MARK TEWKSBURY, UN ORO OLIMPICO ED UNA SCELTA CORAGGIOSA

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Mark Tewksbury dopo l’oro di Barcellona ’92 – da:theglobeandmail.com

Articolo di Giovanni Manenti

Nonostante il Canada sia Paese di provata cultura natatoria – lo dimostrano i buoni piazzamenti olimpici della staffetta 4x100mista, sia maschile che femminile – è difficile trovare un suo rappresentante salire sul gradino più alto del podio in una grande Manifestazione internazionale, prova ne sia il fatto che, se si esclude la doppietta sui m.400 e 1500sl di George Hdgson ai Giochi di Stoccolma ’12, era pionieristica dello Sport in generale, non se ne ha traccia sino all’edizione di Los Angeles ’84.

Occorre ricordare, per correttezza d’informazione, come il fatto che le Olimpiadi californiane fossero caratterizzate dal “contro boicottaggio” imposto da Mosca alle Nazioni del blocco sovietico, non avesse inficiato il valore delle medaglie conquistate da Victor Davis (oro sui m.200 ed argento sui m.100 rana) e da Alex Baumann (oro sia sui m.200 che 400 misti), in quanto il primo si era presentato forte di analoghi risultati ottenuti due anni prima alla Rassegna iridata di Guayaquil ’82, mentre il secondo quale detentore dei rispettivi primati mondiali, ma resta il fatto che si era trattato di un evento episodico.

A conferma di ciò, giovi il raffronto con quanto avvenuto quattro anni dopo a Seul ’88, dove il Canada raccoglie – rispetto alle 10 medaglie (4 Ori, 3 argenti ed altrettanti bronzi …) di Los Angeles – appena il bronzo con la staffetta 4x100mista femminile e l’argento con quella maschile, per tre quarti (Davis nella frazione a rana, Tom Ponting in quella a farfalla e Sandy Goss nella chiusura a stile libero …) identica a quella che aveva colto analogo piazzamento nella precedente edizione, con l’unica variante nella frazione iniziale a dorso, dove in luogo di Mike West viene schierato il 20enne Mark Tewksbury, protagonista della nostra Storia odierna.

Nato a Calgary, nella provincia di Alberta, il 7 febbraio 1968, Mark inizia a dedicarsi al Nuoto all’età di 5 anni a seguito del trasferimento della famiglia a Dallas, in Texas, dove le alte temperature consigliavano di trascorrere buona parte della giornata nell’acqua fresca delle piscine, per poi far ritorno, due anni dopo, nella città d’origine – di ben diversa situazione climatica, dato che nel 1988 ospita la XV edizione dei Giochi invernali – ed entrare a far parte del “Cascade Swim Club” per quella che diviene la sua unica attività agonistica.

Diversamente rispetto ad altri Campioni delle piscine, le qualità di Tewksbury non emergono in età adolescenziale, divenendo fondamentale il contributo fornito dal coach Deryk Snelling, che lo allena dal momento che si iscrive alla “Calgary University”, perfezionandone la tecnica al punto da consentire al suo allievo di progredire rapidamente nelle gerarchie della specialità del dorso.

Selezionato per la sua prima apparizione a grandi livelli internazionali, ovvero l’edizione inaugurale dei “Campionati Pan Pacifici” che si svolgono a Tokyo a metà agosto ’85, Tewksbury non riesce a salire sul podio nella Finale dei m.100 dorso, che viceversa vede il già citato connazionale West cogliere la medaglia d’argento alle spalle del fuoriclasse Usa Rick Carey, con identico esito anche sulla doppia distanza, dove il bronzo è appannaggio dell’altro dorsista canadese, Sean Murphy.

Una esperienza che il 18enne Mark mette a frutto l’anno seguente, in occasione dei Commonwealth Games” di Edimburgo ’86, allorché tocca a lui mettere tutti d’accordo nella Finale dei m.100 dorso, dominata con il tempo di 56”45 precedendo l’australiano Paul Kingsman e West, che concludono in 57”17 e 57”46 rispettivamente, così da acquisire il diritto a nuotare la prima frazione nell’altrettanto vittoriosa staffetta 4x100mista.

Oramai stabilite quelle che sono le gerarchie in patria, Tewksbury va alla ricerca della consacrazione a livello internazionale, ed un primo, tangibile riscontro in tal senso giunge dal Campionati Pan Pacifici” di Brisbane ’87, dove si conferma uno del migliori al mondo sulla più breve distanza, fornendo altresì una non trascurabile prova di carattere per avere la meglio nell’emozionante “testa a testa” con il giapponese Daichi Suzuki, imponendosi per soli 0”18 centesimi (55”89 a 56”07), per quello che rappresenta altresì al momento il record del Commonwealth.

Un Tewksbury che raramente si cimenta anche sui m.200 dorso, stavolta concede uno strappo alla regola solo per subire analogo distacco di 0”18 centesimi (2’01”38 a 2’01”56) dall’americano Dan Veatch per quella che resta la sua unica medaglia in carriera sulla distanza, mentre il suo contributo alla staffetta 4x100mista, lanciata al comando con una prima frazione a dorso nuotata in 56”33, fa sì che la stessa si possa fregiare dell’argento, addirittura insidiando (3’41”73 a 3’42”14) la leadership degli Stati Uniti.

Con queste premesse, e l’essere secondo nel ranking mondiale dei m.100 dorso di fine stagione alle spalle del solo sovietico Igor Polyanski, la Federazione canadese guarda con ottimismo alle possibilità del 20enne Mark in vista dei Giochi di Seul ’88, che, viceversa, come già accennato, si rivelano un clamoroso flop per la spedizione nordamericana.

A parziale giustificazione delle prestazioni di Tewksbury vi è un’innovazione tecnica, inaugurata dall’americano David Berkoff, ovverossia il nuotare sott’acqua per un lungo tratto dalla partenza, una situazione che non trova a proprio agio il Campione canadese, viceversa ineguagliabile allorché si tratta di esprimersi in superficie, un vantaggio, quello acquisito da Berkoff, che fa sì che nel corso dell’anno olimpico la prova sui m.100 dorso veda riscritto a più riprese l’albo dei record mondiali.

Difatti, dopo che in primavera il già ricordato Polyanski migliora in tre occasioni sino a 55”00 il primato di Carey che resisteva dall’agosto ’83, agli “Olympic Trials” di Austin, Berkoff diviene il primo dorsista al mondo ad infrangere la barriera dei 55” netti sulla distanza dei 100 metri, dapprima nuotando la stessa in 54”95 nelle batterie del mattino del 12 agosto, per poi scendere a 54”91 nella Finale del pomeriggio, con un distacco di oltre un secondo su Jay Mortensen, secondo arrivato …

Una superiorità che l’americano ribadisce a chiare note in occasione delle batterie del mattino del 24 settembre ’88 che si svolgono nella “Jamsil Indoor Swimming Pool” di Seul, dopo che nella seconda serie Polyanski aveva nuotato in un eccellente 55”04 (con Tewksbury secondo in 56”20) per cancellare dai record olimpici il 55”49 della leggenda John Naber che risaliva addirittura ai Giochi di Montreal ’76.

Primato di brevissima durata, visto che nella successiva ed ultima batteria in programma, Berkoff non solo lo batte, ma migliora anche il proprio record assoluto, portandolo sino ad uno strabiliante 54”51, seguito a debita distanza dal già citato giapponese Suzuki, che conclude in 55”90.

Agli occhi degli esperti, appare pertanto quanto mai improbabile una sconfitta del primatista mondiale allorché alle 20:00 ora locale gli otto finalisti si tuffano in acqua per prendere posizione, con Berkoff e Polianski ad occupare le corsie centrali e Suzuki in terza, con il solo sovietico a godere di qualche chance qualora l’americano dovesse incorrere in una prestazione non all’altezza.

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La partenza della Finale dei m.100 dorso a Seul ’88 – da:gettyimages.it

Come sempre, alla partenza, il pubblico deve attendere quasi il completamento della prima vasca per veder riaffiorare in superficie gli “specialisti della subacquea” – ovverossia i tre sopra citati, mentre gli altri vi erano giunti molto prima – con Berkoff sì al comando, ma con un margine inferiore a quanto ci si potesse aspettare, a causa anche di una lieve incertezza in partenza che lo vede staccarsi in leggero ritardo rispetto agli avversari, così che alla virata di metà gara i 0”50 centesimi (25”47 a 25”97) sul giapponese, con Polyanki terzo in 26”06, non rappresentano un margine di assoluta sicurezza.

E, difatti, in una circostanza dove come non mai ben si addice il vecchio adagio del “tra i due litiganti il terzo gode”, è proprio Suzuki a mettere tutti d’accordo, con una seconda vasca in 29”08 che gli permette di affiancare Berkoff proprio negli ultimi metri per andare a trionfare in un serratissimo finale in cui è protagonista di una disperata rimonta anche Polyanski per un ordine d’arrivo che vede l’esponente del Sol Levante aggiudicarsi l’oro in un comunque eccellente tempo di 55”05 (Record asiatico …), mentre il deluso americano riesce a malapena (55”18 a 55”20) a salvare la medaglia d’argento.

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Suzuki e i delusi Berkoff e Polyanski sul podio di Seul ’88 – da:gettyimages.it

Non ci siamo dimenticati di Tewksbury, il quale conclude in un’onorevole quinta posizione pur se al di sotto dei propri standard, venendo cronometrato in 56”09, tempo che replica pressoché al centesimo (56”11) in prima frazione della staffetta 4×100 mista – dove, ironia della sorte, Berkoff sfiora in 54”51 il suo recente limite mondiale – per contribuire all’argento del quartetto canadese, ma non può certo ritenersi soddisfatto dell’esperienza olimpica, visto che anche in staffetta, oltre all’americano, anche Polyanski (55”35) e Suzuki (55”87) si confermano più veloci di lui …

E’ sin troppo evidente che per poter aspirare ai vertici della specialità, Tewksbury – che ai Giochi di Seul si cimenta anche sui m.200 dorso, fallendo l’accesso in Finale, facendo addirittura registrare il 18esimo tempo – deve limare i propri riscontri cronometrici, visto che oramai l’eccellenza si è spostata al di sotto dei 55” netti, ed in vista del prossimo appuntamento olimpico, non mancano certo le occasioni per confrontarsi con i migliori .

E, di sicuro, non una grossa motivazione giunge dall’esito dei Campionati Pan Pacifici di Tokyo ’89, allorché il 21enne canadese nuota la Finale dei m.100 dorso in un 56”65 buono solo per completare il podio, alle spalle dei due rappresentanti Usa Jeff Rouse e Scott Johnson, con il primo ad aver raccolto il testimone da Berkoff ai vertici della specialità negli Stati Uniti, e magra consolazione giunge dal replicare l’ormai quasi “consolidato” argento con la staffetta 4x100mista, dato che anche in questa occasione Rouse nuota la prima frazione in un tempo di quasi 1” (55”65 a 56”52) inferiore al suo.

Non è peraltro tipo da perdersi d’animo, Tewksbury, il quale – grazie anche ad una minore rivalità costituita dall’avvenuto ritiro dei coetanei Suzuki e Polyanski (curiosamente nati a 10 giorni di distanza, il 10 e 20 marzo rispettivamente, l’uno dall’altro – intensifica gli allineamenti in modo da affrontare al meglio il successivo biennio di preparazione ai Giochi di Barcellona ’92.

Dapprima, infatti, conferma i successi ottenuti nella precedente edizione ai “Commonwealth Games” ’90 che si svolgono a fine gennaio ad Auckland, in Nuova Zelanda, facendo suo l’oro sui m.100 dorso in 56”07 così come con la staffetta 4x100mista, per poi presentarsi, a distanza di 12 mesi, all’appuntamento di inizio gennaio ’91 a Perth, in Australia, per la sesta edizione dei Campionati Mondiali in condizioni di forma ben migliori.

Al vedere un Tewksbury rigenerato contribuiscono peraltro due determinanti fattori, ovvero l’essersi affidato alla coach della squadra canadese di Nuoto sincronizzato Debbie Muir per migliorare le sue prestazioni nella fase subacquea, nonché la decisione della FINA (la Federazione Internazionale) di limitare ai soli primi 25 metri la possibilità di nuotare sottacqua, ambedue circostanze che fanno sì che già nelle batterie dei m.100 dorso che si svolgono al mattino del 12 gennaio ’91 il canadese scenda al disotto dei 56” netti, nuotando in 55”86 per un tempo secondo solo al ricordato Rouse, che nuota la distanza in 55”34.

Americano che, nella Finale del pomeriggio, è costretto a sudare le cosiddette “sette camicie” per avere ragione del ritrovato Tewksbury, che lo impegna sino alle ultime bracciate per un divario minimo di appena 0”06 centesimi (55”23 a 55”29), con il podio completato da un altro dorsista di valore, vale a dire lo spagnolo Martin Lopez Zubero, bronzo in 55”61.

Sfida, quella tra Rouse e Tewksbury, che si ripropone in occasione della staffetta mista, con ancora l’americano a far meglio (55”28 a 55”92) per lanciare il quartetto Usa verso la medaglia d’oro, mentre stavolta al Canada il podio sfugge per l’inezia di 0”01 centesimo (3’42”13 a 3’42”14) rispetto alla formazione tedesca, ma la sfida con l’americano è solo rimandata di pochi mesi, disputandosi, stavolta proprio in Canada, ad Edmonton, la quarta edizione dei “Campionati Pan Pacifici”.

Ed anche se Tewksbury conferma i propri miglioramenti, togliendo altri 0”04 centesimi al proprio personale tanto da concludere la Finale dei m.100 dorso in 55”19, la rassegna canadese incorona Rouse ai vertici della specialità, sia per il tris di medaglie d’oro (m.100 e 200 dorso e con il quartetto della 4x100mista) conquistato, che soprattutto per aver disintegrato, nella prima frazione in staffetta, il record mondiale di Berkoff, scendendo, primo uomo al mondo, sotto la barriera dei 54” netti con il tempo di 53”93, dopo aver nuotato in 54”67 la gara individuale.

E, se per poter aspirare all’oro olimpico occorre scendere non solo sotto i 55”, ma addirittura sotto i 54” netti, le speranze in tal senso di Tewksbury sembrano oggettivamente ridotte al lumicino, considerato altresì come nell’edizione catalana dei Giochi di Barcellona ’92 vorrà sicuramente ben figurare anche il citato Lopez Zubero, ancorché lo stesso preferisca la doppia distanza, in cui, difatti, ha fatto suo il titolo iridato ai ricordati Mondiali di Perth ’91.

Tentar non nuoce”, ricorda un vecchio detto, ed ecco dunque Tewksbury presentarsi al mattino del 30 luglio ’92 nella “Piscina Bernat Picornell” di Barcellona per le batterie dei m.100 dorso deciso a dar battaglia, pur se agli “Olympic Trials” di Indianapolis Rouse aveva confermato il suo ottimo stato di forma, imponendosi in 54”07 su di un “redivivo” Berkoff, e con la speranza che Lopez Zubero sia appagato dalla “storica”, per il suo Paese, medaglia d’oro conquistata due giorni prima sulla doppia distanza.

Che ci sia ben poco da scherzare lo dimostra proprio l’esito delle batterie, visto che nella quinta serie lo spagnolo fa registrare il tempo di 55”37, solo per vedere nella successiva Tewksbury e Berkoff non risparmiarsi concludendo in 54”75 e 54”84 rispettivamente, prima che Rouse metta tutti d’accordo andando a toccare nella settima ed ultima batteria in 54”63.

Un “poker” di candidati al podio, con un netto favorito in Rouse ed uno di loro che dovrà a malincuore rinunciare alla medaglia, quello che al pomeriggio del 30 luglio, alle ore 18:00, si tuffa in acqua per prendere posizione sui blocchi di partenza, non sapendo ancora di dare vita ad una delle più emozionanti Finali sulla distanza nella Storia dei Giochi, con tutti e quattro a scendere sotto i 55” netti, un evento che, tanto per capirsi, si ripeterà solo a 12 anni di distanza nell’edizione di Atene ’04.

Per cercare di darsi una parvenza di ottimismo, all’oramai 24enne canadese (solo Berkoff è più anziano, visto che Lopez Zubero ha un anno meno e Rouse quasi tre, essendo nato a dicembre 1970 …) giova ricordarsi l’esito della sfida di quattro anni prima a Seul ’88 dove il favoritissimo Berkoff era stato battuto da Suzuki, hai visto mai …

Ed, in ogni caso, anche l’andamento della gara ricalca lo standard coreano, con Rouse a prendere la testa in avvio, virando ai 50 metri in 26”06 rispetto ai 26”39 di Tewksbury, con Berkoff e Lopez Zubero a seguire con 26”47 e 26”87 rispettivamente, prima che nella vasca di ritorno il terzetto composto dai due americani e dal canadese di stacchi per andarsi a giocare il podio.

Vale il caso di precisare che, a differenza di quanto accaduto a Berkoff a Seul quattro anni prima, quando era letteralmente scoppiato nella seconda metà gara, Rouse, al contrario, tiene botta facendo registrare il secondo miglior parziale con 27”98, non sufficiente però a rintuzzare la rimonta di Tewksbury che, completando i secondi 50 metri in 27”59, lo raggiunge per poi far suo l’oro nelle ultime bracciate “restituendo” al suo rivale il distacco di 0”06 centesimi che li aveva divise alla Rassegna iridata di Perth ’91, ma con tempi di ben altro spessore, 53”98 e 54”04 (rispettivamente a 0”05 e 0”11 centesimi dal record mondiale …), entrambi al di sotto del precedente limite olimpico di Berkoff, il quale conclude terzo in 54”78.

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Tewksbury incredulo dopo l’oro di Barcellona ’92 – da:gettyimages.it

Tewsbury non può saperlo, ma la sua resta l’ultima medaglia d’oro olimpica a tutt’oggi conquistata da un nuotatore canadese in campo maschile, mentre nel settore femminile è toccato alla 16enne Penny Oleksiak rinverdire un tale successo sui m.100sl ai recenti Giochi di Rio de Janeiro ’16, mentre a lui tocca l’onore, il giorno dopo, di porre fine alla sua straordinaria carriera lanciando, con un 54”09 a dorso in prima frazione, la staffetta della 4×100 mista canadese al bronzo prendendosi la rivincita sul quartetto tedesco, mentre gli Stati Uniti fanno loro il gradino più alto del podio con Rouse – ad esatta replica di quanto successe a Berkoff quattro anni prima – a masticare amarissimo avendo abbassato il proprio limite assoluto sino a 53”86, un primato che resterà imbattuto per ben 7 anni.

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Il podio di Barcellona ’92 – da:collectionscanada.gc.com

Fin qui, uno dei tanti racconti di Sport a cui vi abbiamo abituato da oltre tre anni a questa parte, se non fosse che, a distanza di 6 anni, a metà dicembre ’98 presso il “Bad Times Theatre” di Toronto, Tewksbury non ammetta pubblicamente la propria omosessualità, riferendo altresì di aver lottato per anni per tenere nascosto il proprio orientamento.

Questo in quanto, una volta parlatone in famiglia, i suoi genitori si misero a piangere, una reazione che lo fece sentire a disagio nel divulgare – dato anche il prestigio raggiunto nel Paese – la propria sessualità, cosa poi superata proprio grazie al mutato atteggiamento dei genitori, che hanno iniziato a sostenerlo nel suo percorso, così da divenire, viceversa, sfruttando la sua popolarità, uno dei paladini a favore dei diritti degli atleti gay, tanto da presiedere, nel 2006 a Montreal in Canada, il Comitato organizzatore dei primi “World Outgames”, alla cui cerimonia inaugurale legge, assieme alla celebre tennista Martina Navratilova, la “Dichiarazione di Montreal sui diritti umani di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali”, approvata pochi giorni prima.

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Tewksbury e Navratilova ai World Outgames ’06 – da:wikipedia.org

Una scelta coraggiosa, peraltro oramai non nuova nel mondo dello Sport, da parte di un personaggio che, sotto questo punto di vista, tantissimo ha dato alla gloria del proprio Paese, con il legittimo orgoglio di chi, come lui, ha tatuata sul petto, vicino al cuore, la classica foglia d’acero, simbolo del Canada tanto da essere rappresentata sulla propria bandiera …

 

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