IL GRANDE SLAM NEGATO A TONY TRABERT NEL 1955

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Tony Trabert in azione – da gettyimages.it

articolo di Nicola Pucci

Spesso ci dimentichiamo che assieme a Budge e Laver e ben prima che vi riuscisse Nadal nel 2010, solo un altro campione nella storia del tennis è stato capace di vincere nello stesso anno Roland-Garros, Wimbledon ed Open Usa, completando tre-quarti di Grande Slam con l’unica eccezione del fallimento in Australia.

Quel campione risponde al nome di Tony Trabert, che nasce a Cincinnati il 16 agosto 1930 ed apprende il mestiere sui campi in cemento del parco vicino a casa sua, trovando in Bill Talbert, un tecnico eccellente che negli anni Quaranta ha vinto quattro US Open di doppio con Gardnar Mulloy, il mentore che lo alleva nel culto e nella specializzazione della disciplina che vedrà lo stesso Trabert eccellere in cinque prove dello Slam, in coppia con Vic Seixas e con lo stesso Talbert.  

Bill accompagna il giovane Trabert nel viaggio in Europa del 1950, e per la prima esperienza sui campi in terra battuta del Roland-Garros Tony, sconfitto in singolare da Drobny agli ottavi di finale, 6-3 6-3 9-7, non solo vince con il suo allenatore proprio il doppio battendo in finale l’esperta coppia composta da Drobny e Sturgess, ma pure si fa apprezzare dal pubblico parigino per la sua gentilezza e sportività, nondimeno applicandosi con estrema dedizione all’allenamento e all’impegno sul campo, arrivando a giocare tre partite in un giorno senza apparente fatica. Eh sì, perché oltre ad aver talento tennistico e temperamento eccellente, Trabert mette in mostra anche una preparazione atletica fuori dal comune, che si accompagna ad un fisico perfetto per il gioco del tennis.

L’exploit in terra di Francia rimane però senza seguito, perché come ogni buon americano che si rispetti Trabert parte per il servizio di leva in Germania ed è costretto a saltare la stagione 1951. Di ritorno nel 1952 sempre agli Internazionali di Francia, Trabert, che difetta stavolta di preparazione, passa tre turni senza penare eccessivamente per arrendersi poi ancora agli ottavi al filippino Felicisimo Ampon che lo elimina in tre rapidi set, 7-5 6-1 6-1. E se i risultati in singolare tardano ad arrivare, l’americano è comunque selezionato con la squadra di Coppa Davis, perdendo è vero al debutto nel 1951 contro gli australiani Sedgman-McGregor quando fa coppia con Schroeder, per poi vedersi associare al numero 1 del mondo della disciplina, appunto Seixas. E sarà la fortuna di entrambi, giocando assieme fino al 1955 quando Trabert passerà professionista a fine anno, ed infine portando a casa la Coppa nel 1954 battendo stavolta Hoad e Rosewall.

Atleta superbo, potente e votato all’attacco, senza punti deboli, con un polso di ferro che gli consentiva di giocare voleé basse di rara precisione e dotato di un rovescio piatto con cui si apriva il campo, Trabert migliora anno dopo anno, adattandosi bene sia alla terra battuta come all’erba ed al cemento, e nel 1953, infine, assurge al rango di giocatore di prima fascia anche in singolare, vincendo gli Us Open senza perdere un set e togliendosi il lusso di dominare in semifinale Rosewall, 7-5 6-3 6-3, e in finale il compagno di doppio Seixas, 6-3 6-2 6-3. E’ il primo successo Slam, non sarà certamente l’ultimo e vale a Trabert, a fine stagione, il certificato di laurea quale nuovo numero 1 del mondo.

E se nel 1954 Trabert si conferma campione completo, incoronato re di Francia con la vittoria al Roland-Garros dopo aver perso l’unico set del torneo ai quarti di finale con Mervyn Rose ed aver poi sconfitto in tre set Budge Patty, 6-3 7-5 6-4, e Arthur Larsen, 6-4 7-5 6-1, cedendo invece a Rosewall in semifinale a Wimbledon e all’altro australiano Rex  Hartwig ai quarti agli Us Open, pennella una stagione 1955 che lo eleva al rango di fuoriclasse assoluto. Sfiorando il record di quattro Slam su quattro.

Trabert, infatti, rimpiangerà la sconfitta subita da Ken Rosewall nella semifinale agli Australian Open di gennaio, fors’anche in parte appagato e deconcentrato dalla recente vittoria in Coppa Davis proprio contro l’Australia, perché poi non lascia che le briciole agli avversari nei successivi tre tornei Major.

Al Roland-Garros, campione in carica ed accreditato della testa di serie numero 1, Trabert lascia un set per strada sia contro il sudafricano Vermaak al terzo turno sia contro Rose ai quarti, e se in semifinale è avvantaggiato dal ritiro di Hamilton Richardson sul 6-1 2-2, all’atto decisivo dispone in quattro set dello svedese Sven Davidson, che domina il primo parziale per poi venire a sua volta spazzato via nei tre set finali, 2-6 6-1 6-4 6-2.

Tocca poi all’erba di Wimbledon celebrare la classe, al momento, impareggiabile del tennista americano, che surclassa la concorrenza disegnando un torneo senza macchie, con Anderson, Fancutt, Stewart, Kumar, Drobny ai quarti, Patty in semifinale e Nielsen in finale, 6-3 7-5 6-1, costretti ad alzare bandiera bianca senza l’omaggio di un set vinto.

Se poi Trabert fa altrettanto anche agli US Open, liquidando uno dopo l’altro Becker, Miyagi, Morris, Morea, Flam ai quarti 6-2 6-3 6-4, Hoad in semifinale 6-4 6-2 6-1 e prendendosi la rivincita su Rosewall in finale, 9-7 6-3 6-3, ecco che ancora una volta la palma di miglior giocatore del mondo, e pure nettamente, non può proprio togliergliela nessuno.

Certo, Trabert avrebbe negli anni a seguire altre chances per poter realizzare quel Grande Slam solo sfiorato nel 1955, ma i soldi offerti da Jack Kramer per passare al professionismo, dove più volte prenderà la paga da Pancho Gonzales dando linfa così a chi riteneva che i migliori professionisti fossero più forti dei migliori amatori, fanno davvero troppa gola, ed allora… maledetto Ken che mi hai negato la gioia del quattro su quattro!

 

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