LONDRA ’48, QUANDO LA GINNASTICA E’ DOMINATA DAL TEAM FINLANDESE

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Il team finlandese campione olimpico a Londra ’48 – da tamperelainen.fi

articolo di Giovanni Manenti

Nel paragonare una nazione ad uno sport olimpico in particolare, se si pensa alla Finlandia non si può non accostarla all’atletica leggera, e con valide pezze d’appoggio, laddove si consideri che delle 303 medaglie vinte ai Giochi estivi, ben 114 giungono dalla “Regina di tutte le discipline”, una percentuale che aumenta qualora ci si riferisca ai soli ori, che vedono gli atleti scandinavi conquistarne ben 48 sui 100 complessivi, una media che sfiora il 50%.

E’ una tradizione che fa leva sul “Periodo d’oro” degli anni ’20 quando, capitanata da un oramai anziano Hannes Kolehmainen (comunque vincitore della Maratona ad Anversa ’20), la formazione finlandese aveva in Paavo Nurmi e Ville Ritola le proprie punte di diamante, contribuendo al medagliere con 16 medaglie nel 1920, 17 a Parigi ’24 ed altre 14 ad Amsterdam ’28, per poi essere rinverdita negli anni ’70 grazie alle imprese di Lasse Viren e Pekka Vasala, mentre una specialità in cui i finnici si sono sempre fatti valere è quella del lancio del giavellotto.

Tutta questa premessa per introdurre una variante storica, andata in scena nella prima Edizione dei Giochi del Secondo Dopoguerra, a Londra ’48, quando la Finlandia presenta un’altra fortissima squadra, ma dominatrice di un altro Sport, vale a dire la Ginnastica, conquistando, in una sola volta, ben 10 delle 25 medaglie complessivamente vinte in tale disciplina, ed addirittura salendo per sei volte sul gradino più alto del podio rispetto agli otto ori raccolti in totale.

E’ indubbio che l’assenza degli atleti sovietici – i quali partecipano per la prima volta ai Giochi a far tempo dalla successiva Edizione di Helsinki ’52 – nonché delle rappresentative di Germania e Giappone, unitamente al fatto che il Paese scandinavo ha subito minori conseguenze dall’evento bellico rispetto ad altre Nazioni, favorisce una tale impresa, ma non si può comunque negare che già nel periodo intercorso tra le due guerre i ginnasti finlandesi avessero dimostrato il proprio talento.

A cominciare da Heikki Savolainen, una vera icona di detta disciplina, nato a fine settembre 1907, che si presenta a Londra a 20 anni esatti (!!) di distanza dal suo debutto a cinque cerchi avvenuto ad Amsterdam ’28, ed avendo già al proprio attivo sei medaglie, di cui quattro (argento alla sbarra e bronzo alle parallele, nonché nei concorsi generali individuali ed a squadre) conquistate a Los Angeles ’32, un bottino che sarebbe potuto essere ben più pingue qualora non avesse dovuto scontrarsi con la fortissima squadra azzurra capitanata da Romeo Neri.

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Heikki Savolainen – da wikipedia.org

Al suo fianco, unico reduce della formazione che, dodici anni prima, aveva confermato il bronzo nel concorso generale a squadre, Aleksanteri Saarvala, il quale, nell’Edizione berlinese dei Giochi, è il primo ginnasta finlandese a fregiarsi di una medaglia d’oro, conquistata nell’esercizio alla sbarra mettendo in fila tre avversari tedeschi, con Savolainen classificatosi al quinto posto.

Ma, pur se il contributo di esperienza dei due anziani compagni si rivela importante soprattutto per i consigli che riescono a portare ai più giovani componenti il Team finlandese, i protagonisti della rassegna londinese sono i 29enni coetanei – essendo entrambi nati nel 1919 – Paavo Aaltonen e Veikko Huntanen, i quali si trovano a contendere le medaglie del concorso generale individuale alla coppia svizzera formata da Walter Lehmann ed Josef Stalder.

In un’avvincente sfida giocata, come sempre accade nella Ginnastica, sul filo dei decimi di punto, a spuntarla alla fine è Huntanen con 229,7 punti, con Lehmann a soffiare l’argento ad Aaltonen per quella che sarebbe stata una doppietta storica per soli 0,2 decimi (229,0 a 228,8), con il finlandese, peraltro, ad avere a propria volta la meglio su Stalder per il gradino più basso del podio per un solo 0,1 decimo di punto.

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Huntanen agli anelli – da devolenvol.blogspot.it

Una sfida che, ovviamente, si ripresenta per l’assegnazione delle medaglie nel Concorso Generale a squadre, dove è ancora la Finlandia a spuntarla, si pur con un minimo scarto (1358,30 punti a 1356,70), lasciando la terza classificata, l’Ungheria, a debita distanza, avendo i magiari totalizzato appena 1330,85 punti .

E che anche la formazione elvetica sia degna di menzione, lo dimostra l’assegnazione delle medaglie ai vari attrezzi, dove Huntanen deve inchinarsi alla sbarra alla coppia svizzera formata da Stalder (oro con 19,85 punti) e Lehmann (argento con 19,70), accontentandosi del bronzo con 19,60 punti, mentre i 19,65 punti totalizzati alle parallele gli valgono solo l’argento rispetto ai 19,75 dell’altro svizzero Michael Reusch, in una classifica che vede quattro rappresentanti del Paese dei quattro Cantoni ai primi cinque posti.

Sorti del team finnico che vengono risollevate dalla prova del volteggio, dove la lotta per l’oro è una sfida in famiglia tra Aaltonen ed Olavi Rove, con il primo a prevalere di stretta misura (19,55 punti a 19,50), per poi assistere ad un evento sinora mai verificatosi nella storia della ginnastica olimpica.

Avviene, difatti, che nella prova al cavallo con maniglie – senza alcun dubbio la più tecnica delle specialità ginniche – il “trio d’assi” scandinavo formato da Aaltonen, Huntanen ed il “vecchio” Savolainen ottenga lo stesso identico score di 19,35 punti (precedendo gli azzurri Luigi Zanetti e Guido Figone, rispettivamente con 19,15 e 19,10 punti), con ciò vedendosi assegnare tre medaglie d’oro, una circostanza che si ripeterà una sola altra volta nella Storia dei Giochi, curiosamente ancora nel cavallo con maniglie ed a 40 anni esatti di distanza, vale a dire alle Olimpiadi di Seul ’88, quando a dividersi il gradino più alto del podio sono il sovietico Bilozerchev, l’ungherese Borkai ed il bulgaro Geraskov, tutti e tre vicini alla perfezione, avvendo totalizzato 19,950 punti.

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Aaltonen nell’esercizio al cavallo con maniglie – da findagrave.com

Così come era nata, la favola dei ginnasti finlandesi rapidamente si dissolve, stante l’irrompere sulla scena mondiale dei fenomenali atleti sovietici e giapponesi, ciò nondimeno nella successiva Edizione di Helsinki ’52 la formazione scandinava riesce a conquistare il bronzo nel Concorso Generale a Squadre alle spalle di Unione Sovietica e Svizzera, con Savolainen a ricevere la sua nona medaglia olimpica alla veneranda età di 45 (!!) anni, davanti al proprio pubblico – dopo aver ricevuto l’onore di pronunciare il giuramento olimpico durante la Cerimonia di Apertura dei Giochi,  e crediamo che non possa esservi modo migliore per ogni sportivo che si rispetti per concludere la propria carriera ….

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