STEFAN HOLM, OVVERO QUANDO IL PIU’ BASSO VOLA PIU’ IN ALTO

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Stefan Holm festeggia l’Oro ai Mondiali Indoor di Budapest ’04 – da:imdb.com

Articolo di Giovanni Manenti

Prima di addentrarci nel nostro racconto odierno, per ben comprenderne il contenuto, occorre aprire una finestra sullo stato del settore salti nell’attuale panorama dell’Atletica Leggera, in cui due specialità (salto triplo e salto con l’asta) hanno progredito nel corso dell’ultimo ventennio, mentre le altre due, peraltro più “classiche” – ovvero il Salto in alto ed il Salto in lungo – hanno registrato un’insolita regressione …

Poiché quest’oggi ci occupiamo di Salto in alto, tralasciamo il Salto in lungo – non senza evidenziare come ai tempi degli ultimi grandi interpreti, da Carl Lewis, Mike Powell e Larry Myricks, sino al cubano Pedroso ed all’ultimo fuoriclasse americano Dwight Phillips, atterrare a m.8,50 poteva non essere garanzia di medaglia – specialità anche per la quale i limiti assoluti risalgono ad oltre 20 anni fa …

Una prova, quella del Salto in alto (al pari del Salto con l’asta) che vanta una pressoché paritetica valenza nelle prestazioni indoor ed all’aperto, vedendo difatti i rispettivi record mondiali detenuti dal “leggendario” fuoriclasse cubano Javier Sotomayor, grazie ai m.2,43 saltati il 4 marzo ’89 ai Mondiali Indoor di Budapest ed ai m.2,45 superati il 27 luglio 1993 al Meeting di Salamanca.

Non migliore la situazione a livello europeo, laddove si pensi che il primato continentale indoor risale addirittura ad oltre 30 anni fa, allorché il 26 febbraio 1988 a Berlino, l’atleta di casa Carlo Thranhardt valica l’asticella posta a m.2,42 (record mondiale all’epoca …), mentre il record all’aperto è tuttora detenuto dallo svedese Patrick Sjoberg con l’identica misura di m.2,42 superata il 30 giugno 1987 a Stoccolma.

Ma ciò vorrebbe anche dir poco se per aggiudicarsi le grandi manifestazioni si fosse sempre dovuto gareggiare intorno ai m.2,40 mentre, al contrario, il record olimpico risale ai m.2,39 saltati dall’americano Charles Austin ai Giochi di Atlanta ’96, ed in occasione delle Rassegne iridate – se si esclude l’exploit dell’ucraino Bogdan Bondarenko coi suoi m.2,41 ai Mondiali di Mosca 2013 – la situazione è ancor peggiore, laddove si consideri come in ben due occasioni (nelle edizioni di Helsinki ’05 e di Berlino ’09) sono stati sufficienti m.2,32 per salire sul gradino più alto del podio …

Questo per dire che, se un atleta è riuscito, nel corso della sua attività, a mantenere un livello di rendimento stabile introno ai m.2,35/2,36 ha potuto riempire la propria bacheca di medaglie, nonché, come nel caso che stiamo per affrontare, apparire per ben 11 stagioni consecutive – di cui 3 al primo e 4 al secondo posto – nella “Top Ten” del Ranking mondiale stilato dalla prestigiosa rivista americana “Track & Field News”.

Costui, che altri non è che lo svedese Stefan Holm, nato il 25 maggio 1976 a Forshaga, cittadina di poco più di 6mila anime posta nella contea Varmland nella regione dello Svealand, deve tale percorso grazie anche ad un’invidiabile regolarità di rendimento, che lo ha portato a prendere parte – qualificandosi per tutte le relative Finali – ad ogni grande Manifestazione internazionale (sia indoor per Europei e Mondiali, che all’aperto, comprese le Olimpiadi …) dall’inizio del nuovo millennio sino al suo ritiro, avvenuto nel 2008 …

La passione per il Salto in alto non è però immediata per il giovane Stefan, che sino a 19 anni si dedica al Football – pur dopo essere rimasto affascinato, quando era appena un bambino, dalle imprese del già citato connazionale Sjoberg alle Olimpiadi di Los Angeles ’84, dove conquista la medaglia d’argento – prima di approdare in pedana, anche se con un “handicap in partenza” derivante dalla sua non elevata statura, misurando “appena” m.1,81 rispetto, tanto per fare un esempio, ai 2metri del ricordato Sjoberg od ai m.1,95 del primatista assoluto Sotomayor …

Gli esordi non sono propriamente esaltanti, facendo registrare una progressione di m.2,12 nel 1993, per poi salire a m.2,15 l’anno seguente e fornire un primo acuto con i m.2,21 saltati il 16 giugno ’95, anche se poi, il successivo fine luglio, Holm non va oltre il sesto posto con m.2,17 ai Campionati Europei juniores.

La prima stagione ad alti livelli per il 20enne Stefan è l’anno olimpico 1996 in cui, nel mentre Austin ed il polacco Artur Partyka si danno battaglia per l’Oro ai Giochi di Atlanta, supera quota m.2,26 ai Campionati nazionali svedesi a parità di misura con il coetaneo Staffan Strand, per poi, l’anno seguente, saltare m.2,27 in qualificazione ai Mondiali indoor di Parigi ’97 e piazzarsi ottavo in Finale con m.2,25 e quindi entrare per la prima volta nella “Top Ten” del Ranking Mondiale a fine stagione ’98 grazie all’aver valicato per la prima volta “quota 2,30” coi m.2,33 realizzati il 18 luglio in Finlandia, pur se ai Campionati Europei di Budapest Holm non va oltre il settimo posto con m.2,27 anche stavolta appaiato al connazionale Strand …

La sessione invernale 1999 vede Holm salire sino a m.2,29 a fine febbraio, solo per concludere non meglio che sesto con m.2,25 i Mondiali Indoor di inizio febbraio a Maebashi, per poi affrontare la sua prima Rassegna iridata all’aperto ad agosto a Siviglia, dove si presenta dopo aver saltato per due volte m.2,31 ad inizio luglio ed agosto, così da candidarsi come un possibile pretendente al podio …

Ma, ancora una volta, dopo aver dimostrato di poter essere competitivo in qualificazione, in cui supera la misura di m.2,29, nella Finale deve accontentarsi di una deludente decima posizione con una modesta quota di m.2,25 – nel mentre la vittoria arride al russo Vyacheslav Voronin con m.2,37 – il che fa dubitare sulle capacità di “reggere la pressione” per il 22enne svedese, pur mantenendo, a fine anno, il settimo posto nel Ranking Mondiale.

Quella di “perdente di successo” è un’etichetta da sempre ben poco gradita in ambito sportivo, per sfatare la quale lo svedese conosce un solo rimedio, incrementare gli allenamenti nonché gareggiare il più possibile, strategia che pone in essere sin dalla successiva stagione, ad iniziare da una massacrante sessione invernale.

Nel corso della stessa, difatti, Holm salta in due occasioni m.2,31 e si presenta ai Campionati Europei Indoor di Gent 2000 deciso a dar battaglia, fallendo stavolta per un soffio il suo primo podio in un massimo evento internazionale, fermandosi a m.2,32 mentre ad occupare lo stesso, tutti e tre con m.2,34, sono il già citato Voronin, il tedesco Martin Buss e lo slavo Dragutin Topic, classificati nell’ordine in base agli errori commessi.

Piazzamento che dà morale al 24enne Stefan, che affronta la stagione all’aperto imponendosi in Coppa Europa con m.2,28 per poi far suo il titolo nazionale elevandosi a m.2,31 e quindi migliorando il proprio limite personale con i m.2,34 saltati il 3 settembre in Finlandia, miglior biglietto da visita in vista del suo esordio olimpico, con i Giochi di fine Millennio di Sydney 2000 da disputarsi a distanza di 20 giorni …

E, sulla pedana dello “Olympic Stadium” della Metropoli australiana, Holm dà dimostrazione di sicurezza superando al primo tentativo le misure di m. 2,20, 2.24 e 2,27 che lo qualificano per la Finale del 24 settembre dove stavolta, a differenza delle precedenti occasioni, si esibisce sui propri limiti.

Purtroppo, dopo aver superato alla prima prova sia m.2,20 che m.2,25 paga a caro prezzo una doppia incertezza a m.2,29 (saltati solo al terzo tentativo …) per poi riprendersi d’autorità valicando l’asticella a m.2,32 allorché sono rimasti in gara altri 6 atleti, dei quali il solo russo Sergey Kliugin – nel suo “Giorno dei Giorni”, essendo quella di Sydney l’unica medaglia in carriera – valica l’asticella a m.2,35 ed il computo degli errori relega lo svedese al quarto posto, preceduto anche da Sotomayor (argento) e dall’algerino Abderrahmane Hammad, anch’egli all’unico podio di prestigio della propria attività agonistica …

Una doppia delusione che non scalfisce lo spirito combattivo di Holm – salito al quarto posto del Ranking mondiale di fine anno – ed anzi, gli dà un’ulteriore carica per affrontare con maggior convinzione il 2001, stagione in cui sale a m.2,34 al coperto a metà febbraio e quindi riceve la soddisfazione di toccare a lui salire sul gradino più alto di un podio per ricevere la medaglia d’oro a quella che diverrà la sua Manifestazione per eccellenza, vale a dire i Mondiali Indoor, la cui edizione ’01 si svolge a Lisbona e che lo vede trionfare con m.2,32 davanti all’ucraino Andriy Sokolovsky ed al connazionale Strand, entrambi fermi a m.2,29.

L’appuntamento clou della stagione all’aperto è costituito dalla Rassegna iridata di Edmonton ’01, alla quale lo svedese si presenta con m.2,31 superati in due circostanze come miglior risultato, in una gara che lo vede superare alla seconda prova m.2,30 per poi, avendo sia il tedesco Buss che il già ricordato Voronin ed il suo connazionale Yaroslav Rybakov saltato alla prima prova m.2,33, riservarsi i due successivi tentativi alla quota di m.2,36 purtroppo fallendoli entrambi, così da doversi accontentare del quarto posto alla pari con il Campione olimpico Kliugin, mentre il titolo va a Buss, unico a salire sino a m.2,36 ed anche per lui si tratta dell’unica vittoria di prestigio in carriera …

Guai però a parlare di “maledizione” ad Holm – il quale vi risponderà che, semplicemente, i suoi avversari sono stati migliori di lui – che, quantomeno, si consola con la vittoria ai “Goodwill Games” di inizio settembre a Brisbane, dove con m.2,33 si prende la rivincita sulla coppia Voronin/Rybakov, incapace di andare oltre m.2,31 così da scalare per la prima volta i vertici del Ranking Mondiale a fine stagione.

Detto riconoscimento è senza dubbio la miglior iniezione di fiducia che potesse desiderare per affrontare il successivo triennio che rappresenta l’apice della carriera per lo svedese, sempre a medaglia in ogni competizione, sia la stessa indoor che all’aperto, ad iniziare dai Campionati Europei al coperto di Vienna ’02, dove ottiene l’argento con “i suoi m.2,32” (misura maggiormente raggiunta nei grandi eventi …), per una volta tanto battuto dal connazionale Strand che sale sino a m.2,34 dopo aver raggiunto nel periodo invernale il suo “Personal Best” di m.2,35 …

Il fatto che si stia ripetendo la circostanza che a turno vari saltatori lo beffino nel conquistare l’unica vittoria di rilievo nelle loro rispettive carriere, non scalfisce più di tanto la convinzione di Holm che, prima o poi, toccherà anche a lui mettersi tutti alle spalle, l’importante è progredire e migliorarsi, visto che il suo “livello standard” non è ancora in grado di garantire i maggiori allori.

Eccolo quindi superare due volte i m.2,33 – in Coppa Europa a Siviglia ed al “Golden Gala” di Roma – nelle prime esibizioni all’aperto, così da presentarsi tra i favoriti ai Campionati Europei di Monaco di Baviera ’02 sulla pedana dello “Olympiastadion” in cui, 30 anni prima, il sovietico Juri Tarmak si era aggiudicato la medaglia d’oro con m.2,23.

Con solo quattro atleti – Rybakov, i due svedesi ed il nostro Alessandro Talotti – rimasti in gara dopo aver superato i m.2,27 (con Holm virtualmente fuori dal podio avendo fatto la misura al secondo tentativo …), alla successiva quota di m.2,29 la stessa viene superata solo dal russo e da Holm, mentre Strand “passa” e Talotti, dopo un primo errore, si riserva le due successive prove a m.2,31 fallendole entrambe …

La strategia di Strand non paga, poiché lo stesso incappa in tre errori a m.2,31, viceversa superati alla prima prova da Rybakov che, con detto salto, si aggiudica l’Oro, rendendo vana la speranza di Holm con il riservarsi un ultimo tentativo a m.2,33 per un titolo europeo nuovamente sfuggito nonostante fosse nelle sue potenzialità …

A dimostrazione di ciò, valga l’esito del prestigioso “Weltklasse” di Zurigo, dove a metà agosto aggiunge un altro centimetro al proprio “Personal Best” all’epoca, facendo sua la gara valicando l’asticella a m.2,35 il che gli vale, in ogni caso, la conferma del primo posto nel Ranking mondiale per il secondo anno consecutivo.

Con i Mondiali di Parigi ’03 e le Olimpiadi di Atene ’04 come obiettivi primari del successivo biennio, Holm non si risparmia nell’attività al coperto, durante la quale raggiunge quota m.2,36 l’8 febbraio e, soprattutto, conferma il titolo iridato di due anni prima avendo stavolta la meglio (m.2,35 a m.2,33) sul suo eterno rivale Rybakov, uno almeno che non vive di imprese isolate …

Logicamente atteso come “l’uomo da battere” alla Rassegna iridata di fine agosto nella Capitale transalpina – avendo altresì realizzato m.2,34 ad inizio luglio – Holm compie un percorso esente da errori alle misure di m.2, 20, 2,25 e 2,29 per poi superare i m.2,32 al secondo tentativo, rispetto al canadese Mark Boswell, che fa sua la misura alla terza prova, mentre a passare in testa è il sudafricano Jacques Freitag, il quale legittima il successo in quanto l’unico a valicare l’asticella a m.2,35 anche se, quasi incredibile ma vero, pure per lui si tratta dell’unica medaglia in una delle principali Manifestazioni internazionali …

Indubbiamente una situazione demoralizzante per molti, ma non per Holm – il quale ha dovuto abdicare in favore del sudafricano al vertice del Ranking mondiale di fine anno – che, al contrario, si sta apprestando a vivere la sua “Stagione di Gloria”, aperta con una serie di 8 vittorie e nessuna sconfitta nella sessione invernale, che lo vede innalzarsi sino a m.2,37 per poi conquistare il suo terzo titolo iridato consecutivo ai Mondiali Indoor di Budapest ’04, superando quota m.2,35 rispetto ai m.2,32 dell’amico/rivale Rybakov …

Dominatore al coperto, ma senza ancora alcun titolo olimpico, mondiale od europeo, l’appuntamento dei Giochi di Atene ’04 per l’oramai 28enne svedese suona come una sorta di “ultimo appello” in tal senso, quantomeno per ciò che concerne la Rassegna a cinque cerchi …

Olimpiadi alle quali Holm si presenta con un “personale stagionale” di m.2,36 realizzato il 18 luglio ’04 ad Eberstadt e con tutta una serie di prestazioni da m.2,30 in su, quanto mai intenzionato a sfatare il tabù della mancata medaglia d’Oro a tali livelli, ben consapevole comunque che gli amati/odiati m.2,32 non potranno in alcun modo essere sufficienti per mettersi in testa la corona d’alloro …

Autorevole in qualificazione, lo svedese si presenta dunque allo “appuntamento che vale una carriera” il 22 agosto ’04 sulla pedana dello Stadio Olimpico della Capitale greca, iniziando senza penalità di sorta alle prime tre misure di m.2,20, 2,25 e 2,29 per poi trovarsi davanti allo “spartiacque” dei m.2,32 ad affrontare i quali sono rimasti ancora in 9 saltatori …

Di questi, tre (Boswell, Voronin ed il ceco Svatoslav Ton) vengono eliminati, ma vanno provvisoriamente al comando della Classifica Sokolosvsyi e la coppia americana composta da Matt Hemingway e Jamie Nieto, che valicano l’asticella al primo tentativo, rispetto ad Holm e Rybakov che fanno la misura alla seconda prova, mentre l’altro ceco Jaroslav Baba alla terza …

Di nuovo virtualmente ai margini del podio, Holm vede le streghe alla successiva quota di m.2,34 (fatale a Rybakov e Sokolovsky) allorché la stessa viene superata al primo tentativo da Hemingway e Baba ed al secondo da Nieto, a lui restando una sola prova a disposizione …

Anche valicare l’asticella non sarebbe garanzia di medaglia, in quanto per il computo degli errori i citati altri tre saltatori gli sono davanti e, posto davanti alla scelta se riservarsi quest’ultimo salto alla quota superiore, Holm opta per giocarselo comunque a m.2,34 una decisione che può sembrare quantomeno discutibile …

Viceversa, il saltare con autorità la misura rappresenta lo stimolo necessario per poi mettere tutti d’accordo allorquando è lui l’unico a saltare i m.2,36 alla prima prova, rovesciando in un attimo le sorti della sfida e potendo così finalmente toccare quel successo sinora solamente sfiorato.

Riguadagnata, per quanto ovvio, la prima posizione nel Ranking mondiale di fine anno, Holm è ora atteso alla conferma nella stagione successiva, da lui aperta come meglio non potrebbe stabilendo, in occasione dei Campionati Europei Indoor di Madrid ’05 quello che resta il suo “Personal Best” in carriera, costretto da Rybakov (argento con m.2,38) ad innalzarsi sino a m.2,40 misura sulla quale avremo modo di ritornare …

Aver toccato una quota che da circa 20 anni non veniva raggiunta da un saltatore in alto, fa di Holm il logico favorito per il titolo iridato ai Mondiali di Helsinki ’05, Rassegna in cui, al contrario, va incontro alla peggiore controprestazione nei suoi 11 anni ai massimi vertici, in una gara di livello modestissimo in cui la misura di m.2,32 si rivela fatale per ben 7 degli 8 finalisti rimasti in gara, così che l’ucraino Yury Krymarenko, che riesce a valicare detta quota al terzo tentativo, si ritrova con un’inaspettata medaglia d’Oro al collo ed anche in questo caso, manco a dirlo, per l’unico autentico exploit della sua attività agonistica …

E’ peraltro risaputo che la gara dell’alto porta ad “incidenti di percorso” di tale portata, ma per Holm un secondo “campanello d’allarme” – dopo aver comunque chiuso l’anno 2005 al secondo posto del Ranking in virtù del citato salto a m.2,40 – giunge dall’esito dei Mondiali Indoor di Mosca ’06, dove si piazza non meglio che quinto con m.2,30 mentre Rybakov sfrutta “l’aria di casa” per imporsi con un convincente m.2,37 precedendo il connazionale Andrey Tereshin, fermo a quota 2,35.

Si può anche pensare che un Holm, oramai 30enne ed appagato dalla “Gloria olimpica”, si stia incamminando verso il “viale del tramonto”, ma mai vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso, e nella sessione all’aperto realizza un apprezzabile m.2,34 in vista della Rassegna Continentale di Goteborg ’06, dove non vuole deludere i suoi stessi tifosi …

E, davanti al proprio pubblico, Holm ha poco da rimproverarsi nel cercare di dar loro una gioia, con cinque salti perfetti da m.2,20 sino a m.2,32 compresi, misura superata da tre soli altri saltatori, vale a dire il connazionale Linus Thornblad, il ceco Tomas Janku (indovinate un po’, alla “gara della sua vita” …) ed il 22enne russo Andrey Silnov, che ha sinora compiuto un percorso identico a quello dello svedese …

La successiva quota di m.2,34 stabilisce l’assegnazione delle medaglie in quanto – nonostante venga superata da tutti e quattro i saltatori rimasti in lizza – i due svedesi la superano solo alla terza prova, con Holm a guadagnarsi il bronzo rispetto al connazionale per il citato precedente percorso privo di errori, mentre Janku valica l’asticella al secondo tentativo e Silnov alla prima, legittimando poi il titolo facendo altrettanto a m.2,36.

Sceso al quarto posto del Ranking di fine anno, Holm si appresta ad abbandonare le gare con il suo ultimo biennio, avendo come obiettivo per il passo d’addio le Olimpiadi di Pechino ’08, ma non per questo rinuncia a battersi al massimo delle sue potenzialità, soprattutto nelle manifestazioni al coperto, senza dubbio alcuno a lui più congeniali.

Eccolo quindi presentarsi ad inizio marzo ’07 ai Campionati Europei Indoor di Birmingham – dopo aver saltato m.2,38 (sua seconda misura di ogni epoca …) il 25 febbraio a Goteborg – ed essere ancora in grado di mettere tutti in fila con un salto di m.2,34 alla seconda prova, dopo aver tremato alla quota di m.2,32 superata solo al terzo tentativo, relegando Thornblad alla piazza d’onore.

Consapevole di avere a disposizione una sola ultima possibilità di conquistare il titolo iridato alla Rassegna di fine agosto ’07 ad Osaka – dove si presenta forte di un “season high” all’aperto di m.2,35 – Holm accarezza il sogno allorché, superata quota m.2,33 senza alcun errore alle spalle, si trova al comando della Classifica assieme a Rybakov, autore di identico percorso, mentre il cipriota Kyriakos Ioannou ed il bahamense Donald Thomas hanno saltato detta misura alla seconda e terza prova, rispettivamente …

Illusione di breve durata, poiché i successivi m.2,35 si rivelano fatali per il 31enne svedese, viceversa superati alla prima prova da Thomas per il salto che gli vale il titolo, così come fanno al secondo tentativo Rybakov ed Ioannou, che vanno a completare il podio con i rispettivi argento e bronzo.

Penso che non abbiate dubbi sul fatto che, anche per Thomas, si tratti dell’unico alloro importante in carriera, ma tanto oramai Holm ci ha fatto il callo ed allora tanto vale – risalito in seconda posizione nel Ranking mondiale di fine anno – prepararsi al meglio per la stagione dell’addio alle competizioni …

La dimostrazione della forza, anche mentale, di Holm viene confermata proprio in detta circostanza, dapprima con una sessione invernale che lo vede affermarsi con m.2,37 ai Campionati nazionali e quindi aggiungere al proprio Palmarès un quarto titolo iridato ai Mondiali Indoor di Valencia, in cui nell’eterna sfida con Rybakov, riesce ad avere la meglio valicando l’asticella a m.2,36 rispetto ai m.2,34 del rivale.

Trovatosi a spartire con il Campione russo – insieme allo svedese sicuramente il più regolare ad alti livelli nel primo decennio del nuovo millennio – la “maledizione degli illustri sconosciuti”, Holm si presenta a Pechino per difendere il titolo olimpico di quattro anni prima essendo riuscito, per l’unica volta in carriera, a saltare m.2,37 all’aperto, il 13 luglio al Meeting di Atene, a dispetto dei 32 anni suonati …

Oramai come se avesse inserito una sorta di “pilota automatico” su certe misure, anche nella Finale olimpica Holm viaggia senza alcuna penalità nelle quattro prove da m.2,20 a m.2,32 ritrovandosi al comando assieme al Campione europeo Silnov. Misura superata anche dal britannico ex giamaicano Germaine Mason (ennesimo semisconosciuto …) alla prima prova, nonché da Rybakov e dal tedesco Spank al terzo tentativo …

La definitiva selezione avviene alla successiva quota di m.2,34, superata alla prima prova sia da Silnov che da Mason e Rybakov, con Holm a tenere, inutilmente, due tentativi a m.2,36 e quindi dare il proprio addio alle gare ritrovandosi ancora una volta ai margini del podio, il cui gradino più alto è viceversa occupato da Silnov, l’unico a valicare l’asticella anche a m.2,36.

Al di là del mancato podio olimpico, i m.2,37 superati in stagione sia all’aperto che al coperto, valgono al 32enne svedese la sua ultima apparizione nella “Top Ten” del Ranking mondiale, replicando la seconda posizione dell’anno precedente, per una continuità di rendimento che ha pochi precedenti nella specialità …

Certo, il suo Palmarès – che comunque conta quattro titoli iridati e due continentali indoor, oltre ad un argento europeo indoor, nonché l’Oro olimpico di Atene ’04, un argento iridato ed un argento ed un bronzo europei all’aperto – sarebbe potuto essere più ricco qualora avesse incontrato meno “carneadi” sul suo cammino e la fortuna lo avesse aiutato in occasione delle sue quattro “medaglie di legno” tra Olimpiadi e Mondiali, ma c’è un’ultima considerazione da fare …

Ricordate il suo “Personal Best” in carriera di m.2,40, no …?? Orbene, essendo lo svedese alto “appena” m.1,81, detta circostanza fa sì che lo stesso detenga il record di “differenziale” tra l’altezza e la misura realizzata, pari a 59cm., avendo superato il precedente primato di 57cm. detenuto dall’americano Hollins Conway, il quale aveva anch’esso saltato m.2,40 ma partendo da una base di m.1,83 …

Questo dato non viene riportato nell’elenco dei Record mondiali, ma senza dubbio alcuno fa di Holm, a suo modo, una sorta di “Miglior saltatore al mondo” …!!

E provate ad affermare il contrario, se vi riesce …

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