PAT McCORMICK, L’ANGELO BIONDO DEI TUFFI NEGLI ANNI ’50

1950: A waist-up photo of Pat McCormick, Olympic high diver.
Pat McCormick nel 1950 – da:gettyimages.it

Articolo di Giovanni Manenti

Nessun dubbio sul fatto che, dall’edizione di Anversa 1920, la specialità dei tuffi abbia avuto in sede olimpica un’unica Nazione dominatrice, vale a dire gli Stati Uniti che, in campo maschile, si aggiudicano l’Oro dal Trampolino per ben 11 edizioni consecutive sino ai Giochi di Città del Messico ’68 (ed in 7 occasioni facendo proprio l’intero podio …), mentre il titolo dalla Piattaforma è conquistato dai rappresentanti dello Zio Sam ininterrottamente sino a Tokyo ’64, con il solo messicano Joaquin Capilla ad infrangere la serie a Melbourne 1956 …

Nessuno di loro è però riuscito nell’impresa di bissare il successo in entrambe le prove – con al massimo Sammy Lee e Bob Webster a confermare l’Oro olimpico dalla Piattaforma (nel 1948 e ’52 il primo, nel 1960 e ’64 il secondo …) – rispetto a quanto viceversa compiuto nel settore femminile dalla “divina” Pat McCormick, pressoché imbattibile nel corso degli anni ’50 …

Patricia Joan “Pat” Keller, questo il suo cognome da nubile, nasce il 12 maggio 1930 a Seal Beach, piccolo centro della California sulla costa del Pacifico, ed inizia a specializzarsi nei tuffi sulla falsariga dell’esempio del fratello maggiore Bob.

La svolta della carriera giunge all’età di 17 anni, allorché, nel mentre si esibisce in un Meeting a Long Beach, Pat viene notata da Aileen Allen, che altri non è che l’allenatrice del “Los Angeles Athletic Club”, la quale, intuendone le qualità, la invita a far parte del suo gruppo.

La possibilità di avere un coach che ne migliori la tecnica, così come poter usufruire di strutture ben più qualificate oltre alla presenza, al Club, dei futuri Campioni olimpici quali Vicki Draves e Sammy Lee, fanno sì che in poco tempo la giovane californiana si trasformi da semplice sconosciuta alla imbattibile tuffatrice che tutti avranno modo di ammirare in seguito.

Dopo aver fallito per meno di un punto la qualificazione ai Giochi di Londra 1948 ed aver contratto matrimonio l’anno seguente con John McCormick, anch’egli tuffatore e Campione AAU dalla piattaforma nel biennio 1950-’51, la 19enne Patricia inizia la sua “lunga serie” di trionfi, dapprima in Patria e quindi in giro per il Mondo.

Conquistato, difatti, il titolo AAU dalla Piattaforma nel 1949, l’anno successivo la 20enne californiana si conferma in tale prova abbinandovi i titoli dal Trampolino di 1 e 3 tre metri, mentre nel 1951 realizza un favoloso en plein visto che ai tre successi all’aperto unisce anche le vittorie nelle due gare dal Trampolino ai Campionati Indoor.

Logico quindi che l’oramai 21enne “Signora McCormick” sia attesa nel ruolo di favorita ai “Giochi Panamericani” che si svolgono tra fine febbraio ed inizio marzo 1951 a Buenos Aires, edizione in cui si conferma dalla Piattaforma, venendo peraltro superata dalla connazionale Mary Cunningham (bronzo dai 10 metri …), nella Finale dal Trampolino, per quella che rappresenta la sua unica sconfitta in un quinquennio di sole vittorie …

E non può esservi migliore occasione per dimostrare di non avere rivali nel resto del pianeta che le Olimpiadi di Helsinki 1952, dove la McCormick debutta dal Trampolino il 29 luglio con la serie di cinque tuffi delle eliminatorie, al termine dei quali ha già accumulato un buon margine di oltre quattro punti (71,85 a 67,65) sulla francese Madeleine Moreau, nel mentre la connazionale Zoe Ann Olsen-Jensen – argento quattro anni prima a Londra alle spalle della citata Draves – incappa in un paio di clamorosi errori (valutati 9,48 ed addirittura 3,20 rispettivamente …) che le fanno acciuffare la qualificazione per il classico “rotto della cuffia”, classificandosi all’ottavo ed ultimo posto utile con 54,09 punti …

Poiché all’epoca i punteggi conseguiti in qualificazione vengono conteggiati per l’attribuzione delle medaglie, è sin troppo evidente che i quasi 18 punti di distacco dalla McCormick rappresentano un divario incolmabile, fatta salva una debacle della stessa, che viceversa, nell’ulteriore serie di cinque tuffi del giorno appresso, migliora il proprio livello, ottenendo 75,45 punti per un totale di 147,30 che la incorona medaglia d’oro.

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Il podio del Trampolino ai Giochi di Helsinki ’52 – da:gettyimages.ie

E che, peraltro, la connazionale fosse una temibile avversaria lo dimostrano i 73,48 punti dalla medesima raggranellati nella seconda giornata, il che le consentono di risalire quanto meno sino al bronzo, visto che anche la tuffatrice francese conferma i suoi buoni livelli, mantenendo saldamente la seconda posizione con 139,34 punti complessivi …

Tornata in piscina due giorni dopo, alla McCormick si offre l’opportunità di eguagliare l’impresa compiuta quattro anni prima a Londra dalla ricordata Vicki Draves, la quale era stata la prima tuffatrice ad affermarsi in entrambe le specialità in una stessa edizione dei Giochi, in quanto Elizabeth Becker-Pinkston aveva unito all’Oro dal trampolino di Parigi 1924 il successo dalla Piattaforma quattro anni dopo ad Amsterdam, dopo aver conquistato l’argento nella Rassegna parigina …

Competizione, quella dalla Piattaforma, dove i margini di errore sono ancor più minimi, visto che le tuffatrici hanno a disposizione solo sei esecuzioni (quattro nelle eliminatorie dell’1 agosto e due nelle Finali del giorno successivo …), ma già in qualificazione si intuisce quale sarà l’esito conclusivo, dato il solco di oltre 7 punti (51,25 a 44,22) scavato tra la McCormick e la connazionale Paula Jean Myers, con la terza miglior prestazione appannaggio dell’ultima americana in gara, Juno Stover-Irwin, che conclude a quota 43,60, appena 0,01 centesimo di punto meglio della francese Nicolle Pellissard …

Logico quindi che, alle ore 17,00 del 2 agosto vi sia maggiore attenzione nella lotta per il podio – con sei atlete racchiuse nello spazio di poco più di un punto – e le due americane riescono nell’intento di conservare le rispettive piazze d’onore (con 71,63 e 70,49 punti complessivi), nel mentre la 22enne californiana fa gara a sé, dall’alto (è proprio il caso di dirlo …) della sua indiscussa superiorità, incrementando il proprio margine per un totale di 79,37 punti che, oltre a colorare “a stelle e strisce” l’intero podio, le consente di emulare l’impresa della sua compagna di Club Draves.

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Il podio interamente Usa della Piattaforma ad Helsinki ’52 – da:gettyimages.ie

Oramai una stella di livello assoluto, la McCormick vive il quadriennio post olimpico facendo suoi i titoli AAU dal 1953 al ’56 sia dal Trampolino da uno che da tre metri, nel mentre dalla Piattaforma si afferma nel 1954 e ’56, così da completare una collezione di ben 17 trionfi in soli 8 anni, per poi prepararsi ad un’impresa sinora mai riuscita ad alcun tuffatore di ambo i sessi, vale a dire ripetere l’accoppiata olimpica in due edizioni consecutive dei Giochi.

Le “Prove generali” vengono effettuate a marzo 1955 in occasione dei “Giochi Panamericani” di Città del Messico, dove la McCormick si impone in entrambe le specialità a spese, rispettivamente, delle connazionali Jeanne Stunyo dal Trampolino e del bronzo di Helsinki Stover-Irwin dalla Piattaforma, per poi approfittare del fatto che, collocate nell’emisfero australe, le Olimpiade di Melbourne 1956 si disputano ad inizio dicembre …

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La McCormick ai Campionati AAU 1954 – da:gettyimages.ie

Occasione perfetta per mettere al mondo un figlio, che vede la luce a fine giugno, ma la cui nascita non incide più di tanto sulle prestazioni dell’oramai 26enne californiana, che si presenta all’appuntamento olimpico ben decisa a ribadire la propria superiorità …

Con una formula leggermente modificata per quanto riguarda la gara dal Trampolino, nel senso che i 10 tuffi a disposizione delle atlete sono ripartiti tra 6 nella Fase eliminatoria e 4 nella serie di Finale, al termine delle qualificazioni del 3 dicembre la McCormick ha già un buon margine di 3,55 punti (76,80 a 73,25) sulla canadese Irene MacDonald, alle spalle della quale inseguono le altre due americane Barbara Gilders-Dudeck e la già ricordata Stunyo, a quota 71,47 e 71,04 rispettivamente, con tutte le altre irrimediabilmente tagliate fuori dalla zona medaglie …

Al primo pomeriggio del 4 dicembre 1956, le 12 finaliste si presentano nuovamente in Piscina e la Campionessa olimpica in carica fornisce la sua migliore esibizione in carriera, venendo premiata con il più alto punteggio da parte della Giuria in ciascuno dei suoi quattro tuffi di Finale, il che le consente di dilatare sino ad oltre 16 punti il suo vantaggio in Classifica, raggiungendo quota 142,36 complessiva.

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Il Podio di Melbourne ’56 – da:http://wiki.prov.vic.gov.au

 

Ovviamente più incerta la lotta per le piazze d’onore, che vedono ribaltato l’esito delle eliminatorie grazie alla Stunyo che dalla quarta posizione risale sino a conquistare l’argento con 125,89 punti, nel mentre la MacDonald riesce a stento a salvare il bronzo (121,40 a 120,76) rispetto alla Gilders-Dudeck, così da impedire una ennesima tripletta americana …

Sono in pochi a ritenere che una McCormick in tali smaglianti condizioni di forma non possa centrare il bis anche dalla Piattaforma, ma in una prova che ricalca l’identica formula dell’edizione precedente, anch’essa dimostra di far parte della razza umana e non di un automa, incappando nelle eliminatorie del 6 dicembre in un paio di incertezze che la relegano al quarto posto della Graduatoria parziale con 51,28 punti, ad 1,68 punti dalla connazionale Myers (nel frattempo divenuta Signora Pope) che guida a quota 52,96 nel mentre la terza americana Stover-Irwin è anch’essa penalizzata, concludendo la prima giornata in quinta posizione con 50,81 punti …

Alle spalle della Myers-Pope – curioso il fatto che le tre tuffatrici americane siano le stesse di quattro anni prima ad Helsinki e che siano altresì tutte sposate – si pone la sovietica Raisa Gorokhovskaya con 52,64 punti seguita dalla connazionale Tatyana Vereina a quota 52,19 peraltro destinate la prima ad affondare nei due turni di Finale tanto da concludere non meglio che nona, mentre la seconda non riesce a confermare il “podio virtuale” terminando la prova al quinto posto …

Chi, al contrario, risale in Classifica dal settimo posto dopo le eliminatorie è una “vecchia conoscenza”, ovvero la francese Pellissard, alla quale resta l’amarezza, a distanza di quattro anni, di restare nuovamente ai margini del podio, anche se stavolta con un margine leggermente superiore di 2,78 punti …

Concentriamoci adesso su quel che accade al pomeriggio del 7 dicembre alla Piscina australiana, dove, ricordiamo, la McCormick ha a disposizione due soli tuffi per cercare di ribaltare una situazione che appare compromessa, ma “mai dire mai” allorché si ha a che fare con una Campionessa del suo calibro …

E, del resto, che la concorrenza l’abbia in casa lo dimostra l’esito della prima serie di tuffi, che vede le tre americane ottenere i rispettivi migliori punteggi, ma il 15,40 ottenuto dalla Campionessa in carica risulta sufficiente a portarla al comando con 66,68 punti, 0,24 centesimi appena sopra la Myers-Pope, nel mentre la Stover-Irwin riduce il distacco da quest’ultima, portandosi a quota 65,77 …

Racchiuse in meno di un punto, la pressione gioca un brutto scherzo alla Myers-Pope, la quale dopo l’Oro si vede sfuggire anche l’argento con un ultimo tuffo valutato 15,18 dai Giudici rispetto al 15,87 della Stover-Irwin, che così la beffa per l’inezia (81,64 ad 81,58) di 0,06 centesimi di punto (!!), nel mentre, regale come non mai, la McCormick sfiora la perfezione all’ultimo tuffo della sua carriera, premiato con 18,17 – punteggio più alto ottenuto dalla Piattaforma nelle due edizioni dei Giochi e secondo solo al 18,92 nella serie finale dal Trampolino ad Helsinki 1952 – che le consente di isolarsi a quota 84,85 punti e, soprattutto, entrare nella Storia della Disciplina.

Un’impresa resa ancor più eclatante dalla forza delle sue avversarie – la Stover-Irwin, oltre al bronzo del 1952 ed all’argento del 1956, si era classificata quinta dalla Piattaforma ai Giochi di Londra ’48 e giungerà quarta quattro anni dopo a Roma ’60 oramai 31enne, nel mentre la Myers completa in Italia una collezione di quattro medaglie olimpiche con gli argenti sia dal Trampolino che dalla Piattaforma – e che pone di diritto la tuffatrice nell’elite assoluta della specialità, al punto da ricevere, a fine anno, il prestigioso Trofeo dello “James E. Sullivan Award” riservato al miglior atleta dilettante dell’anno, sola seconda donna ad ottenere tale riconoscimento dopo la nuotatrice Ann Curtis nel 1944 …

Ovviamente inserita nella “International Swimming Hall of Fame” nel 1965, nel frattempo Pat ha reso un altro servigio al proprio Paese, dando alla luce la figlia Kelly, nata il 13 febbraio 1960 e che ricalca le orme materne, specializzandosi nei tuffi dal Trampolino dove – ripercorrendo la strada della famosa genitrice – fa suoi i titoli ai “Giochi Panamericani” di Caracas 1983 ed Indianapolis 1987, dovendo peraltro fare i conti con l’emergere delle fenomenali cinesi in chiave olimpica, arricchendo comunque il “Palmarès di famiglia” con l’argento ai Giochi di Los Angeles 1984 ed il bronzo nella successiva edizione di Seul 1988 …

Come dire, buon sangue non mente …

 

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