ROGER MILLA, L’AMBASCIATORE SENZA ETA’ DEL CALCIO AFRICANO

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Roger Milla ad Italia ’90 – da:starsandstripesfc.com

Articolo di Giovanni Manenti

Presenza della Nazionale egiziana ai Mondiali di Italia ’34 a parte – e che comunque si comportò in modo più che onorevole, uscendo al primo turno sconfitta 2-4 dall’Ungheria dopo aver chiuso il primo tempo sul 2-2 – occorre rifarsi all’edizione di Messico ’70 per ritrovare un Paese africano alle Fasi finali della rassegna iridata, Continente che poi, grazie sia all’allargamento delle partecipanti che alla politica di Blatter tesa all’accaparramento di voti per la propria conferma a Presidente della FIFA, ha visto il proprio contingente aumentare progressivamente sino alle cinque squadre attualmente iscritte.

E se nel 1970 il Marocco, grazie al pareggio per 1-1 con la Bulgaria, conquista il primo punto nella Storia della Coppa Rimet per l’Africa, quattro anni dopo lo Zaire dimostra come sia ancora elevato il “gap” rispetto al calcio più evoluto degli altri Continenti, con tre desolanti sconfitte, con zero reti all’attivo, prima che, nell’edizione di Argentina ’78, tocchi alla Tunisia fare un’ottima figura, superando per 3-1 il Messico ed imponendo il pari a reti bianche nientemeno che ai Campioni del Mondo in carica tedeschi, uscendo a testa alta al termine del girone eliminatorio solo per una sconfitta di misura (0-1) contro la Polonia.

Tale buona prestazione, unitamente all’allargamento da 16 a 24 squadre delle finaliste, determina che, a partire dall’edizione di Spagna ’82, siano due le compagini africane a potersi qualificare per le Fasi finali del Mondiale, con Algeria e Camerun a fare la loro ottima figura, con i secondi ad essere eliminati da imbattuti ed i primi a sfiorare la clamorosa impresa di accedere al secondo turno dopo aver sorprendentemente sconfitto per 2-1 la Germania, evento che, viceversa, si registra quattro anni dopo in Messico allorché, con l’instaurazione degli Ottavi di Finale, il Marocco si aggiudica addirittura il proprio Girone che comprende squadre del calibro di Inghilterra, Polonia e Portogallo, per poi essere eliminato dalla Germania in virtù di una rete di Matthaus a 2’ dal termine.

Ecco che i tempi sono maturi affinché una formazione del Continente Nero possa aspirare ad un posto nell’elite del Calcio mondiale, raggiungendo almeno i Quarti di Finale che significa stare tra le prime 8 squadre del Pianeta, evento che, puntualmente, si verifica per la prima volta ad Italia ’90 grazie al Camerun ed al suo indiscusso leader, nonché protagonista della nostra storia odierna, vale a dire il centravanti Roger Milla.

Gli esordi e l’affermazione in patriaRoger Milla, il cui vero nome all’anagrafe è Albert Roger Mooh Miller, nasce il 20 maggio 1952 ad Yaoundé, Capitale del Camerun, e, dopo aver debuttato appena 17enne nelle file dell’Eclair Douala, si trasferisce ai più celebri Léopards della medesima città, con la cui maglia inizia a farsi valere quale prolifico attaccante, contribuendo – con 25 e 20 reti rispettivamente – alla conquista, nel 1972 e ’73, degli unici due titoli nazionali di tale Club, dal quale approda nell’estate ’75 al Tonnerre Yaoundé con un “biglietto da visita” di 89 reti in 116 gare di Campionato.

Nei tre anni vissuti con la formazione della Capitale, Milla – oltre a confermare le proprie doti realizzative, mettendo a segno 69 reti in 87 incontri di Campionato – conquista un trofeo internazionale, sfuggitogli con i Léopards, eliminati in Semifinale della Coppa dei Campioni d’Africa ’73, aggiudicandosi la Coppa delle Coppe africana ’75 superando nella doppia Finale (1-0 e 4-1) la formazione ivoriana della Stella Club d’Adjamé, per poi sfiorare il bis l’anno seguente, dovendo stavolta soccombere all’atto conclusivo (1-4 e 1-0) di fronte ai nigeriani della Shooting Stars di Ibadan.

L’avventura francese ed i primi successi con la Nazionale – Per Milla, oramai 25enne e con oltre 160 reti all’attivo in patria – nonché insignito del “Pallone d’Oro africano” 1976 dopo essere giunto secondo l’anno precedente alle spalle del marocchino Ahmed Faras – giunge il momento di uscire dai confini nazionali per vivere l’esperienza all’estero e la destinazione non può che essere la Francia, ideale approdo per i calciatori africani vista la padronanza della lingua per i numerosi Paesi ex Colonie transalpine, il che ne favorisce il relativo inserimento.

Prima tappa al Valenciennes, che anche grazie alle sue 6 reti in 28 presenze evita di un soffio la retrocessione in Division 2 e consentono a Milla di accasarsi al Monaco dove peraltro, chiuso in attacco dal trio composto da Christian Dalger, Albert Emon e Delio Onnis, le sue presenze si limitano a sole 17 apparizioni in Campionato con appena 2 reti realizzate, pur fornendo il proprio contributo alla conquista della Coupe de France ‘80, superando 3-1 l’Orleans nella Finale in cui subentra al 55’ sul punteggio di 2-1 per i monegaschi.

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Milla al Monaco con la Coupe de France 1980 – da:pinterest.com

Un sodalizio che non può chiaramente durare, ed ecco che nell’estate seguente Milla approda alla formazione corsa del Bastia, trasferimento grazie al quale ha l’occasione di bissare il successo nella Coppa nazionale, di cui è assoluto protagonista con ben 8 reti messe a segno, ivi compresa la doppietta con cui, negli Ottavi di Finale, elimina proprio quel Monaco che non ha creduto nelle sue qualità, per poi, nel turno successivo, risultare decisivo nell’impresa con cui il Bastia ribalta lo 0-3 dell’andata a Martigues, dando il la alla rimonta con la rete d’apertura al 17’ ed il punto del 3-0 al 63’ nel 5-0 definitivo, e quindi porre il sigillo nella vittoria per 2-1 in Finale contro il Saint-Etienne.

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Roger Milla solleva la Coupe de France 1981 – da:poteaux-carres.com

Tale successo consente a Milla di mettere il suo marchio anche nelle Competizioni Europee a livello di Club, realizzando tre reti nella Coppa delle Coppe ’82, stagione che si rivela comunque fondamentale per l’apporto fornito alla sua Nazionale, risultando determinante – con una rete sia all’andata che al ritorno – nella sfida decisiva contro il Marocco del novembre ’81 che qualifica per la prima volta il Camerun alle Fasi Finali del Mondiale, in programma in Spagna, ed in cui il Camerun è inserito nel Gruppo 1, assieme ad Italia, Polonia e Perù.

Anno particolarmente curioso, il 1982, per il Camerun ed il suo centravanti, in quanto – essendo in programma, dal 5 al 19 marzo in Libia anche la Coppa d’Africa per Nazioni – in entrambe le occasioni la formazione dei “Leoni indomabili” viene eliminata nel Girone eliminatorio, da imbattuta e con gli stessi identici punteggi (due 0-0 ed un 1-1), e, cosa ancor più singolare, in entrambe le circostanze l’unica rete è realizzata dallo stesso giocatore, Gregoire M’Bida, altresì coetaneo di Milla.

Le due stagioni successive vedono Milla fondamentale nella salvezza del Bastia nel 1983 – quart’ultimo con 32 punti, uno solo in più del Tours, poi sconfitto nello spareggio con il Nimes – grazie alle 13 reti realizzate (suo massimo in carriera in Division 1 francese …) per poi conquistare il titolo di Campione d’Africa nell’edizione ’84 disputatasi in Costa d’Avorio, in cui va a segno nel 2-0 del Camerun contro i padroni di casa, grazie alla vittoria per 3-1 in Finale contro la Nigeria.

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Il Camerun festeggia il successo in Coppa d’Africa ’84 – da:arabic.sport360.com

Il declino, le delusioni e la rinascita, sia in Francia che con la Nazionale – La riconoscenza, purtroppo, non fa parte del mondo del Calcio, ed una stagione sotto tono al Bastia (la quarta con il Club corso …) è sufficiente per non vedersi confermato dalla Dirigenza a fine torneo ’84, adducendo a parziale giustificazione di tale decisione i continui viaggi in Camerun per rispondere alle chiamate della Nazionale, dichiarazione che fa infuriare il 32enne attaccante, il quale se ne esce con un “vengo giudicato solo dalle apparenze, la verità è che i grandi Club non credono nelle mie qualità …!!”, accettando l’offerta del prestigioso Saint-Etienne, nel frattempo scivolato in Division 2.

Le due stagioni con “les Verts” contribuiscono a ridare il sorriso a Milla, anche se le sue 22 reti nel 1985 non sono sufficienti a garantirne il ritorno nell’elite del calcio francese, traguardo viceversa raggiunto l’anno seguente, non sappiamo quanto sufficiente a lenire due grosse delusioni a livello di Nazionale, costituite dalla mancata qualificazione ai Mondiali di Messico ’86 (sconfitta 1-4 ed 1-1 dallo Zambia al secondo turno) e dalla beffa nella Coppa d’Africa ’86 disputata a marzo in Egitto, dove trascina letteralmente il Camerun sino alla Finale andando a segno in tutte e quattro le gare disputate – tra cui il fondamentale punto dell’1-1 all’89’ contro il Marocco e l’unica rete che decide la semifinale contro la Costa d’Avorio – prima dell’atto conclusivo contro i padroni d casa egiziani, che si conclude sullo 0-0 per poi vedere questi ultimi prevalere 5-4 ai calci di rigore.

Non confermato al Saint-Etienne promosso in Division 1, nell’estate ’86 a 34 anni, Milla accetta l’offerta del Montpellier prendendosi una ghiotta rivincita proprio su quel Bastia che lo aveva scaricato, contribuendo con le sue 18 reti alla Promozione in Division 1 – nel mentre il Club corso conclude non meglio che quinto ad 11 punti di distacco – per poi vivere con la Società occitana le sue due ultime stagioni ai vertici del calcio francese che vedono i blu-arancioni concludere in un’eccellente terza posizione nel 1988 da neopromossi ed al nono posto il Campionato successivo.

Nel frattempo, Milla era tornato sul trono d’Africa nell’edizione ’88 della Coppa per Nazioni, disputata a marzo in Marocco, in cui mette a segno le uniche due reti del Camerun nel Girone eliminatorio (1-0 all’Egitto ed 1-1 contro la Nigeria), per poi non saltare neppure un minuto delle successive sfide contro i padroni di casa in semifinale ed ancora la Nigeria in Finale, entrambe concluse sul risultato di 1-0 a favore dei “Leoni indomabili”, prestazioni che gli valgono il secondo posto a fine anno nella Classifica del “Pallone d’Oro africano”, alle spalle dello zambiano Kalusha Bwalya.

La straordinaria avventura di Italia ‘90 – Il secondo trionfo in Coppa d’Africa fa sì che Milla decida di lasciare la Nazionale, con tanto di partita d’addio disputatasi il 2 gennaio 1989 allo “Stade Omnisports” della Capitale Yaoundé davanti ad oltre 100mila spettatori, per poi, una volta giunto a scadenza di contratto con il Montpellier, scegliersi il suo “buen retiro” nell’isola di Reunion, nell’Oceano Indiano, dove veste la maglia del Club più titolato, vale a dire il JS Saint-Pierroise, con cui, manco a dirlo, vince il titolo nazionale nel 1990.

Tutto si sarebbe atteso, il buon Roger, tranne il fatto che il Presidente della Federazione camerunese convincesse il Selezionatore sovietico Valery Nepomnyashchy ad inserirlo nella lista dei 22 convocati per il Mondiale di Italia ’90, edizione alla quale il Camerun si era qualificato mettendo in mostra le doti realizzative di François Omam-Biyik, a propria volta tesserato per un Club francese, il Laval.

Relegato in panchina nel match d’esordio contro i Campioni del Mondo in carica dell’Argentina, Milla assiste alla prima impresa dei “Leoni Indomabili”, allorché è proprio lo stesso Omam-Biyik, a metà ripresa, a mettere a segno l’unica rete che decide l’incontro, per poi toccare a lui la ribalta allorché, nella seconda gara del Girone, contro una Romania che all’esordio aveva regolato 2-0 l’Unione Sovietica, mette a segno la doppietta che stende i balcanici.

Entrato in campo al 58’ sul punteggio ancora inchiodato sullo 0-0 di partenza, Milla mette a frutto tutta la sua esperienza, andando a contrastare un incerto Andone su di un rilancio dalla propria metà campo, così da avere la meglio nel conquistare la sfera e, senza porre tempo in mezzo, scagliarla di precisione alle spalle del portiere avversario per il punto dell’1-0 a meno di un quarto d’ora dal termine, rete festeggiata con una sua personale danza (la “Makossa”) davanti alla bandierina del calcio d’angolo, un’immagine che resta uno dei simboli dell’edizione italiana della rassegna iridata.

ITA: World Cup 1990 - Cameroon v Colombia
La celebre “Mokassa” di Roger Milla – da.sportmedia.mk

Anche perché non resta fine a se stessa, dato che a 4’ dal termine il 38enne attaccante concede il bis, grazie ad un inserimento in area sulla destra, con cui supera in velocità lo stranito Andone e scaraventa alle spalle di Lung una cannonata di destro assolutamente imparabile, rendendo vana la successiva rete della bandiera di Balint all’88’, il che consente al Camerun – si badi bene, sinora imbattuto in una Fase finale del Mondiale – di garantirsi l’accesso agli Ottavi con un turno di anticipo.

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La rete del raddoppio di Milla contro la Romania – da:gettyimages.it

Imbattibilità che la compagine africana perde all’ultima gara – un pesante 0-4 contro l’Unione Sovietica che però non modifica la situazione del Girone, con il Camerun primo davanti a Romania ed Argentina e sovietici eliminati – dovendosi ora spostare a Napoli per il match ad eliminazione diretta contro la Colombia di Francisco Maturana, in programma il 23 giugno ’90.

Data che resterà “storica” per la Nazionale del Camerun, con il tecnico Nepomnyashchy a giocarsi anche stavolta la “carta Milla” ad inizio ripresa, facendolo entrare al 54’ al posto di Mfede, ma la gara necessita dei prolungamenti non avendo alcuna delle due formazioni sbloccato il risultato di partenza, così come al termine del primo tempo supplementare.

Ma è all’inizio del secondo che Milla “entra nella leggenda, conquistando palla sul lato sinistro dell’area di rigore avversaria, per poi superare con una agilità e naturalezza imbarazzante un difensore sudamericano prima di freddare con un sinistro chirurgico l’estroso portiere colombiano René Higuita e quindi avviarsi alla bandierina per la sua oramai divenuta classica danza.

Higuita che paga a caro prezzo la sua esuberanza, allorché, appena 2’ dopo, raccolta una palla vagante nella sua trequarti di campo, la scambia con il compagno Perea per poi avventurarsi in un dribbling proprio ai danni di Milla, il quale non aspetta altro per soffiargli la sfera e depositarla nella porta oramai sguarnita, con i 50mila presenti allo Stadio San Paolo a dedicargli un’autentica ovazione nel mentre svolge il consueto rituale presso la bandierina.

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Milla va a depositare la palla del 2-0 contro la Colombia – da:gettyimages.fr

Prima squadra africana a qualificarsi ai Quarti di finale di un Mondiale, nonché miglior piazzamento della propria storia nella rassegna iridata, il Camerun sfiora la grande impresa ancora al San Paolo contro l’Inghilterra, ribaltando l’iniziale vantaggio di Platt e quindi sognare un clamoroso accesso alla semifinale, prima che il sogno venga infranto da una doppietta di Lineker, grazie a due calci di rigore dal medesimo trasformati, a 7’ dal termine ed all’ultimo minuto del primo tempo supplementare per il 3-2 definitivo che conclude la straordinaria esperienza italiana di Milla, il quale conclude al terzo posto con 4 reti nella Classifica Cannonieri della Manifestazione e raccoglie un plebiscito a fine anno, quando viene per la seconda volta insignito (a 14 anni di distanza …!!) del “Pallone d’Oro africano con ben 209 voti rispetto ai 64 dell’algerino El-Ouazzani.

Un finale di carriera da record – non ci vuole certo molto ad immaginare come in patria Milla sia oramai considerato un idolo, circostanza che lo invoglia a prolungare la carriera tornando per quattro anni a vestire la maglia del Tonnerre Yaoundé, lasciato 12 anni prima per emigrare in Francia, senza perdere il “vizio del goal”, tanto che in quattro anni ne realizza ben 89 in 117 gare di Campionato, così da convincere il tecnico francese Henri Michel ad inserirlo, a dispetto degli oramai 42 anni, tra i 22 selezionati anche per i Mondiali di Usa ’94, sua terza partecipazione.

Un’edizione da incubo, quella americana per i “Leoni Indomabili” che non fanno certo onore al proprio soprannome, i quali, dopo aver sfiorato la vittoria all’esordio (2-2 contro la Svezia) ed aver subito una netta sconfitta per 0-3 contro i futuri Campioni del Brasile, crollano di fronte alla Russia, venendo sconfitti con un umiliante 1-6 in un match che passa alla storia per due ordini di motivi, vale a dire la “cinquina” dell’attaccante Oleg Salenko – unico ad aver realizzato tale exploit in una Fase finale di un Mondiale – e l’età di Milla, che a 42 anni e 38 giorni, è tuttora il giocatore più anziano ad essere andato a segno in tale Manifestazione, nel mentre il record di anzianità per essere sceso in campo gli è stato soffiato ai recenti Mondiali brasiliani dal portiere colombiano Faryd Mondragon, allorché il 24 giugno ’14 viene mandato a sostituire il titolare Ospina a 5’ dal termine della sfida contro il Giappone, all’età di 43 anni e 3 giorni.

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Roger Milla ed Oleg salenko dopo Russia-Camerun ad Usa ’94 – da:eurosport.fr

Il 4 dicembre ’94, Milla veste per l’ultima volta i colori della sua Nazionale, disputando tutti i 90’ di un match amichevole a Johannesburg contro il Sudafrica, potendo vantare un totale di 77 presenze, con 43 reti all’attivo, secondo nella “Graduatoria All-Time” dietro a Samuel Eto’o, autore di 56 centri, ma con una media (0,56 a 0,47) superiore rispetto all’attaccante di Barcellona ed Inter, mentre a livello di Club, attacca le scarpette al chiodo dopo un paio di stagioni in Indonesia, accasandosi al Pelita Jaya di Giakarta ed al Putra Samarinda, concludendo una impareggiabile carriera quanto a gare di Campionato, con qualcosa come 413 reti nelle 747 occasioni in cui è sceso in campo.

Nessun stupore, pertanto, se l’ex tennista francese Yannick Noah, poi divenuto cantante, dedica a Milla ed ai “Leoni Indomabili” il brano “Saga Africa” (1991), così come del fatto che il rapper francese di origine senegalese MHD (abbreviazione di Mohamed Sylla) componga un singolo intitolato “Roger Milla”, nel cui videoclip si vede l’attaccante camerunese ballare la celebre Makossa, un titolo poi replicato anche dal cantante congolese Pépé Kalle, a palese dimostrazione di come le imprese di Roger abbiano esulato dal confine del proprio Paese per abbracciare l’intero Continente Africano.

E non può esservi altresì alcun dubbio sul fatto che Roger Milla abbia ricoperto a pieno diritto il più autentico ruolo di “Ambasciatore del calcio africano” in ogni angolo del Pianeta …

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