L’ORCO SEISENBACHER E QUEL TERRIBILE SEGRETO DIETRO AI SUOI SUCCESSI

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Peter Seisenbacher celebra la vittoria di Seul ’88 – da:gettyimages.ca

Articolo di Giovanni Manenti

Talvolta, capita di veder primeggiare un rappresentante di una Nazione che non vanta una secolare tradizione in una particolare Disciplina Sportiva, come nel caso dell’Austria, Paese che vede i propri allori a livello internazionale principalmente – se non quasi totalmente – condensati negli Sport Invernali, prova ne sia che, a fronte di appena 18 medaglie d’Oro conquistate alle Olimpiadi estive, fanno da contrasto le ben 64 volte che un atleta austriaco è salito sul gradino più alto del podio nelle Rassegne invernali.

Figuriamoci poi, se la Disciplina in cui ad emergere è un atleta d’Oltralpe è addirittura un’Arte marziale, nella fattispecie il Judo. Sport che nella parte occidentale del Vecchio Continente conta i maggiori proseliti in Francia, seguita da Italia ed Olanda, tanto che, essendo entrato a far parte del programma olimpico dai Giochi di Tokyo 1964, per i primi 20 anni alcun judoka austriaco è in grado di andare a medaglia …

Questa striscia negativa viene sfatata alle Olimpiadi di Los Angeles ’84 – peraltro un’edizione “dimezzata” a causa del “contro boicottaggio” imposto da Mosca ai Paesi dell’impero sovietico in risposta all’analoga decisione assunta quattro anni prima dal Presidente Usa Jimmy Carter riguardo ai Giochi moscoviti – dove il primo a rompere tale tabù è il 25enne Josef Reiter, che il 5 agosto 1984 coglie la medaglia di bronzo nella Categoria sino a 65 chilogrammi.

Ma è tre giorni dopo che, finalmente, anche l’inno austriaco risuona nell’impianto della “California State University”, allorché ad affermarsi nei Pesi Medi (con limite ad 86kg.) è il 24enne viennese Peter Seisenbacher.

Al di là dell’assenza degli esponenti dell’Europa Orientale, Seisenbacher, nato nella Capitale austriaca il 25 marzo 1960, non è certo uno “sconosciuto” nel panorama internazionale, visto che già nel 1980 aveva conquistato l’argento a Campionati Europei di metà maggio svoltisi proprio a Vienna, sconfitto in Finale dal sovietico Alexander Yatskevich, successivamente bronzo ai Giochi moscoviti, dove l’austriaco paga l’inesperienza, uscendo al primo turno contro il nordcoreano Pak Jong-Chol.

Rassegna Continentale che vede Seisenbacher andare ancora a medaglia – dopo un settimo posto nell’edizione di Rostock ’82 – sia a Parigi ’83, dove è nuovamente argento, dovendosi ancora arrendere ad un judoka sovietico, stavolta Vitaly Pesniak, mentre ai Mondiali di Mosca che si svolgono ad ottobre del medesimo anno, sfiora il podio, classificandosi quinto, con il successo che arride al tedesco orientale Detlef Ultsch.

In vista dell’appuntamento clou della stagione seguente, ovvero le Olimpiadi di Los Angeles ’84, i Campionati Europei di inizio maggio a Liegi lo vedono salire sul gradino più basso del podio, nel mentre la vittoria arride ancora a Pesniak, che supera in Finale il rappresentante della Germania Est Roland Borawski, atleti che, chiaramente, non possono partecipare ai Giochi californiani per i ricordati motivi …

Ma, anche in assenza dei forti esponenti della Scuola dell’Europa Orientale, il campo dei partecipanti è pur sempre di primissimo livello, visto che sono iscritti nella Categoria dei Pesi Medi proprio gli altri tre medagliati della Rassegna Iridata dell’anno precedente, vale a dire l’argento francese Fabien Canu, oltre al giapponese Seiki Nose (già argento ai Mondiali di Maastricht ’81) e l’americano Robert Berland, che si erano divisi la terza piazza …

Con quest’ultimo a poter contare sul vantaggio di gareggiare nel proprio Paese, lo stesso raggiunge la Finale per l’Oro avendo la meglio in semifinale ai punti sul brasiliano Walter Carmona, ma nella parte alta del Tabellone il cammino di Seisenbacher ha dell’impressionante, visto che si aggiudica i suoi quattro incontri tutti per “ippon (l’equivalente del ko nel Pugilato …) ed a farne le spese sono, in rapida sequenza, lo jugoslavo Stanko Lopatic (che resiste 1’31”), il cinese Chang (addirittura sconfitto dopo 0’45” …!!), per poi toccare identico destino sia a Nose (4’23”) che a Canu, che deve arrendersi dopo 2’01” …

Una tale ecatombe di possibili pretendenti alla medaglia d’Oro, fa sì che il beniamino di casa Berland – indubbiamente favorito dalla composizione dei due Gruppi – non possa certo affrontare a cuor leggero il massiccio austriaco (m.1,86 per 86kg.), che difatti lo schiena dopo appena 2’26” per divenire il primo (e sinora unico …) rappresentante del proprio Paese a conquistare la medaglia d’Oro nel Judo.

Il ritorno dell’Austria nel Medagliere olimpico – l’ultimo Oro risaliva ai Giochi di Roma ’60, quando era toccato ad Hubert Hammerer trionfare nel tiro con la carabina da tre posizioni – fa sì che Seisenbacher venga eletto “Atleta dell’anno” a fine stagione, succedendo ad un “Mito dello Sci” quale il discesista Franz Klammer, titolo che replica anche l’anno successivo, allorché si afferma ai Campionati Mondiali di fine settembre ’85 a Seul, dopo aver conquistato il bronzo alla Rassegna Continentale di Hamar.

E se il successo olimpico poteva dare adito a qualche perplessità circa l’assenza degli esponenti dell’Europa Orientale, stavolta il 25enne viennese fuga ogni dubbio, dato che in semifinale ha la meglio sul più volte ricordato Pesniak, per poi all’atto conclusivo prendersi la rivincita sul bulgaro Georghi Petrov, che lo aveva sconfitto nel Quarto di Finale ai Campionati Europei.

Oramai divenuto senza mezzi termini “l’uomo da battere” nella sua Categoria, l’anno seguente, in occasione degli Europei di Belgrado, Seisenbacher vuole “strafare e, non contento di essersi aggiudicato il suo unico titolo continentale battendo in Finale l’olandese Ben Spijkers, si iscrive anche alla “Categoria Open” (ovvero senza limiti di peso), in cui raggiunge comunque l’atto conclusivo, cedendo solo al tedesco orientale Henry Stohr, a propria volta argento nei Pesi Massimi.

L’obiettivo dichiarato del judoka austriaco è quello di tentare il bis olimpico, in vista del quale non va però oltre due medaglie di bronzo alle Rassegne Continentali di Parigi ’87 (sconfitto in semifinale dal britannico Densign White (già quinto a Los Angeles) e di Pamplona ’88, dove divide il gradino più basso del podio con Spijkers, mentre la sfida per l’Oro vede prevalere Canu su White, così confermando l’esito della Finale dell’anno precedente.

Non si può pertanto dire che Seisenbacher si presenti alle Olimpiadi di Seul ’88 in veste di grande favorito, pur restando un elemento da tener d’occhio, anche se i favori del pronostico sono più orientati sul più volte citato francese Canu che, oltre ai due successi continentali, può vantare anche il titolo iridato conquistato ai Mondiali di Essen, superando in Finale, curiosamente, proprio quel nordcoreano Pak Jong-Chol che aveva inflitto all’austriaco la sconfitta all’esordio a Mosca 1980 …

Con nella Poule A inseriti sia Spijkers che White, oltre al sempre valido ungherese Janos Gyani, ad emergere vittorioso e qualificato per la Finale è il sovietico Vladimir Shestakov, il quale ai Quarti supera il britannico per yusei-gachi (superiorità) ed in semifinale l’olandese per koka, ovvero ai punti, ma con un minor divario rispetto allo yuko …

Al Campione olimpico in carica, viceversa, toccano nella Poule B due “clienti” di tutto rispetto, vale a dire il giapponese Akinobu Osako ed il plurimedagliato a livello europeo e mondiale Canu, icona del Judo transalpino, ritrovandosi ad affrontare quest’ultimo dopo essersi sbarazzato in meno di 2’ complessivi del portoricano Jorge Bonnet e dell’idolo di casa, il sudcoreano Kim Seung-Gyu …

La sfida con il coetaneo francese (nato esattamente un mese dopo, il 23 aprile 1960) rappresenta la svolta del Torneo olimpico, con l’austriaco a prevalere di misura per yuko, stessa sorte riservata in semifinale ad Osako, reduce dall’aver schienato in 2’26” il cinese Liu Junlin …

L’appuntamento con la Gloria”, che lo consegnerebbe ai posteri della Disciplina è dunque fissato per il tardo pomeriggio del 29 settembre 1988 contro Shestakov, il quale non riesce a mettere in difficoltà l’austriaco, con Seisenbacher a sedersi per la seconda volta consecutiva sul “Trono di Olimpia” affermandosi grazie alla superiorità dimostrata sul tatami e sancita dai Giudici con lo yusei-gachi che ne decreta la vittoria.

Quello di Seul è l’ultimo incontro disputato da Seisenbacher, che si ritira dall’attività a 28 anni dopo essere stato per la terza volta eletto quale “Atleta austriaco dell’anno”, per dedicarsi all’attività di allenatore, con la speranza di forgiare altri atleti in grado di ben figurare nel panorama olimpico.

Ed i primi risultati iniziano a giungere con Patrick Reiter che, pur non conquistando alcun alloro olimpico, è comunque capace di aggiudicarsi gli Europei di Birmingham ’95 nella Categoria sino a 78kg., cui unisce altri tre bronzi continentali e due iridati, questi ultimi ai Mondiali di Chiba ’95 e di Parigi ’97, in entrambi i casi uniche medaglie conquistate dall’Austria.

Con l’inizio del nuovo Secolo a brillare è la stella del superleggero Ludwig Paischer, il quale fa incetta di medaglie agli Europei – 2 Ori (2004 e ’08), un argento (2005) e tre bronzi (2003, ’06 e ’09) – a cui unisce l’argento ed il bronzo iridato (rispettivamente al Cairo ’05 ed a Rio de Janeiro ’07) e, soprattutto, l’argento olimpico ai Giochi di Seul ’08, secondo miglior risultato ottenuto da un judoka austriaco dopo le imprese di Seisenbacher.

Tecnico austriaco che nel 2009 si trasferisce in Georgia sino al 2012 per svolgere le mansioni di responsabile della Nazionale, che con lui ottiene un bronzo ai Mondiali di Parigi 2011 e la medaglia d’Oro alle Olimpiadi di Londra 2012 grazie a Lasha Shavdatuashvili che si afferma nei Pesi mezzi leggeri, oltre a due Ori, 3 argenti e 4 bronzi ai Campionati Europei.

Nonostante questi ottimi risultati, Seisenbacher si allontana ancora di più dal suo Paese di origine, andando a prestare servizio in Azerbaijan, una decisione apparentemente incomprensibile, ma che anticipa una triste realtà che prende definitivamente corpo l’anno seguente, nel 2014 …

Dopo anni, difatti, in cui circolavano alcune voci sulla condotta del Campione austriaco, nel giugno 2014 alcune donne presentano denuncia penale contro di lui con l’accusa di averle violentate quando erano ancora minorenni od addirittura bambine …

Sulla scorta delle relative indagini, ad inizio ottobre 2016 Seisenbacher viene formalmente accusato dalla Procura di Vienna dello stupro di due ragazze appena 14enni all’epoca dei fatti – risalenti al periodo tra il 1999 ed il 2002 in cui allenava presso un Club di Judo di Vienna – e di un altro tentativo, fortunatamente non andato a buon fine, nei confronti di una ragazza di 16 anni.

La prima delle due ragazze aveva addirittura solo 11 anni allorché nel 1999 Seisenbacher avrebbe iniziato ad abusare di lei, atti poi perpetrati sino al 2001, mentre il secondo caso si riferisce al 2004 ed il tentativo fallito si sarebbe verificato nel 2001 in Croazia durante un periodo di allenamento.

Ovviamente, trattandosi di un personaggio di elevata notorietà in Patria, le indagini sono state molto accurate e minuziose, e l’accusa formale è stata mossa solo dopo aver ascoltato le testimonianze di molte sue ex allieve, con conseguente fissazione al dicembre 2016 del relativo processo.

Ma la più evidente prova di colpevolezza la fornisce lo stesso ex Campione Olimpico, allorché non si presenta alle udienze in Tribunale rifugiandosi all’estero, circostanza che lo fa divenire un ricercato a tutti gli effetti con spiccato a suo carico un mandato di cattura internazionale, con l’Interpol a mettersi sulle sue tracce in Europa, Kazakistan, Stati Uniti e persino Dubai …

Considerato un soggetto pericoloso, Seisenbacher riesce a sfuggire alla cattura per oltre sei mesi, sino a che viene individuato ed arrestato da una Squadra Speciale americana il 2 agosto 2017 a Kiev, Capitale dell’Ucraina, dove è attualmente in prigione in attesa di essere estradato in Austria e sottoposto a regolare processo, per il quale, se ritenuto colpevole, rischia sino a 10 anni di carcere …

Davvero il modo peggiore per finire, come suole dirsi, “dagli altari alla polvere …” …

 

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