PAUL BIEDERMANN E QUEI RECORD STRAORDINARI CON QUALCHE LEGITTIMO DUBBIO

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Paul Biedermann – da:swimswam.com

Articolo di Giovanni Manenti

L’edizione di Roma 2009 dei Campionati Mondiali di Nuoto passa alla Storia sia per l’elevatissimo numero di record stabiliti – 13 in campo maschile e 14 in quello femminile – che per aver indotto la FINA ad abolire, con decorrenza dal successivo 1 gennaio 2010, i cosiddetti “costumi gommati” in poliuretano che li avevano favoriti, al punto che, a tutt’oggi, a distanza di 10 anni, ne resistono ancora 8 in campo maschile – e con due, quelli di Michael Phelps sui m.100 e 200 farfalla migliorati solo alla recente edizione di Gwangiu 2019 – mentre nel settore femminile resiste unicamente il primato sui m.200sl della nostra Federica Pellegrini,

Quanto suindicato consente però di fare un distinguo, nel senso che una cosa è se tali primati vengono migliorati da chi già li deteneva – come nel caso di Phelps sui m.100 e 200 farfalla oppure del connazionale Peirsol sui m.200 dorso, al pari di Ryan Lochte sui m.200 misti, dallo stesso ulteriormente abbassato due anni dopo a Shanghai – rispetto al vedere emergere nuotatori che, anche se non proprio sconosciuti, non riescono successivamente a salire sul gradino più alto del podio sia in sede olimpica che iridata.

Ed il caso più emblematico è quello costituito dal tedesco Paul Biedermann, nato il 7 agosto 1986 ad Halle, in Sassonia, nell’allora Repubblica Democratica Tedesca e specialista delle medie distanze (200 e 400 metri) a stile libero, il quale a fine anno 2008 risulta nono nelle Classifiche mondiali sui m.200sl ed addirittura 21esimo sulla doppia distanza …

Biedermann si mette in luce non ancora 18enne ai Campionati Europei Juniores di Lisbona 2004, dove completa un “tris di successi” imponendosi sia sui m.200sl (1’48”62) che sui m.400sl (3’51”52) al pari di un’insolita partecipazione ai m.1500sl, che si aggiudica comunque in 15’18”94.

Un “inizio col botto” al quale però, lo stileliberista tedesco non fa riscontrare i progressi sperati negli anni a venire, ottenendo i migliori risultati sulla distanza da lui preferita, ovvero i m.200sl, in cui conclude non meglio che settimo ai Campionati Europei di Budapest ’06 in 1’48”99 (ad oltre 3” abbondanti dal tempo del vincitore Pieter van den Hoogenband, primo in 1’45”65), pur realizzando a novembre del medesimo anno 1’48”05, suo primato personale all’epoca.

Situazione che non muta l’anno seguente, in occasione della Rassegna Iridata di Melbourne ’07 in cui, sempre iscritto sui soli m.200sl, si qualifica per la Finale con il settimo tempo, replicato all’atto conclusivo pur scendendo sino ad 1’48”09, ma incrementando il divario dal vincitore, nella fattispecie Phelps che, con 1’43”86 stabilisce il relativo primato mondiale, per poi non riuscire a centrare l’accesso alla Finale della staffetta 4x200sl, con il quartetto tedesco primo degli esclusi in 7’19”22.

In vista dell’appuntamento costituito dalle Olimpiadi di Pechino ’08, Biedermann, oramai divenuto l’uomo di punta del Team tedesco a stile libero, viene iscritto su entrambe le distanze dei m.200 e 400sl, oltre a far parte delle staffette 4×100 e 4x200sl, un impegno che lo vede però ottenere, anche in questo caso, un raccolto inferiore alle attese, nonostante si presenti nella Capitale asiatica forte del titolo europeo sui m.200sl conquistato alla Rassegna Continentale di Eindhoven, migliorandosi ancora sino ad 1’46”59.

Il problema per il 22enne sassone sta nel fatto che ai suoi miglioramenti gli avversari replicano limando in misura maggiore i propri personali, e l’esordio al “Beijing National Aquatics Centre” del 9 agosto 2008, nella giornata inaugurale del programma natatorio, è quanto di peggio potesse aspettarsi, facendo registrare addirittura il 18esimo tempo nelle batterie dei m.400sl, nuotati in 3’48”03.

Una delusione a cui fa seguito, all’indomani, il flop della staffetta 4x100sl, classificatasi con il peggior tempo in qualificazione, con Biedermann a ritrovare una parvenza di buonumore nelle semifinali dei m.200sl, in cui realizza 1’46”41, valido per l’accesso alla Finale del 12 agosto con il sesto miglior tempo …

Sicuramente, non si può dire che il tedesco non faccia di tutto per esprimersi ai suoi massimi livelli, visto che anche nell’atto conclusivo abbassa il proprio limite personale sino ad 1’46”00 – migliorandosi così di oltre 2” rispetto alle due precedenti stagioni – che gli vale la quinta posizione, ma là davanti vanno come schegge e Phelps, nel suo percorso verso l’incredibile record di 8 medaglie d’Oro, va a toccare nel nuovo primato assoluto di 1’42”96, con in più la scarsa assistenza dei propri compagni di staffetta nella 4x200sl – negli anni ’80 il punto di forza dello squadrone tedesco – che conclude appena 12esima in batteria.

Capirete, pertanto, come Biedermann non potesse essere considerato tra i pretendenti al titolo iridato su dette distanze in occasione dei Campionati Mondiali di Roma 2009, che si aprono il 26 luglio alla “Piscina del Foro Italico” con la disputa di batterie al mattino e Finale al pomeriggio dei m.400sl, distanza il cui record assoluto è detenuto con il tempo di 3’40”08 dall’imbattuto australiano Ian Thorpe, stabilito il 30 luglio 2002 in occasione dei “Commonwealth Games” di Manchester …

Quello che si tuffa in acqua al mattino di quella domenica 26 luglio è un Biedermann completamente diverso da quello visto l’anno precedente a Pechino, visto che stampa, nella nona ed ultima batteria, un tempo di 3’43”01 che, oltre ad essere il migliore tra i partecipanti, rappresenta altresì il nuovo Record europeo, con un miglioramento impensabile rispetto alle sue precedenti esibizioni …

Con solo il cinese Zhang Lin – argento l’anno prima sulla distanza ai Giochi di Pechino e che poi vincerà i m.800sl con il record di 7’32”12, anch’esso tuttora imbattuto – ed il tunisino Oussama Mellouli – Oro a Pechino sui m.1500sl, bissato a Roma, dove giunge altresì alle spalle di Zhang sui m.800sl – a scendere sotto il limite dei 3’44” netti, nel mentre il Campione olimpico sudcoreano Park Tae-Hwan viene eliminato a sorpresa con appena il 12esimo tempo, l’attesa regna sovrana in previsione della Finale pomeridiana, pur ritenendo in molti che Biedermann sia già giunto al limite delle proprie possibilità, anche perché il divario rispetto al record di Thorpe è pur sempre di quasi 3” …

Pur se maggiormente a proprio agio sulle più lunghe distanze – in seguito si esibirà con ottimi risultati anche nei 5 e 10km. di Fondo in mare aperto – è il tunisino Mellouli a dettare il ritmo in Finale, transitando a metà gara in 1’50”44, trascinando nella sua scia Zhang, che vira in 1’50”71, nel mentre il passaggio di Biedermann è cronometrato in 1’51”02, ben più alto dell’1’49”74 del giorno prima, con ciò avvalorando la tesi che avesse sparato tutte le sue cartucce in batteria …

Nessuna previsione si rivela più sbagliata, in quanto il mezzofondista sassone, applicando la tattica del “Negative Split”, ovvero nuotare le frazioni dopo metà gara più veloci rispetto alle prime, già ai 300 metri raggiunge il cinese, mentre Mellouli peraltro incrementa (2’46”29 a 2’47”17) il proprio margine intesta alla gara, ridotto a soli 0”35 centesimi (3’13”95 a 3’14”30) all’ultima virata, prima che Biedermann inneschi il turbo per nuotare gli ultimi 50 metri in uno sbalorditivo 25”77 che gli consente di rimontare il nordafricano, che comunque conclude nel nuovo primato continentale di 3’41”11, e sopravanzarlo nettamente …

Ma è quando appare sul tabellone il tempo del vincitore che è difficile credere ai propri occhi, ovvero 3’40”07, un solo 0”01 centesimo in meno di quanto nuotato sette anni prima da Thorpe per un Record ritenuto inattaccabile, soprattutto da chi fa registrare un miglioramento di tale portata rispetto ai 3’48” e spiccioli di Pechino.

Con la Germania a rinunciare, per manifesta inferiorità, a presentare una staffetta 4x100sl, Biedermann è ora atteso alla “Prova del Nove” sui m.200sl dove lo attende la sfida con il Campione olimpico e primatista mondiale Phelps, le cui batterie e semifinali si disputano il giorno successivo e la relativa Finale il 28 luglio …

Già in batteria i due si “punzecchiano” (1’45”30 ad 1’45”60 a favore del tedesco), per poi toccare a Biedermann uscire allo scoperto nella seconda semifinale pomeridiana, dopo che l’americano si era aggiudicata la prima in 1’45”23, nuotando la distanza in 1’43”65 che, oltre ad essere il primato europeo, migliora altresì il Record dei Campionati stabilito proprio da Phelps in 1’43”86 due anni prima a Melbourne, tempo che all’epoca era anche primato assoluto …

Ovvio che, dopo quanto visto sulla doppia distanza, nessuno si azzarda più a fare previsioni negative circa le possibilità del tedesco non solo di avere la meglio sul pluricampione olimpico in Finale, ma anche di privarlo del record mondiale stabilito l’anno precedente nella Capitale cinese, la maggiore curiosità derivante da quale tattica i due contendenti intenderanno mettere in pratica …

Con anche il russo Danila Izotov – che in semifinale ha fatto registrare, in scia al tedesco, il record nazionale di 1’45”09 – a fare da “terzo incomodo”, Biedermann rompe gli indugi sin dal tuffo in acqua, virando in 24”23 ai primi 50 metri per poi transitare in 50”12 a metà gara rispetto ai 50”25 di Phelps, peraltro ancora pienamente in corsa per l’Oro, nel mentre Izotov appare già fuori dai giochi con il suo 51”24 …

Una gara che notoriamente si decide nella terza vasca, vede Biedermann coprire detta frazione in 26”18 rispetto ai 26”46 di Phelps, per poi esplodere letteralmente nei 50 metri finali, nuotati in 25”70 per andare a bissare il successo sulla doppia distanza, così come ottenere il suo secondo record mondiale, fermando i cronometri sull’1’42”00 (quasi 1” in meno del primato di Phelps), mentre il fuoriclasse Usa deve accontentarsi dell’argento con un comunque sempre ragguardevole 1’43”22 (di soli 0”26 centesimi superiore a quanto ottenuto a Pechino) ed Izotov, da parte sua, a migliorarsi ancora sino ad 1’43”90.

La sfida tra Biedermann e Phelps ha un’appendice nella prima frazione della staffetta 4x200sl, dove il tedesco è ancora capace di nuotare le quattro vasche in 1’42”81 rispetto all’1’44”49 dell’americano che, peraltro, ben supportato dai compagni di squadra, contribuisce alla conquista del titolo iridato con il tempo complessivo di 6’58”55, anch’esso limite tuttora ineguagliato, mentre il quartetto tedesco conclude quinto, pur con il primato nazionale di 7’03″19.

Che questi risultati non potessero essere superati con l’abolizione dei costumi in poliuretano era scontato, ma ciò che stupisce – e lascia alcuni dubbi sulle prestazioni di Biedermann – è come lo stesso non sia più stato in grado in seguito di dare continuità a dette prestazioni (visto che l’uso o l’abolizione dei costumi era comunque un qualcosa di paritetico per tutti i partecipanti …) nelle successive Manifestazioni, eccezion fatta per le Rassegne Continentali, dove è ancora Oro sui m.200sl (1’46”06) ed argento sui m.400sl (3’46”30 alle spalle del francese Yannick Agnel) e con la staffetta 4x200sl agli Europei di Budapest 2010.

Atteso, viceversa, a confermare i titoli iridati ai Mondiali di Shanghai 2011, Biedermann si deve accontentare del gradino più basso del podio sia sui m.400sl (3’44”14 nella Finale vinta dal redivivo sudcoreano Park Tae-Hwan sul 20enne cinese Sun Yang) che sui m.200sl, nuotati in 1’44”88 alle spalle della coppia americana Lochte/Phelps, per poi piazzarsi quarto con la staffetta 4x200sl.

Medagliato, comunque, in ottica iridata, a Biedermann manca un analogo riconoscimento in sede olimpica, ragion per cui prepara con cura l’appuntamento di Londra 2012 dimostrandosi, almeno sulla carta, all’altezza del compito in base all’esito dei Campionati Europei svoltisi a Debrecen il maggio precedente, dove ottiene i titoli continentali sia sui m.200sl (1’46”27) che sui m.400sl (3’47”84), al pari della staffetta 4x200sl, prima in 7’09”17 davanti al quartetto italiano.

Con un calendario molto simile (inteso come date) a quello della sua “Settimana di Gloria” romana, Biedermann ritorna però a livelli di quattro anni prima a Pechino nella gara d’esordio sui m.400sl, non riuscendo a superare le batterie al mattino del 28 luglio 2012 al “London Aquatics Centre” della Capitale inglese, concluse in un’anonima 13esima posizione in 3’48”50, tempo addirittura superiore a quello nuotato in Cina, mentre la Finale vede la rivincita di Sun Yang su Park Tae-Hwan (3’40”14, record olimpico a soli 0”07 centesimi dal primato del tedesco, a 3’42”06) nel “Derby asiatico”.

Con  una, per certi versi, irritante analogia, anche la Finale dei m.200sl vede per Biedermann ricalcare l’esito di Pechino, classificandosi anche stavolta quinto in 1’45”53 mentre tra i due litiganti Sung e Park ad avere la meglio è proprio Agnel che va a trionfare in 1’43”14, con i due asiatici ad accomodarsi sul secondo gradino del podio, accomunati dallo stesso tempo di 1’44”83.

Oramai, pur con una dignitosa prestazione con la staffetta 4x200sl – quarta in 7’06”59, a soli 0”29 centesimi dal podio – la stella di Biedermann si sta offuscando e, dopo aver saltato i Mondiali di Barcellona 2013, riesce a cogliere il suo ultimo titolo continentale ai Campionati Europei di Berlino 2014, quale ultimo frazionista della staffetta 4x200sl, nel mentre nella gara individuale si vede beffare, per l’inezia di soli 0”02 centesimi (1’45”78 ad 1’45”80) dal serbo Velimir Stjepanovic.

Il desiderio di riempire la propria bacheca anche con una medaglia olimpica, spinge Biedermann a proseguire sino ai Giochi di Rio de Janeiro 2016, passando per la Rassegna Iridata di Kazan ’15 dove emette l’ultimo ruggito che lo porta a salire sul podio in 1’45”38 nella Finale dei m.200sl, vinta a sorpresa dal britannico James Guy (1’45”14 ad 1’45”20) su Sun Yang, mentre la staffetta 4x200sl conclude in quinta posizione.

Quasi un segno del destino, Biedermann scende in acqua nella Piscina Olimpica della Metropoli brasiliana per le batterie al mattino e semifinali al pomeriggio proprio il 7 agosto 2016, ovvero il giorno in cui compie 30 anni, facendosi il regalo, in 1’45”69, di garantirsi l’accesso alla sua terza Finale olimpica consecutiva sui m.200sl, dimostrandosi ancora capace, dopo i due quinti posti di Pechino e Londra, di concludere in sesta posizione in 1’45”84, mentre l’Oro è appannaggio di Sun Yang (1’44”65 ad 1’45”20) sul sudafricano Chad le Clos.

L’addio alle competizioni avviene all’indomani, il 9 agosto 2016, nuotando in 1’46”09 l’ultima frazione della staffetta 4x200sl che vede la Germania piazzarsi sesta con il tempo di 7’07”28, mentre sicuramente un pizzico di invidia deve provarlo nel vedere il suo rivale di Roma Michael Phelps ancora sul gradino più alto del podio, a dispetto dei suoi 31 anni suonati …

Cala così il sipario sulla carriera di uno stileliberista di indubbio valore – i suoi 6 titoli europei, con 3 argenti, lo stanno a testimoniare – che però ha brillato ai massimi livelli una sola estate (o meglio, una sola settimana, verrebbe da dire …) durante la quale è salito ai vertici assoluti, sia come titoli che, soprattutto, come riscontri cronometrici, indubbiamente grazie all’aiuto dei costumi poi vietati, ma con il legittimo dubbio che – visti gli spropositati miglioramenti ottenuti, specie sui m.400sl – non fosse proprio tutta “farina del suo sacco” …

Ed in questo non l’ha aiutato l’unione affettiva con la connazionale Britta Steffen, di tre anni più anziana ed anch’essa originaria dell’ex Germania Est, dominatrice sulle brevi distanze dei m.50 e 100sl – Oro sia ai Giochi di Pechino ’08 che ai Mondiali di Roma ’09 – e non poco chiacchierata, pur se i suoi primati sono già stati superati, a differenza di quelli, ancora resistenti, di Biedermann …

Ma, forse, siamo solo noi che, come ci affiora, anche solo lontanamente, il ricordo della Germania Orientale, siamo portati a pensar male …

 

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