LUCIAN POPESCU, IL “CHOCOLATE BOY” RUMENO CHE VINSE TRE CINTURE EUROPEE

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Lucian Popescu – da romaniamare.info

articolo di Nicola Pucci

Non capita spesso di occuparci di pugilato in un paese come la Romania che ha nella ginnastica (Nadia Comaneci la più grande di tutti), nel canottaggio (Elisabeta Lipa e Georgeta Damian hanno vinto cinque ori olimpici a testa) o nel calcio (con lo Steaua sul tetto d’Europa nel 1986 grazie al para-rigori Ducadam) gli sport che hanno regalato le maggiori soddisfazioni. Eppure si può far qualche eccezione, e se Nicolae Lica nel 1956 vinse ai Giochi di Melbourne nella categoria dei pesi welter, senza dubbio Lucian Popescu è il più forte boxeur a battere la bandiera di Dracula.

Popescu nasce a Bucarest, il 12 gennaio 1912, e che ci sappia fare con i guantoni è certo fin da adolescente, quando 14enne sale sul ring e atterra chi gli capita a tiro. L’anno dopo, il 23 dicembre 1927, passa tra i dilettanti affrontando al debutto Nelu Oprescu, costretto ad arrendersi all’ardore del giovanotto emergente, ed è l’inizio di una carriera che se nell’arco di 18 anni, fino al 1945 quando vince il suo sessantaseiesimo ed ultimo combattimento contro il connazionale ed omonimo Gheorghe Popescu, gli regala onori e gloria in giro per l’Europa, gli nega pure la chance mondiale per qualche verdetto poco chiaro e la mancanza degli appoggi giusti al momento giusto.

Chocolate boy“, così chiamato per la carnagione scura della pelle, ha una boxe elegante ed efficace, e dopo aver vinto il titolo nazionale ed esser diventato professionista al cospetto del tedesco Hermansohn, si accorgono di lui anche in Europa il 7 giugno 1930 quando nella sua Bucarest, alla Ramcomit Hall, davanti ad un pubblico entusiasta che acclama il suo campione, affronta il francese Kid Oliva per la cintura europea dei pesi mosca. Popescu veste i panni dello sfidante ma non pare certo intimorito da un avversario che dichiara di recarsi in Romania per “un viaggio di vacanza“, anzi, sommerge il malcapitato avversario sotto una selva di colpi, mandandolo ben sette volte al tappetto prima che il match venga interrotto al decimo round. Il titolo europeo è suo, e non sarà certo l’ultimo.

La difesa del titolo infatti è convincente, contro l’altro transalpino Renè Chalange un paio di mesi dopo, prima di cedere la corona a Jackie Brown che il 4 maggio 1931, a Manchester, lo costringe a cedere lo scettro. Non sarà l’ultima sconfitta in carriera per Popescu, che nondimeno andrà al tappetto solo una volta, contro Domenico “Pasqualino” Bernasconi, un lombardo purosangue che lo mette giù alla terza ripresa, a Milano, il 19 marzo 1932, giorno in cui l’italiano strappa al rumeno la cintura europea dei pesi gallo conquistata il 19 settembre 1931, sempre a Bucarest, alla Roman Arenas, contro l’iberico Carlos Fix.

Altro non è che la seconda categoria di peso in cui Popescu primeggia a livello continentale, a dimostrazione dell’indubbio talento e di una classe senza eguali, almeno in patria, ma anche di evidenti difficoltà a tenere sotto controllo i chilogrammi in eccesso, il che gli concedono un’ulteriore chance europea, stavolta nella categoria dei pesi piuma, quando prima cede ai punti a Josè Girones, combattendo a Barcellona il 22 novembre 1933, per poi infine conquistare il titolo, quando ormai nessuno ci credeva più e la china discendente sembrava inesorabilmente avviata, ovviamente davanti al pubblico amico della capitale, 6.000 paia di occhi gaudenti della Roman Arenas, il 3 giugno 1939, quando sconfigge il belga Phil Dolhem con verdetto unanime.

Popescu è nel pieno delle sue facoltà pugilistiche, 27enne pronto a cogliere l’occasione mondiale caso mai qualche promotor gliela voglia concedere. Ma se Lucian è abile sul ring, non lo è altrettanto nel cercarsi le giuste alleanze, e di pari passi con l’evento bellico della Seconda Guerra Mondiale sfuma anche il sogno iridato. Non prima, però, di aver ceduto la cintura europea dei pesi piuma all’austriaco Ernst Weiss, che lo batte a Vienna il 30 maggio 1941, così come aver fallito il tentativo di riconquista contro la “girandola reggianaGino Bondavalli, che proprio in quel di Reggio Emilia lo sconfigge ai punti esattamente un anno dopo.

Un ultimo titolo nazionale contro Ion Sandu, categoria pesi leggeri, e poi l’addio all’attività pugilistica con due sfide a Petre Bratescu. Lucian Popescu passa dall’altra parte della palizzata, impegnandosi a divulgare la sua arte ai giovani pugili del club di boxe Progresul: già, perchè vincere il titolo europeo in tre categorie di peso diverse non è impresa da poco (ci è riuscito solo il francese Georges Carpentier) e per questo Popescu, in Romania, è proprio una laggenda.

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