IL LEGAME SPECIALE TRA LO “ZIO” MAURICE TRINTIGNANT E IL GRAN PREMIO DI MONACO

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Trintignant al Gran Premio di Monaco del 1955 – da en.espn.co.uk

articolo di Nicola Pucci

Sarebbe quasi scontato ricordare che Maurice Trintignant altri non è che lo zio di quel Jean-Louis Trintignant che appartiene alla grande scuola del cinema francese. E per questo legame di parentela, quando si parla di lui, è inevitabile aggiungere al racconto delle sue imprese su due ruote “sì, lo zio dell’attore…“.

In effetti l’accostamento non rende pienamente merito a questo ragazzo che ebbe i natali il 30 ottobre 1917 a Sainte-Cécile-les-Vignes, nel dipartimento del Vaucluse, e che coltivò da sempre l’amore per i motori e le automobili seguendo le orme del fratello Louis che corse per la Bugatti e trovò morte prematura nel 1933 al Gran Prix di Picardia a Peronne. Il lutto familiare non convinse il giovane Maurice a dirottare altrove le sue attenzioni, anzi, e così nel 1938, appena 21enne, fu già l’ora di debuttare al volante, proprio della Bugatti Type 51 che costò la vita al fratello, e che l’anno dopo condusse alla vittoria in Belgio al Gran Prix des Frontieres.

La Seconda Guerra Mondiale, per Trintignant così come per una moltitudine di giovani amanti dello sport, blocca le attività agonistiche, e solo quando il conflitto bellico chiude infine i battenti, Maurice può tornare a gareggiare in macchina. Ma la fortuna non sembra dalla sua parte quando, il 4 luglio 1948, il francese è vittima di un terribile incidente nel corso del Gran Premio di Svizzera, tanto da entrare in come e venir addirittura ritenuto clinicamente morto. Alcuni giornali ne annunciano il decesso ma Trintignant ha scorza dura e dopo due settimane di morte apparente, torna alla vita, potendo poi nuovamente pilotare una macchina da corsa. E nel 1950, quando si apre l’album del campionato del mondo di Formula 1, Maurice è presente al volante di una Simca-Gordini, debuttando, guarda caso, al Gran Premio di Monaco che si corre sul circuito cittadino di Montecarlo. E se l’esordio non è felice, con un 13esimo posto in griglia limitato da una vettura non proprio competitiva, la gara va pure peggio, con un incidente prodotto da un’improvvisa ondata che invade la pista e che lo costringe al ritiro nel corso del primo giro.

Monaco e Montecarlo, nondimeno, sono nel destino di Trintignant, e se nelle tre stagioni successivi, sempre impegnato con la Simca-Gordini, Maurice può solo remare nelle retrovie cogliendo comunque qualche piazzamento dignitoso come tre quinti posti a Rouen nel 1952 e a Spa e Monza nel 1953, ecco che la sua guida pulita e la sua capacità di assecondare nel migliore di modi la meccanica della vettura su cui siede gli garantisce l’apprezzamento e l’attenzione di Enzo Ferrari, che lo ingaggia per guidare la “Rossa” nel 1954.

Con la possibilità di gareggiare per la scuderia di Maranello, Trintignant, di colpo, assurge al rango di pilota di prima fascia, e già la prima stagione porta in dote i primi due piazzamenti sul podio, secondo il Belgio alle spalle di Fangio, e terzo al Nurburgring quando termina in scia allo stesso Fangio e all’altra Ferrari al cui volante si alternano José Froilan Gonzalez e Mike Hawthorn.

E se con l’argentino Trintignant vince la 24 Ore di Le Mans, facendo pure suo, sempre nel 1954, il Gran Premio di Buenos Aires che non vale per il campionato del mondo, ecco che l’anno successivo il francese, che si è meritato l’appellativo di “pilota gentiluomo“, dopo aver firmato un record senza precedenti classificandosi secondo e terzo al Gran Premio d’Argentina che apre la stagione grazie alla possibilità concessa ai piloti di alternarsi alla guida delle vetture iscritte alla gara, ha il suo personale appuntamento con la gloria. Ovviamente, sul circuito monegasco di Montecarlo.

Già, proprio lì dove tutto ebbe inizio, almeno per l’avventura in Formula 1, nel 1950, Trintignant stavolta fa saltare il banco, pur dovendo mettersi in moto da una complicata nona posizione in griglia di partenza, ben distante dalle Mercedes di Fangio e Moss, primo e terzo, e dalle Lancia di Ascari e Castellotti, secondo e quarto, rimanendo negli scarichi anche delle Maserati di Behra, Mieres e Musso, e dell’altra Lancia di Villoresi. Ma la gara, il 22 maggio 1955, ha tutt’altra storia, e lungo i 100 giri previsti ne accadono veramente di tutti i colori. Ad esempio, Fangio è costretto al ritiro quando è al comando per un problema alla trasmissione; Moss, che rileva il fuoriclasse argentino in testa, aumenta sensibilmente il vantaggio su Ascari che lo insegue ma pure lui, complice un guasto al motore, rimbalza indietro; lo stesso Ascari si invola e pare che la vittoria non debba sfuggirgli ma, all’80esimo giro, alla “chicane” del porto finisce in mare, lasciando via libera proprio a Trintignant, che fa della regolarità la sua arma vincente e con la Ferrari 625 rigetta il tentativo di rimonta della Lancia di Eugenio Castellotti, infine passando per primo sotto la bandiera a scacchi e cogliendo non solo la prima vittoria in Formula 1, ma pure regalando alla Francia la prima, storica vittoria in una prova del campionato del mondo.

All’apice della carriera, Trintignant continuerà a correre a lungo in Formula 1, pur senza più salire sul podio guidando una “Rossa“, ma prendendosi altresì una meravigliosa rivincita con la Cooper-Climax del Rob Walker Racing Team. Con la scuderia britannica, fondata da un discendente della fabbrica di whisky Johnny Walker, Maurice debutta a Montecarlo, il 18 maggio 1958, e sinceramente nessuno, ma proprio nessuno, avrebbe pensato che il francese potesse bagnare il suo esordio con un risultato così sontuoso. Già, perché Trintignant con le curve del circuito monegasco ha un feeling del tutto particolare, e se in griglia è quinto con un distacco di 1″3 da Tony Brooks che guida una Vanwall, scuderia per la quale lo stesso Maurice ha corso nel 1956, in gara non ce n’è per nessuno e Trintignant, esattamente come accaduto tre anni prima, approfitta dei ritiri dello stesso Brooks e del connazionale Behra, che comanda per i primi 27 giri, così come quello di Hawthorn e Moss che si alternano in testa dopo l’abbandono del francese della BRM, per guadagnare la prima posizione al 48esimo giro, tenere a distanza di sicurezza le due Ferrari di Musso e Collins ed infine brindare al secondo successo in carriera.

Due vittorie su due, entrambe a Montecarlo… capito perché Maurice Trintignant, che non è “solo” lo zio di Jean-Louis, ha un legame particolare con il Gran Premio di Monaco? E questo è un exploit da campione, altroché.

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