GRANT HACKETT, IL FENOMENO DEL MEZZOFONDO OSCURATO DALLA STELLA DI IAN THORPE

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Grant Hackett – da:standard.co.uk

Articolo di Giovanni Manenti

Alle nostre latitudini, così avare di Campioni in grado di dominare a lungo la scena, può sembrare inconcepibile che un atleta capace di conquistare in carriera qualcosa come 26 medaglie (di cui la metà d’oro) tra Olimpiadi e Mondiali, nonché di restare imbattuto per un decennio in una singola specialità, della quale, per egual periodo detiene il record assoluto, risulti poco considerato agli occhi del grande pubblico …

Le ragioni sono essenzialmente tre, la prima che pratica un Sport come il Nuoto, per il quale nel proprio Paese, vale a dire l’Australia, la concorrenza è elevatissima, mentre la seconda è costituita dal fatto che la sua specialità principe sono i 1500 metri stile libero (la “Maratona” in piscina …), gara che attira molto meno le attenzioni degli spettatori rispetto alle gare di velocità, un po’ come avviene in Atletica Leggera tra i 100 ed i 400 metri piani rispetto ai m.5000 …

E poi vi è la terza, sicuramente la più importante, ovvero l’essere contemporaneo della “Stella assoluta” Ian Thorpe, da cui viene regolarmente sconfitto sulle più brevi distanze dei m.200, 400 ed 800sl (quest’ultima distanza non olimpica, ma solo iridata …), così che, quando si getta in acqua per completare le massacranti 30 vasche, il connazionale si è già preso la scena …

Triste destino, verrebbe da dire, ma che comunque non sconvolge più di tanto la vita sportiva di Grant Hackett, nato il 9 maggio 1980 a Southport, nel Queensland, figlio di un poliziotto e fratello minore di un Campione di Surf, disciplina quanto mai praticata nell’emisfero australe.

Ed è proprio l’esempio del fratello maggiore che porta Grant, all’età di soli 4 anni, a dedicarsi al Nuoto, anche se non è quello che suole dirsi un “bambino prodigio”, visto che non è ancora in grado di essere selezionato nella rappresentativa australiana per le Olimpiadi di Atlanta ’96, spedizione non delle più esaltanti per il “Team Aussie”, con due sole medaglie d’Oro, Susie O’Neill sui m.200 farfalla ed il leggendario Kieren Perkins proprio sui 1500 metri stile libero.

Trattasi, peraltro, della specialità in cui i nuotatori australiani hanno ottenuto il maggior numero di allori ai Giochi, a far tempo dal primo successo di Andrew Charlton nell’edizione di Parigi 1924 per poi proseguire con il tris consecutivo firmato da Murray Rose, John Konrads e Bob Windle tra Melbourne 1956 e Tokyo 1964, prima di giungere al citato Perkins, che con l’Oro della Capitale della Georgia bissa quanto ottenuto quattro anni prima a Barcellona, terzo atleta a riuscire nell’impresa dopo l’americano Mike Burton a Città del Messico ’68 e Monaco ’72 ed allo “Zar delle piscine” Vladimir Salnikov, che con ogni probabilità avrebbe inanellato tre vittorie consecutive – essendosi affermato sia a Mosca 1980 che a Seul 1988 – se il boicottaggio imposto dal regime sovietico non gli avesse impedito di gareggiare a Los Angeles nel 1984.

Ma per la Federazione australiana vi è un altro problema a cui cercare di ovviare, vale a dire il fatto che l’edizione dei “Giochi di Fine Millennio” è assegnata sul proprio suolo, a Sydney per la precisione, ed in tale proiezione occorre lavorare sin da subito per ringiovanire la squadra e programmare un piano di allenamenti al fine di non sfigurare nel confronti degli arci rivali americani …

E, per verificarne i progressi, il calendario propone tre appuntamenti di assoluto interesse, vale a dire i “Campionati Pan Pacifici” di Fukuoka ’97, la Rassegna iridata in programma a gennaio 1998 a Perth ed infine la “Prova Generale” dei Giochi costituita dai “Campionati Pan Pacifici” che la stessa Sydney è chiamata ad ospitare a fine agosto 1999 al “Sydney International Aquatic Centre” dove, a distanza di 12 mesi, i nuotatori si cimenteranno per la caccia alle medaglie …

Ed è proprio durante i Campionati che si svolgono nella popolosa città posta sulla costa settentrionale dell’isola di Kyushu che, ad inizio agosto 1997, il panorama natatorio mondiale scopre il 17enne Hackett, all’epoca studente liceale presso la “Merrimac State High School”, nel Queensland …

Con una formazione di stileliberisti che comprende anche il 20enne Michael Klim e la grande promessa Ian Thorpe (non ancora 15enne …!!), l’Australia si aggiudica tutte le cinque le prove dai 100 ai 1500 metri, con Klim a far sue le gare sulle più brevi distanze ed Hackett a trionfare dai m.400 ai 1500sl, con tanto di soddisfazione, sulla distanza più breve, di far valere i suoi 30 mesi di maggior esperienza su Thorpe, precedendolo (3’47”27 a 3’49”64) strappando anche a Perkins il Record dei Campionati.

Ma quando uno ha innate le stimmate del fuoriclasse non ci vuole molto tempo affinché le gerarchie vengano correttamente stabilite, ed Hackett è il primo a rendersene conto a distanza di appena 5 mesi, in occasione della Rassegna iridata che prende il via l’8 gennaio 1998 a Perth …

Dapprima, sia Thorpe che Hackett contribuiscono – assieme a Klim ed a Daniel Kowalski – al netto successo della staffetta 4x200sl il 13 gennaio, per poi misurarsi nel loro secondo “testa a testa” due giorni dopo sui 400 metri stile libero, dovendo far fronte anche alla concorrenza del duo azzurro composto da Michele Brembilla e Massimiliano, nonché del britannico Paul Palmer.

Con il record mondiale di 3’43”80 detenuto da Perkins e risalente ai Mondiali di Roma ’94, i “duellanti” forniscono una prova eccellente, che vede alla fine prevalere, per soli 0”15 centesimi (3’46”29 a 3’46”44) il più giovane Thorpe, per quello che resta il minor divario tra le loro innumerevoli sfide.

Hackett che, peraltro, conferma la propria superiorità sulla più lunga distanza, imponendosi con largo margine sui m.1500sl, unico degli 8 finalisti a scendere abbondantemente sotto il muro dei 15’ netti, concludendo la propria fatica in 14’51”70 su Brembilla e Kowalski (15’00”59 e 15’03”94 rispettivamente …), anche se il primato assoluto di 14’41”66 stabilito anch’esso da Perkins alla Rassegna iridata di Roma è ancora piuttosto lontano …

Come ricordato, ad agosto 1999 sono in calendario nella Piscina Olimpica di Sydney i “Campionati Pan Pacifici” che, per l’occasione, tolgono dal programma i m.800sl per rendere lo stesso omogeneo con quello olimpico, appuntamento al quale Hackett si presenta nell’insolita veste di primatista mondiale dei m.200sl, avendo tolto, durante i Campionati australiani di fine marzo, 0”02 centesimi al record stabilito dal nostro Giorgio Lamberti con 1’46”69 alla Rassegna Continentale di Bonn 1989 …

Primato che Hackett vede svanire già in semifinale, con Thorpe che nuota la distanza in 1’46”34 per poi migliorarsi sino ad 1’46”00 nella Finale vinta su Klim, nel mentre la sfida sui m.400sl, andata in scena due giorni prima, il 22 agosto, ribadisce la crescita del non ancora 17enne Ian, il quale imponendosi in 3’41”83 su Hackett (3’46”00), toglie il primato a Perkins.

Perkins che vede viceversa resistere il suo record sui m.1500sl, pur se nella gara di chiusura della rassegna, Hackett si avvicina ancora andando a concludere in 14’45”60 con oltre 15” di vantaggio sul sudafricano Ryk Neethling, e sono in molti a ritenere che il primato abbia oramai i giorni contati …

E’ indubbio che Hackett e Thorpe siano i più attesi ai Giochi di Sydney che si aprono il 16 settembre con la prova dei m.400sl che peraltro evidenzia come il 20enne del Queensland non sia al massimo della condizione, purtroppo per lui debilitato da un virus come testimonia il fatto che si qualifica al mattino per la Finale con l’ottavo tempo di 3’48”91 per poi migliorarsi appena in 3’48”22 al pomeriggio il che gli vale la settima posizione, nel mentre Thorpe impone la propria legge con il nuovo record mondiale di 3’40”59 …

Una situazione di difficoltà che Hackett conferma altresì nella Finale sui m.200sl, chiusa in una deludente ottava ed ultima posizione con 1’49”46, chissà se in cuor suo con una piccola punta di soddisfazione nel vedere l’amico/rivale sorpreso dall’olandese Pieter van den Hoogenband che replica al centesimo l’1’45”35 fatto registrare in semifinale per impedire a Thorpe il bis olimpico …

E le contro prestazioni di Hackett mettono in allarme anche la stessa Federazione, che decide di schierarlo solo in batteria nella staffetta 4x200sl, che l’Australia si aggiudica il 19 settembre con il primato mondiale di 7’07”05, così che al Campione iridato restano solo quattro giorni per ritrovare una condizione accettabile in vista della “sua gara” sui m.1500sl dove è costretto a rintuzzare l’assalto di un Perkins che vede balenare l’opportunità si essere il primo nuotatore ad aggiudicarsi tre Ori olimpici consecutivi sulla distanza …

Con il primatista mondiale ad essere l’unico a scendere (14’58”34) sotto il muro dei 15’ netti nelle batterie del 22 settembre – mentre Hackett fa registrare il terzo miglior tempo in 15’07”50 – la Finale dell’indomani regala meno emozioni di quanto di potrebbe pensare, con il vincitore di Perth a prendere la testa sin dall’avvio con un’andatura assolutamente regolare che lo vede incrementare, vasca dopo vasca, il proprio vantaggio sul bicampione olimpico, per andare a concludere in assoluta tranquillità con il tempo di 14’48”33 una Finale che, per la prima volta, vede i primi quattro scendere sotto il quarto d’ora, con Perkins a porre fine alla sua straordinaria carriera con l’argento in 14’53”59, mentre l’unica emozione per il pubblico presente giunge dalla lotta per il bronzo, con il russo Aleksej Filipets a superare l’americano Chris Thompson a 100 metri dall’arrivo per poi subire il controsorpasso nell’ultima vasca e vedersi sfumare il podio per soli 0”07 centesimi (!!).

Ed anche se con ogni probabilità Hackett non avrebbe potuto in alcun modo impensierire Thorpe sulle più corte distanze, che le sue potenzialità quanto a riscontri cronometrici fossero ben inferiori ne fornisce una lampante dimostrazione nel suo “Anno di Gloria” 2001, in cui la rivalità con il più giovane connazionale raggiunge i massimi livelli in occasione dei Campionati Mondiali che si disputano a Fukuoka nel mese di luglio, edizione in cui entra a far parte del programma anche la prova sugli 800 metri stile libero.

In una rassegna iridata che passa alla Storia natatoria come l’apice della carriera del non ancora 19enne Thorpe – il quale si vendica di van den Hoogenband aggiudicandosi le prove individuali sia sui 200 che sui 400 ed 800 metri a stile libero, con altrettanti record mondiali, cui unisce analoghi successi con le tre staffette per un totale di 6 medaglie d’Oro – Hackett si dimostra il suo degno “delfino”, contribuendo alla realizzazione di tali primati …

Dapprima, difatti, tiene testa a Thorpe (1’50”44 ad 1’50”80) sino alla virata di metà gara nella Finale dei m.400sl per andare a concludere nel suo “Personal Best” in carriera di 3’42”51 – mentre l’imbattibile connazionale migliora in 3’40”17 il primato stabilito l’anno prima ai Giochi – e quindi, due giorni dopo, tira” la gara dei m.800sl sino agli ultimi 100 metri, dove transita in 6’45”74 rispetto ai 6’45”93 del compagno di squadra, salvo cedere nell’ultima vasca alla maggiore velocità di base di Thorpe, che tocca in 7’39”16 per abbassare il limite di 7’41”59 dallo stesso stabilito quattro mesi prima in occasione dei Trials australiani, peraltro migliorato anche da Hackett con il suo 7’40”34 …

E mentre Thorpe completa il 25 luglio il suo “Fantastico tris” infliggendo quasi 2” a van den Hoogenband nella Finale dei m.200sl, ecco i due amici/rivali splendidi protagonisti due giorni dopo della staffetta 4x200sl, aperta in prima frazione da Hackett in 1’46”11 e conclusa in ultima da Thorpe con un crono strepitoso di 1’44”14 per un altrettanto straordinario tempo di 7’04”66 che disintegra il record assoluto dallo stesso quartetto stabilito 12 mesi prima a Sydney.

Con questa “scorpacciata” di prestazioni altisonanti, forse capirete meglio quanto evidenziato in premessa, ovvero che presentarsi, come nel caso di Hackett, all’ultima giornata di gare per disputare la più lunga – e pertanto anche un po’ noiosa, quanto meno da parte del pubblico – prova del programma, porti a toglierne una qual certa attenzione …

Circostanza che fa così passare in sott’ordine quella che, viceversa, da un punto di vista strettamente tecnico, è un’impresa degna ed al pari, se non di più, di quelle realizzate da Thorpe, in quanto Hackett, senza stimoli e costretto a nuotare pressoché in solitudine 30 vasche, si esibisce in un autentico “One Man Show” che lo porta a concludere con un distacco abissale di ben 24”38 (!!) sul primo dei “comuni mortali” e, soprattutto, a togliere oltre 7” al record mondiale di Perkins, fermando i cronometri su di un tempo di 14’34”56 destinato a resistere per un decennio esatto …!!

La Coppia d’Oro” del Nuoto australiano fornisce un’ulteriore dimostrazione di straripante superiorità ancora in terra giapponese, vale a dire nell’edizione dei “Campionati Pan Pacifici” che si svolgono ad Yokohama a fine agosto 2002, in cui Thorpe si dedica alla velocità, cimentandosi sulle distanze dai 100 ai 400 metri stile libero, così da lasciare “campo aperto” al connazionale sulle prove di mezzofondo dei m.800 e 1500sl.

Un Hackett che, peraltro, oltre a gareggiare in quattro gare individuali – dai 200 ai 1500 metri stile libero – fornisce il proprio contributo nei successi delle staffette australiane sugli Stati Uniti nuotando, oltre che la prima frazione della 4x200sl, anche una interna nella 4x100sl, per poi dimenticarsi dell’amicizia per insidiare Thorpe a livello individuale …

Ma anche stavolta, vi è poco da fare, pur riducendo il divario su entrambe le distanze più brevi (1’44”75 ad 1’45”84 sui m.200sl e 3’45”28 a 3’45”99 sui m.400sl …) ad avere la meglio è il più giovane compagno di squadra, potendosi comunque ritagliare le proprie soddisfazioni quale assoluto dominatore del mezzofondo, come testimoniano i tempi di rilievo (in entrambi i casi record dei Campionati …) di 7’44”78 e 14’41”65 (quest’ultimo curiosamente di 0”01 centesimo inferiore al precedente primato di Perkins …) fatti registrare per aggiudicarsi le Finali dei m.800 e 1500sl rispettivamente.

Peraltro, tale Manifestazione era stata preceduta, tra fine luglio ed inizio agosto, dai “Commonwealth Games” svoltisi a Manchester dove, nonostante l’assenza degli americani, i due avevano fatto le “Prove Generali” per il Giappone, con Thorpe a collezionare 6 medaglie d’Oro, ivi compresa quella sui m.400sl in cui, con il tempo di 3’40”08 stabilisce il suo ultimo primato mondiale, mentre Hackett, oramai abbonato all’argento sui 200 e 400 metri, conferma la propria imbattibilità sulla più lunga distanza affermandosi in un, per lui, “comodo” 14’54”29, oltre a far parte delle vittoriose staffette 4×100 e 4x200sl.

Un Thorpe oramai sempre più deciso a lasciar perdere il mezzofondo, si presenta anche ai Mondiali di Barcellona 2003 sulle sole più brevi distanze, subendo peraltro la maggior attitudine sui 100 metri da parte del leggendario russo Alexander Popov e di van den Hoogenband, che lo relegano sul gradino più basso del podio, per poi avere la meglio (1’45”14 ad 1’46”43) sull’olandese sui m.200sl, con Hackett bronzo in 1’46”85 dopo aver dato il consueto “filo da torcere” al compagno sulle 8 vasche …

Anche stavolta, difatti, i due viaggiano ad uno stesso ritmo di bracciata sino a metà gara (1’51”62 ad 1’51”64 a favore di Thorpe …), per poi toccare al Campione olimpico e mondiale distendersi nella seconda parte per avere comodamente (3’42”58 a 3’45”17) la meglio, mentre ad Hackett non resta che consolarsi allorché il numero delle vasche da percorrere aumenta …

Messo infatti al sicuro il terzo titolo iridato consecutivo con la staffetta 4x200sl, le ultime due prove testimoniano ancora una volta l’imbarazzante superiorità di Hackett, il quale rifila un distacco di oltre 5” (7’43”82 a 7’48”09) all’americano Larsen Jensen sui m.800sl, per poi lasciare ad oltre 15” (14’43”14 a 15’01”04) l’ucraino Igor Chervynskyi (già bronzo sugli 800 metri …) nella Finale dei m.1500sl, così da collezionare un bottino personale di cinque medaglie, di cui 3 d’Oro.

Nessun dubbio, pertanto, su quali siano le “Punte di Diamante” della spedizione australiana in vista delle Olimpiadi di Atene 2004 dove, in assenza degli 800 metri dal programma, Thorpe ed Hackett scendono in acqua assieme sui m.200 e 400sl, nel mentre il primo gareggia anche sui 100 metri ed il secondo è chiamato a difendere il titolo di Sydney sui 1500 metri, oltre ovviamente ad essere schierati nel quartetto della staffetta 4x200sl …

In un’edizione dei Giochi in cui il “Fenomeno dei Fenomeni” Michael Phelps tenta per la prima volta, senza peraltro riuscirvi, l’assalto al superamento del record di 7 medaglie d’Oro del connazionale Mark Spitz, la presenza dell’americano comporta comunque una maggior concorrenza sia sui m.200sl che per quanto concerne la staffetta 4x200sl, essendo proprio la sua prima frazione nuotata in 1’46”49 a “spostare gli equilibri” per un arrivo che vede gli Usa prevalere (7’07”33 a 7’07”46) per l’inezia di 0”13 centesimi …

Analogamente, la presenza di Phelps nella Finale dei m.200sl, ancorché non vada oltre il bronzo (pur con il record Usa di 1’45”32), toglie ad Hackett la speranza di podio, nel mentre Thorpe – dopo aver chiuso terzo i 100 metri – consuma la sua rivincita (1’44”71 ad 1’45”23) su van den Hoogenband rispetto all’esito di Sydney …

Gare tutte, comunque, precedute dalla sfida più attesa e che aveva aperto la settimana olimpica, vale a dire quella sui m.400sl con un Hackett intenzionato a cercare di sfatare la serie negativa che lo vede sempre sconfitto dal suo più celebrato compagno di squadra, ed il pomeriggio del 14 agosto 2004 il duello assume toni quanto mai accesi …

Già con il miglior tempo in qualifica (3’46”36 a 3’46”55) il 24enne del Queensland si lancia all’attacco nei primi 100 metri, dove transita in 54”12 rispetto ai 54”33 del connazionale, per poi subirne il sorpasso (1’51”04 ad 1’51”43) a metà gara, ma avendo in stagione lavorato sulla velocità – tanto da segnare il suo “Personal Best” in carriera di 1’45”61 sui m.200sl – gioca il tutto per tutto nelle ultime due vasche dopo che al passaggio ai 300 metri Thorpe aveva, seppur di poco (2’47”09 a 2’47”86) aumentato il vantaggio …

Tattica tutto sommato convincente, visti i tempi fatti segnare (28”04 e 27”46) da Hackett nelle ultime due vasche, inferiori a quelli di Thorpe, ma non sufficienti a colmare del tutto un distacco che all’arrivo lo vede conservare 0”26 centesimi (3’43”10 a 3’43”36) di vantaggio per eguagliare il connazionale Murray Rose nell’essere gli unici a confermare l’Oro olimpico sulla distanza in due edizioni consecutive dei Giochi …

Ad Hackett non resta che far buon viso a cattivo gioco, avendo comunque ancora la “sua gara” a disposizione per incrementare il proprio Palmarès, ma così come era riuscito ad insidiare oltre ogni previsione il successo di Thorpe sui m.400sl, allo stesso modo quella che per tutti è una medaglia a dir poco scontata, si dimostra nella realtà ben più difficile da conquistare …

E, diciamo in tutta onestà, che la “colpa” non è dell’australiano, il quale si esprime più o meno ai propri livelli standard intorno ai 14’40” netti, bensì della crescita dei suoi avversari, segnatamente del già citato americano Jensen e del britannico David Davies, al suo primo appuntamento importante e che fa registrare il miglior tempo in qualifica.

La Finale del 21 agosto sembra, all’inizio, ricalcare a grandi linee quella dei Mondiali di Fukuoka 2001, con Hackett a prendere la testa sin dall’avvio, transitando ai m.400 in 3’53”46 ed un vantaggio di oltre 3” su Davies, mentre al passaggio degli 800 metri, invece del previsto, progressivo incremento, il margine si è ridotto al di sotto dei 3” (7’51”65 a 7’54”21) sullo stesso Davies, che ha Jensen a meno di 0”40 centesimi …

Non essendo riuscito a fare l’auspicato vuoto, l’imbattuto australiano dimostra, peraltro, di saper soffrire, specie quando è Jensen a sferrare l’attacco che lo porta, al passaggio ai m.1200, ad aver ridotto a soli 0”90 centesimi (11’49”30 ad 11’50”20) il distacco, con Davies ancora in lizza per l’Oro, transitando in 11’51”25 …

La monotonia delle 30 vasche si trasforma ora in una sorta di sprint che accalora ed appassiona il pubblico in tribuna, allorché Jensen rosicchia altri 0”22 centesimi ai m.1300 (12’48”38 a 12’49”06) per poi in pratica affiancare Hackett (13’47”32 a 13’47”48) alla virata degli ultimi 100 metri, fornendo l’impressione di essere oramai prossimo al sorpasso …

Ma si è fuoriclasse non solo per le capacità tecniche e di resistenza, soprattutto per le qualità caratteriali che ti consentono di tirar fuori quelle ultime stille di energia che solo un grande cuore possiede, ed ecco che Hackett si impegna in un rush finale che lo porta a nuotare le ultime due vasche in 28”28 e 27”80, tempi necessari per respingere l’attacco di Jensen ed aggiudicarsi il più difficile Oro della sua attività in 14’43”40, mentre Jensen rischia di vedersi sfuggire l’argento (14’45”29 a 14’45”95) dal ritorno di Davies, con i tre a medaglia divisi da appena 2”55, uno dei più ridotti margini nella Storia dei Giochi.

Compiuta forse l’impresa più esaltante della propria carriera, Hackett conferma l’anno seguente, in occasione dei Campionati Mondiali di Montreal 2005, quanto conti anche l’aspetto psicologico sulle prestazioni dei singoli atleti, allorché si presenta alla rassegna iridata quale indiscusso leader del Team maschile australiano, dato il ritiro dalle gare di Thorpe, ricevendo anche l’onore di essere nominato Capitano della squadra …

Ed anche se l’assenza di Thorpe indebolisce, fatalmente, la staffetta 4x200sl che, difatti, conclude non meglio che terza, dal punto di vista individuale l’oramai 25enne del Queensland non fa assolutamente rimpiangere il compagno, divenendo, al contrario, il primo nuotatore a cogliere quattro medaglie iridate a stile libero, così come su quattro distanze diverse …

E se, sui m.200sl, Hackett deve arrendersi (1’45”20 ad 1’46”14) di fronte a Phelps, sulle altre tre distanze riesce a mettere insieme un tris senza precedenti, ad iniziare dai m.400sl nuotati il 24 agosto in 3’42”91 con oltre 1”50 di margine sul russo Prilukov, per poi mandare in scena un’altra sontuosa prestazione tre giorni dopo, all’indomani della gara dei m.200sl, in occasione della Finale degli 800 metri …

Con il consueto americano Jensen a cercare di contrastarlo, Hackett costruisce già un considerevole margine a metà gara, dove transita in 3’47”17 rispetto ai 3’53”04 dell’americano, per poi dilatare il distacco nelle successive vasche sino a quasi 7” all’arrivo, che lo vede concludere in 7’38”65 il che significa altresì “sconfiggere” figurativamente anche l’assente Thorpe, vale a dire togliendogli il primato mondiale dallo stesso stabilito a Fukuoka nel 2001 allorché lo aveva preceduto.

E così, come la ricordata edizione giapponese era passata agli annali come “Il Trionfo di Thorpe”, analogamente in Canada è Hackett a rubare la scena – grazie, oltre al citato record assoluto, anche al quarto titolo iridato consecutivo sui m.1500sl, vinti in 14’42”58 con 5” di margine ancora su Jensen – così che, a fine stagione, i suoi sforzi vengono finalmente premiati con l’ambito riconoscimento di “Swimming World Male Swimmer of the Year”, in cui succede a Michael Phelps.

Oramai appagato, Hackett salta l’anno 2006 per sottoporsi ad un intervento chirurgico per recuperare da un infortunio alla spalla, così che, ai Mondiali di Melbourne 2007, in non buone condizioni di forma, non va oltre l’argento nella Finale dei m.400sl, superato (3’44”30 a 3’45”43) dal sudcoreano Park Tae-Hwan, nel mentre sulle più lunghe distanze, le sue preferite, conclude non meglio che sesto e settimo rispettivamente.

Sembra oramai destinato a chiudere qui una comunque brillantissima carriera se non fosse stimolato dalla possibilità di essere l’unico nuotatore nella Storia dei Giochi a far suo l’Oro sui m.1500sl in tre Olimpiadi consecutive, ragion per cui eccolo sui blocchi di partenza anche a Pechino 2008, dove debutta il 10 agosto sulla prova dei 400 metri …

Oramai non più in grado di competere ad altissimi livelli, il comunque più che discreto 3’43”84 fatto registrare in Finale e che gli vale la sesta posizione lo avrebbe fatto salire sul podio sia a Sydney che ad Atene, mentre stavolta ad imporsi è ancora Park in 3’41”86 e quindi, dopo aver contribuito con il miglior tempo di 1’45”87 della frazione interna al bronzo della staffetta 4x200sl, Hackett si appresta all’ultima sua fatica in piscina in programma il 17 agosto sui m.1500sl dopo aver fatto cadere il giorno prima il record olimpico in batteria con il tempo di 14’38”92, suo secondo miglior crono di sempre.

Uno sforzo probabilmente inutile che l’australiano paga all’atto conclusivo, dove, come suo solito, si pone in testa a fare l’andatura transitando in 3’53”06 ai m.400 ed in 7’51”22 agli 800 metri, senza però riuscire a scrollarsi di dosso il tunisino Oussama Mellouli, mentre al citato secondo rilievo a portarsi al comando è il canadese Ryan Cochrane con 7’51”06 …

Gara che si infiamma al riferimento dei m.1200, allorché a passare in testa è il nordafricano in 11’47”72, alle cui spalle Hackett e Cochrane sono divisi appena da 0”07 centesimi, per poi al suono della campana degli ultimi 100 metri essere ancora Mellouli ad accarezzare il sogno di una “storica” medaglia d’Oro per il suo Paese, mantenendo un vantaggio di 1”37 sufficiente a respingere il disperato tentativo di rimonta dell’australiano nelle ultime due vasche, che deve infine arrendersi (14’40”84 a 14’41”53) per 0”69 centesimi, fallendo lo sperato tris nonostante abbia nuotato i suoi 1500 metri più veloci nelle tre Finali olimpiche disputate …

Ed è quindi così, dopo aver perso l’anno precedente a Melbourne un’imbattibilità sulla distanza massima in piscina che lo aveva visto trionfare ininterrottamente per un decennio – vale la pena riassumere tali imprese, in ordine cronologico, Campionati Pan Pacifici ’97, Mondiali ’98, Commonwealth Games ’98, Pan Pacifici ’99, Olimpiadi 2000, Mondiali ’01, Commonwealth Games ’02, Pan Pacifici ’02, Mondiali ’03, Olimpiadi ‘04 e Mondiali ’05 – che cala il sipario sull’attività forse del più grande mezzofondista di ogni epoca, paragonabile al solo Salnikov, che ha avuto la sfortuna di essere contemporaneo di Thorpe che gli ha fatto non poca ombra …

Pensate poi che quest’ultimo lo ha preceduto quattro volte in una Finale iridata ed in una occasione in una olimpica per potersi legittimamente chiedersi cosa sarebbe potuta essere la carriera di Hackett se Thorpe fosse solo nato una decina di anni dopo …

 

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