REBECCA ADLINGTON, LA REGINA DEL NUOTO BRITANNICO

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Rebecca Adlington con una delle due medaglie d’oro di Pechino ’08 – da:teamgb.com

Articolo di Giovanni Manenti

Nonostante sia favorita dalla propria posizione geografica, la Gran Bretagna – al pari dell’Italia, del resto – non ha mai goduto di grande prestigio nel Panorama Natatorio internazionale, prova ne siano i soli 10 Ori olimpici raccolti in campo maschile, di cui ben 6 nelle edizioni pionieristiche dei Giochi, da Parigi 1900 a Londra 1908, per poi eccellere in una sola specialità, ovvero la Rana dove, dopo il successo dello scozzese David Wilkie a Montreal nel 1976 sui 200 metri, sono giunte le vittorie sulla più corta distanza da parte di Duncan Goodhew a Mosca 1980, Adrian Moorhouse a Seul 1988 ed, infine, di Adam Peaty nell’ultima edizione di Rio de Janeiro …

Altrettanto sconfortante il quadro nel settore femminile, dove – anche qui, a parte le vittorie della staffeta 4x100sl ai Giochi di Stoccolma 1912 e di Lucy Morton sui m.200 rana a Parigi nel 1924 – le medaglie d’Oro sono merce rarissima e frutto di imprese episodiche, come quelle realizzate da Judy Grinham sui m.100 dorso a Melbourne 1956 e da Anita Lonsbrough, capace di affermarsi sui m.200 rana quattro anni dopo a Roma.

Da allora, oltre 40 anni di buio profondo, prima che sulla scena apparisse la protagonista della nostra Storia odierna, ovvero colei che in un quinquennio di continuità di risultati ha ridato prestigio al Nuoto britannico con le sue prestazioni ai massimi livelli …

Coloro che sono addentro a tale disciplina avranno già compreso che il riferimento non può che essere rivolto a Rebecca Adlington, una “ragazzona” di m.1,79 per 70 chilogrammi, nata il 17 febbraio 1989 a Mansfield, nella Contea di Nottingham, anche se in famiglia lo Sport preferito è il calcio, visto che un suo prozio, Terry Adlington, ha militato negli anni ’50 come estremo difensore del Derby County, squadra per la quale Rebecca, diremmo quasi ovviamente, fa il tifo.

Ad indirizzare Rebecca verso il Nuoto è lo spirito di emulazione verso le due sorelle maggiori, entrambe nuotatrici, ma sin dall’età di 14 anni non ci vuol molto ad accorgersi delle sue maggiori qualità rispetto alle sorelle, primo fra tutti il suo Coach Bill Furniss – nessun legame di parentela coi fratelli americani Steve e Bruce Furniss, Campioni degli anni ’70 – che la seguirà durante l’intera sua carriera.

Dotata di una notevole capacità di resistenza, la giovane Rebecca sopporta con sacrificio i duri allenamenti a cui la sottopone Furniss, abbinandovi una tale forza mentale che la fanno ritenere una promessa in chiave futura, oltretutto confortati dall’esito dei Campionati Europei Juniores di Lisbona 2004, dove la 15enne di Nottingham si impone in 8’39”63 sui m.800sl, in una Rassegna dove emerge, in campo maschile, il tedesco Paul Biedermann, trionfatore sui 200, 400 e 1500 metri a stile libero.

Attesa pertanto a confermarsi ai massimi livelli l’anno seguente, la stagione 2005 si rivela al contrario drammatica per la Adlington, dapprima alle prese con una febbre ghiandolare che ne ritarda la preparazione, e quindi con l’ancor più grave caso della sorella Laura che viene colta da encefalite, lottando per oltre un mese tra la vita e la morte e, pur riprendendosi, tale esperienza ha ripercussioni traumatiche su Rebecca, anche se sarà poi la stessa a trasformarle in energia positiva, rivelando in seguito come: “Tale vicenda mi ha reso più determinata, convincendomi ad intensificare gli allenamenti …!!”.

Per un inspiegabile senso di imitazione, una specialità come quella del mezzofondo a stile libero – che non aveva mai regalato medaglie olimpiche e/o mondiali al nuoto britannico, fatto salvo l’argento di Sarah Hardcastle sui m.400sl ai Giochi di Los Angeles ’84 e di Jackie Willmot sui m.800sl alla Rassegna iridata di Guayaquil ’82 – improvvisamente si risveglia tutta d’un tratto, con le nuotatrici di sua Maestà a far loro quattro delle sei medaglie in palio tra i m.400 ed 800sl ai Campionati Europei di Budapest 2006 …

Purtroppo per loro, detta Rassegna Continentale vede il dominio assoluto – oltre che della tedesca Bretta Steffen, Oro sui m.50 e 100sl e con le staffetta 4×100 e 4x200sl, nonché argento con la 4x100mista – della francese Laure Manaudou già Oro sui m.400sl ed argento sui m.800sl due anni prima ai Giochi di Atene ’04, la quale fornisce una prova di incredibile versatilità, imponendosi sui m.100 dorso e sui m.200 misti per poi spopolare a stile libero …

Terza, difatti, sulla più corta distanza dei m.200sl, la fuoriclasse transalpina trionfa sui m.400sl migliorando in 4’02”13 il suo fresco record mondiale stabilito tre mesi prima ai campionati Nazionali, alle cui spalle si piazzano la 20enne Joanna Jackson e Caitlin McClatchey, con i rispettivi tempi di 4’07”76 e 4’08”13 …

Non maggiore resistenza offre la 17enne Adlington rispetto alle proprie compagne sulla più lunga distanza, che la non ancora 20enne Manaudou si aggiudica con il primato europeo di 8’19”29, a 3”07 dal limite assoluto che l’americana Janet Evans detiene dal 20 agosto 1989, mentre la mezzofondista britannica riesce comunque a prevalere (8’27”88 ad 8’28”40) sulla più esperta connazionale Rebecca Cooke, già bronzo sui m.800sl ai Mondiali di Barcellona 2003.

Il vantaggio anagrafico rispetto alle sue avversarie fa sì che alla Federazione britannica si attenda una crescita della Adlington nel successivo biennio, che prevede quali appuntamenti clou i Mondiali di fine marzo 2007 a Melbourne e le Olimpiadi in programma a Pechino ad inizio agosto 2008.

Con la Gran Bretagna a schierare in Australia nelle due prove del mezzofondo le stesse coppie degli europei di Budapest, i risultati sono, viceversa, sconfortanti, in quanto la sola Jackson raggiunge la Finale dei m.400sl – peraltro conclusa non meglio che settima in 4’07”42 – mentre le altre tre rappresentanti del Regno Unito falliscono per un soffio la qualificazione all’atto conclusivo, con la McClatchey nona in batteria sulla più corta distanza, e le due Rebecca, Cooke ed Adlington, rispettivamente nona e decima coi tempi di 8’35”25 ed 8’36”26, di quasi 10” superiori a quanto fatto registrare l’anno prima nella Rassegna Continentale …

Può darsi che sulla controprestazione della 18enne inglese sia incisa la collocazione dell’evento a fine marzo, in ogni caso il carattere di un’atleta si vede principalmente in come riesce a superare le delusioni, e, sotto questo profilo, miglior risposta non può venire da una Adlington che, uscita in lacrime dalla piscina australiana, giura a sé stessa una pronta riscossa per la stagione olimpica.

La fondamentale caratteristica di Rebecca è costituita proprio dalla caparbietà e, sfruttando il maggior tempo a disposizione per preparare al meglio la nuova stagione che ha come obiettivo le Olimpiadi di Pechino, ecco che ai Campionati britannici – valevoli anche come Selezione per i Giochi – si aggiudica le prove sia sui m.200 che 400 ed 800sl, anche se poi rinuncia alla prova più breve – dove ha comunque stabilito in 1’56”66 il suo “Personal Best” in carriera – per concentrarsi su quelle dove ha maggiori probabilità di successo …

La prima prova in programma sono i m.400sl che, per esigenze televisive Usa, vedono disputarsi le batterie al pomeriggio di Pechino del 10 agosto e la Finale al mattino del giorno dopo e la concorrenza è di livello assoluto, visto che già nella quinta serie l’americana Katie Hoff migliora in 4’03”71 il record olimpico che risaliva ai tempi della fuoriclasse Janet Evans di Seul 1988, solo per vederselo superare nella serie seguente dall’azzurra e primatista mondiale Federica Pellegrini, che nuota in 4’02”19, trascinandosi però dietro la Adlington che, con 4’02”24 stabilisce il nuovo primato nazionale, mentre il quarto miglior riscontro cronometrico viene ottenuto dall’altra rappresentante britannica Jackson …

Con le grandi favorite ad aver già scoperto le proprie carte in batteria, ci si attendono scintille in Finale, a cui partecipa altresì una Manaudou pur qualificatasi con l’ultimo tempo utile e la sua precaria condizione di forma viene confermata all’indomani, concludendo ultima e staccatissima …

La lotta per le medaglie vede partire in testa l’americana Hoff, la quale transita al comando a metà gara in 2’01”05, seguita dalla francese Coralie Balmy (2’01”24) e dalla Pellegrini (2’01”32), con le due britanniche Adlington e Jackson (2’01”56 e 2’01”60) praticamente appaiate …

Con cinque atlete racchiuse nello spazio di mezzo secondo, ci si attende l’attacco dell’azzurra ai 300 metri, mentre viceversa è ancora la Hoff a guidare in 3’01”91, allungando il proprio margine sia sulla Balmy (3’02”82) che sulla primatista mondiale (3’03”08), a sua volta attaccata dalla Jackson (3’03”08) nel mentre la Adlington appare un tantino attardata, visto il suo passaggio in 3’03”36 con un distacco di 1”45 dall’americana …

E, mentre la Pellegrini cede clamorosamente nelle ultime due vasche, concludendo non meglio che quinta in 4’04”56, ecco che alla virata dei 350 metri la Hoff mantiene intatto il proprio vantaggio, transitando in 3’32”58, con l’unica variante costituita dalla rimonta della Jackson (3’33”66 a 3’33”72) sulla Balmy, risultando alquanto scarse le possibilità non solo di vittoria, ma anche di podio, della Adlington, cronometrata in 3’34”04 …

Pensare di recuperare 1”46 in soli 50 metri sembra un’impresa pressoché impossibile, ma è al contrario qui che viene fuori tutto il carattere della ragazza di Nottingham, che stampa un’ultima vasca da 29”18 che la porta a recuperare, bracciata dopo bracciata, sulla Hoff per poi beffarla per l’inezia di appena 0”07 centesimi (4’03”22 a 4’03”29), con il podio completato dalla Jackson, a propria volta davanti alla francese (4’03”52 a 4’03”60) di soli 0”08 centesimi.

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L’esultanza della Adlington all’arrivo dei m.400sl – da:gettyimages.dk

Poco importa se i tempi risultano superiori a quelli delle batterie – nel mezzofondo ciò accade spesso, rispetto a quanto si verifica, al contrario, nelle prove di velocità – dato che nelle grandi manifestazioni contano le medaglie, ed aver riportato l’Union Jack sul più alto pennone a 20 anni di distanza dal successo di Moorhouse a Seul ’88, ed addirittura a 48 dall’ultima vittoria di una nuotatrice, fanno della Adlington una sorta di eroina in Patria …

Ma non c’è tempo per festeggiare, visto che un’altra ed ancor più dura prova l’attende – nel mentre la Pellegrini si riscatta facendo suo l’Oro sui m.200sl con tanto di record mondiale in 1’54”82 strappandolo alla rivale Manaudou – ovvero gli 800 metri stile libero, per i quali sono in programma le batterie al pomeriggio del 14 e la Finale al mattino del 16 agosto.

Il successo sui m.400sl proietta la britannica nel ruolo di favorita anche sulla doppia distanza, circostanza che non la spaventa, visto che in batteria realizza il miglior tempo di 8’18”06 che, oltre a migliorare il record olimpico dell’americana Brooke Bennett stabilito a Sydney 2000, avvicina il limite mondiale detenuto ancora da Janet Evans con i suoi 8’16”22 nuotati ai “Campionati Pan Pacifici” di Tokyo 1989 …

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La Adlington in azione nella batteria dei m.800sl – da:gettyimages.fi

In più, una buona notizia le giunge dalla mancata qualificazione – avendo concluso con il decimo ed undicesimo tempo – delle due americane Kate Ziegler ed Hoff, specie per la prima, bicampionessa mondiale sia sui m.800 che sui 1500sl alle Rassegne iridate di Montreal ’05 e Melbourne ’07 e presentatasi a Pechino, al pari della Manaudou, non certo nelle migliori condizioni …

E, quanto rocambolesco era stato il successo sui m.400sl, così al contrario una marcia trionfale diviene l’affermazione sulla doppia distanza per una Adlingtn che, già a metà gara ha fatto il vuoto alle proprie spalle – fatta salva la rumena Camelia Potec, che la segue (4’05”72 a 4’07”93) a poco più di 2” di distacco per poi pagare tale sforzo nella seconda parte vedendosi sfuggire il bronzo per soli 0”08 centesimi (!!) – avendo quindi come unico avversario il cronometro nella caccia al record mondiale …

Primato che cade a distanza di 19 anni allorché la britannica va a toccare in perfetta solitudine in 8’14”10 – migliorando pertanto il limite della Evans ci ben 2”12 – mentre i colori azzurri festeggiano lo splendido argento della romana Alessia Filippi, che, con una gara accorta, rimonta sino a concludere in 8’20”23, mentre come detto il bronzo sfugge alla Potec (8’23”03 ad 8’23”11) a beneficio della danese Lotte Friis …

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La felicità della Adlington al record mondiale sui m.800sl – da:gettyimages.it

Con le sue due medaglie d’oro a rappresentare le uniche vittorie britanniche ottenute al “Beijing National Aquatics Centre” della Capitale cinese, inutile dire che i media le riservino attenzioni tali da fare divenire la Adlington una sorta di celebrità in Patria, visto che ai doverosi titoli in prima pagina fanno seguito una sfilata in autobus scoperto nella sua città natale di Mansfield e, soprattutto, la nomina ad “Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico” ricevuta direttamente dalle mani della Regina Elisabetta II a Buckingham Palace.

Ma Rebecca non dimentica la promessa fatta alla sorella Laura ed ecco che sfrutta la notorietà per farsi portavoce dell’Associazione contro l’Encefalite, tutte attività che in parte condizionano la sua preparazione in vista dei Mondiali di Roma 2009, dove, peraltro, la Adlington offre un’ulteriore prova della sua integrità sportiva rifiutandosi di indossare i discussi “costumi gommati”, incurante del fatto che ciò possa nuocerle in fatto di prestazioni …

Di diverso avviso la più volte ricordata connazionale Jackson, che ai Campionati britannici di metà marzo 2009 addirittura toglie alla Pellegrini il record mondiale sui m.400sl nuotando la distanza in 4’00”66, anche se il suo record, a differenza di quello stabilito dalla Adlington a Pechino, avrà ben poca durata …

Ciò in quanto la Rassegna iridata di Roma passa alla Storia – oltre che per l’eccezionale numero di record stabiliti, 13 in campo maschile e 14 in quello femminile – per le due “barriere” abbattute dalla Pellegrini, prima donna al Mondo a nuotare sia i m.200sl sotto l’1’53” netto, andando a toccare in 1’52”98 (primato tuttora ineguagliato …) che, soprattutto, a scendere sotto il “muro dei 4’ netti” sulla doppia distanza, dove si impone in 3’59”15, davanti alla coppia britannica, la quale realizza i rispettivi “Personal best” in carriera, con la Jackson argento in 4’00”60 e la Adlington bronzo in 4’00”79.

Jackson che ottiene un secondo argento nella Finale dei m.800sl in 8’16”66, preceduta solo dalla danese Friis (8’15”92), in una gara dove la primatista mondiale si deve accontentare dei margini del podio, avendo nuotato in 8’17”90 alle spalle della beniamina di casa Filippi, bronzo in 8’17”21.

Dopo aver entrambe contribuito al bronzo della staffetta 4x200sl con il record europeo di 7’45”51, la Adlington vince la propria battaglia in quanto la FINA mette al bando i costumi che hanno favorito una tale ecatombe di record, avviandosi a riconquistare il ruolo di vertice che le spetta nell’ultimo triennio di attività …

Il primo appuntamento è costituito dai Campionati Europei di inizio agosto 2010 a Budapest, dove la Adlington si aggiudica il titolo sui m.400sl (in assenza della Pellegrini …) in 4’04”55 per poi deludere nella Finale dei m.800sl – curiosamente disputati dalla Pellegrini che sale sul podio come terza in 8’24”99 – dove conclude non meglio che settima in 8’27”48 e quindi contribuire, schierata in prima frazione, al bronzo della staffetta 4x200sl.

Stagione che, comunque, si conclude in gloria per la 21enne inglese grazie al doppio successo sui m.400sl (4’05”68) e sui m.800sl (8’24”69) ottenuto ai “Commonwealth Games” di inizio ottobre 2010 svoltisi a Delhi, in India, cui aggiunge altresì il bronzo sui m.200sl e con la staffetta 4x200sl, giusto per riprendere confidenza con il gradino più alto del podio in vista dei Mondiali di Shaghai 2011.

Rassegna iridata che si svolge nell’ultima settimana di luglio 2011 ed il ritorno in Cina è quanto di più beneaugurante per la britannica che, come da programma, fa il suo esordio sui m.400sl che, a differenza delle Olimpiadi, prevedono batterie al mattino e Finale al pomeriggio del 24 luglio, con la Adlington a prendersela “un po’ troppo comoda” tanto da rischiare la qualificazione, visto il settimo tempo di 4’07”38 nuotato, nel mentre la primatista e Campionessa mondiale uscente Pellegrini fa registrare il miglior tempo di 4’04”76 …

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Pellegrini ed Adlington Oro e argento sui m.400sl ai Mondiali 2011 – da:zimbio.com

Una Pellegrini oramai in grado di gestire a proprio piacimento le energie sulle otto vasche e, dopo essere transitata a metà gara in terza posizione – peraltro a soli 0”20 centesimi (2’02”10 a 2’02”30) dalla Adlington – innesta il turbo nel terzo quarto di gara per andare a replicare il titolo di Roma in assoluta tranquillità (4’01”97), mentre la britannica difende la seconda posizione per soli 0”05 centesimi (4’04”01 a 4’04”06) dall’assalto della 22enne francese Camille Muffat, a cui il destino riserva una prematura, tragica scomparsa, vittima di un incidente aereo nel marzo 2015.

Quattro giorni di riposo – la Adlington viene esentata dal far parte della staffetta 4x200sl – ed il 29 luglio eccola di nuovo in vasca per le batterie dei m.800sl, con Finale prevista il giorno appresso, ed in cui la più seria rivale non può che essere la già riferita danese Friis, che sta vivendo il suo periodo migliore, coronato dalla doppietta m.800/1500sl agli Europei di Budapest dell’anno precedente …

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La Adlington impegnata nella Finale dei m.800sl ai Mondiali 2011 – da:gettyimages.co.uk

Ed, in effetti, qualificatesi con i due migliori tempi, la Finale si risolve in una “lotta a due” – in cui cerca inizialmente di inserirsi la “rinata” Kate Ziegler, che poi cede progressivamente salvando comunque il bronzo – tanto che a metà gara appena 0”06 centesimi (4’09”32 a 4’09”38) le dividono …

Danese che passa al comando al rilevamento successivo, per poi mantenere la testa sino all’ultima virata (7’48”39 a 7’48”60) per poi, nonostante nuoti l’ultima vasca in un eccellente 29”81, essere costretta ad arrendersi all’imperioso “rush finale” della britannica che va ad imporsi in 8’17”51 rispetto all’8’18”20 della sua avversaria.

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La Adlington festeggia il titolo iridato sui m.800sl a Shanghai – da:independent.co.uk

Avendo oramai nel proprio Palmarès Ori in tutte e quattro le grandi Manifestazioni – Olimpiadi, Mondiali, Europei e “Commonwealth Games – la Adlington sa che difficilmente potrà essere ancora competitiva per la vittoria alle prossime Olimpiadi, ma il fatto che le stesse si disputino a Londra, fa sì che non possa deludere un pubblico che l’adora e che le perdonerà, a prescindere, qualsiasi risultato …

Non crediate però che ciò non voglia dire, per una stakanovista quale essa è, prepararsi per l’evento in modo approssimativo, solo che nel Nuoto il “ricambio generazionale” è quanto mai veloce ed “il nuovo che avanza” fa la sua comparsa proprio allo “Aquatics Centre” della capitale londinese …

Ne sa qualcosa la ricordata danese che, nonostante realizzi sui m.400sl il record nazionale con 4’03”98, deve accontentarsi di restare ai margini del podio, in una Finale dove la sfortunata Muffat raggiunge l’apice della carriera avendo la meglio (4’01”45 a 4’01”77) sulla 22enne americana Allison Schmitt, con la Adlington a far suo il bronzo in 4’03”01.

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Adlington, Muffat e Schmitt a Londra 2012 – da:gettyimages.in

L’ultima recita della fuoriclasse britannica va in scena il 3 agosto 2012 con la Finale dei m.800sl, dopo che il giorno prima appena 0”11 centesimi (8’21”78 ad 8’21”89) l’avevano divisa dalla sua acerrima rivale Friis nel far registrare i migliori tempi in batteria …

Con il terzo miglior tempo si era qualificata per la Finale l’appena 15enne di Washington, destinata a riscrivere le classifiche del mezzofondo dai 400 ai 1500sl, e la cui prima pagina viene riempita proprio a Londra con una condotta di gara che la vede al comando dall’inizio alla fine, sino ad andare a concludere nello strepitoso record Usa di 8’14”63 (a soli 0”53 centesimi dal primato assoluto della britannica …), nel mentre la Adlington, sospinta dal proprio pubblico, paga stavolta una gara troppo dispendiosa in avvio, facendosi rimontare dalla spagnola e quanto mai versatile Mireia Belmonte Garcia, che la sopravanza ai 650 metri, per soffiarle l’argento …

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Ledecky ed Adlington all’arrivo dei m.800sl a Londra 2012 – da:independent.co.uk

Come detto, nei successivi 7 anni l’americana non conosce rivali nel mezzofondo, facendo suoi i record mondiali dai m.400 sino ai m.1500sl – quello della Adlington sui m.800sl viene migliorato una prima volta in 8’13″86 ai Mondiali di Barcellona 2013 – ma il messaggio lanciato dalla britannica viene raccolto dalla connazionale Jazmin Carlin, che ai Giochi di Rio de Janeiro 2016 si arrende, su entrambe le distanze olimpiche, solo di fronte alla “Bambina prodigio” americana …

Ed è questa, indubbiamente la migliore eredità lasciata dallaRegina del Nuoto britannico” …

 

 

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