HASELY CRAWFORD E QUEL LAMPO SUI 100 METRI AI GIOCHI DI MONTREAL 1976

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Hasely Crawford – da:athleticsontario.ca

Articolo di Giovanni Manenti

Al giorno d’oggi siamo oramai sin troppo abituati a vedere trionfare nelle gare di velocità in Atletica Leggera rappresentanti caraibici, dai vari giamaicani capitanati da “Sua Maestà” Usain Bolt, per non tacere dei rappresentanti di Bahamas, Trinidad & Tobago, senza parlare addirittura del minuscolo Stato di Saint Kitts and Nevis, il cui portacolori Kim Collins riesce a beffare i favoriti nella Finale sui 100 metri ai Campionati Mondiali di Parigi …

Ben diverso è stato, viceversa, l’andamento nel corso del Secondo Dopoguerra, dove a dettar legge erano pressoché esclusivamente gli sprinter Usa, lasciando ai rappresentanti del Caribe le briciole, costituite dal bronzo sui 100 e 200 metri del panamense Lloyd LaBeach ai Giochi di Londra 1948, oltre agli argenti sui m.100 del giamaicano Herbert McKenley ad Helsinki ’52 e del cubano Enrique Figuerola a Tokyo ’64.

C’era stata, invero, una doppia delusione in occasione delle Olimpiadi di Roma 1960, dove a prevalere su entrambe le distanze – il tedesco Armin Hary sui m.100 ed il nostro Livio Berruti sui m.200 – erano stati esponenti del Vecchio Continente, per poi toccare al sovietico Valery Borzov fare doppietta su entrambe le distanze ai Giochi di Monaco ’72, con il dubbio di come sarebbe potuta andare a finire la sfida sui 100 metri se gli americani Eddie Hart e Rey Robinson non avessero saltato per negligenza i Quarti di Finale.

In ogni caso, si trattava pur sempre di sconfitte patite sul suolo europeo, e la successiva edizione dei Giochi fissata a Montreal 1976 era attesa all’interno del Team Usa come l’occasione del riscatto, potendo, specialmente sui 100 metri, schierare un terzetto di tutto rispetto proveniente dai Trials – ancorché privo del miglior sprinter del momento, Steve Williams, infortunatosi nel corso dei Campionati AAU – e costituito da Harvey Glance, Steve Riddick e Johnny Jones, pur dovendosi confrontare con il Campione Olimpico in carica Valery Borzov e, soprattutto, con il giamaicano Donald Quarrie, il quale ha all’attivo tempi di 9”9 e 19”8 manuali su entrambe le distanze.

Poco credito è, viceversa, dato al rappresentante di Trinidad & Tobago Hasely Crawford, nato a Marabella il 16 agosto 1950, il quale, dopo aver conquistato la medaglia di bronzo sui m.100 ai “Commonwealth Games” di Edimburgo ’70 in 10”33 alle spalle della coppia giamaicana formata da Don Quarrie e Lennox Miller, si era qualificato per la Finale sulla stessa distanza ai Giochi di Monaco ’72, dovendo peraltro abbandonare nel corso della gara per uno stiramento muscolare …

Classificatosi al secondo posto del Ranking Mondiale stilato dalla prestigiosa rivista americana “Track & Field News” al termine della stagione 1973 per effetto di un 100 metri corso in 10”1 a Kingston, Crawford sparisce dalle scene l’anno seguente per poi ripresentarsi nel 1975 dove corre per due volte in patria la distanza in 9”8 e 9”9 manuali ma con vento oltre la norma, e quindi coglie l’argento ai “Giochi Panamericani” di Città del Messico ’75 in 10”21, alle spalle del cubano Silvio Leonard, primo con 10”15.

Ciò consente al velocista caraibico di riapparire al quinto posto del Ranking Mondiale di fine stagione, guidato da Steve Williams, ma che per le ragioni suddette non è presente ai Giochi, e preceduto altresì da Borzov, Quarrie e Leonard nell’ordine …

Considerato pertanto un “outsider” tale da ambire ad un posto sul podio e nulla più, Crawford si presenta nella Metropoli canadese intenzionato comunque a ben figurare, tanto da iscriversi su entrambe le prove veloci, pur privilegiando la più corta distanza, date anche le caratteristiche morfologiche (m.1,87 per 90kg.), più adatte allo sprint puro.

Superati in scioltezza i primi due turni – in cui si mette in evidenza Glance con 10”23, mentre Crawford precede (10”29 a 10”39) Borzov nella terza serie e Quarrie precede (10”33 a 10”36) Riddick nella prima, con la grande sorpresa dell’eliminazione di Leonard, non meglio che quinto nella seconda – il 24 luglio 1976, giorno in cui si disputano semifinali alle ore 15:30 e la Finale alle 17:00, il velocista di Trinidad è inserito nella seconda serie a Quarrie ed agli americani Riddick e Jones, mentre nella prima tocca a Glance saggiare le condizioni del campione in carica Borzov, oramai quasi 27enne …

Un capitolo a parte merita il caso del cubano Leonard, uno dei grandi favoriti della vigilia che, in occasione del riferito successo ai Giochi Panamericani ’75, si era seriamente infortunato subito dopo il vittorioso arrivo, con conseguente difficoltà a ritrovare una condizione di forma accettabile in vista dell’appuntamento olimpico, dieci giorni prima del quale si procura altresì un taglio al piede calpestando accidentalmente una bottiglia di acqua di colonia …

E, mentre Glance conferma il suo buon stato di forma, imponendosi con largo margine (10”24 a 10”30) sul sovietico, Crawford inizia a far ricredere gli esperti sulla sua veste di solo “possibile outsider”, visto che regola (10”22 a 10”26) Quarrie, con Jones terzo in 10”30 e Riddick clamorosamente escluso dalla Finale, quinto in 10”33 …

Già con due pretendenti al podio (Leonard e Riddick) usciti di scena e la più volte ricordata assenza di Steve Williams, imbattuto in stagione prima dell’infortunio che lo estromette dai Giochi, ovvio che le chances aumentano, anche se per Crawford giunge la cattiva notizia di essere sorteggiato in prima corsia, non certo la migliore in ottica medaglie …

Consapevole di avere comunque a disposizione “l’occasione della vita”, Crawford gioca anche la carta dell’intimidazione rispetto alla giovane coppia americana formata da Glance e Jones (di 19 e 18 anni, rispettivamente …) nella camera di attesa prima della chiamata ai blocchi di partenza, una tattica che certo non scalfisce due “vecchie volpi” come Quarrie e Borzov, ma che fa presa sui giovani Usa, “guardando i quali negli occhi, si vedevano che erano battuti in partenza …”, dirà in seguito il velocista del Caribe …

Con Borzov a lui vicino in terza corsia, Quarrie in quarta e Glance in quinta, Crawford sa bene che, senza precisi punti di riferimento, l’unica cosa che può fare è correre più veloce che può, senza tanti calcoli, anche se allo sparo dello starter i più veloci a mettersi in moto sono i brevilinei Glance e Borzov, per poi essere raggiunti e superati da Quarrie il quale sta per assaporare la gioia del suo primo Oro olimpico quando viene affiancato da un treno quale il 26enne Crwaford che lo precede sul filo di lana per un solo, misero 0”01 centesimo (10”06 a 10”07), con l’esperienza di Borzov ad avere la meglio sulla gioventù di Glance nella lotta per il gradino più basso del podio.

Alla gioia indescrivibile di Crawford – “sui blocchi ero convinto di poter precedere Borzov, ma sono rimasto poi sorpreso dall’essere riuscito a prevalere su di un fuoriclasse quale Quarrie …“, questo il suo commento a fine gara – fa riscontro la delusione in tribuna di Leonard, immortalato dalle telecamere in un’espressione sconsolata che la dice tutta sulla grande occasione mancata per il cubano in una Finale ampiamente alla sua portata.

Per Crawford, che si qualifica anche per la Finale dei m.200, vinta da Quarrie in 20”23 e dove subisce un nuovo infortunio muscolare, si tratta dell’apice della carriera – in seguito sarà bronzo in 10”09 ai “Commonwealth Games” di Edmonton ’78 alle spalle di Quarrie e dello scozzese Allan Wells (10”03 a 10”07), dove è anche secondo con la staffetta 4×100 preceduto solo dal quartetto scozzese – visto che ai successivi Giochi di Mosca viene eliminato ai Quarti di Finale con 10’”28, per poi tentare la sorte, oramai 34enne, anche nell’edizione di Los Angeles ’84, fermandosi anche stavolta ai Quarti, ma con un tempo ben peggiore di 10”56.

Ciò che, in ogni caso, non potrà mai essere cancellato – oltre a far parte ancora per tre anni della “Top Ten” del ranking Mondiale (secondo nel 1976, settimo nel ’77 e quarto nel ’78 …) – è l’orgoglio di essere stato il primo atleta di ogni disciplina a conquistare una medaglia d’Oro per il proprio Paese, il quale dovrà aspettare ben 32 anni per vedere analogo risultato raggiunto dalla staffetta 4×100 all’edizione di Pechino 2008 …

E, non a caso, nella sua città natale, lo Stadio per le gare di Atletica porta il suo nome …

 

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