TRACY CAULKINS E LA GRANDE SFIDA NEGATA DAL BOICOTTAGGIO

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Tracy Ann Caulkins – da wikipedia.org

articolo di Giovanni Manenti

La storia, per sua stessa natura, è portata ad essere analizzata a posteriori, valutando l’impatto che atteggiamenti e decisioni assunte hanno poi effettivamente avuto nel corso degli eventi che li hanno determinati e, da un punto di vista sportivo, appare evidente l’assurdità – ed, oltretutto, inutilità – dei boicottaggi che, in pieno clima di “Guerra fredda” tra le due superpotenze, hanno dimezzato ed in parte svuotato di valori tecnici le due Olimpiadi di Mosca ’80 e Los Angeles ’84, in molti casi vanificando sforzi, sacrifici e sogni di atleti che avevano come motivazione principale durante i loro allenamenti la ricerca dell’oro olimpico.

Fatta questa debita premessa, entriamo nello specifico in una delle più grandi rivalità in essere negli anni ’70, vale a dire quella tra le “walchirie” della Germania Est e le rappresentanti degli Stati Uniti in ambito natatorio, giunta ai suoi massimi livelli ai Giochi di Montreal ’76 allorquando – mentre in campo maschile il dominio “a stelle e strisce” è pressoché totale, con 12 vittorie sulle 13 gare in programma, toccando allo scozzese David Wilkie l’impresa di impedire il “cappotto” facendo suoi i 200 rana – la supremazia nel settore femminile delle ragazzone tedesco orientali è altresì disarmante, con 11 successi a loro favore, curiosamente anche in questo caso fatta eccezione della gara sui 200 rana, cui si aggiunge la vittoria della Staffetta 4x100sl americana.

Ed, in vista dei successivi Giochi di Mosca ’80, vi è il passaggio intermedio dei Campionati Mondiali ’78 che si svolgono proprio in Germania, a Berlino (ancorché nella parte ovest della città) e non sono pochi a ritenere doversi assistere ad un’altra schiacciante prova di forza della formazione della ex Ddr in campo femminile.

Se non fosse che – ed il motivo lo si capirà solo anni più tardi quando verrà alla luce la documentazione custodita dalla famigerata Stasi, la Polizia Segreta del Regime Comunista dell’epoca, in ordine al cosiddetto “Doping di Stato” – le ragazze venivano allevate con una sorta di “usa e getta”, in modo da ottenere massimi risultati in pochissimo tempo e poi procedere al ricambio, in quanto l’abuso di sostanze dopanti avrebbe potuto avere effetti devastanti su di esse, ed allora ecco che, a Giochi di Montreal conclusi, escono di scena la Ender, dominatrice sulle corte distanze a stile libero e farfalla, Petra Thumer, specialista del mezzofondo, la dorsista Ulrike Richter e la ranista Annelore Anke.

Dall’altra parte dell’Oceano, viceversa, ecco emergere il talento naturale e straordinario di una 15enne del Minnesota, tale Tracy Anne Caulkins, nata il 15 gennaio 1963 a Winona, la quale, per tornare a quanto indicato in premessa, giura a sé stessa, nel guardare in Tv li Giochi di Monaco ’72 all’età di appena 9 anni, che un giorno sarà lei a salire sul gradino più alto di un podio olimpico, circostanza dalla medesima atleta confermata in un’intervista del ’97 in cui ribadisce come il sogno olimpico sia stato per lei fonte di ispirazione e motivazione.

Dopo aver partecipato per la prima volta ai Campionati Nazionali nel ’76 ed aver stabilito i suoi primi tre Record Usa (saranno 63 in totale a fine carriera …) ai Campionati ’77 in vasca corta, la Caulkins, da molti ritenuta la più completa nuotatrice di ogni epoca, potendo cimentarsi con successo in tutti e quattro gli stili previsti – e, conseguentemente, divenendo una specialista assoluta dei misti – ottiene la selezione per la rassegna iridata di Berlino in ben quattro gare individuali (100 rana, 200 farfalla, 200 e 400 misti).

E ciò che avviene nei 9 giorni di gare in programma dal 20 al 28 agosto ’78 nella piscina della metropoli tedesca ha qualcosa dell’incredibile, con la 15enne americana a sbaragliare il campo conquistando tre ori individuali con altrettanti record mondiali nei 200 farfalla (2’09”87), 200 (2’14”07, migliorando il suo stesso limite di 2’15”09 stabilito ad inizio mese …) e 400 misti (4’40”83), lasciando le attonite tedesche orientali Andrea Pollack, Ulrike Tauber e Petra Schneider a fare, una volta tanto, da semplici comparse, mentre sui 100 rana la Caulkins scende sotto il vecchio primato di 1’10”86 stabilito a Montreal dalla Anke, nuotando la distanza in 1’10”77 solo per vedersi superare dalla sovietica Yulia Bogdanova che, con il tempo di 1’10”31 fa suoi la medaglia d’oro ed il nuovo limite mondiale.

A tali imprese individuali, la Caulkins aggiunge l’oro quale prima frazionista della staffetta 4x100sl che, con il riscontro cronometrico di 3’43”43, cancella il record del quartetto Usa stabilito ai Giochi del ’76, così come nuota la frazione a rana della Staffetta 4×100 mista che conquista anch’essa il gradino più alto del podio in 4’08”21, a soli 0”26 centesimi dal primato con cui le ragazze della Germania est avevano conquistato l’oro alle Olimpiadi di Montreal.

Con 5 medaglie d’oro ed una d’argento, la Caulkins è l’assoluta protagonista della rassegna iridata – che, per inciso, vede le tedesche orientali conquistare una sola vittoria, con Barbara Krause sui 100sl, con 7 argenti e 3 bronzi, rispetto ai 9 ori, 5 argenti e 2 bronzi delle americane – ed, a fine anno, riceve il prestigioso “James E. Sullivan Award”, premio messo in palio dall’AAU (Amateur Athletic Union) per l’atleta dilettante americano di qualsiasi disciplina che si sia messo maggiormente messo in luce nel corso della stagione, riconoscimento che mai era stato assegnato ad un 15enne di ambo i sessi, primato che sarà superato nel 2006 dalla 14enne nuotatrice paralimpica Jessica Long.

Ed anche se, da un punto di vista strettamente tecnico, una medaglia d’oro mondiale ha la stessa valenza di una conquistata nella “rassegna a cinque cerchi”, il prestigio di quest’ultima è indubbiamente maggiore per il contesto universale in cui la stessa viene conquistata, ed ecco che allora per la “piccola Tracy” – da un punto di vista strettamente anagrafico, poiché morfologicamente ha un fisico perfetto per una nuotatrice, con i suoi m.1,75 di altezza per 60kg. – il sogno coltivato da bambina inizia a materializzarsi, concentrando la preparazione per i Giochi di Mosca ’80.

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Caulkins vince i 200 misti ai Pan American Games ’79 – da gettyimages.ca

In questa ottica, partecipa ai “Pan American Games” di San Juan di Portorico ‘79, dove, alle scontate vittorie sulle due distanze dei misti, abbina gli ori in Staffetta e partecipa anche ai 400sl per rinforzare la resistenza, ottenendo l’argento dietro alla connazionale Cynthia Woodhead, così come replica la piazza d’onore di Berlino sui 100 dorso, tappa di un percorso che la porta a svolgere un lavoro di potenziamento durante la pausa invernale, certificato dall’abbassamento a 2’13”69 del proprio record sui 200 misti, in un meeting ad Austin ad inizio di gennaio ’80.

Nel frattempo, il “turnover” in casa Ddr porta all’emergere di nuove protagoniste, con Barbara Krause invece della Ender sulle distanze veloci a stile libero, Ines Diers nel mezzofondo in luogo della Thumer, così come Rica Reinisch rileva la Richter a dorso, Ute Geweniger la Anke a rana e Petra Schneider si fa valere nei misti.

Un guanto sfida lanciato ai massimi livelli, e raccolto oltre Oceano, oltre che dalla Caulkins, anche dalla ricordata Woodhead a stile libero e dall’astro nascente Mary T. Meagher, di un anno più giovane di Tracy, che ha rivoluzionato le gerarchie mondiali a farfalla, e che fa pertanto presagire scintille nella piscina dell’Olimpiysky Sport Complex di Mosca, se non fosse che il Presidente Usa Jimmy Carter, nel goffo tentativo, poi risultato inutile, di riacquistare consensi in Patria in vista delle prossime elezioni, prende a pretesto l’invasione dell’Afghanistan da parte delle truppe sovietiche per dichiarare il boicottaggio ai Giochi moscoviti.

Ecco come, con un colpo di spugna, si frantumano in pochi istanti i sogni di una ragazzina coltivati sin da bambina, e che ai Trials di Irvine aveva ottenuto la selezione per i 100 e 200 rana, i 100 farfalla ed i 400 misti (non essendo i 200 misti contemplati nel programma olimpico), nonché si toglie agli appassionati il piacere di assistere a sfide epiche, dovendosi, al contrario, limitare a contare le vittorie che la nuova generazione delle “walchirie” della Germania orientale inanella una dietro l’altra per un totale di 12 successi sulle 14 gare in programma, ma senza il “pathos” del confronto diretto in corsia.

Tale delusione incide sul morale della Caulkins che, sapendo di dover attendere altri quattro anni per poter avere una nuova chance olimpica, non riesce a confermarsi sui suoi tempi migliori, dovendo, in occasione dei Mondiali di Guayaquil ’82, accontentarsi del gradino più basso del podio sulle sue distanze preferite dei 200 e 400 misti, assistendo impotente alle performance della tedesca est Petra Schneider che, sulla più lunga distanza stampa un crono di 4’36”10 che resterà insuperato per ben 15 anni.

Consapevole che, se vuole essere in grado di avere una chance per l’oro olimpico in vista dei Giochi californiani di Los Angeles, deve ritrovare la forma dei giorni migliori – anche per superare la concorrenza sul fronte interno, visto che dal 1984 il CIO si è adeguato a quanto già praticato dalla FINA consentendo l’iscrizione a soli due atleti per gara individuale – la Caulkins intensifica gli allenamenti, per poi presentarsi sui blocchi di partenza agli Olympic Trials di Indianapolis in cinque specialità (100 e 200 rana, 200 dorso, 200 e 400 misti), riuscendo a staccare il pass olimpico su entrambe le distanze dei misti e sui 100 rana, mentre nelle altre due circostanze si classifica non meglio che quarta.

E, poco valore ha il fatto che, nella settimana delle Selezioni di fine giugno ad Indianapolis, sia già giunta la notizia della decisione dei Paesi del Blocco Sovietico di boicottare, a propria volta, le Olimpiadi californiane, in quanto i tempi realizzati dalla Caulkins (2’12”78, record Usa, sui 200 misti, 4’41”72 sulla doppia distanza, ed 1’11”23 sui 100 rana), sarebbero stati tali da reggere il confronto con le tedesche orientali, in caso di loro partecipazione ai Giochi.

Difatti, desiderosa di dimostrare tale circostanza, la oramai 21enne Caulkins, al suo passo d’addio all’attività agonistica, fornisce il meglio di sé sin dalla prima gara in programma al “McDonald’s Olympic Swim Stadium” di Los Angeles, facendo suoi i 400 misti il 29 luglio ’84 in 4’39”24 – suo miglior tempo di sempre sulla distanza e conseguente record americano, nonché inferiore rispetto al 4’39”65 con cui la tedesca orientale Kathleen Nord si era aggiudicata il titolo europeo l’anno prima ai Campionati Continentali di Roma ‘83 – staccando di oltre 9” l’australiana Suzie Landells, seconda arrivata.

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Tracy Caulkins nella finale dei 400misti a Los Angeles ’84 – da gettyimages.it

Ed anche se il 2 agosto resta ai margini del podio sui 100 rana, finendo quarta in 1’10”88 (a soli 0”18 centesimi dal bronzo ed a 0”19 centesimi dall’argento) nella gara vinta dall’olandese Petra van Staveren con il record olimpico di 1’09”88, ecco che il giorno seguente la Caulkins domina incontrastata anche i 200 misti, chiusi in un 2’12”64 che rappresenta il suo 63esimo record nazionale stabilito sulle varie distanze (sia metriche che calcolate in yard …) e largamente inferiore al 2’13”07 della tedesca est Geweniger in occasione della vittoria ai Campionati Europei di Roma ’83, per poi concludere, in chiusura di giornata, una straordinaria carriera nuotando la frazione a rana della staffetta 4×100 mista che le consente di conquistare il suo terzo oro olimpico.

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La staffetta 4×100 mista, ultima gara della Caulkins – da gettyimages.it

Il desiderio di una bambina – definita “la più grande nuotatrice sinora mai vista all’opera, sia in campo maschile che in quello femminile” da parte Randy Reese, allenatore della Squadra Olimpica Usa – si è finalmente avverato, ma di sicuro con molta meno soddisfazione rispetto ad averlo realizzato in una sfida ad armi pari con le temibilissime avversarie dell’epoca, e di ciò non possiamo che ringraziare la “lungimiranza” del Presidente Carter, il quale con il suo gesto ha arrecato il maggior danno che potesse essere compiuto al “Grande Romanzo dei Giochi Olimpici” …

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