YURIY SEDYKH, LA LEGGENDA SOVIETICA NEL LANCIO DEL MARTELLO

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Yuriy Sedykh in azione – da:pinterest.it

Articolo di Giovanni Manenti 

La sin troppo facile, scontata e persino banale battuta sul fatto che i migliori al Mondo nel Lancio del Martello non potessero essere che i sovietici, visto come sulla bandiera rossa dell’ex Urss campeggiassero la falce ed il martello simbolo del Comunismo, non può certo giustificare il dominio assoluto che i lanciatori di detto Paese dimostrano in tale specialità sino alla caduta di detto regime …

In questo caso le cifre al riguardo sono spietate, in 7 edizioni delle Olimpiadi – dal 1960 al 1988, esclusi i Giochi di Los Angeles ’84 per il noto contro boicottaggio – solo a Città del Messico 1968 il successo arride all’ungherese Gyula Zsivotzky (peraltro già argento sia a Roma ’60 che a Tokyo ’64), con altresì l’intero podio monopolizzato ai Giochi di Montreal ’76, Mosca ’80 e Seul ’88, così come le uniche tre edizioni dei Mondiali – Helsinki 1983, Roma 1987 e Tokyo 1991 – hanno visto Oro ed argento al collo esclusivamente di atleti sovietici.

Il tutto per non parlare del primato mondiale, che – fatto salvo l’inserimento del tedesco occidentale Karl-Hans Riehm nella seconda metà degli anni ’70 – è poi diventato terreno esclusivo dei due grandi amici/rivali, ovverossia Sergey Litvinov ed Yuriy Sedykh, del quale ultimo trattiamo quest’oggi.

Per valutare lo spessore e l’impatto che ha avuto nella specialità del Lancio del Martello Yuriy Sedykh – che nasce l’11 giugno 1955 a Novocerkassk, città di oltre 100mila abitanti posta nella Provincia (Oblast, in russo …) di Rostov – basti solo il fatto che il medesimo figura per 17 stagioni consecutive nella “Top Ten” del Ranking Mondiale stilato dalla prestigiosa rivista americana “Track & Field News”, occupando in 8 occasioni il primo posto, 3 volte il secondo ed una il terzo …

Un “vincente” come pochi, Sedykh inizia a far parlare di sé nel 1973, allorché ai Campionati Europei Juniores di fine agosto si aggiudica la medaglia d’oro con la misura di m.67,32 per poi migliorarsi l’anno seguente, scagliando per la prima volta l’attrezzo oltre la fettuccia dei 70 metri con i m.70,32 raggiunti ad inizio aprile e quindi migliorare il proprio “personale” sino a m.75,00 il 24 agosto 1975 a Donetsk, circostanza che gli vale la selezione per le Universiadi in programma a Roma nel successivo mese di settembre.

Alla sua prima vera esperienza in una grande Manifestazione internazionale, Sedykh ne paga lo scotto non andando oltre i m.71,32 che gli valgono comunque il bronzo, nel mentre il successo va al connazionale Aleksey Spridonov con m.73,82 raggiunti sulla stessa pedana dello “Stadio Olimpico” dove, l’anno prima, si era laureato Campione europeo con la misura di m.74,20 …

Il 21enne lanciatore russo ha peraltro l’occasione di prendersi la più dolce delle rivincite l’anno seguente, al termine della sua prima “Stagione di Gloria”, dopo che il 1975 aveva visto proporsi ai vertici assoluti il tedesco occidentale Karl-Heinz Riehm, capace di migliorare in ben tre occasioni nella stessa giornata, il 19 maggio a Rehlingen, il record mondiale detenuto dallo stesso Spiridonov portandolo a m.78,50 prima che fosse il connazionale Walter Schmidt a scagliare il martello a m.79,30 …

In Unione Sovietica – così come negli Usa per le gare di velocità, ostacoli e salti – è più difficile ottenere la selezione olimpica che non poi riuscire a salire sul podio, ed in vista dei Giochi di Montreal 1976 la Federazione sovietica decide di affiancare il giovane Yuriy ai più esperti Spiridonov (classe 1951) ed al Campione olimpico in carica, nonché Oro continentale ad Atene 1969 e bronzo ad Helsinki 1971, Anatoly Bondarchuck, nonostante fosse reduce dalla deludente mancata qualificazione alla Finale agli Europei di Roma 1974 …

Sedykh, peraltro, si presenta all’appuntamento olimpico forte di una stagione costellata da sole vittorie, con cinque successi abbinati a misure che vanno da un minimo di m.77,24 ad un massimo di m.78,86 (e, pertanto, a soli 44cm. dal record mondiale …) ottenuti il 12 maggio a Sochi, circostanza che lo pone pertanto tra i più seri candidati per la medaglia d’oro …

Il 26 luglio 1976 però, nelle qualificazioni disputate sulla pedana dello “Stadio Olimpico” della Metropoli canadese, ad avere il “braccio caldo” appare l’ex primatista assoluto Riehm, che ottiene il miglior risultato con un lancio di m.74,46 esattamente 3 metri più lungo di quello di Sedykh, alle cui spalle si posiziona l’oramai 36enne Bondarchuk, detentore del record olimpico con i suoi m.75,50 raggiunti quattro anni prima a Monaco di Baviera …

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Bondarchuk a Montreal ’76 – da:gettyimages.ca

Finale che si disputa due giorni dopo e che, come di norma accade nei lanci, vede i quattro big “sparare le proprie cartucce” al primo tentativo, al punto che i 75 metri raggiunti da Riehm gli valgono appena la quarta posizione provvisoria, con il “vecchio leone” Bondarchuk ad ottenere con m.75,48 la sua miglior misura, nel mentre al comando si porta Spiridonov con m.75,74 appena 10cm. meglio di Sedykh, lanci entrambi superiori al ricordato record olimpico di Bondarchuk …

Gara che si decide già alla seconda prova, allorché il martello di Sedykh atterra a m.77,52 – misura in linea con le sue prestazioni stagionali – lancio che gli vale la medaglia d’Oro, nonostante Spiridonov si migliori sino a m.76,08 con il suo ultimo tentativo e Riehm non riesca per soli 2cm. ad impedire il “tris sovietico” sul podio con un miglior risultato di m.75,46 ottenuto alla quarta prova.

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Sedykh a Montreal ’76 – da:gettyimages.fi

Degna conclusione di un anno da incorniciare e che proietta Sedykh al vertice del Ranking Mondiale, pur se la stagione seguente è inferiore alle attese, con un miglior risultato di m.76,60 ottenuto il 9 maggio a Kiev e due sconfitte – terzo in Coppa Europa ad Helsinki con m.73,60 e quarto nella prima edizione della Coppa del Mondo a Dusseldorf con m.72,20 – in gare che vedono in entrambi i casi primeggiare Riehm con m.75,90 e m.75,64 rispettivamente, così da riprendersi il primo posto del Ranking Mondiale che vede il russo retrocedere in settima posizione.

A poco più di 20 anni, una stagione di transizione ci può stare, visto che Sedykh si riprende immediatamente la leadership nel 1978 sfruttando la propria capacità di dare il meglio di sé in occasione delle grandi Manifestazioni internazionali che, nel caso, sono rappresentate dai Campionati Europei di Praga ad inizio settembre …

Appuntamento al quale si presenta dopo aver raggiunto il 16 agosto al “Weltklasse” di Zurigo la misura di m.79,76 ad un soffio dalla “barriera degli 80 metri” che, viceversa, era stata superata per primo dal “carneade” Boris Zaychuk con un lancio di m.80,14 eseguito il 9 luglio a Mosca, poi migliorato il 6 agosto successivo da Riehm, il quale fa atterrare l’attrezzo a m.80,32 riappropriandosi così del primato …

Zaychuk che, grazie a tale impresa, si guadagna la sua unica presenza di rilievo nella selezione sovietica alla Rassegna Continentale nella Capitale boema, che lo vede concludere in una dignitosa sesta posizione con m.75,62 nel mentre la sfida per il podio si disputa sul filo dei centimetri con il tedesco occidentale a confermarsi “uomo da record” ma non da medaglia, dovendosi accontentare del bronzo con un per lui modesto m.77.02 diversamente da Sedykh che riesce ad avere la meglio per soli 4cm. (m.77,28 a 77,24) sul tedesco orientale Roland Steuk, al suo miglior risultato in carriera.

L’Oro continentale consente a Sedykh di riprendersi la vetta del Ranking Mondiale, ma nel frattempo “piccoli martellisti crescono” in un bacino di smisurata utenza quale quello sovietico, e rispondono ai nomi di Juri Tamm (classe 1957) e Sergey Litvinov, nato a gennaio 1958 …

Ed è proprio quest’ultimo a far registrare un netto miglioramento nella stagione 1979, caratterizzata da sole vittorie ad eccezione del secondo posto in Coppa Europa (m.78,66 a m.76,90) alle spalle di Riehm, e nel corso della quale migliora il proprio “personale” sino a m.79,82 il 24 giugno a Lipsia, per poi affermarsi al “Weltklasse” di Zurigo a metà agosto con m.78,42 e quindi prendersi la rivincita sulla coppia tedesca facendo sua la gara nella seconda edizione della Coppa del Mondo a Montreal con m.78,70 rispetto ai m.75,88 di Riehm ed ai m.74,82 di Steuk …

Dal canto suo, Sedykh aveva risposto con una miglior misura stagionale di m.77,58 a maggio nel corso di una Tournée in Giappone, così che è costretto a cedere ai suoi più accreditati rivali il vertice del Ranking Mondiale retrocedendo al sesto posto, per poi non cederlo più nel successivo triennio, pur essendo gli anni pari quelli preferiti dal lanciatore di Rostov.

Ed una prova lampante se ne ha nel corso del 1980, stagione che ha nei Giochi di Mosca il suo momento clou e che, per il “povero” Riehm, rappresenta viceversa il proprio “Annus Horribilis”, in quanto impossibilitato a confrontarsi con i rivali sovietici in sede olimpica per l’adesione del suo Paese al boicottaggio decretato dal Presidente Usa Jimmy Carter, per poi vedersi anche togliere il record mondiale …

Ciò avviene nel corso del meeting che si svolge a Leselidze il 16 maggio 1980, in cui Sedykh e Tamm fanno a gara a superarsi, con il primo a scagliare l’attrezzo a m.80,38 per poi toccare al secondo lanciare a m.80,46 prima che l’ultima parola spetti al Campione olimpico ed europeo con m.80,64 …

Ma, come spesso accade, “tra i due litiganti il terzo gode”, in quanto appena otto giorni dopo, il 24 maggio a Sochi, tocca a Litvinov far suo il primato assoluto facendo atterrare il martello oltre un metro più avanti, e precisamente a m.81,66 il che fa presagire una Finale olimpica quanto mai incerta e combattuta …

Sicuramente avrebbe potuto dire la sua in un tale contesto di eccezione anche Riehm che, ironia della sorte, disputa la miglior stagione della sua attività agonistica, andando per ben quattro volte oltre la fettuccia degli 80 metri, centrando il proprio “Personal Best” il 30 luglio a Rhede con m.80,80 curiosamente proprio il giorno in cui, a Mosca, si disputano le qualificazioni del Lancio del Martello …

La rappresentanza della parte orientale della Germania – costituita da Steuk e da Detlef Gerstenberg – può solo accontentarsi delle posizioni di rincalzo (quarto e quinto con m.77,54 e 74,60 rispettivamente …), nel mentre la sfida per la medaglia d’Oro si disputa su misure mai raggiunte in passato …

Ed, anche stavolta, la decisione giunge sin dal lancio d’esordio, con Sedykh a togliere ogni velleità (nonché il record mondiale …) a Litvinov scagliando l’attrezzo a m.81,80 con l’ex primatista a rispondere con m.80,64 che gli valgono l’argento, per poi incappare in cinque nulli consecutivi, al contrario di Sedykh che “giustifica” il bis olimpico con altri tre lanci (m.81,46 – 80,98 e 80,70) oltre gli 80 metri, mentre Tamm completa il “podio a falce e martello” (scusate il simpatico gioco di parole …) con i m.78,96 raggiunti al secondo tentativo.

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Sedykh a Mosca 1980 – da:youtube.com

Pur privo di grandi appuntamenti internazionali, il 1981 è, una volta tanto, un anno dispari prolifico per Sedykh, visto che è costellato di sole vittorie con un “primato stagionale” di m.80,18 ottenuti a Tbilisi a fine giugno e da due successi nei confronti di Riehm sia in Coppa Europa a Zagabria (m.77,68 a 75,86) che nella terza edizione della Coppa del Mondo svoltasi a Roma ad inizio settembre, più o meno con lo stesso margine, m.77,42 a 75,60 …

Dopo il bis olimpico, l’oramai 27enne di Rostov va alla conferma del titolo europeo alla Rassegna Continentale di inizio settembre 1982 ad Atene, dove si presenta da imbattuto in stagione, ma avendo però perso il record mondiale, ovviamente da parte di Litvinov, grazie ad un lancio di quasi 84 metri (!!) eseguito il 4 giugno a Mosca, con il trio sovietico ad essere completato da Igor Nikulin in vece di Tamm …

Fedele al motto che recita “I record passano, le medaglie restano”, Sedykh fornisce l’ennesima dimostrazione di grande agonista, visto che, dopo che in qualificazione entrambi gli amici/rivali hanno curiosamente ottenuto la identica misura di m.77,58 (record dei Campionati …), nella Finale del 10 settembre è il suo martello a volare più in alto e lontano di tutti, atterrando a m.81,66 mentre Litvinov si dimostra inferiore alle attese dovendosi accontentare del bronzo, superato (m.79,44 a 78,66) anche da Nikulin.

Il 1983 rappresenta una “data storica” nel panorama dell’Atletica Leggera internazionale, in quanto coincide con la disputa della prima edizione dei Campionati Mondiali, che si svolgono ad Helsinki ad inizio agosto, stagione che vede Litvinov ai vertici assoluti, non conoscendo sconfitta alcuna ed altresì divenendo il primo atleta a superare la fettuccia degli 84 metri, coi m.84,14 ottenuti il 21 giugno a Mosca nel corso delle “Spartakiadi” …

Una superiorità che, stavolta, il 24enne lanciatore russo ribadisce a pieno titolo anche nella Capitale finlandese, aggiudicandosi l’Oro iridato inaugurale della Manifestazione con la misura di m.82,68 ottenuta al primo tentativo – ma legittimato con altri quattro lanci oltre gli 80 metri, di cui m.82,04 alla seconda prova – nel mentre Sedykh deve ritenersi fortunato a mettersi al collo l’argento con m.80,94 visto che la misura di m.81,54 inizialmente data per buona al polacco Zdzislaw Kwasny al suo ultimo tentativo, viene successivamente trasformata in un nullo.

Non sapendo come trascorrere la stagione 1984 a causa del contro boicottaggio sovietico ai Giochi di Los Angeles – dove l’oramai 33enne Riehm getta alle ortiche la sua ultima possibilità di cogliere, una sia pur effimera, “Gloria Olimpica” facendosi beffare per soli 10cm. (m.78,08 a 77,98) dal finlandese Juha Tiainen – Litvinov e Sedykh pensano bene di “divertirsi” a scagliare l’attrezzo il più lontano possibile, raggiungendo misure che fanno impallidire l’esito della Rassegna californiana …

Se il primo, difatti, migliora il proprio “personale” con un lancio di m.85,20 il 3 luglio a Cotk, in Irlanda, lo stesso non rappresenta il nuovo limite assoluto solo perché, nella stessa riunione, Sedykh fa atterrare l’attrezzo a m.86,34 (!!), apice di una annata che lo vede successivamente superare in altre tre occasioni gli 85 metri, così da riguadagnare per la sesta volta in carriera il vertice del Ranking Mondiale.

Pungolato dalle imprese dei suoi connazionali, anche Tamm decide di elevarsi a più alti livelli, vivendo nel 1985 la sua “Stagione di Gloria” costellata di sole vittorie, anche se il “personale stagionale” di m.84,04 è inferiore al suo “Personal Best” in carriera di m.84,40 raggiunto ad inizio settembre dell’anno precedente, ottenendo l’affermazione in Coppa del Mondo a Canberra con m.82,12 comunque sufficiente a scalzare Sedykh dal primo posto del Ranking assoluto …

Oramai superata la soglia dei 30 anni, per Sedykh è il momento di fare il conto della propria collezione di medaglie ed il principale appuntamento dell’anno seguente, ovvero i Campionati Europei di Stoccarda in programma a fine agosto 1986, rappresenta una ghiotta occasione per inanellare un tris di titoli continentali ad oggi ancora ineguagliato.

In una delle migliori stagioni della sua carriera, Sedykh “allunga” il record mondiale a m.86,66 il 22 giugno a Tallinn, Capitale dell’attuale Estonia, per poi presentarsi in Germania per accettare la sfida dei connazionali Litvinov e Nikulin, con specialmente il primo ad aver anch’egli superato – per la prima ed unica volta in carriera – il limite degli 86 metri con il suo “Personal Best” di m.86,04 ottenuto il 3 luglio a Dresda, e che rappresenta tuttora la seconda miglior prestazione di ogni epoca  …

Con il resto degli iscritti a svolgere il compito di “spettatori non paganti”, come al solito il podio è monopolizzato dal trio sovietico, con Nikulin bronzo con m.82,00 mentre l’eccellente lancio di m.85,74 effettuato da Litvinov serve solo da stimolo ad un Sedykh che, scagliando l’attrezzo a m.86,74 ottiene, oltre al terzo titolo continentale consecutivo, anche il suo “Personal Best” in carriera, nonché primato mondiale tuttora ineguagliato ad oltre 30 anni di distanza.

Logicamente tornato al vertice del Ranking mondiale, Sedykh vive un’inattesa stagione sottotono nel 1987, circostanza che, in un Paese dove la concorrenza è quanto mai agguerrita, lo porta a non essere selezionato per la Rassegna Iridata di Roma, senza peraltro che la spedizione sovietica ne risenta più di tanto, con Litvinov a bissare il titolo di Helsinki con m.83,06 e Tamm a fargli da valido scudiero con m.80,84 che gli valgono l’argento.

Impossibilitato, come ricordato, a partecipare alle Olimpiadi di Los Angeles 1984, Sedykh punta ad un’impresa che avrebbe dello straordinario qualora riuscisse a far suo l’Oro ai Giochi di Seul 1988, a 12 anni di distanza dal primo successo a Montreal, dovendo anche stavolta guardarsi più dai suoi connazionali che non dal resto del pianeta.

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Litvinov, Oro ai Giochi di Seul ’88 – da:businessinsider.com 

La Finale nella Capitale coreana ricalca, con risultati opposti, quella dei Campionati Europei di Stoccarda, nel senso che è stavolta Sedykh a dare il meglio di sé con un lancio di m.83,76 all’ultimo tentativo, utile solo per cogliere l’argento al cospetto della stratosferica regolarità di esecuzioni di Litvinov (84,76 – 83,82 – 83,86 – 83,98 – 84,80 – 83,80), tutte e sei migliori del risultato del due volte Campione olimpico, mentre diremmo quasi ovviamente, Tamm completa il podio interamente sovietico.

Fatalmente, le prestazioni di Sedykh iniziano a risentire del confronto con la carta d’identità, il che lo porta a scalare nel Ranking – dopo la seconda posizione del 1988 – prima di mettere a segno l’ultima, trionfale zampata per cogliere l’unico alloro che ancora mancava al suo straordinario Palmarès …

Dopo non essere stato, difatti, selezionato sia per la Coppa del Mondo di Barcellona ’89 che per gli Europei di Spalato ’90, il 36enne di Rostov si ripropone con regolarità sopra gli 80 metri, così da ottenere la selezione per la terza edizione dei Campionati Mondiali, in programma a fine agosto 1991 a Tokyo, con a fargli compagnia le “giovani leve” Andrey Abduvaliyev ed Igor Astapkovich, di 11 e 7 anni più giovani, con quest’ultimo ad essergli succeduto sul trono europeo l’anno precedente …

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Sedykh a Tokyo ’91 – da:masterathletics.net

Nella classica sfida tra “gioventù contro esperienza” è la seconda a farsi preferire e, con la sua seconda miglior prestazione stagionale dopo i m.82,62 di inizio luglio, vale a dire m.81,70 Sedykh colma una lacuna che sarebbe stata insopportabile in una bacheca come la sua, con Astapkovich a doversi accontentare dell’argento con m.80,94 nel mentre Abduvaliyev, non meglio che quinto, avrà modo di rifarsi ampiamente l’anno seguente con l’Oro olimpico ai Giochi di Barcellona ai danni di Astapkovich.

Ma, con tutto il rispetto per Abduvaliyev – che poi ribadisce la sua superiorità su Astapkovich anche nelle rassegne iridate di Stoccarda ’93 e Goteborg ’95 – crediamo che nessuna impresa possa essere paragonata all’essere tornati ad occupare la prima posizione del Ranking Mondiale all’età di 36 anni come è riuscito viceversa a Sedykh, il che consente di ritenere per nulla abusata la definizione di “Leggenda del Lancio del Martello” …

Ah, nel frattempo sono aperte le iscrizioni per chi volesse battere il suo record mondiale di m.86,74 …

 

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