LA DOLCE VITA E LA DOPPIETTA VINCENTE A ROMA DI VITAS GERULAITIS

Vitas Gerulaitis Serving
Vitas Gerulaitis nel gioco di volo – da sportvintage.it

articolo di Nicola Pucci

Quel che mi viene da pensare sul conto di quel ragazzo dai boccoli d’oro, estroso ed estroverso sul campo da tennis come nella vita quotidiana, che risponde al nome di Vitas Gerulaitis, è che il successo non è stato purtroppo pari alla sfortuna che su di lui ha concentrato buona parte dei suoi sforzi.

Se Gerulaitis, infatti, nato a Brooklyn il 26 luglio 1954 da genitori lituani, Vitas senior ed Aldona, due tennisti che si erano trasferiti in negli Stati Uniti in cerca di quella fortuna che pareva negata ai tempi dell’Urss, si è trovata la strada troppo spesso sbarrata da campioni più grandi di lui come Borg, Connors e McEnroe, nondimeno segnando uno score personale di tutto rispetto, ha pagato anche un conto salatissimo con la drammaticità talvolta bastarda dell’esistenza, trovando la morte nel sonno a soli 40 anni per una fuga di monossido di carbonio provocata da una caldaia difettosa.

E sì che ce ne sarebbero di storie da raccontare su Vitas, da quel suo essere sempre fuori dagli schemi, amante delle notti newyorchesi, atto all’uso di droghe, e con la lingua che andava veloce quanto il suo pensiero di uomo sempre in grado di stupire, all’amore per gli abiti firmati e le vetture di lusso, tanto da parcheggiare nel garage della sua villa Rolls Royce, Cadillac, Porsche e Ferrari.

Ma Gerulaitis, ovviamente, non è stato solo jet set e luci della ribalta. Anzi. Stiamo parlando di un tennista capace di soggiornare per quasi dieci anni nella top-10 mondiale, con un top-ranking da numero 3 il 27 febbraio 1978, vincere una prova dello Slam in Australia, nel dicembre 1977, battendo in cinque set John Lloyd, futuro marito di Chris Evert, giocare due finali agli Us Open, 1979, e al Roland-Garros, 1980, perdendole entrambe proprio contro McEnroe e Borg, guadagnarsi l’ultimo atto anche al Masters, nel 1979 e nel 1981, vincere da protagonista un’edizione della Coppa Davis, 1979, superando in finale l’Italia. E se memorabile rimane un match di semifinale giocato sull’erba di Wimbledon nel 1977, quando costrinse al quinto set Borg, un amante della bella e dolce vita come lui poteva mai sottrarsi dal primeggiare dalle parti del Foro Italico in Roma?

Certo che no, ed allora concentriamoci su quelle due vittorie, 1977 e 1979, che Gerulaitis seppe cogliere sulla terra battuta capitolina, gemme incastonate in una collezione di 25 vittorie in carriera, dal primo ottenuto a Vienna nel 1974 all’ultimo messo in palmares a Treviso, esattamente dieci anni dopo, 1984.

Eccoci dunque al 1977, quando Gerulaitis si presenta agli Internazionali d’Italia per la seconda volta, dando seguito all’esperienza poco fortunata dell’anno prima quando la sua marcia si interrompe agli ottavi di finali contro le gambe da maratoneta e le uncinate mancine di Guillermo Vilas, che lo domina 6-1 6-1. Vitas è accreditato della testa di serie numero 8, e non è certo lui il favorito alla vittoria finale, seppur il suo brillante gioco serve-and-volley ben si adatti anche alle superfici più lente. Come è quella del Foro Italico, che applaude le scorribande a rete e le prodezze di rovescio di Gerulaitis che fa fuori Dibley, 6-3 6-2, Amaya, 6-0 6-3, e Kodes, 6-4 6-3, prima di incrociare ai quarti di finale Adriano Panatta, non solo eroe nazionale, ma pure detentore del titolo. La sfida è eccitante tra due giocatori che si assomigliano, nello stile di gioco come nella propensione alla bella vita, ed infine, rimontando, il biondo americano elimina l’adone mediterraneo, 1-6 7-6 6-3, sì spengendo il sogno dei romani di tornare ad esultare per un tennista azzurro, altresì guadagnandosi la stima del pubblico capitolino. Che, nel mentre Vilas e Nastase, gli altri due favoriti, sono fuori dai giochi, ammira le gesta in semifinale di Gerulaitis, 6-2 7-6 4-6 7-5 all’ostico Gottfried, per poi, ancora una volta a denti stretti, doverlo celebrare campione in finale contro l’inatteso Tonino Zugarelli, 6-2 7-6 3-6 7-6, schivando per un soffio i rischi del quinto set annullando un set-point nel tie-break del quarto. Pare che la sera prima della finale, Vitas abbia trascorso una notte brava in discoteca… e la cosa francamente non stupirebbe nessuno.

Due anni dopo, 1979, Gerulaitis è pronto a concedere il bis. Nel 1978, al primo turno, Panatta si è preso la rivincita della sconfitta dell’anno prima eliminando Vitas con un punteggio serrato, 7-6 7-5, ma nell’anno in corso l’americano, numero 2 del tabellone romano, ha strada in discesa fino alle semifinali, battendo facilmente l’argentino Dalla Fontana, 6-1 6-2, Tim Wilkison, che si ritira sul 2-6 0-3, John Alexander che gli strappa un set, 6-7 6-2 6-3, e Gianni Ocleppo, 6-4 6-2. Proprio in semifinale Gerulaitis, che molti ritengano non proprio un cuor di leone quando c’è da stringere in denti, rimonta lo 0-6 iniziale con il pedalatore da fondocampo Eddie Dibbs, per infine agguantare l’atto decisivo, 6-1 7-5 6-3, contro Guillermo Vilas, numero 1 del tabellone, che ai quarti di finale ha spento l’illusione di Panatta di tornare a governare il torneo di casa. La finale è la perfetta contrapposizione tra il gioco di rimessa del sudamericano e la propensione all’attacco dello statunitense. Che a suon di sortite a rete va sotto 2 set a 1, 6-7 7-6 6-7, a chiusura di tre set maratona, per poi, non si sa bene dove, lui così fragile e fors’anche mingherlino, trovare le energie per demolire alla distanza e dopo ben 5 ore e passa di battaglia epocale, la forza granitica di Vilas, infine costretto ad arrendersi 6-4 6-2.

Vitas Gerulaitis è re di Roma per la seconda volta in carriera, e vi pare che uno come lui, all’ombra del Colosseo, non abbia festeggiato come si deve? Ne ha di occasioni seducenti da offrire, la Capitale, a chi la conquista…

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2 pensieri su “LA DOLCE VITA E LA DOPPIETTA VINCENTE A ROMA DI VITAS GERULAITIS

  1. Marco Crippa

    Complimenti Nicola. Leggo spesso i tuoi articoli e devo dire che dai fantastici e lontanissimi (purtroppo) tempi di Varena,ne hai fatta di strada.Aspetto tuoi nuovi articoli e nel frattempo ti saluto,magari riusciamo anche a sentirci per ricordare i vecchi tempi ed aggiornarci sui nuovi
    Un forte abbraccio. Marco Crippa Monza ( ricordi la roulette di Monza ? )

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