MARCELLO GUARDUCCI, IL “GRANDE INCOMPIUTO” DEL NUOTO AZZURRO

guarducci17
L’azzurro Marcello Guarducci – da xoom.it

articolo di Giovanni Manenti

Diciamolo in tutta franchezza, non è che le tre Nazioni (quattro con l’aggiunta della ex Jugoslavia) europee che si affacciano sul bacino del Mar Mediterraneo abbiano fatto molto onore a tale loro posizione geografica in campo natatorio, visto che solo da fine anni ’80 Italia, Francia e Spagna hanno iniziato a conquistare con una certa regolarità medaglie a livello olimpico e mondiale – al riguardo non fa testo l’oro del francese Jean Boiteux sui 400sl ai Giochi di Helsinki ’52, trattandosi di un evento del tutto occasionale, così come l’eccezionale biennio Olimpico e Mondiale dell’azzurra Novella Calligaris tra il 1972 ed il ‘73 – con l’unica Manifestazione in cui i rappresentanti di detti Paesi potevano sfidarsi al riparo da “agenti esterni” (intendendosi per tali i nuotatori tedeschi, britannici, sovietici, ungheresi e financo scandinavi) costituita, appunto, dai “Giochi del Mediterraneo”.

E, pur senza scomodare i fenomeni americani ed australiani, anche in campo strettamente continentale non è che le cose in piscina siano mai andate granché bene per tutte le citate Federazioni, visto che all’unico oro dell’azzurro Paolo Pucci sui 100sl ai Campionati Europei di Budapest ’58, la Francia era stata in grado di opporre sporadici successi di Alain Gottavallès sulla medesima distanza (oltre all’oro con la staffetta 4x100sl) quattro anni dopo alla rassegna di Lipsia ’62 e l’acuto di Michel Rousseau, sempre sui 100sl, a Barcellona ’70, con la scena nei due decenni successivi, quasi interamente appartenente ai nuotatori tedeschi di ambo le fazioni, con l’en plein in campo femminile fatto registrare agli Europei di Vienna ’74, edizione in cui le “Walchirie” dell’ex Ddr si aggiudicano 13 prove su 14, con la restante appannaggio della “collega” occidentale Christel Justen sui 100 metri dorso.

In cotanto desolante panorama, in casa azzurra le speranze di riscossa vengono riposte nello stileliberista Marcello Guarducci, nato a Trento l’11 luglio 1956, ma svolgente attività a Roma con il Gruppo Sportivo Carabinieri, arma in cui si arruola appena diplomato, e che diviene il primo nuotatore italiano a raggiungere una certa popolarità a livello nazionale, frutto anche di un indiscusso aspetto fisico che sicuramente gli gioca a favore.

Talento precoce, a 16 e 17 anni Guarducci viene aggregato – quando ancora gareggia per la “Rari Nantes Trento” – alla squadra azzurra quale componente della staffetta 4x100sl sia alle Olimpiadi di Monaco ’72 (fallendo per soli 0”04 centesimi l’accesso alla Finale) che alla prima edizione dei Campionati Mondiali di Belgrado ’73, dove il quartetto azzurro si classifica settimo in 3’36”84 con la magra soddisfazione di precedere la Francia, giunta ottava.

Senza i rappresentanti degli Stati Uniti, Australia e Brasile, la rassegna continentale di Vienna ’74 deve servire a testare i previsti progressi dello stile libero azzurro – il quale, specie in staffetta, può contare su di un quartetto di tutto rispetto – ma l’Italia può solo vantare il malinconico primato di “migliore dei paesi mediterranei”, dovendosi accomodare ai margini del podio con la staffetta 4x100sl dietro alle solite Germania Ovest, Urss e Germania Est, e peggiorando la propria posizione con la 4x200sl, che giunge sesta in mezzo a Francia, quinta, e Spagna, settima.

Una “battaglia tra poveri”, verrebbe da dire, dalla quale Guarducci è però intenzionato ad emergere, mettendo in mostra le sue enormi potenzialità già l’anno successivo in occasione della seconda edizione dei Mondiali, in Colombia, dove, iscritto alla gara individuale sulla più corta distanza (i 50sl entreranno a far parte del programma iridato solo da Madrid ’86), si classifica sesto con il tempo di 52”55 davanti a Pangaro, al quale aveva tolto il record italiano in batteria, nuotando in 52”50.

L’aver piazzato due uomini in Finale – al pari di Stati Uniti e Germania Ovest – consente al quartetto azzurro (composto da Pangaro, Barelli, Zei e Guarducci) di nutrire speranze di podio per la staffetta 4x100sl, speranze poi concretizzatesi con la medaglia di bronzo conquistata con il tempo di 3’31”85 dietro ad Usa e Germania, ma che sarebbero risultate vane se Guarducci non avesse stampato, in ultima frazione, un sensazionale 51”29 (peggiore solo del 51”24 del tedesco Peter Nocke) che gli consente di superare il sovietico Vladimir Bure, argento individuale, e toccare per terzo per appena 0”04 centesimi di differenza.

guarducci18
Il quartetto azzurro della 4x100sl, bronzo ai Mondiali ’75 – da xoom.it

Con queste premesse, ed il fatto di aver fatto suo anche il record dei 200sl in 1’55”80 al meeting di Las Palmas, Guarducci è atteso come logico protagonista ai Giochi del Mediterraneo che si tengono ad Algeri a fine luglio ’75, ed il trentino non tradisce la fiducia in lui riposta, vincendo d’autorità entrambe le prove sui 100 (53”07) e 200sl (1’57”55), per poi portare al successo le staffette 4×100 e 4x200sl, fallendo il “pokerissimo” con la 4×100 mista, dove l’Italia conquista l’argento dietro alla Spagna.

Il nome di Guarducci inizia ad assumere rilevanza ai massimi livelli internazionali ed, avviandosi al compimento dei 20 anni, dopo aver raggiunto la Capitale per allenarsi con il Gruppo Sportivo Carabinieri, i dirigenti federali non nascondono le speranze di medaglie in vista dei prossimi appuntamenti, costituiti dalle Olimpiadi di Montreal ’76, Europei di Jonkoping ’77 e Mondiali di Berlino ’78, per i quali il liberista azzurro appare pronto a raccogliere le relative sfide.

Con la sfortuna che dal programma olimpico viene tolta la prova della staffetta 4x100sl, Guarducci è comunque deciso a ben figurare nella gara individuale dei 100sl, pur dovendosi confrontare con la più forte squadra mai schierata ai Giochi dagli Stati Uniti – e che, difatti, si aggiudica tutte le gare ad eccezione dei 200 rana, vinti dallo scozzese David Wilkie – dando prova di una eccellente condizione di forma allorquando, nelle batterie del mattino del 24 luglio ’76, si aggiudica la propria serie nel nuovo record italiano di 51”57 (e quarto miglior tempo assoluto), per poi migliorarsi ulteriormente nella prima delle due semifinali pomeridiane, chiusa in 51”35 alle spalle dell’americano Jim Montgomery che, con 50”39, abbassa il suo stesso limite mondiale.

Nello staff azzurro si vivono momenti di comprensibile euforia, visto che – irraggiungibile Montgomery a parte – il crono realizzato da Guarducci è il secondo migliore delle semifinali, nonché a soli 0”03 centesimi dal record europeo di 51”32 stabilito dal sovietico Bure l’anno prima ai Mondiali di Cali, ma qui viene fuori il lato negativo di Guarducci, vale a dire una eccessiva emotività che non gli consente di concentrarsi, come sottolinea il Tecnico Bubi Dennerlein quando ricorda che ai bordi della piscina canadese … “Marcello saltava qua e là come un grillo, incapace di stare da solo con se stesso per qualche ora, andando a parlare con tutti, quasi fosse stordito …!!”.

Stato emotivo che, fatalmente, viene pagato il giorno dopo in Finale, da Guarducci nuotata in un 51”70 che gli vale il quinto posto a 0”02 centesimi dal tedesco Steinbach, quarto, ed a 0”39 centesimi dal bronzo conquistato dall’altro tedesco Nocke che, con 51”31, migliora di un solo 0”01 centesimo il citato primato europeo di Bure, non meglio che settimo in 52”03, nella gara in cui Montgomery è il primo uomo al mondo ad abbattere la barriera dei 50” netti, andando a toccare in 49”99.

Nonostante la parziale delusione, le prospettive di Guarducci in vista dei prossimi Campionati Europei di Jonkoping ’77 sono tutt’altro che negative – considerando che, iscritto ai Giochi anche sui 200sl, realizza per due volte al centesimo il record italiano con 1’53”72 sia in batteria (venendo escluso dalla Finale con l’11esimo tempo) che in prima frazione della staffetta 4x200sl – con la speranza di poter finalmente tornare a vedere un azzurro sul gradino più alto del podio, se non addirittura quattro, viste le potenzialità delle staffette.

Ma, ancora una volta, nel momento decisivo viene a mancare al trentino quel “qualcosa” che le sue caratteristiche fisiche e tecniche dovrebbero essere in grado di consentirgli, nuotando i 100sl in 52”11 che gli vale appena il gradino più basso del podio, a soli 0”09 centesimi da Bure, argento, mentre la gara è appannaggio di Nocke, il quale conferma l’oro di tre anni prima a Vienna ’74, andando a toccare in un poco più che discreto 51”55.

Poco ha, viceversa, da rimproverarsi Guarducci sulla doppia distanza, dove conquista una seconda medaglia di bronzo fissando ad 1’52”35 il nuovo limite italiano, mentre Nocke bissa l’oro sui 100sl facendo sua la gara in un appassionante sprint (1’51”72 ad 1’61”77) con il sovietico Andrey Krylov.

guarducci15
Il quartetto azzurro della 4x100sl argento agli Europei ’77 – da xoom.it

Maggior rammarico, al contrario, giunge dall’esito della staffetta 4x100sl – e non per l’ottimo argento conseguito assieme a Pangaro, Revelli e Sinigaglia alle spalle della inarrivabile Germania Ovest – bensì per il riscontro cronometrico di Guarducci, che nuota l’ultima frazione in uno stupefacente 50”37 (quasi mezzo secondo meno di Nocke), a dimostrazione che l’oro nella gara individuale era alla sua portata, cosa della quale si ha ulteriore conferma ai Campionati Italiani di Chiavari, in cui il Campione azzurro, senza pressioni di sorta, stabilisce in 51”25 il nuovo record europeo, 0”30 centesimi in meno del tempo con cui Nocke si era aggiudicato la prova in Svezia.

guarducci19
Guarducci realizza il record europeo sui 100sl – da xoom.it

Una ulteriore dimostrazione delle enormi potenzialità del nuotatore azzurro, nei cui confronti Dennerlein ha parole che ne racchiudono tutto lo sconforto … “che Marcello fosse in grado di ottenere risultati del genere si sapeva da sempre, caso mai ci si chiede come mai non ci sia arrivato a contatto con avversari di maggior prestigio nei giorni che contavano di più …!!”, e la risposta, per il tecnico federale, è sempre la stessa … “Il fatto è che Guarducci ha nove delle cose che servono per essere un grande campione, gli manca la decima, vale a dire la capacità di concentrazione, la freddezza, quell’impalpabile “quid” che fa di un grande atleta un vincitore …”.

Ma, poiché il carattere – come sostiene giustamente Schopenhauer – è immutabile, occorre fare buon viso a cattivo gioco e concentrarsi sull’appuntamento a venire, costituito dalla terza edizione dei Campionati del Mondo, in programma a Berlino a fine agosto ’78, rassegna iridata in cui, con l’Italia a secco di medaglie in corsia, Guarducci resta in ogni caso il leader della spedizione azzurra.

Pur con la limitazione a due atleti per squadra, non riesce a salire sul podio dei 100sl, dovendosi accontentare del quarto posto in 51”71 nella gara in cui – dopo la scontata doppietta americana per le prime due posizioni – il tedesco Steinbach si aggiudica il bronzo togliendo a Guarducci il record europeo con 50”79, mentre raggiunge la sua unica finale in carriera (tra Olimpiadi e Mondiali) sui 200sl, che conclude in un più che onorevole quinto posto, dopo aver migliorato in batteria, con 1’52”23, il proprio record italiano …

Ed anche le staffette fanno il loro dovere, giungendo entrambe quinte sia nella 4x100sl che nella 4x200sl, a dimostrazione che lo stile libero vive comunque un periodo di buon livello nel panorama internazionale rispetto a quanto, al contrario, avviene per le altre specialità, dove il solo pensare ad un azzurro in finale (ci riesce appena Giorgio Lalle, ottavo sui 200 rana a Cali ’75) è, al momento, pura utopia.

Ma, per Guarducci, è alle viste quella che rappresenta la più grande delusione della sua attività agonistica, in quanto, dopo aver nuovamente sbancato i Giochi del Mediterraneo di Spalato ’79 (oro sui 100sl e con le staffette 4x200sl e 4×100 mista e bronzo sui 200sl) ed aver altresì vinto i 100sl alle Universiadi di Città del Messico ’79 (quelle, per capirsi, del 19”72 di Mennea sui 200 metri piani …), ritiene, a 24 anni, di potersi giocare le proprie carte in occasione delle Olimpiadi di Mosca ‘80, data l’assenza, per boicottaggio dei nuotatori Usa e della Germania Ovest.

C’è però un piccolo particolare, vale a dire che il Governo italiano – come sempre pronto a tenere i piedi in due staffe – acconsente alla spedizione azzurra di prendere parte ai Giochi, vietandone però la partecipazione agli atleti che prestano servizio in una qualunque delle Forze Armate, come nel caso di Guarducci, appunto.

Una ingiustizia – dal punto di vista sportivo senza alcun dubbio, ma anche a livello politico – che Guarducci fatica a digerire, tanto più che il tempo di 51”29 con cui lo svedese Per Johansson si aggiudica la medaglia di bronzo sui 100sl poteva essere alla sua portata.

Questa delusione lo condiziona negli anni a venire, ed anche se conclude la carriera nel 1983 con altre quattro medaglie d’oro ai Giochi del Mediterraneo (per una quota di 11 in totale) ed il bronzo nella staffetta 4x200sl ai campionati Europei di Roma ’83, Guarducci non riesce più ad esprimersi sui suoi migliori standard cronometrici, avendo comunque contribuito a rilanciare, nel suo periodo più buio, quel nuoto azzurro che poi avrebbe scalato i vertici europei e mondiali negli anni ’80 con i vari Minervini, Franceschi, Lamberti e Battistelli.

Certo, però, che se avesse avuto anche quell’impalpabile “quid” di Dennerliana memoria

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...