DAN O’BRIEN, IL RE DEL DECATHLON VITTIMA DEI TRIALS OLIMPICI

20150717-4-obrien
Dan O’Brien ad Atlanta ’96 – da:dailysports.com

Articolo di Giovanni Manenti

Il Decathlon è, tra le specialità dell’Atletica Leggera che hanno luogo tra pista e pedane all’interno di un impianto, quella che riceve la minor visibilità a livello mediatico, non potendo – per ovvie ragioni, visto sia per il fatto che si svolge in due giornate che per la lunghezza delle dieci prove – trovare spazio nell’ambito dei più importanti meeting della “Diamond League”, così da toccare il picco della notorietà solo in occasione delle grandi Manifestazioni internazionali, siano essi Campionati Europei, Mondiali od Olimpiadi.

Anche in questo caso, però, svolgendosi le gare nell’arco dell’intera giornata, le prove in programma al mattino attirano pochi spettatori, visto che coincidono con le qualificazioni delle altre specialità, mentre nel programma pomeridiano e serale, detta competizione multipla rischia di essere soverchiata dalle sfide in pista e nei concorsi, sicuramente di maggiore attrattiva per il pubblico.

Ecco allora che, per ottenere la debita attenzione da parte dei media, occorre che la più faticosa delle prove multiple possa vantare un personaggio tale da attirare su di sé le luci della ribalta, un qualcosa che in epoca recente è iniziato ai Giochi di Montreal ’76 con l’ampia copertura da parte delle Tv Usa dell’impresa di Bruce Jenner, che alle Olimpiadi canadesi abbinò la medaglia d’oro con il miglioramento del proprio record mondiale, fissandolo ad 8.634 punti.

L’inizio degli anni ’80 vedono poi il Decathlon raggiungere l’apice della popolarità grazie alle epiche sfide a suon di primati assoluti tra il tedesco occidentale Jurgen Hingsen ed il britannico Daley Thompson, con quest’ultimo ad avere sempre la meglio sul rivale nelle grandi Manifestazioni, superandolo sia ai primi Campionati Mondiali di Helsinki ‘83 così come agli Europei di Atene ’82 e Stoccarda ’86, nonché ai Giochi di Los Angeles ’84 dove bissa l’oro di quattro anni prima a Mosca ’80 (dove Hingsen era assente per il noto boicottaggio …), primo atleta a riuscire in tale impresa dai tempi dell’americano Bob Mathias, capace di primeggiare nelle edizioni di Londra ’48 ed Helsinki ’52.

E proprio in occasione dei Giochi californiani, la dura battaglia tra Thompson e tre agguerriti rappresentanti tedeschi (oltre ad Hingsen sono della partita anche Sigfried Wentz e Guido Kratschmer …) fa sì che il britannico, per imporsi, giunga a stabilire con 8.847 punti un primato mondiale che, a fine decennio, ancora resiste, visto che ai Mondiali di Roma ’87 ad imporsi è il tedesco orientale Torsten Voss con 8.680 punti, mentre l’anno seguente, in occasione dei Giochi di Seul ’88, ne sono sufficienti appena 8.488 all’atro tedesco orientale Cristian Schenk per avere la meglio proprio sul citato connazionale.

I Campionati Europei di Spalato ’90 vedono salire sul gradino più alto del podio il francese Christian Plaziat, che con 8.574 punti realizza altresì il suo “Personal Best” in carriera, tanto da confermarsi, per il secondo anno consecutivo, al primo posto del Ranking Mondiale stilato dalla prestigiosa rivista americana “Track & Field News”, in entrambe le stagioni precedendo l’americano Dave Johnson, a propria volta vincitore per due anni di seguito del titolo AAU, con 8.549 ed 8.600 punti, rispettivamente.

Ma, nella Classifica di fine anno ’90, spunta al quarto posto il 24enne Dan O’Brien, secondo ai Campionati nazionali alle spalle di Johnson e che, ai successivi Campionati di metà giugno ’91 – validi anche quale selezione per i Mondiali di Tokyo di fine agosto – si impone con 8.844 punti, a soli tre punti dal record mondiale di Thompson, risultato peraltro non omologabile in quanto aiutato da un vento oltre la norma.

Aiuto ventoso a parte, è quella l’occasione in cui O’Brien dimostra di possedere tutte le carte in regola per assurgere al ruolo di leader indiscusso della specialità, ciò di cui i media americani hanno un irrefrenabile bisogno, anche per creare una rivalità con Johnson – che si piazza al secondo posto con 8.467 punti – in vista, oltre che della Rassegna Iridata, dell’appuntamento olimpico di Barcellona ’92.

Curiosa storia, quella di O’Brien, nato il 18 luglio 1966 a Portland, nell’Oregon, da padre afroamericano e madre finlandese, adottato all’età di due anni da una famiglia di origini irlandesi, per poi frequentare la “Henley High School” dove dimostra il suo eclettismo in campo sportivo, eccellendo sia nelle gare di atletica così come nel Basket e nel Baseball.

E’ al liceo che il giovane Dan inizia a prendere confidenza con il Decathlon, piazzandosi quarto ai Campionati Usa Juniores ’84, prima di iscriversi alla “University of Idaho” a Moscow ed iniziare un percorso di studi alquanto tormentato che lo porta ad abbandonare detto ateneo per iscriversi allo “Spokane Falls Community College”, per poi far ritorno nel 1988 alla sua prima scelta e potersi laureare.

Ciò comporta un triennio in cui O’Brien non gareggia in alcuna principale manifestazione universitaria, per poi riemergere nell’anno delle Olimpiadi di Seul dove tenta anche la carta della selezione agli “Olympic Trials” di Indianapolis, dovendo però abbandonare la competizione già alla seconda prova, infortunandosi nel corso del salto in lungo.

Con un suo miglior risultato di 7.891 punti, l’anno seguente O’Brien si affida alle cure dei tecnici Mike Keller per quanto riguarda le gare in pista e Rick Sloan per i concorsi, incrementando il proprio personale a 7.987 punti per poi superare per la prima volta “quota 8.000” nel ’90, con una miglior prestazione di 8.483 punti ottenuta a Norwalk il 13 giugno.

Al suo primo, importante appuntamento internazionale ai citati Mondiali di Tokyo ’91, il confronto tra O’Brien ed i migliori specialisti del pianeta si rivela quanto mai impietoso per questi ultimi, vista la netta superiorità dimostrata dal 25enne dell’Oregon, il quale prende la testa della Classifica sin dalle prime due prove – dove realizza i migliori risultati tra tutti i concorrenti con 10”41 sui 100 metri e m.7,90 nel lungo – per poi non farsi più raggiungere, risultando il migliore anche sui m.400 (46”53), m.110hs (13”94) e salto con l’asta (m.5,20), così da concludere a quota 8.812 punti – record dei Campionati ed Usa, migliorando, in questo caso, il già ricordato primato di 8.634 punti realizzato da Jenner a Montreal ’76 – infliggendo distacchi siderali al canadese Mike Smith, argento a quota 8.549, nonché al Campione olimpico di Seul Schenk, che deve accontentarsi del bronzo con 8.394 punti.

Facile immaginare quanta e quale sia l’attenzione nel Paese dello zio Sam rivolta a questo nuovo “Super Eroe” dell’Atletica Leggera in vista dell’appuntamento a cinque cerchi di Barcellona ’92, creando anche un dualismo ad arte con il connazionale Dave Johnson – peraltro abbastanza improbabile, visto che quest’ultimo aveva concluso non meglio che 21esimo la prova iridata, a causa di una defaillance nel salto con l’asta, dove aveva fallito tutte e tre le prove a sua disposizione – in uno sketch pubblicitario promosso dalla Reebok dal titolo quanto mai emblematico di “Dan & Dave” …

maxresdefault
Dan O’Brien e Dave Johnson – da:youtube.com 

E, che O’Brien fosse in condizione di attaccare il record mondiale lo dimostra nella prima giornata dei Trials olimpici (validi anche come Campionati nazionali AAU …) che si svolgono il 26 e 27 luglio ’92 a New Orleans, conclusa con un totale di 4.698 punti, oltre 500 di vantaggio su Johnson e superiore ai 4.602 con cui aveva completato le prime cinque prove alla Rassegna iridata di Tokyo un anno prima.

Una media mantenuta anche nelle prime due gare della seconda giornata, dove se il 14”23 sui m.110hs peggiora il 13”94 realizzato ai Mondiali, i m.47,78 raggiunti nel Lancio del Disco migliorano i m.47,20 raggiunti in Giappone, prima che avvenga il patatrac, una delle più clamorose sorprese della centenaria storia delle selezioni olimpiche americane.

Accade, difatti, con un’imperdonabile leggerezza considerando che, bene o male, si stava giocando la selezione per le Olimpiadi, che O’Brien decida di entrare in gara nel Salto con l’Asta alla quota di m.4,80 – pienamente alla sua portata vantando un “Personal Best” di m.5,20 – quando una maggior prudenza avrebbe consigliato di “fare la misura” ad un livello minore, fatto sta che fallisce tutte e tre le prove a sua disposizione e, con uno “zero” in tale casella, si ritrova in un batter d’ali da primo ad undicesimo …!!

849552364-1024x1024
O’Brien nel Salto in Alto ai fatidici Trials ’92 – da:gettyimages.fr 

Si potrà discutere quanto si vuole sulla “dura legge dei Trials” – non sono pochi a chiedere che il risultato degli stessi valga solo per i primi due lasciando alla Federazione ampia libertà di scelta per il terzo atleta da selezionare – ma tale proposta non è mai stata approvata e così il favorito numero uno alla medaglia d’oro di Barcellona è costretto a fare il tifo per il proprio connazionale Johnson, che, nel frattempo, si era aggiudicato il suo quarto titolo AAU con 8.649 punti.

Punteggio che, ironia della sorte, sarebbe stato sufficiente al decatleta americano per conquistare l’oro a Barcellona qualora egli fosse stato in grado di ripetersi su tali standard, visto che a salire sul gradino più alto del podio è il cecoslovacco Robert Zmelik con 8.611 punti, mentre Johnson deve accontentarsi della medaglia di bronzo, superato anche (8.412 punti ad 8.309) dal beniamino di casa Antonio Penalver, pagando dazio soprattutto nelle ultime due prove del Lancio del Giavellotto e dei m.1500 piani.

RUN-DAN O'BRIEN
La grinta di O’Brien nel giorno del record mondiale – da:gettyimages.it

Che la medaglia d’oro di Zmelik sia una sorta di “grazia ricevuta” se ne ha la conferma ad un mese esatto di distanza dalla prova olimpica, allorché il 5 settembre ’92 a Talence, in Francia, O’Brien sfoga tutta la propria frustrazione cancellando dall’albo dei record gli 8.847 punti di Thompson che resistevano da 8 anni, sfiorando “quota 8.900” fermandosi ad 8.891, frutto delle seguenti singole prestazioni: 10”43 sui m.100 – m.8,09 nel Lungo – m.16,69 nel Peso – m.2,07 nell’Alto – 48”51 sui m.400 – 13”98 sui m.110hs – m.48,56 nel Disco – m.5,00 nell’Asta – m.62,58 nel Giavellotto e 4’42”10 sui m.1500, un primato che, a propria volta, resisterà per 7 lunghi anni

E, per fortuna, se per raggiungere la “Gloria Olimpica” occorre attendere un quanto mai interminabile quadriennio, la modifica, da parte della IAAF, di calendarizzare i Campionati Mondiali ogni due anni consente ad O’Brien – che aveva perso il vertice del ranking Mondiale raggiunto nel ’91 a beneficio di Zmelik proprio per l’assenza ai Giochi catalani – di ribadire la propria indiscussa superiorità sul resto degli specialisti delle prove multiple.

Difatti, oltre a tre consecutivi titoli AAU nel 1993 (8.331 punti), ’94 (8.707) e ’95 (8.682), O’Brien ha modo di replicare il titolo iridato di Tokyo ’91 affermandosi nell’edizione di Stoccarda ’93 ritoccando di 5 punti, raggiungendo quota 8.817, il proprio record dei Campionati, nonostante la buona opposizione del bielorusso Eduard Hamalainen – giunto secondo a quota 8.724, penalizzato da una prima giornata che lo aveva visto staccato di 214 punti dal fuoriclasse americano – per poi imporsi anche ai “Goodwill Games” di San Pietroburgo ’94 con 8.715 punti, sua miglior prestazione stagionale.

756174015-1024x1024
Dan O’Brien sui m.110hs ai Mondiali di Stoccarda ’93 – da:gettyimages.co.uk

Confermato il proprio ruolo di dominatore della specialità anche ai Mondiali di Goteborg ’95, che O’Brien si aggiudica con un per lui tranquillo totale di 8.695 punti, precedendo ancora Hamalainen, così da collezionare un tris di titoli iridati consecutivi – un’impresa eguagliata nelle tre successive edizioni dal ceco Tomas Dvorak – e la sua veste di numero uno al mondo certificata da “Track & Field News” che lo pone al vertice della specialità dal 1993 al ’95, resta ora solamente da sfatare il tabù olimpico per il quale, alla soglia dei 30 anni, l’edizione di Atlanta ’96 potrebbe essere l’ultima opportunità da cogliere.

Con Dave Johnson, oramai 33enne, in chiaro declino, in campo nazionale stanno emergendo le figure di Steve Fritz e Chris Huffins, che agli “Olympic Trials” svoltisi il 21 e 22 giugno ‘96 nello stesso impianto del “Centennial Olympic Stadium” di Atlanta che da lì a poco più di un mese avrebbe ospitato i Giochi, realizzano rispettivamente 8.636 ed 8.546 punti, tali da farli considerare più che validi outsider nella corsa al podio olimpico, mentre O’Brien stavolta non commette errore, facendo suo il quinto titolo nazionale AAU con 8.726 punti.

Sulla pista e pedane dello Stadio della Capitale della Georgia, O’Brien non vuole correre rischi, chiudendo al comando la prima giornata grazie alle buone prestazioni nel Salto in Alto (m.2,07) e soprattutto sui m.400, corsi in 46”82, per poi affrontare il secondo blocco di gare con un più che soddisfacente 13”87 sugli ostacoli e m.48,78 nel Lancio del Disco, per poi poter controllare i suoi avversari con i 5 metri valicati nel Salto con l’Asta ed i m.66.90 raggiunti nel Lancio del Giavellotto – tutte prestazioni migliori, salvo l’asta a pari punteggio, rispetto al record mondiale del settembre ’92 – e quindi fallire l’assalto al record olimpico di Thompson ed al proprio primato mondiale, per colpa del suo “tallone d’Achille” costituito dalla prova conclusiva sui 1500 metri che, coperti in 4’45”89, lo portano ad un totale di 8.824 punti, che rappresenta pur sempre la sua seconda miglior prestazione “All Time”, infliggendo un distacco di oltre 100 punti al giovane tedesco Frank Busemann, appena 21enne, mentre il ceco Dvorak soffia per soli 20 punti (8.664 ad 8.644) la medaglia di bronzo a Steve Fritz che, nell’occasione, realizza il suo “Personal Best” in carriera, così come si comporta onorevolmente anche il terzo americano Huffins, che completa le sue fatiche con 8.300 punti che gli valgono la decima posizione.

576629618-1024x1024.jpg
Dan O’Brien alle Olimpiadi di Atlanta ’96 -da:gettyimages.co.uk

Toltosi dalla coscienza il peso dell’errore commesso ai Trials di New Orleans, O’Brien inizia a fare i conti con una serie di acciacchi fisici che una tale attività pressoché normalmente comporta, saltando l’intera stagione 1997 per una frattura da stress per poi riproporsi alla quarta (e penultima …) edizione dei “Goodwill Games” di New York ’98, dove conquista ancora una volta il gradino più alto del podio con 8.755 punti – che  rappresentano il record della manifestazione – con il connazionale Huffins ed ancora Dvorak alle piazze d’onore.

E’ questo il “canto del cigno” per O’Brien, che rappresenta comunque la sua undicesima vittoria consecutiva ad ogni gara a cui ha partecipato a far tempo dagli infausti Trials del 1992, il quale tenta un improbabile ritorno alle competizioni in vista delle selezioni per i Giochi di Sydney 2000, alle quali deve però rinunciare a causa di un infortunio alla pianta del piede sinistro patito in allenamento, fallendo così la sfida con Dvorak che, nel frattempo, aveva migliorato il suo record mondiale, portandolo a sfiorare “quota 9.000” con gli 8.994 punti realizzati a Praga il 4 luglio ’99.

Ogni primato è fatto per essere superato, ma è indubbio come l’autentico protagonista della prima metà degli anni ’90 sia stato proprio O’Brien che – al di là del record mondiale, oro olimpico ed i tre titoli iridati – ha avuto il grandissimo merito di risvegliare la specialità del Decathlon nel proprio Paese, in grado dopo di lui di sfornare atleti capaci di conquistare la medaglia d’oro ai Mondiali quali Tom Pappas, Bryan Clay e Trey Hardee, sino alla stella di Ashton Eaton, bicampione iridato a Mosca ’13 e Pechino ’15, così come due volte Campione Olimpico ai Giochi di Londra ’12 e Rio de Janeiro ’16, il quale toglie ad O’Brien il primato Usa con 9.039 punti stabilito ai Trials di Eugene ’92, altresì record mondiale, poi migliorato dallo stesso Eaton con 9.045 punti alla Rassegna iridata di Pechino ’15.

E questa, ci sia consentita, è la più bella eredità che un Campione può lasciare …

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...