I 63 PUNTI DI ARLAUCKAS IN VIRTUS BOLOGNA-REAL MADRID DI COPPA DEI CAMPIONI 1996

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Joe Arlauckas in azione – da marca.com

articolo di Nicola Pucci

La storia cestistica di oggi rimanda agli anni in cui la principale manifestazione del basket continentale si chiamava ancora Coppa dei Campioni, le formazioni più forti d’Europa potevano avvalersi del fondamentale apporto tecnico di campioni dal passato NBA scintillante, e gli organici in competizione avevano una spiccata connotazione autarchica.

Insomma, siamo nel bel mezzo degli anni Novanta, precisamente stagione 1995/1996, e proprio quella che oggi chiamiamo comunemente Eurolega sta per scrivere una pagina memorabile, annotando un record destinato a resistere ancora a lungo.

Il Real Madrid è detentore del titolo, conquistato l’anno precedente a spese dell’Olympiakos, 73-61 nella finale giocata a Saragozza grazie a 23 punti e 7 rimbalzi dello “zar” Sabonis, e per l’anno in corso ha tutte le intenzioni di bissare l’impresa per quella che sarebbe la sua nona vittoria, incrementando un primato a livello di club che invece verrà aggiornato solo nel corso del Nuovo Millennio. Ma la concorrenza è decisamente agguerrita, a cominciare appunto dalle squadre elleniche che ormai guardano alla Coppa Campioni come ad un traguardo assolutamente alla loro portata, ed in effetti a fine stagione sarà il Panathinaikos ad alzare il trofeo trascinato dalle prodezze di Dominique Wilkins, per proseguire con lo stesso Barcellona che tenta di arginare, come avviene in ogni disciplina sportiva, lo strapotere dei madrilisti ed ambisce a conquistare per la prima volta il tetto d’Europa, e per chiudere con le illusioni cullate dalle due squadre italiane in lizza, la Virtus Bologna, con marchio Buckler ed il leggendario Alberto Bucci in panchina, a sua volta ancora a secco e che romperà il sortilegio nel 1998 battendo un’altra squadra greca, l’Aek Atene, e la Benetton Treviso, che con la finale del 1992 persa con il Limoges è in ordine di tempo l’ultima squadra tricolore ad aver raggiunto l’atto decisivo della rassegna.

Ma qui il racconto di quella storica stagione di Coppa dei Campioni, una volta registrati i successi di tutte le squadre favorite in un secondo turno preliminare che promuove direttamente alla fase a gironi, tra queste, proprio Barcellona ed Olympiakos, oltre ai francesi dell’Antibes, chiama appunto in causa la Virtus Bologna, inserita in un raggruppamento di ferro com’è il girone B, che mette assieme anche Barcellona, Real Madrid e Panathinaikos, oltre agli israeliani del Maccabi, l’altra formazione transalpina del Pau-Orthez, i croati del Cibona e i portoghesi del Benfica.

E mentre Olympiakos, Cska Mosca, Treviso ed Ulker Istanbul occupano nel girone A i primi quattro posti che garantiscono l’accesso ai quarti di finale da giocarsi con il formato dell’eliminazione diretta, proprio nel girone B le due spagnole fanno la parte del leone chiudendo ai primi due posti e precedendo Panathinaikos e Pau-Orthez, che accedono a loro volta alla fase successiva, estromettendo invece la Virtus Bologna, che dopo aver battuto il Barcellona nella prima gara, 90-73 con 22 punti di Komazec ed Orlando Woolridge, perde due incontri capitali con i francesi, per presentarsi ormai senza più possibilità alcuna all’ultima sfida, quella in calendario il 15 febbraio 1996 da giocarsi davanti al pubblico amico di Casalecchio sul Reno.

Tocca, a questo punto, raccontare preventivamente qualcosa di Joe Arlauckas, pivottone americano classe 1965, nato a Rochester, alto 205 centimetri, e che dopo una breve parentesi in NBA con la maglia dei Sacramento Kings, hanno conosciuto anche in Italia quando nel corso della stagione 1987/1988 ha difeso per 12 gare i colori di Caserta, ad onor del vero senza troppa gloria, sommando 10,7 e 6,8 punti a partita. Negli anni successivi, Arlauckas si è trasferito in Spagna, prima al Malaga e poi al Vitoria, per infine approdare al Real Madrid nel 1993.

E con i bianchi Joe si è tolto lo sfizio di vincere la Liga nel 1994 e la Coppa dei Campioni, appunto, del 1995, segnando 16 punti in finale, oltre a migliorare sensibilmente le sue statistiche tanto da mettere a segno, nei cinque anni con il Real Madrid, 2.584 punti in 136 partite alla ragguardevole media di 19 punti a serata.

Fin quando, appunto il 15 febbraio 1996, giunge l’ultima gara di girone a Bologna. Arlauckas si trova a dover fronteggiare il talento offensivo di Woolridge, che metterà a referto 31 punti assistito, seppur inutilmente, da Arijan Komazec a sua volta autore di 21 punti. Ma le due prestazioni virtussine nulla sono a confronto con la prova stratosferica di Arlauckas, assolutamente incontenibile ed in grado di segnare da ogni posizione, tanto da iscrivere infine uno score di 63 (!!!) punti, frutto di un 24/29 nel tiro da due e 15/18 nei tiri liberi. I 5.700 spettatori assiepati in tribuna si lustrano gli occhi al cospetto di una prova, a cui aggiungere 11 rimbalzi, 2 assist e 4 palle recuperate in 39 minuti di permanenza sul parquet, che se non può certo migliorare quella che, in Coppa dei Campioni, seppe regalare Radivoj Korac nel 1965, 99 (!!!) punti nel match tra OKK Belgrado e Alvik Stoccolma terminata 155-57, altresì assegna all’americano un record che da quel giorno nessuno è mai stato in grado neppure di avvicinare.

Per le statistiche, che nel basket significano parecchio, il Real Madrid vince 115-96, a dispetto di un misero 0/11 (!!!) nel tiro da tre punti, esercizio sconosciuto ad Arlauckas ma che per l’occasione, visto che gli entra praticamente tutto, prova a sua volta, fallendo. Racconterà Zoran Savic, suo compagno al Real Madrid di quella sera e che a fine stagione si trasferirà proprio alle V-nere, “Joe aveva sbagliato due tiri nei primi minuti di gioco, ma non si era allarmato, ed in seguito ogni suo tentativo andava a bersaglio. Giocava come su una nuvola, ma nessuno di noi aveva avuto la percezione che avesse segnato così tanti punti. Poi, a fine partita, leggendo le statistiche del match…

Record, dunque, e vale a Joe Arlauckas, che già in altre cinque occasioni aveva superato i 30 punti nel corso di quella Coppa dei Campioni, con un massimo di 35 fondamentali nella vittoria di misura a Tel Aviv con il Maccabi, 77-75, la vittoria finale nella classifica dei cannonieri, alla media di 26,4 punti a partita e con il 57,6% nel tiro da due. E se non è un fuoriclasse questo…

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