L’ESORDIO OLIMPICO DEL BEACH VOLLEY AI GIOCHI DI ATLANTA 1996

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Jackie Silva e Sandra Pires Oro nel Beach Volley ad Atlanta 1996 – da:pinterest.it

Articolo di Giovanni Manenti

Con il passare degli anni ed il conseguente evolversi e proliferare di nuove discipline, anche il CIO (Comitato Internazionale Olimpico) si adegua ed ad ogni nuova edizione dei Giochi allarga il panorama degli Sport ammessi alla Rassegna a cinque cerchi …

Ecco quindi che alle Olimpiadi di Los Angeles 1984 fanno il loro ingresso il Nuoto Sincronizzato e la Ginnastica Ritmica, così come quattro anni dopo a Seul il Tennis ed il Tennis da Tavolo (o Ping Pong, se preferite), mentre nell’edizione catalana di Barcellona ’92 si assiste per la prima volte alle esibizioni di Baseball e Badminton.

Allorché i Giochi 1996 sono assegnati ad Atlanta, è il settore femminile a farla da padrone, in quanto al Baseball si affianca il Softball (che altro non è che la versione di tale disciplina per le ragazze …), al pari del Football che allarga i propri orizzonti anche al Torneo per le donne, mentre il Ciclismo inserisce le gare di Mountain Bike, così come alla Pallavolo indoor si affiancano i Tornei (maschile e femminile) di Beach Volley …

Disciplina, quest’ultima, tipicamente sviluppatasi sulle immense spiagge della California e del Brasile e, non a caso, sono proprio gli Stati Uniti e la Nazione sudamericana ad eccellere, quantomeno nei primi Tornei, sia in sede olimpica che iridata, visto che i Campionati Mondiali – a cadenza biennale – vedono la loro nascita dall’anno successivo all’ammissione ai Giochi, con la prima edizione disputatasi, guarda caso, a Los Angeles …

Il debutto nella Capitale della Georgia dà altresì alla leggenda del Volley Usa Karch Kiraly – già medaglia d’Oro alle Olimpiadi di Los Angeles ’84 e Seul ’88 con il sestetto del Volley Indoor, oltre ad aver conseguito il titolo iridato ai Mondiali di Parigi 1986 – di essere l’unico pallavolista a poter vantare l’Oro olimpico in entrambe le versioni del Volley, conquistato in coppia con Kent Steffes, superando nella sfida decisiva per 2-0 (12-5, 12-8) i connazionali Mike Dodd e Mike Whitmarsh, al termine di un Torneo dove delude la coppia brasiliana formata da Roberto Lopes e Franco Neto, testa di serie n.1, viceversa eliminata negli ottavi dai norvegesi (!!) Jan Kvalheim e Bjorn Maaseide …

Pronostico che viene, al contrario rispettato nel Torneo femminile che, senza nulla togliere alla bravura di Kiraly & Co., è da sempre maggiormente seguito sia per una maggiore combattività e lunghezza degli scambi che, è inutile negarlo, per l’avvenenza delle giocatrici che si esibiscono in bikini.

Peraltro, le prime due edizioni dei Giochi in cui il Beach Volley fa la sua apparizione nell’arengo olimpico, vedono disputarsi i rispettivi Tornei con gare che prevedono un solo set da aggiudicarsi al raggiungimento dei 15 punti (ovviamente sempre con uno scarto di due lunghezze …) e solo nelle Finali per il bronzo e la medaglia d’Oro, sono previsti due parziali al meglio dei 12 punti, regola questa che viene modificata a partire dalle Olimpiadi di Atene 2004, allorché ogni incontro prevede la conquista di due set al meglio di 21 punti, ed, in caso di parità, la disputa di un tie-break al meglio di 15 …

Fatta questa doverosa premessa, addentriamoci nel Torneo d’esordio femminile che va in scena dal 23 al 27 luglio 1996 al “Clayton County International Park” di Jonesboro, posto a Sud della Capitale georgiana, ed al quale sono iscritte 18 coppie, di cui tre americane, due australiane ed altrettante brasiliane, con il fermo convincimento che il podio non potrà uscire che da detto lotto di partecipanti, considerando che le stesse occupano i primi sei posti del Ranking Mondiale e la sola coppia australiana formata da Liane Fenwick ed Anita Spring partecipa come nona migliore testa di serie.

Il regolamento del Torneo è, in effetti, un po’ complesso – migliora a partire da Atene 2004 allorché gli incontri si disputano su più lunga durata – e ricalca a grandi linee ciò che avviene nel Tennis, con gli accoppiamenti che tengono conto del piazzamento nel “seeding”, ovvero la testa di serie n.1 incontra la n.16, la n.2 la n.15 e così via …

Questo determina innanzitutto che le 18 coppie iscritte si debbano ridurre a 16 ed ecco quindi che le sfide tra le indonesiane Eta Kaize e Timy Yudhani Rahayu e le canadesi Ouellette/Malowney e tra le francesi Lesage/Prawerman e le messicane Eguiluz/Huerta vedono le prime affermarsi per 15-10 e 15-11 rispettivamente.

Concluso detto preliminare, si può dar vita al Tabellone, con gli accoppiamenti degli Ottavi, le cui vincenti accedono ai Quarti e quindi alle semifinali, il cui primo turno non riserva alcuna sorpresa, con tutte le teste di serie ad avere la meglio sulle rispettive avversarie, eccezion fatta per la sfida logicamente più equilibrata, dove le giapponesi Fujita/Takahashi (n.8 del seeding), vengono sconfitte 15-10 dalla coppia australiana Fenwick/Spring, testa di serie n.9, nel mentre la vittoria più agevole spetta alle favorite brasiliane Sandra Pires e Jackie Silva che infliggono un mortificante 15-2 alla coppia indonesiana.

Con le “Sette sorelle” sopra indicate ad essere ancora in lizza (oltre alla coppia tedesca formata da Beate Buhler e Dania Musch …), gli abbinamenti dei Quarti vedono rispettare il Ranking solo dalle due teste di serie n.1 e 2, ancorché le brasiliane Pires/Silva debbano soffrire non poco per avere ragione (15-13) della coppia australiana Fenwick/Spring, mentre più agevole è il successo per 15-6 delle americane Holly McPeak e Nancy Reno sulle ricordate tedesche …

Al contrario, l’altra coppia brasiliana formata da Monica Rodrigues ed Adriana Samuel (testa di serie n.5) la spunta per 15-10 sulle americane Barbra Fontana e Linda Hanley (n.4), al pari delle australiane Natalie Cook e Kerry Pootharst (n.6) che prevalgono con un netto 15-7 sulle altre rappresentanti Usa Gail Castro Kehl e Deborah Richardson, nonostante queste ultime fossero iscritte come terza testa di serie.

Tocca ora alla “sfida in famiglia” tra le due coppie brasiliane e le numero 1 del seeding dimostrano come tale veste non sia affatto usurpata, sbarazzandosi in poco più di mezz’ora, con un netto 15-4, delle connazionali Rodrigues/Samuel, tutto l’opposto della sfida tra australiane ed americane, con le prime ad imporsi per 15-13 dopo oltre un’ora di gioco.

Si potrebbe presumere che  a questo punto le coppie Pires/Silva e Cook/Pottharst si debbano incontrare per il match che vale la medaglia d’Oro, ma così non è, poiché – con una formula che ricalca il torneo di judo – alle formazioni sconfitte nei turni precedenti viene data loro un’altra possibilità di accesso al podio …

Ecco, quindi, che le otto coppie eliminate negli ottavi si incontrano stavolta tra loro, sfide da cui emergono le inglesi Cooper/Glover, le norvegesi Berntsen/Hestad (che superano 15-11 la coppia azzurra formata da Annamaria Solazzi e Consuelo Turetta) e le giapponesi Ishizaka/Nakano nonché l’altro duo del Sol Levante, le già citate Fujita/Takahashi, che vanno pertanto ad affrontare le quattro coppie sconfitte nei Quarti.

Turno che vede ribadire la supremazia delle coppie eliminate nel “Girone delle vincenti” ad esclusione delle americane Castro/Richardson che, a dispetto del loro ruolo di testa di serie n.3, perdono anche questa seconda occasione di inserirsi nella “zona medaglie”, venendo superate 15-11 dalle giapponesi Fujita/Takahashi …

Coppia nipponica che dimostra la correttezza della formula, in quanto, dopo la ricordata sconfitta iniziale, superano con un 15-4 che non lascia adito a recriminazioni di sorta le tedesche Buhler/Musch, mentre le americane Fontana/Hanley hanno la meglio per 15-6 sulle australiane Fenwick/Spring.

A questo punto, Fujita/Takahashi e Fontana/Hanley sono pronte a sfidare le due coppie sconfitte dalle “semifinali delle vincenti” e, se riescono ad avere la meglio, possono a propria volta candidarsi per il podio, impresa che riesce alle americane contro le connazionali McPeak/Reno (15-10 in 49’), ma non alle giapponesi, che cedono 6-15 d fronte alla seconda coppia brasiliana Rodrigues/Samuel …

Finita la trafila dei ripescaggi, possono adesso disputarsi il 26 luglio 1996 le “vere semifinali, in cui le pallavoliste brasiliane ribadiscono la loro indiscussa superiorità, con la coppia Pires/Silva ad impiegare 39’ per avere ragione 15-8 delle americane, mentre a Rodrigues/Samuel bastano appena 27’ per liquidare 15-3 le australiane e prepararsi, all’indomani, alla rivincita contro le connazionali, le uniche, del resto, ad averle sconfitte nel corso del Torneo …

Finali, sia per il bronzo che per il primo titolo di Campionesse Olimpiche nella Storia dei Giochi che si svolgono al meglio dei tre set con chiusura a 12 di ogni singolo parziale, ed al mattino del 27 luglio sono Natalie Cook e Kerri Pottharst a prevalere (12-11, 12-7) sulla coppia “a stelle e strisce, mentre al primo pomeriggio va in scena il “derby carioca” …

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Una fase della Finale per la medaglia d’oro – da:gettyimages.co.nz

Il sogno di ribaltare il pronostico per Monica Rodrigues ed Adriana Samuel dura lo spazio di un set, perso 11-12, perché poi nel secondo parziale, chiuso sul 12-6, la superiorità di Sandra Pires e Jackie Silva è sin troppo evdente, toccando quindi a loro entrare nella Storia come prime Campionesse Olimpiche del Beach Volley femminile …

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Silva e Pires con la medaglia d’Oro – da:flovolleyball.tv

 

Un dominio che le stesse replicano l’anno seguente ai primi Campionati Mondiali di Los Angeles ’97, per poi lasciare spazio alle connazionali Shelda Bede ed Adriana Behar che fanno propri i titoli iridati di Marsiglia ’99 e Klagenfurt 2001 – nel mentre ai Giochi di fine millennio di Sydney 2000 ad imporsi sono le padrone di casa australiane Cook e Pottharst con Adriana/Shelda ad essere sconfitte in Finale e Pires/Samuel a completare il podio – prima che nel panorama internazionale faccia la propria irruzione la “Coppia invincibile”, formata dalle americane Misty May e Kerri Walsh, destinate a dominare la scena per un decennio …

Ma questa, al solito, è un’altra storia …

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