BILLY PAPKE, IL “TEDESCO” CHE VINSE IL MONDIALE DEI MEDI E MORI’ SUICIDA

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Billy Papke contro Stnley Ketchel – da boxing.com

articolo di Nicola Pucci

Ricordando le gesta pugilistiche dell’“assassino del MichiganStanley Ketchel, che merita il posto a lui riservato tra i più grandi pesi medi della storia, avevamo qualche tempo fa raccontato delle quattro sfide che lo videro opposto al “tedescoBilly Papke.

Già, proprio Papke, l’eroe della nostra storia di oggi, tedesco di origine in quanto figlio di immigrati germanici che a fine Ottocento si trasferiscono a Spring Valley, nell’Illinois, dove William Herman, appunto detto Billy, nasce il 17 settembre 1886. Il ragazzo cresce, bene, a dar di pugni e se c’è un talento che diventa il suo marchio di fabbrica, quello è una velocità talmente fuori dall’ordinario nel portare i colpi da meritarsi l’appellativo di “fulmine dell’Illinois“.

Papke è il prototipo del tedesco di stampo ariano (mi sia concesso il termine), alto, biondo, occhi azzurri e bello da esser bocconcino prelibato per le ragazze che hanno la ventura di frequentarlo. Si dice che sia un amante della bella vita, e con quel popò di fisico ne avrebbe pure ben donde, ma sul ring dismette i panni di Adone per vestire quelli più appropriati di combattente che fa di potenza, velocità e furia agonistica le armi con cui abbatte i rivali.

Tra i campioni della categoria delle 160 libbre Papke diventa ben presto uno dei candidati più autorevoli, ed è qui che il suo destino si incrocia con quello di Ketchel. Che è il numero uno dell’epoca e, come vedremo poi, col “tedesco” condividerà non solo gli incontri sul ring, così come l’anno e il mese di nascita, ma anche una tragica e precoce fine. Ketchel e Papke se le danno di santa ragione per quattro volte, ma se al primo approccio (9 giugno 1908, Milwaukee) Stanley vince ai punti in 10 riprese, per la rivincita (7 settembre 1908, Vernon) Billy ha in serbo una scorrettezza destinata ad entrare nella leggenda della boxe, colpendo il rivale con un gancio alla gola all’atto dello scambio dei saluti prima dell’inizio del match. Ketchel riesce comunque a combattere per poi arrendersi alla 12esima ripresa, non prima di aver conosciuto più volte l’onta del tappeto. Qualche settimana ancora (26 novembre 1908, Colma) e i due si incontrano una terza volta, con Ketchel a massacrare Papke che cede il titolo di campione del mondo e se ne torna a casa portando in volto i segni della battaglia tanto da non venir riconosciuto dalla moglie! Il 5 luglio 1909, sempre a Colma, andrà in scena il quarto ed ultimo atto di una fiera rivalità, risolta ai punti in 20 round a favore ancora di Ketchel che, dopo aver chiuso sul 3-1 gli scontri diretti, morirà l’anno dopo assassinato con una fucilata alle spalle per un’assurda lite mai del tutto chiarita.

Papke, che si ritiene a questo punto il legittimo depositario della cintura dei pesi medi, e dopo aver vinto in Francia una sfida epica con l’irlandese Willie Lewis che ha come teatro il Cirque de Paris, torna in America, convinto di poter agevolmente difendere il titolo. Ma gli avversari hanno poco rispetto del blasone del “tedesco“, che cede ai punti in 20 riprese a Johnny “Ciclone” Thompson (11 febbraio 1911, in Australia a Sydney) e poi, una volta che quest’ultimo è passato ai mediomassimi, il 22 febbraio 1912 a Sacramento a Frank Mantell, per k.o.t. alla 16esima ripresa di un match serrato.

Nondimeno, a Mantell non viene riconosciuta la vittoria come valida per il titolo iridato ed allora Papke, ancora il numero 1 della categoria, se ne torna di là dall’Atlantico, sempre in Francia, per battere prima Marcel Moreau, e poi, il 23 ottobre 1912 nel solito scenario del Cirque de Paris, il temibilissimo Georges Carpentier, che davanti al pubblico che impazzisce per lui si arrende solo al 17esimo round all’incalzare di Billy.

La carriera da campione del mondo di Papke, tuttavia, volge al termine (chiuderà con un curriculum di 42 vittorie, 7 pareggi e 13 sconfitte) e, dopo aver difeso il titolo contro Geo Bernard, incrocia i guantoni con Frank Klaus, l'”orso di Pittsburgh“, pure lui di origine tedesca. La sfida, programmata il 5 marzo 1913 a Parigi, mette l’uno di fronte all’altro due pugili che non fanno mistero di odiarsi, e quel che ne viene fuori è un combattimento di rara violenza, tra i più eccitanti della storia della categoria, che si risolve al 15esimo round quando Papke, reo di aver colpito Klaus al basso ventre con un pugno micidiale, viene squalificato, perdendo incontro e titolo mondiale.

Il resto è solo tragedia, e se Ketchel morì assassinato, il “tedesco“, in una folle sera del 26 novembre 1936, uccide la moglie con un colpo di rivoltella, togliendosi a sua volta poco dopo la vita. Uniti per sempre, Billy e Stanley, nella gloria pugilistica così come nell’orrore della fine.

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