MATERA FEMMINILE VOLLEY E QUEL FANTASTICO TRIS DI TROFEI DEL 1993

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La formazione del Matera Volley 1992-’93 – da:pvfmatera.com

Articolo di Giovanni Manenti

Negli Sport di squadra, la massima ambizione che può avere una Società all’inizio di ogni Stagione agonistica è quello di aggiudicarsi i principali tornei, sia nazionali (Scudetto e Coppa) che continentali, si chiami quest’ultimo Coppa dei Campioni piuttosto che Champions League od Euroleague, obiettivo peraltro pressoché esclusivamente riservato ai Club più blasonati e con maggiori capacità finanziarie …

Vi sono però talora realtà ben più modeste che riescono a vivere – sia pur per un arco di tempo limitato – quelle che sono vere e proprie “Favole sportive”, ed una di queste ha per sottofondo il Mondo del Volley femminile e, per protagonista, una Società italiana, anche se, come vedremo, il supporto economico diviene giocoforza una discriminante fondamentale …

Ad eccellere sino a giungere ai massimi vertici europei è la “Pallavolo Femminile Matera”, Società fondata nel 1976 e che si affaccia sul panorama del Volley nazionale nella Stagione 1985-’86 partecipando al Campionato di Serie A2 per poi raggiungere, due anni dopo, la Promozione nella Massima Divisione.

Matera, Capoluogo dell’omonima Provincia della Basilicata, non è mai stata città di grandi tradizioni sportive, basti pensare che la sua squadra di Calcio in una sola occasione (nel 1979) è riuscita ad ottenere la Promozione nel Torneo Cadetto, solo per retrocedere immediatamente al termine della successiva stagione, ragion per cui gli sportivi locali vedono con simpatia la crescita della loro formazione di Pallavolo femminile.

L’esordio in Serie A1 è difatti convincente, grazie all’abbinamento con la Banca Popolare di Pescopagano e le ragazze ottengono un più che dignitoso quinto posto al termine della “Regular season” per poi essere eliminate al primo turno dei Playoff Scudetto, ma la prima pietra è stata posta e, nel ’90, vi è già un primo miglioramento che porta il sestetto lucano sino alle Semifinali Playoff, sconfitte 3-1 nella serie da Reggio Emilia.

L’ingresso negli anni ’90 determina il primo “salto di qualità”, attraverso la partecipazione alla prima Manifestazione internazionale, vale a dire la Coppa CEV che Matera si aggiudica prendendosi la rivincita sulle emiliane, sconfitte con un umiliante 3-0, come certificano i relativi parziali di 15-4, 15-9, 15-5 nella Finale disputatasi il 19 ottobre ’91, dopo che il titolo era andato, per l’11esimo anno consecutivo,  a Ravenna.

Successo continentale che il sestetto allenato dall’ex schiacciatore azzurro Giorgio Barbieri bissa l’anno seguente, allorché “invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia”, nel senso che in Finale Matera si trova nuovamente ad affrontare una formazione italiana, stavolta Modena, ma il 16 febbraio ’92 a festeggiare sono sempre le lucane, pur se le emiliane – a dispetto del 3-0 conclusivo – offrono una resistenza (17-15, 16-14, 15-11) ben maggiore.

I tempi sono oramai maturi per attaccare la leadership di Ravenna, e per far ciò un importante contributo alle sorti della “Calia Salotti Matera” (per via del nuovo abbinamento commerciale …) viene dalla scelta della 22enne schiacciatrice americana Keba Phipps – già da un anno in Italia avendo militato ad Ancona – di preferire la Basilicata alla Romagna, poiché, parole sue “meglio vincere il primo Scudetto che perdere il dodicesimo” …

Un guanto di sfida bello e buono quello lanciato dalla nazionale Usa nei confronti delle “invincibili”, tra le quali la carta d’identità sta iniziando a chiedere il conto alle leggendarie Manuela Benelli e Lily Bernardi, mentre la formazione a disposizione di Barbieri può contare sulla gioventù della centrale Paola Franco e della schiacciatrice Consuelo Mangifesta (entrambe classe 1968 …), cui si erano aggiunte nel mercato estivo la 22enne palleggiatrice Anna Maria Marasi, proveniente da Modena ed eletta miglior giocatrice Under21 della precedente stagione e la mancina italo-brasiliana Giseli Gavio, prelevata da Reggio Calabria …

Un sestetto, pertanto, con tutte le carte in regola per giocarsi le proprie chances di Scudetto, come confermato dall’esito della “regular season” che vede le lucane concludere al secondo posto con 44 punti (frutto di 22 vittorie e 4 sconfitte), a due sole lunghezze dalla Imet Perugia e precedendo le pluricampionesse di Ravenna, che, dal canto loro, non appaiono decise ad abdicare, prova ne sia aver riportato in Italia la Coppa dei Campioni dopo lo storico successo del 1988 …

Difatti, le due vincitrici dei rispettivi Trofei continentali si sfidano in semifinale, ed ad aver la meglio, grazie al vantaggio del fattore campo, sono le ragazze di Barbieri che chiudono la serie sul 3-2 e mettono così fine ad una “Dinastia tricolore” durata oltre un decennio, apprestandosi ad affrontare una Perugia che, dal canto suo, sotto la guida del celebre e pluri medagliato tecnico brasiliano Bernardinho, annovera tra le sue file campionesse del calibro della connazionale, nonché sua moglie, Vera Mossa, e l’altra brasiliana Eliani Da Costa, cui si aggiungono le giovanissime, non ancora 20enni, Maurizia Cacciatori e Guendalina Buffon, sorella maggiore del famoso portiere Gianluigi.

Con già la Coppa Italia in bacheca, le umbre partono con i favori del pronostico, immediatamente sovvertiti in gara-1, allorché Matera espugna il 9 maggio 1992 il parquet avversario per 3-1 con un’autorità che neppure i parziali (15-13, 15-6, 9-15, 15-5), di per sé eloquenti, sono sufficienti a testimoniare, con la giovane Marasi a distribuire gioco in regia e l’americana Phipps (20 punti e 14 cambi palla) a dominare sotto rete …

L’importante è non farsi prendere dall’euforia, perché la serie è lunga e mercoledì si replica, ma anche la seconda partita ripete identico andamento, con ancora le ragazze di Bernardinho a far loro solo il terzo set per un nuovo 3-1 (16-14, 15-7, 10-15, 15-11) in cui la parte del leone (pardon, della leonessa …) la fa stavolta la Mangifesta con 13 punti e 15 cambio palla al suo attivo …

Manca solo un ultimo sforzo, cercare di evitare che Perugia possa riprendere fiducia e convinzione nei propri mezzi facendo sua gara-3 al “PalaEvangelisti” del Capoluogo umbro, con una Phipps che pone fede alle sue affermazioni di inizio stagione mettendo a terra ben 41 attacchi vincenti per un terzo 3-1 (15-4, 15-5, 13-15, 15-11) che non ammette repliche rispetto alla superiorità delle ragazze lucane, che possono così festeggiare il primo Scudetto, non solo della loro ancor breve Storia, ma dell’intera regione a livello di qualsiasi disciplina sportiva.

L’inizio degli anni ’90 vede altresì l’ingresso dei grossi Gruppi nel Mondo del Volley – vedasi la Mediolanum di Silvio Berlusconi e la Benetton in campo maschile – e l’estate seguente segna una svolta epocale per tale Sport in quel di Matera, con la Società rilevata dal “Gruppo Parmalat” di Calisto Tanzi, assumendo così la denominazione di “Latte Rugiada Matera”.

Il primo tangibile risultato di detta operazione sta nello strappare a Ravenna la formidabile centrale peruviana Gabriela Perez Del Solar – alta ben 194cm. e medaglia d’argento olimpica ai Giochi di Seul ’88 – così da fornire a Barbieri un sestetto base in grado di competere, oltre che a livello nazionale, anche nella ben più competitiva Coppa dei Campioni.

E, mentre il Campionato si rivela poco più che un proficuo allenamento – con la “regular season” conclusa a quota 50 punti (25 vittorie ed una sola sconfitta) – è l’impegno internazionale quello verso il quale Phipps & Co. riversano le loro maggiori energie, entrando in gara a partire dagli Ottavi di Finale, avversarie le bulgare della celebre Polisportiva CSKA Sofia.

Sicuramente “parenti povere” della formazione laureatasi due volte Campione d’Europa nel 1979 ed ’84, le balcaniche annoverano comunque tra le proprie file componenti di spicco della loro Nazionale quali Emilia Pachova, Neli Marinova ed Antonina Zetova, ma l’esordio di Matera il 5 dicembre 1992 davanti al proprio pubblico è di quelli che non lasciano spazio a recriminazioni di sorta, visti i parziali di 15-10, 15-4, 15-13 per il definitivo 3-0, poi replicato al ritorno (15-6, 15-12, 15-11), peraltro disputato anch’esso in Italia, a Cutrofiano, in Provincia di Lecce …

Superato lo scoglio degli Ottavi, per accedere alle “Final Four” occorre sbarazzarsi delle temibili tedesche del Munster, formazione che l’anno precedente si era aggiudicato il terzo Trofeo continentale, vale a dire la Coppa delle Coppe, avversario pertanto di tutto rispetto, allenato dal tecnico olandese Harry Brokking e che, assieme alle nazionali tedesche Beate Buhler e Karin Steyart, può contare sull’apporto della 21enne schiacciatrice olandese Erna Brinkman e della cinese Xiu-Lan Teng …

A volte il Diavolo viene dipinto più brutto di quel che in realtà è, e l’esito della gara di andata svoltasi il 20 gennaio 1993 al Palasport di Matera lo sta a testimoniare, visto non solo il 3-0 inflitto dal sestetto di Barbieri alle tedesche, ma soprattutto l’imbarazzante andamento dei relativi parziali, vinti i primi due per 15-8, 15-5 per poi lasciare addirittura a 0 (!!) le rivali nel terzo set …

Non che sia già tutto deciso, visto “l’ambiente caldo” che sicuramente le attende in Germania, ma insomma, basta solo raggranellare 14 punti in tre set per cogliere il pass per le “Final Four”, obiettivo già quasi raggiunto al termine del primo set (perso 15-12) e messo in cassaforte aggiudicandosi 15-7 il secondo, per poi lasciare una platonica vittoria per 3-2 (15-2, 7-15, 15-12 i restanti parziali …) e potersi così preparare alla fase finale, in programma a fine febbraio.

Poiché il Club tedesco – un po’ troppo convinto dei propri mezzi – si era candidato per ospitare le “Final Four”, ecco Matera avanzare la propria, ma il Palazzetto lucano non ha i requisiti idonei per ospitare tale rassegna ed allora ecco che, con un colpo da maestro, il General Manager Michele Uva riesce a convincere la CEV (Federazione Europea di Volley) a dirottare la stessa presso lo splendido impianto di Santeramo in Colle, in Provincia di Bari, ma distante solo una ventina di chilometri dalla città lucana …

Sicuramente con l’appoggio del pubblico dalla propria parte, ma altresì con una concorrenza che più temibile non si può – le altre qualificate sono le detentrici di Ravenna, le russe dell’Uralocka, già 6 volte vincitrici del Trofeo, e le croate del Mladost Zagabria, che avevano sollevato la Coppa nel 1991 – le ragazze di Barbieri scendono in campo il 26 febbraio ’93 per sfidare proprio le connazionali in un turno preliminare utile solo per stabilire gli accoppiamenti delle Semifinali.

Pure con la citata Perez Del Solar ad aver cambiato maglia, la formazione di Sergio Guerra vende cara la pelle e, dopo aver perso il primo set 5-15, si impone nei due seguenti per 15-8 e 15-9, giungendo ad un passo dal successo (ancorché platonico, come riferito …), cedendo negli ultimi due parziali, in entrambi i casi per 15-17 …

Comunque, tale vittoria comporta per il Latte Rugiada Matera – che deve ringraziare una straordinaria Phipps (23 punti e 28 cambi palla per lei), capace di opporsi all’altrettanto eccellente olandese Weersing (17 e 22, rispettivamente) sul fronte opposto – l’abbinamento con le croate, a propria volta travolte dal sestetto russo, in cui spicca la Menshova con 26 attacchi vincenti.

Semifinale che va in scena la sera del 27 febbraio, dopo che, al termine di un match per certi versi epico, Ravenna è venuta a capo della sfida con l’Uralocka per 3-2 dopo essere stata in svantaggio per 2 set ad 1 (13-15, 15-10, 13-15, 15-6, 15-10), così da raggiungere la sua nona Finale nelle ultime 10 edizioni della Manifestazione, anche se nelle precedenti 8 per sei volte si è dovuta arrendere …

La possibilità di assistere, per la prima volta dalla creazione della Coppa dei Campioni, ad una Finale tutta italiana, non tarda molto a materializzarsi, vista la pressoché nulla resistenza opposta dal Mladost allo scatenato sestetto di Barbieri, che si impone con un 3-0 i cui parziali di 15-6, 15-6, 15-8 la dicono lunga sulla disparità dimostrata sul parquet pugliese …

Confermare il titolo riconquistato l’anno precedente o mettere in bacheca il primo Trofeo internazionale della propria Storia è la chiave di lettura con cui scendono in campo la sera del 28 febbraio ’93 le ragazze di Ravenna e Matera, con le seconde a poter contare sul caloroso tifo dei propri sostenitori, ma le prime consapevoli come questa rappresenti, per molte di loro, l’ultima occasione di salire sul trono europeo …

Più che l’apporto del tifo, probabilmente gioca un fattore decisivo la fatica sostenuta dalle ravennati nella semifinale contro le russe – da qui l’importanza di quel successo “strappato” con i denti nel turno preliminare – rispetto al comodo 3-0 delle neo Campionesse d’Italia, fatto sta che, dopo essersi aggiudicate il primo set 15-10, le ragazze di Guerra cedono alla distanza e, dopo che Matera, equilibrate le sorti dell’incontro con il 15-6 del secondo parziale, si aggiudica il terzo 15-12, si intuisce che l’inerzia della gara è oramai nelle loro mani, certificata dal netto 15-7 del quarto e decisivo set che eleva Matera sul tetto d’Europa.

Protagoniste assolute Keba Phipps (15 punti e 19 cambi palla per lei), al pari della ex Gabriela Perez Del Solar con 20 attacchi vincenti, rispettivamente premiate come “Miglior Giocatrice” e “Miglior Muro” del Torneo, mentre a Consuelo Mangifesta spetta la palma di “Miglior Difesa” della Rassegna continentale …

Una città in festa acclama le proprie beniamine, ma il Coach Barbieri tiene alta la concentrazione, poiché per lui la relativa conquista, ancorché del più prestigioso Trofeo continentale, è solo una prima tappa degli obiettivi stagionali, tanto più che, a meno di un mese di distanza, proprio Matera è chiamata ad ospitare le Fasi Finali della Coppa Italia, e poi c’è anche uno Scudetto da difendere …

Appuntamento quindi per il 20 marzo con la Semifinale che vede Matera opposta a Reggio Emilia per una sfida che dura poco più di 50’ (3-0, con parziali imbarazzanti di 15-3, 15-13, 15-3) ed apprestarsi ad affrontare, nella Finale del giorno dopo, un’Ancona che ha superato al termine di una partita incandescente le “Leonesse” di Ravenna per 3-2 (15-11, 15-8, 14-16, 8-15, 15-13), alle quali va reso il doveroso onore per la loro capacità di non arrendersi mai …

Sono quasi 3000 gli spettatori radunati sulle tribune del Palasport di via Vittorio Veneto e che non vogliono perdersi lo spettacolo che il fantastico sestetto messo in campo da Barbieri – giova ricordarlo, Marasi, Franco, Gavio, Mangifesta, Phipps e Del Solar – manda in scena, annichilendo le loro avversarie che in tre soli set riescono a malapena a raggranellare 17 punti (15-8, 15-7, 15-2 lo score finale) per una festa alla quale partecipano un po’ tutte, pur con l’inarrestabile Phipps a mettere a terra 24 palle vincenti, rispetto alle 13 di Mangifesta ed alle 12 di Gavio.

Una formazione con già due Trofei stagionali e che in Campionato ha perso una sola volta, non può che essere la logica favorita anche per la conferma del titolo italiano, avendo come principale avversaria la voglia di riscatto delle proprie rivali, con il tabellone dei Playoff ad apporle nei Quarti proprio Perugia, finalista l’anno precedente, ma ben diversa da quella di 12 mesi prima, avendo concluso all’ottavo posto la stagione regolare …

Nessun problema, difatti, con la serie decisa da un doppio 3-0, mentre sulla carta maggiore ostacolo è rappresentato dalla semifinale contro Ancona, la ricordata finalista di Coppa Italia, ma anche stavolta l’unica concessione delle ragazze lucane è quella di cedere un set nella gara nel Capoluogo marchigiano dopo essersi imposte 3-0 sul parquet amico, così da prepararsi alla seconda sfida consecutiva per lo Scudetto contro, e chi altrimenti, e se non le “eterne” ravennati, che avevano chiuso la “regular season” con sole tre sconfitte al passivo …

E se, l’anno prima, la conquista dello Scudetto per Matera era stata “mitigata” dal trionfo europeo delle loro avversarie, questa volta l’esito della sfida rappresenta un vero e proprio “passaggio di consegne”, visto che Benelli & Co. si giocano tutte le loro carte in gara-1 sperando di ripetere l’identica impresa di violare il campo lucano riuscita loro nella stagione regolare, capitolando per 2-3 al tiebreak …

Persa la speranza di invertire il vantaggio del favore campo, le altre due partite si risolvono in facili successi (3-1 e 3-0) per Phipps & Co. che riescono così a completare un fantastico tris che, pensate un po’, non era riuscito neppure alla “Corazzata” Teodora Ravenna …

Questo “storico” en plein non resta un fatto isolato per Matera che, pur perdendo dalla successiva stagione il tecnico Barbieri, sostituito da Massimo Barbolini e, soprattutto, la centrale Del Solar, approdata a Modena, riesce a restare ancora ai vertici nazionali e continentali per un triennio, prima di essere anch’essa coinvolta nel crac finanziario della Parmalat e cessare la propria attività nel 2000, ma certo è che una stagione come quella di quel meraviglioso anno 1993 resterà scolpita per sempre nei cuori e nelle menti sia delle protagoniste che di coloro che hanno avuto la fortuna di assistervi …

 

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