il fuoco agli agenti, contemporaneamente all’accensione delle luci in precedenza posizionate per illuminare a giorno la pista.

Sono circa le 23:00 del 5 settembre 1972 e nell’ora successiva sulla pista si scatena l’inferno, a cui contribuisce il fatto che la Germania, all’epoca, non disponeva di Squadre Speciali antiterrorismo e gli agenti impiegati – ancorché dotati di armi atte alla bisogna – non avevano mai svolto un addestramento specifico quali tiratori di precisione …

A tutto ciò si aggiunge che un terzo elicottero che trasporta una squadra di rinforzi atterra, per cause mai chiarite, sull’altro lato della pista, ad una distanza di circa un chilometro, senza pertanto mai entrare in azione, mentre i veicoli corazzati chiesti in aiuto giungono all’aeroporto solo poco prima di mezzanotte – ritardati dal traffico di troupe televisive, giornalisti e semplici curiosi che si dirigevano verso la zona – con uno di essi addirittura a dirigersi erroneamente all’aeroporto di Monaco-Riem, posto dall’altra parte della città.

In questa totale disorganizzazione, i terroristi – due dei quali erano già stati uccisi dagli agenti – si rendono conto di non avere più scampo ed il primo a prendere l’iniziativa è “Issa”, il quale uccide tre ostaggi all’interno di uno degli elicotteri e ne ferisce un quarto, prima di lanciarvi una bomha a mano che lo avvolge tra le fiamme, per poi sparare assieme ad un compagno in direzione degli agenti che, rispondendo al fuoco, li eliminano entrambi …

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Gli elicotteri a fine conflitto – da:haaretz.com

Stessa sorte tocca agli altri atleti che occupano il secondo elicottero, uccisi a colpi di mitra da “Denawi”, il quale viene catturato assieme ad altri due terroristi, “Samir” e “Badran”, mentre “Tony”, che era riuscito a fuggire nascondendosi in un vagone ferroviario poco distante, viene scovato e, rifiutando di arrendersi, colpito a morte in un breve scontro a fuoco con la Polizia.

Sono le ore 1:30 del 6 settembre 1972 ed il massacro si è compiuto, ne sono rimaste vittime 11 atleti israeliani, 5 terroristi ed un agente, Anton Fliegerbauer, lasciando ai posteri la visione di un campo di battaglia, anziché di aviazione …

Le reazioni sono molteplici, a chi da più parti chiede la sospensione dell’Olimpiade, il CIO risponde con una sola giornata di lutto, durante la quale viene celebrata allo “Olympiastadion” di Monaco la commemorazione degli atleti caduti, le cui salme erano state composte nelle bare avvolte dalla bandiera del proprio Paese, nel mentre il Comitato Olimpico chiede alle altre Nazioni i cui vessilli erano posti all’interno dell’impianto, di esporre gli stessi a mezz’asta, disposizione osservata da tutti i Paesi, compresa la Giordania, ad eccezione dei rimanenti Stati Arabi e, vergognosamente, dell’Unione Sovietica …

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La commemorazione delle vittime – da:wikipedia.org

Certamente la risonanza dell’accaduto si espande su scala mondiale, tant’è che già nel 1976, viene girato un film per la televisione, “21 Hours at Munich” (“21 Ore a Monaco”), con attori del calibro di William Holden nel ruolo di Manfred Schreiber, il Comandante della Polizia bavarese, l’italiano Franco Nero interpreta “Issa” e Richard Basehart il Cancelliere Willy Brandt, cui segue nel 1999 la proiezione di un film documentario sui tragici avvenimenti, “Un Giorno a Settembre”.

Anche se la più famosa pellicola girata sull’argomento, sopratutto in virtù dello spessore del regista, Steven Spielberg, resta in ogni caso “Munich” (2005), che descrive gli eventi che seguirono il massacro e la vendetta compiuta dal Mossad israeliano verso coloro che si ritenevano implicati, a vario titolo, nella strage di Monaco, che, in ogni caso, rappresenta la prima violazione di quella sacralità olimpica che anche nei Giochi dell’Antichità era rispettata, con tanto di tregua delle eventuali Guerre in corso durante lo svolgimento degli stessi, e che, purtroppo, serve da preludio all’ingresso della politica nel panorama olimpico, come dimostrano, in rapida successione, il ritiro dei Paesi africani dall’edizione di Montreal ’76 e gli assurdi boicottaggi imposti dalle due “Superpotenze” di Stati Uniti ed Unione Sovietica ai Paesi sotto la loro influenza, per quel che riguarda i rispettivi Giochi di Mosca 1980 e Los Angeles 1984 …

Quel che è certo è che il tentativo dei terroristi di “Settembre Nero” non ha sicuramente giovato alla causa del popolo palestinese, così come ne è uscita di gran lunga ridimensionata l’immagine della Germania per la negligenza ed inadeguatezza dimostrata sia sul piano della sicurezza che nella gestione della vicenda, e forse è proprio per questo che, per almeno 60 anni, le Olimpiadi non vi faranno più tappa, visto che anche le edizioni del 2024 e del 2028 sono già state assegnate, a Parigi e Los Angeles, rispettivamente …

 

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