LUDOVICO SCARFIOTTI, L’ULTIMO ITALIANO IN TRIONFO A MONZA

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Ludovico Scarfiotti a Monza nel 1966 – da formulapassion.it

articolo tratto da Cavalieri del rischio

Pilota italiano originario di Torino, figlio di uno dei fondatori della Fiat e proprietario di una fabbrica di cemento, il giovane Ludovico Scarfiotti si appassionò fin dai subito ai motori, arrivando al debutto assoluto con una Fiat 1100 elaborata con cui vinse la 1000 miglia di categoria nel 1954, ma fu con la Osca 1100 che colse un’incredibile serie di vittorie: la Bologna-San Luca, la Aosta-Gran San Bernardo e la coppa Cimino, diventando inoltre campione italiano per due anni consecutivi nel turismo.

Nel 1959, con la Osca 1500 svettò nelle corse in salita, prestazioni che gli valsero l’abitacolo di una Ferrari per la 1000 km di Buenos Aires e del Nurburgring, mentre l’anno successivo con la Ferrari della scuderia Sant’Ambrogio ebbe la meglio sulle Porsche e vinse il titolo europeo delle corse in salita, per poi giungere a definitiva consacrazione il 25 marzo del 1963 con il trionfo alla 12 ore di Sebring in coppia con John Surtees.

Forte di un talento innato e dell’appoggio del cugino Gianni Agnelli debuttò in Formula 1 al gran premio d’Olanda del 1963 alla guida della Ferrari, orfana di Mairesse: in prova si classificò undicesimo a quattro secondi dal poleman Jim Clark, mentre in gara fu sesto al traguardo, conquistando subito il primo punto in carriera. Ma un incidente in prova nella successiva gara in Francia, a Reims, lo obbligò a qualche mese di riposo e tornò l’anno seguente, quando vinse la mille Km del Nurburgring e arrivò secondo al Mosport e terzo a Reims, facendo seguire nel 1965 un’altra serie strepitosa di vittorie in salita e nel Gt.

L’impegno in Formula 1 fu tuttavia sempre sporadico, disputò infatti, sempre con la Ferrari, il gran premio d’Italia del 1964 (fu nono al traguardo), mentre due anni più tardi, dopo un ritiro in Germania, si presentò al gran premio di Monza, 4 settembre 1966: con la sua Ferrari, davanti a 100 mila persone si guadagnò la prima fila accanto al compagno di scuderia Parkes, vincendo poi la gara al termine di una memorabile battaglia con Bandini e Parkes. A quel punto Scarfiotti era convinto di avere un posto garantito, ma Enzo Ferrari non lo confermò, pertanto continuò a correre a gettone con la Eagle disputando alcune gare anche con la Cooper, ottenendo un sesto posto in Olanda come migliore risultato.

Grand Prix of Italy
Un primo piano di Scarfiotti – da pinterest.com

Nel 1968 iniziò a correre con regolarità nel mondiale di Formula 1 alla guida della Cooper e contemporaneamente accettò un ingaggio per le gare di durata e salita con la Porsche poi, l’8 giugno 1968, in una gara nei pressi di Rossfeld, in Germania, uscì di strada venendo sbalzato a metri di distanza. Le cause non furono mai chiarite anche se è ipotizzabile la rottura del piantone dello sterzo costruito per motivi di peso in duralluminio; purtroppo Scarfiotti non sopravvisse all’impatto, venne sepolto al Cimitero monumentale di Torino e rimane a tutt’oggi l’ultimo pilota italiano ad aver vinto il Gran Premio d’Italia. E questo grazie allo stesso Enzo Ferrari che in quel magico giorno di Monza 1966, desiderando un successo tricolore, volle che il compagno di scuderia Parkes non lo ostacolasse. La parola del “Drake“, d’altra parte, valeva più del Vangelo.

per questo articolo grazie a Simone per la collaborazione

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