LE REGATE D’ORO DI ALESSANDRA SENSINI A SYDNEY 2000

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Alessandra Sensini in azione – da gettyimages.com

articolo di Nicola Pucci

Già medaglia di bronzo quattro anni prima ad Atlanta, dove a batterla furono Lee Lai-Shan, rappresennate di Hong Kong, e Barbara Kendall, campionessa in provenienza dalla Nuova Zelanda che fu a sua volta oro a Barcellona nel 1992, alle Olimpiadi di Sydney del 2000 Alessandra Sensini apre la prima giornata di regate della classe mistral ottenendo due piazzamenti, terza e prima, che le consentono di stazionare già in seconda posizione alle spalle della tedesca Amelie Lux, tanto abile e competitiva da risultare prima e seconda.

La teutonica, piccola e minuta, e di sette anni più giovane dell’azzurra, è in lizza per le medaglie, al pari proprio della Kendall, dell’americana Butler, della francese Vidal e della Lai-Shan, che mira a confermare il successo olimpico del 1996.

La Lux è decisamente in forma smagliante, se è vero che è la migliore anche nella terza prova, che fa registrare un’eccellente rimonta delle Sensini, terza alle spalle anche della Kendall, così come nella quarta regata, con le due dirette avversarie che stavolta invertono le posizioni, il che consente alla Sensini di avanzare in classifica al secondo posto.

Sono in programma undici regate, con la possibilità di scartare i due risultati peggiori, ma già dopo quattro prove Lux, Sensini e Kendall sembrano ben decise a giocarsi tra loro le medaglie, con le altre contendenti destinate a competere per le posizioni di rincalzo.

Il quarto giorno di gare il vento consente di effettuare due regate, e per la Sensini, 30enne di Grosseto nel pieno dalla maturità agonistica e che si avvicinò alla tavola da surf all’età di 12 anni grazie alla sorella, è l’ora di cominciare a recuperare terreno, vincendo la quinta prova e classificandosi poi quarta alle spalle della Kendall, della Lux e della cinese Zhang, piazzamento che potrà scartare in virtù di una costanza di rendimento decisiva per l’assegnazione della vittoria finale.

Il giorno dopo, 21 settembre, la Sensini sferra un attacco deciso al primato, conquistando un primo ed un secondo posto, riducendo il distacco dalla Lux ad un solo punto, 17 a 18, con la Kendall che è in terza posizione con 22 punti.

Si decide tutto nelle ultime tre regate, con la bonaccia a favorire la tedesca e il vento fresco ad avvantaggiare la Sensini e la Kendall, che si impongono l’una nella nona regata, l’altra nella decima, con la Lux sempre seconda e con la sfida a tre che si risolverà proprio all’ultima prova.

E qui la Sensini disegna la prestazione perfetta. Scappa subito con la Lux, ma si trova a dover rincorrere la rivale tedesca quando cala il vento in poppa. Recupera di bolina, passa in testa e lo sprint vincente per compiere gli ultimi cento metri di un percorso di 6,5 miglia vale all’azzurra la vittoria della regata, l’aggancio in testa alla classifica con 15 punti e la medaglia d’oro per il maggiro numero di regate vinte, 5 a 3.

E’ la prima medaglia d’oro al femminile della vela italiana alle Olimpiadi, e a distanza di 48 anni, cioè da quando Agostino Straulino e Nicolò Rode vinsero nella classe star, il tricolore binco-rosso-verde torna sul pennone più alto dei Giochi. Grazie ad Alessandra Sensini, semplicemente la più grande surfista della storia italiana: andrà a medaglia, infatti, anche ad Atene nel 2004 e a Pechino nel 2008. Ma di questo parleremo un’altra volta.

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