IL TRIS “LAST MINUTE” DEL MANCHESTER UNITED STAGIONE 1999

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Il Manchester festeggia la Champions League 1999 – da:sportbible.com

Articolo di Giovanni Manenti

Da quando nel 2009 il Barcellona di Pep Guardiola ha messo in fila Liga, Copa del Rey e Champions League – peraltro abbinandovi pure Super Coppa di Spagna, Super Coppa Uefa e Coppa del Mondo per Club per un record, pertanto, solo eguagliabile – il riuscire a conquistare nella stessa stagione titolo e coppa nazionale unitamente alla massima Manifestazione continentale per Club ha assunto il nome di “triplete” in omaggio alla lingua spagnola, ma la formazione azulgrana non ha certo il merito di essere stata la prima a compiere una tale impresa …

Curiosamente, a dispetto dei 13 trionfi dei “rivali storici” del Real Madrid, questi ultimi non sono mai riusciti a centrare tutti i tre i trionfi in un’unica stagione, così come il Liverpool – dominatore della decade tra metà degli anni ’70 e metà anni ’80 – si è dovuto fermare ad un passo nel 1977 (vittoria in Campionato e nell’allora Coppa dei Campioni, sconfitto in Finale di FA Cup dal Manchester United …) e minor valore ha il tris ottenuto dal Club di Anfield nel 1984, allorché al titolo ed alla Coppa dei Campioni unisce il successo nella League Cup, la seconda coppa nazionale per importanza.

Curiosamente, anche il Bayern di Muller e Beckenbauer degli anni ’70 non riesce a completare detto tris di successi, a differenza di quanto ottenuto dal Club bavarese nel 2013 sotto la guida di Jupp Heynckes, dopo che il rinominato “triplete” era già stato portato a termine dall’Inter di José Mourinho nel 2010 ed ancora lo sarà da parte del Barcellona di Luis Enrique nel 2015.

Per poter quindi risalire alla “primogenitura” di una tale impresa occorre riportarsi ad oltre 50 anni fa, esattamente al 1967, allorché gli scozzesi del Celtic Glasgow vivono una stagione che non ha riscontro nella storia del Calcio delle Highlands, in quanto ai trionfi nei confini nazionali – Scottish First Division, Scottish FA Cup e Scottish League Cup – uniscono la sorprendente conquista della Coppa dei Campioni, prima formazione britannica ad aggiudicarsi il Trofeo, sino ad allora territorio esclusivo delle squadre latine, superando 2-1 l’Inter nella Finale di Lisbona.

Ecco quindi che, Oltremanica, una simile combinazione assume la denominazione di “treble” (che poi non vuol dire altro che triplo, al pari del “triplete” spagnolo …), cui successivamente si accodano due formazioni olandesi – vale a dire il formidabile Ajax di Johan Cruijff nel 1972 (abbinandovi anche la conquista della Super Coppa europea e della Coppa Intercontinentale …) ed il PSV Eindhoven nel 1988 – prima che nel 1999 anche un Club inglese riesca ad iscriversi in tale glorioso Albo d’Oro e di cui quest’oggi ne ripercorriamo il relativo cammino che, come vedrete, sarà di quelli non indicati ai tifosi dei “Red Devils” deboli di cuore …

Tornato sotto la guida di Sir Alex Ferguson a rinverdire i fasti degli anni ’60, riportando ad Old Trafford nel 1993 – stagione di debutto dell’attuale Premier League – un titolo che mancava da ben 26 (!!) anni, il Manchester diviene il dominatore assoluto dell’ultima decade del XX secolo, visto che dal 1993 al 2001 in 9 edizioni solo in due occasioni non riesce a laurearsi Campione, nel 1995 superato di un solo punti (89 ad 88) dal Blackburn Rovers di Kenny Dalglish e nel 1998, dove ad imporsi è l’Arsenal del neoallenatore francese Arsene Wenger.

Proprio l’acerrima rivalità tra i due tecnici tocca vertici altissimi nella successiva stagione, che il Manchester affronta mettendo a segno due colpi importanti nella sessione estiva di mercato, vale a dire mettendo sotto contratto l’arcigno difensore centrale olandese Jaap Stam, prelevato dal PSV Eindhoven e l’attaccante di colore Dwight Yorke, proveniente dall’Aston Villa …

Con un centrocampo impostato sui “Fab FourRoy Keane, David Beckham, Paul Scholes e Ryan Giggs ed il neo acquisto a far coppa con Andy Cole in attacco, mentre la difesa è imperniata sull’affidabilissimo portiere Peter Schmeichel e sulla consolidata coppia di terzini formata da Gary Neville e Denis Irwin, il Manchester United non brilla eccessivamente nella fase ascendente del Torneo, visto che a metà cammino occupa la terza posizione con 38 punti, a due lunghezze di distacco dalla coppia Chelsea/Aston villa e con due punti, al contrario, di vantaggio sull’Arsenal, il tutto a causa dei gravosi impegni in Champions League che hanno già comportato tre sconfitte, tra cui il pesante 0-3-0 del confronto diretto (parole e musica di Adams, Anelka e Ljungbewrg …) contro la formazione di Wenger, disputatosi il 20 settembre 1998 ad Highbury.

Formazioni peraltro entrambe impegnate in Champions League con esiti diametralmente opposti, in quanto lo United, oltre ad aver dovuto superare il turno eliminatorio (2-0 e 0-0 ai polacchi del LKS Lodz), riesce a sopravvivere ad un sorteggio spietato che lo vede inserito nel “Gruppo della morte” assieme a Bayern Monaco e Barcellona, concludendo lo stesso imbattuto con quattro pareggi mozzafiato (1-1 e 2-2 coi tedeschi e due incredibili 3-3 coi catalani, facendosi rimontare da 2-0 in casa e da 2-1 e 3-2 al Camp Nou) e due comode vittorie (6-2 esterno e 5-0 tra le mura amiche) contro la cenerentola Brondby.

Di contro l’Arsenal, impegnato in un Girone sulla carta più agevole con Dynamo Kiev, Lens e Panathinaikos quali compagni d’avventura, conclude lo stesso in una deludente terza posizione, riuscendo a sconfiggere la sola formazione ateniese e su cui pesa come un macigno l’inattesa battuta d’arresto interna per 0-1 contro i modesti francesi …

Ciò sta peraltro a significare che ad inizio gennaio 1999, allorché si disputa il terzo turno della FA Cup, i “Gunners” non hanno altri impegni oltre al Campionato, nel mentre i “Red Devils” ad inizio marzo dovranno scendere nuovamente in campo per i Quarti della più prestigiosa Manifestazione continentale …

Oltretutto, con gli abbinamenti della Coppa nazionale affidati ad un sorteggio libero, la buona sorte non sorride di certo alla formazione di Sir Alex, visto che, dopo il relativamente agevole esordio con il Middlesbrough – ancorché non tragga in inganno il 3-1 finale, visto il vantaggio ospite con Townsend al 52’, con il ribaltamento avvenuto solo ad 8’ dal termine grazie ad un rigore trasformato da Irwin ed acuto conclusivo di Giggs al 90’ – al turno successivo sono opposti agli acerrimi rivali del Liverpool …

E questo match, andato in scena ad “Old Trafford” il 24 gennaio 1999, traccia in maniera sin troppo eloquente quella che sarà la caratteristica determinante della stagione dei “Red Devis”, ovvero far sue le sfide decisive nei minuti finali, visto che, dopo il vantaggio di Michael Owen dopo appena 3’ minuti di gioco, la rimonta avviene grazie al pari di Yorke a 2’ dal 90’, per poi toccare al “super sub” Ole Gunnar Solskjaer – detto anche “Baby Face Killer” per le sue qualità di mettere a segno le reti quando non vi è più tempo per recuperare, abbinate al volto di “eterno bambino” – siglare il punto del 2-1 allorché a Liverpool già pregustavano il replay ad Anfield.

In fase di previsione, più agevole l’impegno del quinto turno, ancora in programma ad Old Trafford contro una formazione di Terza Divisione quale il Fulham, anche se poi alla fine la sfida è risolta solo grazie alla rete di Andy Cole poco prima dello scoccare della mezz’ora di gioco, ma va anche considerato che il successivo mercoledì 17 febbraio è in programma la sfida che potrebbe risultare decisiva per l’esito della Premier League, visto che lo United – avendo inanellato quattro vittorie consecutive contro Leicester, Charlton, Derby County e Nottingham Forest (quest’ultima con un 8-1 esterno …!!) – si è portato in testa alla Graduatoria con una lunghezza sul Chelsea e due sull’Arsenal …

Match che, viceversa, si conclude sul nulla di fatto, con l’1-1 conclusivo firmato dai rispettivi centravanti Anelka e Cole, per poi prepararsi ad un “infuocato” inizio marzo dopo aver chiuso il mese di febbraio a quota 54 punti, con il Chelsea che non molla ad una lunghezza di distanza e l’Arsenal che perde leggermente terreno in virtù del pari esterno per 1-1 a Newcastle …

Per capire il “Tour de force” a cui sono sottoposti Beckham & Co., il calendario propone loro il 3 marzo l’andata dei Quarti di Champions League contro l’Inter, il 7 il Quarto di FA Cup opposti proprio al Chelsea “Italiano” di Zola, Di Matteo e Vialli quale tecnico – il che fa sì che la gara di Premier ad Anfield venga posticipata al 5 maggio successivo – il 10 il replay a “Stamford Bridge” visto che il match sul campo amico si conclude sullo 0-0, il 13 la trasferta a Newcastle ed il 17 il ritorno di Champions League a San Siro contro i nerazzurri …

Roba da perderci la testa, ma che invece lo United supera affidandosi alla forza della propria difesa, visto che in questi cinque incontri subisce solo due reti, qualificandosi alle Semifinali di FA Cup grazie al 2-0 nel replay a “Stamford Bridge” frutto di una doppietta di Yorke, ed a quelle di Champions League facendo tesoro del 2-0 maturato all’andata (con ancora Yorke a risultare decisivo con la sua doppietta …) e toccare quindi a Scholes spengere a 2’ dal termine ogni speranza di rimonta nerazzurra, illusasi con il vantaggio di Ventola poco dopo l’ora di gioco.

Per non essere da meno del compagno di reparto, tocca ad Andy Cole farsi carico di mettere a segno le due reti che rimontano il match del “St. James’ Park” dopo l’iniziale vantaggio in apertura di Solano per i “Magpies”, ed è così che l’avventura continua, spostandosi ad inizio aprile allorché l’urna abbina al Manchester ancora una formazione italiana, stavolta la Juventus, reduce da tre Finali consecutive di Champions League (gare da disputarsi il 7 ed il 21 del mese …), nel mentre anche il sorteggio di FA Cup non è certo benevolo, mettendo di fronte le due rivali in Campionato, gara da disputarsi l’11 aprile sul campo neutro del “Villa Park” di Birmingham …

Ecco quindi il Manchester presentarsi al secondo dei “due mesi della verità” con un vantaggio di quattro punti (63 a 59) sull’Arsenal in Campionato dopo aver completato entrambe 30 turni, con il Chelsea oramai tagliato fuori a quota 53 pur con una gara da recuperare, per poi affrontarsi nell’infuocata sfida di FA Cup, con l’Arsenal ad aver ridotto le distanze ad una sola lunghezza, approfittando di un turno di riposo degli avversari …

Le due semifinali del 1999 passano alla Storia non tanto per il primo incontro, conclusosi sullo 0-0, ancorché lo United possa recriminare per una rete di testa di Roy Keane al 38’ ingiustamente annullata, quanto per le mille emozioni che offre il replay, disputato sullo stesso campo tre giorni dopo, il 14 aprile …

Privo di Andy Cole in attacco, Ferguson schiera in avanti la coppia formata da Solskjaer e dal 33enne, ma sempre valido Teddy Sheringham, ed è proprio quest’ultimo a propiziare la rete del vantaggio, servendo un pallone smarcante che Beckham tramuta in goal con una delle sue micidiali conclusioni da fuori …

Avendo inizialmente rinunciato anche a Scholes e Giggs, il tecnico inserisce l’ala gallese al 61’ in luogo di Blomqvist, prima che l’inerzia della gara improvvisamente cambi a causa di una conclusione da fuori di Bergkamp che, leggermente deviata da Stam, sorprende Schmeichel per il punto dell’1-1 al 69’, cui segue la consueta sciocchezza di Roy Keane che si fa espellere 5’ dopo per una entrata fallosa su Overmars che gli costa il secondo cartellino giallo …

Ferguson corre ai ripari inerendo Scholes al posto di Sheringham al fine di ridare compattezza al centrocampo, ma ogni speranza di qualificazione alla Finale di Wembley sembra sul punto di svanire allorché, proprio in chiusura di gara, l’arbitro David Elleray concede all’Arsenal un rigore per atterramento di Parlour da parte di Phil Neville …

Sul dischetto si porta Bergkamp, ma il suo tiro, seppur forte ed angolato, è a mezz’altezza e Schmeichel, tuffandosi sulla propria sinistra, riesce nella deviazione mantenendo vive le speranze dei suoi con la gara che si prolunga ai supplementari, in cui Ferguson si gioca anche la carta Yorke, che entra al posto di Solskjaer …

Ed è al 4’ del secondo tempo supplementare che si registra il “capolavoro di Ryan Giggs”, con l’estremo gallese a raccogliere un errato disimpegno all’altezza del centrocampo spostato sulla sinistra, portarsi verso l’area superando in slalom ben quattro avversari e quindi fulminare Seaman con una potente conclusione sul primo pallo dal basso verso l’alto che non lascia scampo all’estremo difensore, per quello che viene giustamente premiato come “Goal of the Season” dalla stampa specializzata.

Conquistato il diritto a scendere in campo il 22 maggio a Wembley per la Finale di FA Cup contro il Newcastle, che ha eliminato 2-0 il Tottenham grazie ad una doppietta di Shearer, nel frattempo il Manchester deve superare l’ostacolo Juventus in Champions League, recandosi il 21 aprile a Torino dopo l’1-1 dell’andata, con Giggs a rimediare, guarda caso ancora al 90’, al vantaggio bianconero di Conte nel primo tempo …

Formazione italiana che da febbraio ha in panchina Carlo Ancelotti, chiamato a rimpiazzare Marcello Lippi, e che appare in grado di staccare per il quarto anno consecutivo il biglietto della Finale allorché una doppietta di Filippo Inzaghi la porta sul 2-0 dopo appena 10’, ma mai dare per scontato un risultato quando si ha di fronte un Manchester che già poco dopo la mezz’ora rovescia a proprio favore l’esito del doppio confronto, grazie ad una rete di testa di Roy Keane al 24’ ed al pareggio di Yorke al 34’, per poi toccare ad Andy Cole, ad 8’ dal termine, mettere il sigillo alla qualificazione con il punto del definitivo 3-2.

Con due appuntamenti già fissati in calendario – la ricordata Finale di FA Cup del 22 maggio e l’atto conclusivo della Champions League il successivo 26 maggio al Camp Nou di Barcellona – lo United può dedicare le massime energie alla fase finale di Premier League dove, a due turni dalla conclusione, si trova a pari punti (75 a testa) con l’Arsenal, che ha approfittato di tre pareggi della capolista per affiancarla in vetta alla Classifica …

Con una differenza reti altresì pari (+42 per entrambe), diviene determinante la sconfitta patita dall’Arsenal nel posticipo di martedì 11 maggio, allorché i “Gunners – imbattuti da 19 turni – cadono sul terreno del Leeds complice una rete messa a segno a 4’ dal termine dall’olandese Jimmy Floyd Hasselbaink, così che il giorno dopo, nel recupero a Blackburn, al Manchester è sufficiente un pari a reti bianche per accumulare il minimo vantaggio di una sola lunghezza da mantenere all’ultima giornata in programma domenica 16 maggio ad Old Trafford, ospite il comunque ostico Tottenham, nel mentre i londinesi affrontano l’Aston Villa ad Highbury …

L’illusione di un “miracolo” dura lo spazio di 20’, tra il vantaggio degli “Spurs” al 24’ con Les Ferdinand ed il micidiale uno-due a cavallo dell’intervallo messo a segno da Beckham al 42’ e da Andy Cole al 47’ per il 2-1 che certifica il 12esimo titolo dello United, rendendo buona solo per le statistiche la rete realizzata al 66’ da Kanu per il successo dei “Gunners”.

Messo in bacheca il primo Trofeo, i ragazzi di Sir Alex sono ora attesi ai 10 giorni che potrebbero consegnarli alla Storia, con il primo appuntamento fissato per sabato 22 maggio sul terreno di Wembley per affrontare il Newcastle nella Finale di FA Cup dinanzi alla solita cornice di oltre 79mila spettatori …

Gara per la quale il tecnico scozzese decide di risparmiare Stam ed Yorke in vista della sfida di Champions League del successivo mercoledì, tanto che all’uscita di Roy Keane dopo soli 9’ per infortunio, opta per l’inserimento di Sheringham, scelta quanto mai azzeccata visto che l’attaccante lo ripaga mettendo a segno, appena due giri di lancetta dopo, il punto dell’1-0 traducendo in goal un delizioso lancio smarcante di Beckham, per poi toccare a Scholes siglare al 53’ la rete della sicurezza con una potente conclusione dal limite che non lascia scampo a Steve Harper, così che il più prestigioso Trofeo d’Oltremanica va a fare bella vista di sé per la decima volta nell’apposita Sala di Old Trafford.

Quella che però attende lo United la sera di mercoledì 26 maggio 1999 al “Camp Nou” di Barcellona, arbitro l’italiano Pierluigi Collina, è la sfida più dura, avversari i tedeschi del Bayern Monaco, desiderosi di tornare a rinverdire i fasti degli anni ’70 dopo l’amarezza di due Finali perse, 0-1 contro l’Aston Villa nel 1982 ed 1-2 contro il Porto nel 1987 …

Formazione bavarese che si è qualificata per l’atto conclusivo dopo aver eliminato l’ultima grande versione della Dynamo Kiev “targata” Andriy Schevchenko, che in estate lascia il Club per accasarsi al Milan, e che può contare in difesa sull’esperienza dell’estremo difensore Oliver Kahn e del 38enne fuoriclasse Lothar Matthaus, riciclato nel ruolo di libero, mentre a centrocampo si fanno apprezzare Jeremies, Effenberg e, soprattutto, Mario Basler, il quale si incarica di sbloccare il risultato dopo appena 5’ trasformando un calcio di punizione dal limite sul quale Schmeichel neppure accenna alla parata …

D’altro canto, Ferguson è costretto a far di necessità virtù, ed anche se alle ali può contare sull’estro di Beckham e Giggs ed in attacco si affida alla collaudata coppia Yorke/Cole (53 reti stagionali in due …), l’assenza nella zona nevralgica del campo di Roy Keane e Scholes (entrambi squalificati …) lo porta a schierare al loro posto Nicky Butt e Jesper Blomqvist, per quanto validi non all’altezza dei titolari …

Dopo che la difesa bavarese ha ben controllato gli attacchi inglesi per tutta la durata del primo tempo, corso via senza eccessive emozioni, la ripresa vede ergersi ad indiscusso protagonista Peter Schmeichel che salva a ripetizione i suoi dal tracollo, apponendosi alla grande alle conclusioni di Jancker, Effenberg e Scholl, quando non sono il palo e la traversa a salvarlo da un delizioso pallonetto dello stesso Scholl e da una rovesciata di Jancker, mentre sul versante opposto Kahn è chiamato a sventare solo in splendida coordinazione un colpo di testa del subentrato Solskjaer …

Oltre al norvegese, mandato in campo da Ferguson a 9’ dal termine in luogo di Cole, il più titolato tecnico della Storia del Club aveva già giocato, a metà ripresa, la carta Sheringham al posto di Blomqvist, ma, come appena descritto, erano state molte più le occasioni di raddoppio per il Bayern che non le possibilità per lo United di pervenire al pareggio …

Tutto sembra oramai perso allorché, dopo che Hitzfeld commette forse il più grande errore della sua carriera di eccellente allenatore, togliendo dapprima Matthaus all’80’ e quindi Basler all’89’ per inserire Fink e Salihamidzic rispettivamente, vanno in scena i 60” più incredibili negli oltre 60 anni di Storia della Manifestazione …

Accade difatti che, con il Manchester a gettare letteralmente “il cuore oltre l’ostacolo”, Kahn venga impegnato negli ultimi minuti più che nell’intero arco del match, dapprima per bloccare a terra sulla sua sinistra una conclusione angolata di Sheringham e quindi fare altrettanto su una deviazione velenosa di testa di Solskjaer, dopo che Yorke aveva clamorosamente “ciccato” un invitante pallone a centro area …

Ma, nel frattempo, il cronometro scorre e siamo già oltre il 90’ allorché sugli sviluppi di un corner da sinistra con anche Schmeichel trasferitosi nell’area avversaria, la palla perviene a Giggs che, da fuori area, lascia partire un tiro senza pretese e destinato ad uscire sul fondo, che però Sheringham, da autentico predatore di area di rigore, devia di quel tanto affinché la sfera si insacchi nell’angolino basso alla destra di un attonito Kahn

Disperazione nelle file tedeschi ed euforia sulla panchina inglese, che si trasforma in gioia indescrivibile allorché, appena 60” dopo, Solskjaer conquista un secondo corner della cui battuta si incarica Beckham con una parabola a centro area dove Sheringham svetta più in alto di tutti per prolungarne la traiettoria sotto misura dove, in spaccata, giunge chi se non lui, ovvero “Baby face Killer” Solskjaer, il cui intervento manda la sfera ad insaccarsi sotto la traversa per il punto del definitivo 2-1 con Collina che non fa neppure riprendere il gioco, fischiando la fine della contesa.

Ecco quindi che, nel modo più rocambolesco possibile, anche il Manchester United si iscrive – unico Club inglese ad esservi sinora riuscito – nella ristretta lista di coloro che hanno centrato il “Treble” (o “Triplete”, se preferite …) che, per come si è concretizzato, può tranquillamente assumere il connotato di “Last Minute” …

 

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