GLI OSTACOLI D’ORO DI TOMMASO LEQUIO DI ASSABA AD ANVERSA 1920

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Tommaso Lequio di Assaba – da users.telenet.be

articolo di Nicola Pucci

L’equitazione italiana conosce il primo momento di gloria della sua storia alle Olimpiadi di Anversa del 1920, con la medaglia d’oro nel concorso di salto ad ostacoli individuale di Tommaso Lequio di Assaba.

La competizione è programmata per il 12 settembre allo Stadio Olimpico, e Lequio, che ha assunto il cognome onorifico di Assaba grazie ad un’impresa nella campagna di Libia del padre Clemente che il 23 marzo 1913 sconfisse i berberi condotti da Suleiman El Barhuni, non è tra i favoriti, ruolo che spetta invece a Ruggero Ubertalli, che l’anno prima ha vinto i Giochi Interalleati che si sono tenuti a Parigi.

Proprio questa manifestazione è il test più attendibile per valutare le credenziali dei partecipanti alle Olimpiadi, in quanto nessuno dei concorrenti in lizza ha preso parte all’edizione del 1912. Ma se Ubertalli delude le attese chiudendo solo in diciassettesima posizione, i due compagni di squadra Lequio, ufficiale di cavalleria pluridecorato al valor militare sia nella Prima che nella Seconda Guerra Mondiale, che ai Giochi Interalleati era assente, e Alessandro Valerio, lo rimpiazzano egregiamente, tanto da occupare le prime due posizioni del podio.

Tommaso Lequio, che monta il fedele Trebecco che lo accompagnerà per tutta la carriera, chiude con 2 penalità, anticipando Valerio su Cento, che ha 3 penalità. Terzo si classifica lo svedese Carl Gustaf Lewenhaupt, cavaliere di nobili origini e rappresentante di una scuola, appunto quella scandinava, di grande tradizione e che ad Anversa vince quattro delle sette gare in programma.

Nato a Cuneo il 21 ottobre 1893, Tommaso Lequio di Assaba vince la prima medaglia d’oro per l’Italia nell’equitazione, specialità che ad Anversa regala, oltre all’argento di Valerio, anche il bronzo di Ettore Caffaratti nel concorso completo individuale, battuto proprio dagli svedesi Helmer Morner e Age Lundstrom, mentre le prove a squadre di salto ad ostacoli e di concorso completo vedono l’Italia classificarsi ancora sul podio, terza e seconda, per un totale di cinque medaglie, le prime di una lunga serie.

E di questa serie Tommaso Lequio di Assaba è parte integrante, se è vero che quattro anni dopo, alle Olimpiadi di Parigi del 1924, salirà nuovamente sul podio, argento nel salto ad ostacoli individuale alle spalle dello svizzero Alphonse Gemuseus, e bronzo nella prova a squadre.

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