GILLIAN MARY SHEEN, UNICA MEDAGLIA D’ORO INGLESE E MAESTRA D’ELEGANZA IN PEDANA

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Gillian Mary Sheen – da telegraph.co.uk

articolo di Gabriele Fredianelli

La sua immagine venne riprodotta anche sui francobolli da un centavo della Repubblica Dominicana. Fu una meritata soddisfazione per Gillian Mary Sheen, l’unica britannica – dei due sessi – ad aver mai vinto una medaglia d’ora olimpica nella scherma. Successe, decisamente a sorpresa, a Melbourne nel 1956.

Mary aveva 28 anni e fino ad allora, a livello internazionale, non era andata oltre un bronzo mondiale a squadre nel 1950. Meravigliosi misteri dello sport. Anche perché in quella edizione dei Giochi c’erano ancora in gara, seppur avanti negli anni, veri e propri miti del fioretto femminile come Ellen Preis e Karen Lachmann.

L’Inghilterra, che pure aveva importato maestri italiani a corte fin dai tempi di Shakespeare e aveva ospitato a fine Settecento la scuola del livornese Tremamondo Malevolti, non ha mai avuto grande tradizione schermistica nei palcoscenici internazionali. E in quel 1956 il suo medagliere olimpico era ancora fermo a cinque argenti in oltre mezzo secolo: i due nella spada a squadre maschile nel 1908 e nel 1912 e i tre di fila nel fioretto femminile con Gladys Davies nel 1924, Muriel Freeman nel 1928 e la dublinese Judy Guinnes nel 1932.

Gillian Sheen è originaria del sobborgo londinese di Willesden e raccoglie i primi successi ai tempi della scuola, alla North Foreland School nel Kent. Nata nel 1928, proprio nell’estate dell’argento della Freeman, Gillian nel 1949 è per la prima volta campionessa inglese nella categoria assoluti dopo esserlo stata tra gli juniores. Per cinque anni di fila sarà campionessa britannica, mentre intanto studia odontoiatria all’University College di Londra e nel 1951 conquista l’oro al Mondiale universitario. Nel 1950 a Montecarlo c’era stato intanto il bronzo a squadre ai Mondiali, dietro Francia e Danimarca, insieme alle più esperte colleghe Elizabeth Carnegy Arbuthnott, Caroline Drew, Mary Alison Glen-Haig e Margaret Somerville.

A Helsinki, nel 1952, esordisce finalmente ai Giochi, ma senza grande successo. Nella gara vinta da Irene Camber, Gillian finisce fuori al secondo turno, in un girone oggettivamente difficile con la futura campionessa triestina e la magiara Elek, destinata all’argento.

Nel 1956 però è tutta un’altra storia. Le cose vanno bene fin dalla prima poule, che chiude con 6 vittorie su 7 compreso il 4-1 sulla campionessa del mondo di due anni prima, la danese Lachmann. In semifinale invece c’è più sofferenza. Solo due vittorie. E serve il “barrage” per arrivare al girone finale. Ma quella vittoria arriva per 4-2 sulla campionessa mondiale in carica, la giovanissima ungherese Lídia Dömölky, moglie dello sciabolatore József Sákovics.

La finale a otto è difficilissima perché nel girone decisivo ci sono due delle più grandi protagoniste della storia del fioretto femminile: ancora Karen Lachmann, argento nel 1948 e bronzo nel 1952, ed Ellen Preis, oro nel 1932 e bronzo nel 1936 e 1948. Gillian parte male e perde il primo incontro con la diciottenne rumena Olga Orban. Ma il resto è una marcia inarrestabile, compresi i 4-3 su Lachmann e Preis e il 4-2 sulla nostra Bruna Colombetti. Alla fine però c’è un pari merito al primo posto ed è necessario lo spareggio, di nuovo con la rumena Orban. E stavolta è l’inglese ad avere la meglio per il 4-2 che vale quella storica medaglia d’oro, che ad oggi rimane l’unica di marca britannica nella scherma.

Dopo verranno i due argenti nella spada di Allan Jay nel 1960 e di Henry Hoskyns nel 1964 e l’argento a squadre nella spada sempre nel 1960. Ma mai più un oro. E anche per questo un risultato del genere vale anche il francobollo della Repubblica Dominicana nella serie dedicata alle Olimpiadi.

Ma Gillian rimase nella memoria anche per altro. Fu la sua splendida “mise” a restare impressa nell’immaginario inglese, con uno stile alla Audrey Hepburn: in pedana vestì un elegantissimo collo alto abbottonato e culotte in abbinamento. Ancora oggi quella tenuta è nelle classifiche all-time dell’eleganza sportiva d’Oltremanica.

Gillian Sheen intanto, dopo Melbourne, continua a collezionare titoli nazionali in patria (dieci in totale) e qualche buon risultato nel Commonwealth, ma più nulla sul palcoscenico internazionale. A Roma nel 1960 la britannica esce ai quarti di finale in quell’edizione vinta da “Heidi” Schmid, mentre l’ottima prestazione personale non basta ad evitare le precoce eliminazione della squadra nazionale, battuta da Ungheria e Romania.

Abbandonata la pedana, Gillian si trasferisce a New York con il marito e insieme aprono uno studio dentistico.

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