COPPA DELLE COPPE 1989, REAL MADRID-CASERTA E QUEL MATCH INDIMENTICABILE

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Petrovic e Oscar – da pinterest.com

articolo di Nicola Pucci

Quella che sto per raccontarvi è una storia di basket tra le più appassionanti che si ricordino. Ebbe come teatro lo Stadio della Pace e dell’Amicizia del Pireo di Atene, andò in scena il 14 marzo 1989, valeva per la Coppa delle Coppe e regalò l’immortalità cestistica, caso mai ancora non l’avessero guadagnata, a due mostri sacri della palla a spicchi, Drazen Petrovic ed Oscar Schmidt, fuoriclasse delle due squadre contendenti, Real Madrid e Juvecaserta.

Premessa. Caserta è ormai da qualche anno una delle realtà più importanti della pallacanestro tricolore. L’arrivo in panchina di Franco Marcelletti, che ha preso il posto di Bogdan Tanjevic, e l’innesto in squadra del fuoriclasse brasiliano, Oscar appunto, accanto alla crescita di giovani prodotti del vivaio come Nando Gentile e Vincenzo Esposito, ha garantito il salto di qualità ad una formazione approdata alla massima serie nel 1983, proprio sotto la guida del tecnico jugoslavo. Caserta ha giocato, e perso, la finale scudetto del 1986 con Milano, replicata l’anno dopo, e ha giocato, ed ancora perso, la finale di Coppa Korac, sempre nel magico anno 1986, contro Roma. Staziona ormai nei quartieri alti della classifica del campionato italiano e nel 1988, battendo Varese 113-100 in una sfida serrata, decisa al supplementare con 31 punti di Oscar e 29 di Gentile, ha infine colto il primo trionfo della sua storia, la Coppa Italia. E il PalaMaggiò, casa dei bianconeri, è pronta ad infiammarsi di nuovo per la stagione a venire, 1988/1989, anno in cui i campani intendono recitare da protagonisti.

Ad onor del vero in campionato le cose non vanno come vorrebbero, con il sesto posto in stagione regolare e l’eliminazione all’ultimo respiro, 94-93 alla bella, ai quarti play-off con la Virtus Bologna, e la sconfitta in finale di Coppa Italia contro lo stesso avversario, e con risultato maledettamente simile, 96-93, il 6 aprile, dopo un tempo supplementare. Ma nel frattempo c’è da onorare anche la presenza europea in Coppa delle Coppe, e lì, la squadra di Marcelletti, denuncia una sicurezza confortante.

Si comincia con la doppia vittoria contro i bulgari del CSKA Sofia al primo impegno, 84-74 e 103-80, per poi vedersi catapultare nel girone A a quattro con Real Madrid, Hapoel Galil e Cholet che promuove le prime due squadre alle semifinali incrociate con le promosse del girone B. Caserta perde le due sfide con gli spagnoli, nettamente in trasferta (109-92) e di un soffio al PalaMaggiò (95-94), vince le due gare con gli israeliani ed infine, all’ultima partita, si assicura il passaggio del turno battendo Cholet 80-70, rimediando alla sconfitta subita all’andata in Francia, 85-76.

E qui, al penultimo atto, Caserta si trova opposta a quel meraviglioso baluardo che risponde al nome di Arvydas Sabonis, “lo zar“. Si gioca andata e ritorno e in Lituania, che all’epoca ancora è Urss, i bianconeri rischiano il tracollo, andando sotto di -24 prima di operare la rimonta che consente loro di chiudere la sfida con un passivo recuperabile in casa, 86-80. Cosa che puntualmente accade nella bolgia del PalaMaggiò, pieno all’inverosimile e rigurgitante quella passione come solo il Sud Italia sa sprigionare, grazie soprattutto alla maiuscola prova del bulgaro Georgi Glouchkov che si prende il lusso di annullare, sotto i tabelloni, lo strapotere di Sabonis. Finisce 98-84 e per Caserta la finale è una splendida realtà.

14 marzo 1989, dunque. Atene. E qui si scrive una pagina epica di storia cestistica. Caserta trova sulla sua strada il Real Madrid di Drazen Petrovic, “il Mozart dei canestri“, che in semifinale ha sconfitto il suo passato, ovvero il Cibona Zagabria, con una doppia vittoria, 92-91 e 119-97. E se lo jugoslavo, indiscutibilmente il giocatore più forte d’Europa che di lì a qualche mese andrà a far conoscere il suo smisurato talento di là dall’Atlantico nel pianeta NBA, pennella un match memorbile, altrettanto fa il suo dirimpettaio in maglia bianconera, il “carioca” Oscar Schmidt, librando un duello all’ultimo canestro destinato all’immortalità. Ci sono 12.000 spettatori assiepati in tribuna, ad Atene, e la “torcida” casertana vale l’impeto dei realisti, che inseguono il secondo titolo in Coppa delle Coppe dopo quello vinto nel 1984 contro Milano, 82-81 nella finale di Ostenda.

Il Real Madrid è una potenza cestistica, vincitore della Coppa Korac l’anno precedente proprio contro il Cibona di Petrovic, e si garantisce qualche aiutino di troppo da parte dell’ineffabile Zdravko Kurilic, supportato dal più imparziale Kostas Rigas, comandando le operazioni, con Petrovic che segna da qualsiasi angolo del campo ed in qualsiasi condizione di tiro. Al termine saranno ben 62 punti (12/14 da due, 8/16 da tre e 14/15 ai liberi), record assoluto per una finale europea, ma Caserta ha grinta da vendere ed è in partita con Oscar che a sua volta mette a referto 44 punti. Madrid allunga sul 26-17 dopo soli sei minuti di gioco, trascinata anche dalle prestazioni impeccabili di Biriukov e Rogers (rispettivamente 20 e 14 punti) e in virtù di un’efficace fluidità di gioco, ma Caserta non si arrende, Glouchkov sotto canestro limita Fernando Martin segnando 13 punti e strappando 11 rimbalzi e Gentile a sua volta colpisce con precisione chirurgica (alla fine saranno 34 punti per lui), spalleggiato da Dell’Agnello che firma la doppia doppia con 18 punti e 12 rimbalzi. Al 13esimo minuto i bianconeri mettono la testa avanti, 34-33, ma Petrovic è immarcabile e all’intervallo il punteggio, altissimo, è fissato sul 60-57 per il Real Madrid.

La sfida tra Petrovic e Oscar si incendia ancor più nel secondo tempo, se lo slavo colpisce in entrata, il brasiliano risponde mitragliando dalla lunga distanza. Il Real Madrid fa corsa di testa, con il contributo sostanziale di Fernando Romay, abilissimo nel gioco sporco, portandosi avanti sul 85-73 al 28esimo minuto, massimo vantaggio, ma Marcelletti ordina una zona 3-2 aggressiva e la mossa sortisce gli effetti sperati. L’attacco spagnolo si inceppa, Caserta si riporta sul 91-89 e i cinque minuti finali sono pirotecnici. Petrovic, Oscar e Gentile segnano a ripetizione, e con 18 secondi ancora da giocare, sul punteggio di 102-99 per il Real Madrid, il brasiliano infila da otto metri in faccia a Cargol la bomba che firma il pareggio. Il tempo supplementare si profila all’orizzonte ma proprio Petrovic, stratosferico fino a quel momento, perde un pallone capitale: Gentile ha tra le mani il tiro della vittoria ma sbaglia, complice anche un probabile fallo di Biriukov non sanzionato dagli arbitri, ed allora una gara fin lì palpitante, emozionante come poche altre ed assolutamente indimenticabile, si decide nei cinque minuti aggiuntivi.

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La festa del Real Madrid – da apuestasbaloncesto.com.es

Qui Petrovic torna a recitare da Mozart del basket segnando 11 punti, Oscar esce per raggiunto limite di falli, così come Gentile, Esposito e Glouchkov, e infine il Real Madrid, con il punteggio di 117-113, si porta a casa la Coppa delle Coppe, spengendo il sogno di una Caserta che non può certo consolarsi con l’onore della armi. A chiusura di un confronto che vide due campioni fronteggiarsi a suon di canestri, e che ancor oggi chi vi ha assistito non può fare a meno di soffrir di nostalgia.

 

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