MONDIALI 1991, LA SVOLTA D’ORO DI GIOVANNA TRILLINI

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Giovanna Trillini e le fiorettiste d’oro ai Mondiali del 1991 – da gazzetta.it

articolo di Gabriele Fredianelli

Tutto partì da lì, o quasi. Da Budapest 1991. Lei – allora poco più che ventenne, nella capitale magiara – sarebbe poi diventata una delle regine della scherma di tutti i tempi.

Giovanna Trillini da Jesi, classe 1970, è già più di una promessa in quel mese di giugno, e al collo ha già qualche medaglia che poche altre sono capaci di mettere insieme in una carriera intera. L’argento mondiale individuale dell’anno prima a Lione nel fioretto, abbinato all’oro a squadre, per esempio. E, a squadre, c’erano già stati un bronzo a Sofia nel 1986 e un argento ad Atene nel 1989. A fine carriera saranno complessivamente 19 le medaglie mondiali, di cui 9 d’oro. E questo solo limitandoci al mondo dei grandi. Tra i giovani, Giovanna ha già vinto il campionato del mondo ad Atene nel 1989 e tre volte di fila il campionato italiano, oltre a un oro a squadre alle Universiadi con le compagne Bianchedi, Bortolozzi, Zalaffi e Traversa (il mese dopo Budapest, sarà doppietta per Giovanna a Sheffiled, nell’individuale e con la stessa squadra di due anni prima, uno dei primi dream team in rosa).

Poi, l’estate dopo, verranno Barcellona 1992, le copertine dei giornali, i primi due ori olimpici di una carriera straordinaria per un’atleta capace di mettere insieme, quasi alla pari, tecnica, atletismo e forza di volontà.

Quel 1991 è proprio il crocevia della sua carriera. Nulla sarà più come prima.

La talentuosa allieva di Ezio Triccoli a 15 anni è stata la più giovane campionessa italiana negli assoluti. Quello in terra magiara è il primo trionfo vero, tra le grandi di tutto il mondo. Nel 1990 a Lione Giovanna era finita alle spalle della tedesca Anja Fichtel, che due anni prima a Seul si era portata via i due ori nel fioretto femminile sotto le insegne della Germania Ovest, in un’edizione dei Giochi letteralmente dominata dalle teutoniche: prima la Fichtel, seconda la Bau, terza la Funkenhauser, ovviamente campionesse anche a squadre, davanti all’Italia in cui per motivi di età non c’era ancora la diciassettenne Giovanna (Vaccaroni, Zalaffi, Bortolozzi, Traversa, Gandolfi).

A Budapest però non è una passeggiata per la giovane Trillini. Anzi. Nel girone di qualificazione perde due assalti che gli complicano il passaggio nel tabellone dell’eliminazione diretta. L’abbinamento nel tabellone principale è inevitabilmente pessimo. Gli tocca subito la Fichtel nei trentaduesimi di finale. Ai tempi, il regolamento prevede che si vada al meglio dei tre set da cinque stoccate. La tedesca si impone 5-0 nel primo. L’eliminazione è a un passo. Ma Giovanna ha nella determinazione e nel carattere una delle sue armi in più. Vince il secondo set per 6-5 e poi rifila alla campionessa olimpica in carica un 5-0 in quello decisivo. Ma non è finita. Giovanna esce nel turno successivo contro la sovietica Olga Velichko, già campionessa mondiale due anni prima a Denver, e deve passare attraverso i ripescaggi per proseguire ancora. A quel punto però non manca più un colpo. 5-2, 5-3 alla nizzarda Anne Meygret nei quarti di finale, vittoria in rimonta sulla tedesca Sabine Bau in semifinale (2-5, 5-3, 5-3). La finale contro la rumena Claudia Grigorescu è senza storia, 5-2, 5-0. Le altre italiane arrivano ampiamente sotto il podio: Vaccaroni quinta, Bortolozzi diciassettesima, Zalaffi venticinquesima.

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Giovanna Trillini – da affaritaliani.it

È il primo oro individuale mondiale per la Trillini – grazie al quale arriva anche la Coppa del Mondo – di una lunga serie: ne arriveranno altri due nel ’95 e nel ’97, mentre l’ultimo bronzo sarà addirittura del 2007, a 17 anni di distanza dal primo argento di Lione. Giovanni a Budapest si mette sulla scia delle altre storiche fiorettiste azzurre: Irene Camber, Antonella Ragno, Dorina Vaccaroni.

A quel trionfo individuale, sempre a Budapest, si aggiunge anche l’oro a squadre insieme a Dorina Vaccaroni, Diana Bianchedi, Francesca Bortolozzi e Margherita Zalaffi, fioritura splendida di un’arma come il fioretto femminile che non smetterà più di produrre frutti pregiati fino al giorno d’oggi.

La vittoria a squadre arriva davanti all’Urss e alla Germania (ormai unificata), che arriverà dietro le azzurre anche l’anno dopo ai Giochi di Barcellona, quella che sancirà la salita di Giovanna all’Olimpo delle schermitrici di ogni tempo: portabandiera azzurra ad Atlanta ’96, quinta assoluta nella graduatoria dei tiratori plurimedagliati alle Olimpiadi, dopo gli altri italiani Mangiarotti, Vezzali, Gaudini e l’ungherese Gerevich.

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