BOBBY RIGGS, “IL MAIALE SCIOVINISTA” CHE VINSE WIMBLEDON NEL 1939

Bobby_Riggs_3
Bobby Riggs – da biografieonline.it

articolo di Nicola Pucci

Maiale sciovinista” (“the chauvinist pig” in inglese). Soprannome quanto meno originale, per un vecchio vincitore del torneo di Wimbledon, ma è pur vero che queste due etichette niente hanno a che vedere con quella che è stata la sua carriera tennistica, in buona parte dimenticata al giorno d’oggi.

Bobby Riggs, in effetti, è ricordato quasi esclusivamente per esser l’uomo che partecipò alla “battaglia dei sessi“, sfidando nel 1973 prima Margaret Court, poi Billie-Jean King. Per l’occasione Riggs fu chiamato “Macho” dalla stampa, e seppur avesse ormai più di 55 anni, si riteneva capace di battere le migliori giocatrici del circuito, portatore neanche troppo sano di propositi stravaganti e provocatori sulla superiorità degli uomini sulle donne. Fu lui stesso a coniare quel “maiale sciovinista” ed ebbe l’ardire di ritenersi il primo tra questi.

Ma Riggs, nato il 25 febbraio 1918 a Los Angeles, è stato un fior di tennista, in gioventù, prendendo le prime lezioni a 12 anni ed assurgendo agli onori della cronaca già 16enne, nel 1934, quando si toglie lo sfizio di battere Frank Shields, non certo uno qualunque bensì il finalista degli US Open 1930 e di Wimbledon 1931. Nel 1937 è già il quarto giocatore americano e proprio agli US Open, accreditato della terza testa di serie, si spinge fino alle semifinali, portandosi avanti due set contro il barone Gottfried Von Cramm, campione tra i più affermati dell’epoca, prima di arrendersi alla furiosa rimonta del tedesco. Un anno ancora, e siamo nel 1938, Riggs è protagonista della finale di Coppa Davis con l’Australia, quando, ben spalleggiato da Don Budge, porta in dote una vittoria fondamentale con Adrian Quist che vale l’insalatiera d’argento per gli Stati Uniti.

Il 1939 è l’anno d’oro della carriera di Riggs. Budge, numero 1 del mondo, passa professionista liberando il campo, e Riggs pennella un percorso quasi perfetto nei tre Slam a cui prende parte. Al Roland-Garros, tanto per cominciare, si arrampica in finale arrendendosi solo all’altro americano Donald McNeill che lo batte in tre set, 7-5 6-0 6-3. A Wimbledon, continuando, conquista il titolo in singolare lasciando un set agli ottavi a Ronnie Shayes, demolendo l’indiano Ghaus Mohammed ai quarti e lo yugoslavo Franjo Puncec in semifinale, venendo a capo di Elwood Cooke, testa di serie numero 1, all’atto decisivo, in cinque set serrati, 2-6 8-6 3-6 6-3 6-2, aggiungendo pure le vittorie in doppio, con Cooke, e in doppio misto, associato ad Alice Marble. Agli US Open, per concludere, ormai confortato dello status di nuovo numero 1 del mondo, si fa trascinare al quarto set dal filippino Felicisimo Ampon al primo turno e da Joseph Hunt in semifinale, dominando poi gli altri rivali che provano a sbarrargli il passo, tra questi anche lo sfidante in finale, Welby Van Horn, che se ne esce sconfitto con l’inequivocabile 6-4 6-2 6-4. L’inciampo in finale di Coppa Davis contro la solita Australia, battuto stavolta da Quist che si prende la rivincita dell’anno prima vincendo in cinque set il match del 2-2, a cui fa seguito la vittoria risolutiva di John Bromwich contro Frank Parker, solo in parte getta un’ombra su una stagione con i fiocchi.

Piccolo di statura ma agilissimo e dotato di un tocco di palla raffinato, Riggs non sempre sul campo pare ossessionato dall’importanza dell’evento, in questo assolutamente fedele a quelli che sono i principi del dilettantismo in un momento in cui molti tennisti virano verso il professionismo. Nondimeno, per motivarsi, in alcune circostanze scommette su se stesso nel corso delle partite e si racconta che puntando sulla sua tripletta a Wimbledon nel 1939 abbia accumulato una discreta fortuna! Ed il pubblico londinese sembra averlo visto decisamente di buon umore in quelle calde settimane di luglio.

Un altro paio di anni da amatore, con due finali ancora agli US Open, nel 1940 quando cede in cinque set a McNeill e l’anno dopo quando coglie un secondo successo a spese di Frank Kovacs, e poi Riggs, pure lui, cede alle sirene del professionismo che lo accolgono a braccia aperte a partire del 1942. Qui ritrova l’amico/rivale Budge, con cui compete in tre finali agli US Pro Tennis Championships, 1946, 1947, 1949, vincendo e al contempo venendo proclamato campione del mondo, dovendo poi soccombere all’incedere del tempo e all’avanzata di nuove reclute, quali Jack Kramer e Pancho Gonzales, che agli inizi degli anni Cinquanta occupano la scena. Riggs appende la racchetta al chiodo dedicandosi alla promozione e all’organizzazione di eventi pro, in questo ben presto scavalcato ancora da Kramer, quando il fuoriclasse di Las Vegas decide di organizzare il tennis professionista in prima persona. E di Riggs, di lì in avanti, si perdono le tracce.

Fino a quando, oltre vent’anni dopo, nel 1973 Bobby opta per un rientro sorprendente e spettacolare. I movimenti femministi sono in piena lotta per l’emancipazione del gentil sesso, aborto e parità dei diritti sono l’oggetto del contendere, e Riggs, a cui non manca certo il senso del gesto ad effetto e armato di una dose massiccia di provocazione, in presenza della stampa lancia la sua sfida alla campionessa del tennis in gonnella, l’australiana Margaret Court che porta in dote ben 24 titoli dello Slam in singolare, record a tutt’oggi imbattuto. Riggs, astutamente per far cassetta e comunque dare visibilità al tennis, gioca il ruolo del “macho” antipatico, deliberatamente a sminuire la donna, e il 13 maggio, nel “giorno della mamma“, a Ramona in California, surclassa l’impreparata Court, attaccata a suon di pallonetti e smorzate ed infine costretta ad arrendersi in due rapidi set, 6-2 6-1.

riggs king
La King e Riggs – da youtube.com

Riggs non si ferma qui. “Voglio incontrare Billie-Jean King, voglio battere la paladina del movimento di emancipazione femminile” dichiara una volta uscito dal campo. E la King, prima scelta di Riggs ma che in precedenza si era rifiutata di affrontare il “maiale sciovinista“, stavolta accetta, consapevole che la sfida possa avare un’enorme cassa di risonanza, non solo a livello nazionale. In effetto la King sta conducendo al punto più alto la battaglia per la parità dei sessi nel tennis, avendo già operato in funzione dei primi tornei femminili professionistici e puntando all’equivalenza dei premi in denaro. In più, è la prima sportiva di alto livello internazionale ad aver pubblicamente ammesso la propria omosessualità. Insomma, ce n’è abbastanza perchè il match Riggs-King non sia solo “la battaglia dei sessi“, ma un vero e proprio evento di grande impatto mediatico.

Billie-Jean King ha 29 anni ed è nel pieno della sua carriera, Riggs ha 55 anni ma, forte delle vittoria con la Court, vuol concedere il bis. E come ogni spettacolo di matrice americana, il successo dell’evento è assicurato, ancor più se Rosie Casal, compagna di doppio della King, risponde da par suo affermando che Riggs “è un vecchio che cammina come un’anatra, senza vedere e sentire, ed è pure idiota!“. Il 20 settembre 1973 lo Houston Astrodome è occupato da 30.472 appassionati che, assieme agli oltre 50 milioni di telespettatori, altro non attendono che vedere un uomo e una donna che se le danno, tennisticamente parlando, di santa ragione. Riggs si presenta all’incontro in un caddy spinto da una donna, la King, per non esser da meno, è seduta su una portantina che ovviamente pesa sulle spalle di alcuni uomini. 100.000 dollari sono messi in palio per il vincitore, o la vincitrice, del match ed in definitiva, senza troppa storia, la King si impone in tre comodi set, 6-4 6-3 6-3.

Per essere un maiale sciovinista, ha fatto decisamente molto per la nostra causa” dichiara Rosie Casal a giochi fatti, aggiungendo che “dovremo sempre essergli riconoscenti, ha dato un grande contributo al movimento femminista“. Sì, forse, probabilmente, ma non dimentichiamo che Bobby Riggs è pur sempre un campione di Wimbledon. Mica un tennista e uno sbruffone qualunque.

Ah, dimenticavo… dopo quel match Riggs e la King sono rimasti buonissimi amici per tutta la vita. Semplice coincidenza od è stata tutta una memorabile messa in scena?

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...