LA TRIPLETTA OLIMPICA D’ORO DEL “GRANDE MAESTRO” DELLA LOTTA LIBERA BUVAJSAR SAJTIEV

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Sajtiev in azione a Pechino 2008 – da

articolo di Nicola Pucci

Il russo Buvajsar Sajtiev, immenso interprete della lotta libera, ha un palmares tale che considerarlo tra i più grandi di sempre di una disciplina sportiva che evoca la leggenda dei Giochi dell’Antica Grecia, quando la lotta era assieme al pugilato la base del pancrazio, ovvero il combattimento senza regole, non è certo un azzardo.

Già campione olimpico ad Atlanta nel 1996, quando in finale dominò il coreano Park Jang-Soon con un eloquente 5-0,  e ad Atene 2004 (fu solo nono invece a Sydney nel 2000, sconfitto a sorpresa dall’americano Brandon Slay), quando altrettanto eloquentemente superò all’atto decisivo il kazako Gennadiy Laliyev per 7-0, Sajtiev vanta anche sei successi ai Mondiali ed altrettanti agli Europei, e quando si presenta alle Olimpiadi di Pechino del 2008 cerca il terzo trionfo ai Giochi: sarebbe il primo a riuscirci in un’unica categoria della lotta libera, seppur non consecutivamente, quella dei pesi welter, sotto i 74 kg.

Assente a Mondiali del 2007, dove si è imposto l’altro russo Makhach Murtazaliev che lo ha battuto ai campionati russi complice un infortunio al collo, e sconfitto nell’edizione iridata del 2006 dal bulgaro Mihail Ganev che gli infligge la seconda battuta d’arresto in carriera nei grandi eventi internazionali, Sajtiev, che adora Boris Pasternak e prima di ogni combattimento non manca di recitarne un poema come fonte di ispirazione, ha vinto proprio la sfida con Murtazaliev per rappresentare il suo paese a Pechino, e in Cina, il 20 agosto 2008, al China Agricultural University Gymnasium, seppur ormai 33enne, è nuovamente il favorito alla vittoria finale.

Il cammino verso la medaglia d’oro di questo ragazzo ceceno che giovanissimo lasciò la città natale di Chasavjurte per cercar fortuna nel centro di addestramento di Krasnoyarsk in Siberia e che ha nel fratello Adam, di due anni più giovane, un degnissimo erede capace di sostituirlo sul gradino più alto del podio proprio nella categoria dei pesi welter ai Mondiali del 1999 ad Ankara ed esser a sua volta campione olimpico a Sydney 2000 nella categoria riservata agli 85 kg., in effetti, non conosce ostacoli, vincendo agevolmente al primo turno con il coreano Cho Byung-Kwan, al secondo con il turco Ahmet Gulhan e al terzo con il cubano Iván Fundora, già medaglia di bronzo ad Atene nel 2004. In semifinale Sajtiev approfitta del forfait del bulgaro Kiril Terziev per arrampicarsi in finale dove trova l’uzbeko Soslan Tigiev (che verrà poi squalificato per esser risultato positivo alla metilexaneamina, vedendosi così revocata la medaglia d’argento).

La finale è drammatica, con Tigiev che si impone nel primo periodo e Sajtiev che ha bisogno di tutta la sua classe e di tutta la sua esperienza per aggiudicarsi gli altri due combattimenti e infine mettersi al collo la tanto ambita terza medaglia d’oro olimpica. E’ il canto del cigno di uno dei più grandi lottatori della storia, e il suo nome, per sempre da quei giorni, è citato assieme a quello degli eroi di Olimpia.

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