JEAN BOITEUX, UN LAMPO NEL BUIO DEL NUOTO FRANCESE

160681957
Jean Boiteux – da gettyimages.it

articolo di Giovanni Manenti

Il vecchio adagio che recita “Se Atene piange, Sparta non ride”, ben si adatta alla situazione del panorama natatorio tra i due paesi transalpini Italia e Francia, da sempre rivali in campo sportivo, i cui rispettivi rappresentanti in campo olimpico e mondiale devono attendere addirittura la fine del secolo per vedere premiati i propri sforzi, fatta salva, per i nostri colori, l’eccezione della patavina Novella Calligaris ad inizio anni ’70.

Ed anche in campo strettamente europeo, non è che le cose vadano molto meglio per i “tricolori” di entrambe le Nazioni, molto spesso costretti a raccogliere le briciole di ciò che viene loro lasciato dalle super potenze sovietiche e tedesche degli anni ’60 e ’70, mentre in precedenza anche Ungheria, Olanda e Gran Bretagna erano riuscite a far la voce grossa.

Ma, nonostante ciò, i primi anni del secondo Dopoguerra avevano fatto presagire futuri sviluppi di ben altra natura per il nuoto francese, da sempre specialista principalmente a stile libero, il quale propone una schiera di atleti in grado di primeggiare a livello continentale e capace di misurarsi, in un conteso mondiale, con i più accreditati rappresentanti di Australia e Stati Uniti.

I primi, tangibili, risultati di questa “nouvelle vague” transalpina si possono toccare con mano in occasione della prima edizione post-bellica dei Campionati Europei, che si tiene nel 1947 a Montecarlo ed i cui sono le ondine danesi a dominare in campo femminile, mentre nel settore maschile – in un limitatissimo programma, che prevede la disputa di tre gare a stile libero, una a dorso ed a rana e la sola staffetta 4x200sl – l’uomo dei campionati è proprio un francese, vale a dire il 18enne Alexandre Jany, che fa sue le medaglie d’oro sui 100 e 400sl – facendo registrare, su questa ultima distanza, il record mondiale di 4’35”2 – cui unisce l’argento in staffetta con il quartetto francese preceduto di soli 0”2 decimi dai rivali svedesi, mentre un terzo oro viene portato alla causa dal dorsista Georges Vallerey sulla distanza dei 100 metri.

Se la Francia primeggia a livello europeo, il contesto olimpico dell’anno seguente ai Giochi di Londra ’48 la riporta drasticamente alla dura realtà, costituita dallo strapotere dei ragazzi Usa che si aggiudicano – in campo maschile – tutte e sei le prove in programma, con il solo Vallerey a salire sul gradino più basso del podio sui 100 dorso, mentre Jany può solo, nuotando l’ultima frazione della staffetta 4x200sl, prendersi la rivincita sugli svedesi, soffiando loro il bronzo in una gara dove sia gli Stati Uniti che l’Ungheria, argento, scendono sotto il precedente limite mondiale.

Quando la torcia olimpica si spegne, gli atleti si danno appuntamento a quattro anni dopo, nel caso ad Helsinki ’52, avendo a disposizione il tempo per affilare le armi in vista di sognate rivincite e, nel caso degli scornati francesi, l’occasione migliore per mettersi in mostra è costituita dalla rassegna continentale di Vienna, in programma dal 20 al 27 agosto ’50.

Ancora una volta è Jany il punto di forza della formazione transalpina, il quale conferma i titoli europei di tre anni prima sia sui 100 che sui 400sl, pur se con tempi nettamente superiori – 57”7 sulla più corta distanza rispetto al 56”9 di Montecarlo ed addirittura 4’48”0 sui 400, con un peggioramento di quasi 13” se raffrontato al 4’35”2 con cui aveva dominato nella piscina del Principato – che non lasciano presagire possibilità di sorta in vista dell’appuntamento olimpico.

Di positivo, per il clan transalpino, vi è la crescita di altri due atleti, più portati alle medie/lunghe distanze, e cioè Joseph Bernardo (già componente della staffetta 4x200sl bronzo a Londra ’48) che giunge terzo sui 1500sl, e, soprattutto, il 17enne Jean Boiteux, il quale giunge alle spalle di Jamy sui 400sl e ripete l’argento sulla più lunga distanza, beffato per soli 0”2 decimi Hans-Gunther Lehmann (19’48”2 a 19’48”4), il che consente alla Francia di disporre di un eccellente quartetto per la staffetta 4x200sl che, però, ancora una volta, deve cedere – stavolta ben più nettamente, 9’06”5 a 9’10”0 – al quartetto svedese.

Jean Boiteux nasce a Marsiglia il 20 giugno 1933 ed il suo destino è già segnato alla nascita, visto che il padre, Gaston che poi diverrà il suo primo tifoso, è stato uno specialista del nuoto in mare aperto e, comunque, aveva al proprio conto la medaglia d’argento ai Campionati francesi del 1921 sulla anomala distanza dei 500sl, ma ancor più la madre, Bibienne Pellegry, che aveva partecipato sia ai Giochi di Parigi ’24 che ai successivi di Amsterdam ’28 quale componente della staffetta 4x100sl, classificatasi entrambe le volte al quinto posto.

Imparato a nuotare sin da bambino assieme ai fratelli Robert, Henry e Marie-Therese nella piscina da 25 metri costruita nella proprietà agricola di famiglia, Jean si dimostra sin da subito il più talentuoso della prole, cosa di cui si accorge “Papa Gaston”, il quale lo segnala ad Alban Milville, allenatore proprio di Jany, affinché lo prenda sotto le sue cure quando il ragazzo è appena 13enne, con i risultati appena sopra ricordati, costituiti dalle tre medaglie d’argento vinte agli Europei ’50, dopo che nello stesso anno si era preso il lusso di battere, per la prima volta, ai Campionati francesi, Jany sui 400sl.

Milville si rende conto che, per motivi strettamente anagrafici – Boiteux rende a Jany quattro anni esatti di età – e visti anche i peggioramenti cronometrici del secondo, l’uomo su cui puntare per una medaglia individuale alle Olimpiadi di Helsinki ’52 sia proprio il non ancora 18enne Jean, ma certamente occorre migliorare i tempi fatti registrare alla rassegna continentale, poiché altrimenti il podio rappresenta una mera utopia.

Ed il 1951 è l’anno della svolta per Boiteux, che il 10 luglio, nella familiare piscina di Marsiglia, nuota i 400sl in 4’33”3, tempo che rappresenta, oltre al record nazionale, anche il primato europeo, per poi far parte, il 2 agosto seguente, del quartetto composto anche da Willy Blioch, oltre ai citati Jamy e Barnardo, che polverizza il record mondiale della staffetta 4x200sl, stabilito dal Giappone in 8’40”6 il 2 aprile ’50, abbassandolo ad 8’33”0.

Oltre ai primati, Boiteux rafforza la propria autostima facendo incetta di medaglie in occasione della prima edizione dei Giochi del Mediterraneo, che si svolgono ad ottobre del medesimo anno ad Alessandria d’Egitto, dove, dopo il bronzo sui 100sl vinti da Jamy – e con l’argento conquistato dal nostro Carlo Pedersoli, futuro “Bud Spencer” – non ha alcuna difficoltà a far suo l’oro sulle più lunghe distanze dei 400 e 15090sl (in entrambi i casi precedendo Bernardo), nonché quale componente della staffetta 4x200sl, vittoriosa con largo margine sul quartetto spagnolo.

La Federazione Francese sa che può nutrire qualche chance di medaglia in vista dei Giochi di Helsinki, per i quali seleziona Jany ed Aldo Eminente (di chiare origini italiane) per i 100sl e la coppia formata da Boiteux e Bernardo impegnata su 400 e 1500sl, con i quattro a costituire l’ossatura della staffetta 4x200sl, visto che il programma olimpico non ha ancora allargato il numero delle prove previste.

Peraltro, c’è da dire che ai progressi della scuola transalpina nello stile libero – tali da non avere rivali a livello europeo – hanno fatto riscontro altrettante prestazioni di rilievo in campo mondiale, dove, a parte i 100sl – il cui primato è ancora fermo al 55”4 stabilito nel ’48 dall’americano Alan Ford, poi argento ai Giochi di Londra – sui 400sl il quadriennio post olimpico aveva visto il primato di 4’35”2 di Jany migliorato dapprima dal giapponese Furihashi e poi per ben tre volte dall’australiano John Marshall sino a 4’26”9, ben 6” in meno del primato europeo di Boiteux.

Fortuna vuole che l’australiano abbia sbagliato anno, presentandosi ai Giochi finlandesi in precarie condizioni di forma, come, del resto, gli anni iniziano a farsi sentire anche per Jany, il quale non riesce a centrare l’accesso nella Finale dei 100, dove il buon nome francese viene salvato da Eminente, comunque non meglio che settimo in 68”7 nella gara vinta il 27 luglio ’52 dall’americano Scholes in un peraltro modesto 57”4.

Il giorno seguente, scendono in acqua i protagonisti dei 400sl per affrontare le batterie, con il programma che prevede per il giorno seguente la disputa delle tre serie di semifinale ed il 30 luglio la Finale, con Boiteux che non ha difficoltà ad aggiudicarsi la quarta batteria in un comodo 4’45”1, mentre se la prende troppo comoda, nuotando la prima serie in un 4’53”5 che gli vale la quarta piazza, salvando per un soffio l’eliminazione già al primo turno.

Bernardo che conferma la sua “giornata no” il pomeriggio seguente, peggiorando il suo tempo e concludendo mestamente ultimo nella seconda serie di semifinali, mentre, al contrario, Boiteux si esprime sui suoi livelli allorquando, inserito nella prima serie assieme allo svedese Per-Olof Ostrand, capace in batteria di migliorare in 4’38”6 il record olimpico, dà vita ad uno splendido duello che porta i due europei a registrare i migliori tempi di accesso alla Finale, scendendo entrambi sotto il limite olimpico, con il francese ad avere la meglio sullo scandinavo (4’33”1, che abbassa di 0”2 decimi il proprio limite europeo, a 4’33”6).

Con il primatista mondiale Marshall quarto nella seconda serie di semifinale e fuori dagli otto finalisti, le speranze di assistere ad un clamoroso duello tra due nuotatori europei prendono sempre più piede, con l’americano di origini hawaiane Ford Konno che appare l’unico in grado di potersi inserire nella lotta per le medaglie.

Con queste previsioni della vigilia, ci si appresta, alle ore 17 del 30 luglio ’52 ad assistere a quella che resterà per molto tempo una data storica per il nuoto francese, con Boiteux posizionato sui blocchi di partenza in quarta corsia, con alla sua destra Konno ed alla sinistra Ostrand, mentre tra gli spettatori uno tra i più interessati è senz’altro “Papa Gaston”, il quale si è sobbarcato il viaggio da Marsiglia sino alla Scandinavia per assistere alle imprese del figlio.

160681875
Papa Gaston assiste alla finale – da gettyimages.it

Consapevole che per avere una chance di vittoria deve nuotare al di sotto del proprio fresco record europeo, Boiteux imprime alla gara subito un ritmo forsennato che sorprende i suoi più diretti antagonisti, con Ostrand incapace di tenere il passo, mentre Konno, più portato alle lunghe distanze, cerca di ridurre il distacco dopo metà gara.

Indubbiamente stanco per lo sforzo profuso in avvio, Boiteux vede il proprio vantaggio ridursi negli ultimi 100 metri, con Konno a sferrare l’attacco decisivo alla virata dei 350, solo però per avvicinarsi al francese, il quale raccoglie i residui scampoli di energia per andare a toccare nel nuovo record olimpico ed europeo di 4’30”7, con l’americano buon secondo in 4’31”1 ed Ostrand a completare il podio in 4’35”2, curiosamente lo stesso identico tempo con cui Jany aveva fatto suo titolo e primato europeo a Montecarlo nel ’47.

160681872
Konno, Boiteux ed Ostrand alla premiazione – da gettyimages.no

Non ancora resosi ben conto dell’impresa compiuta e bisognoso, più che altro, di riprendere fiato, Boiteux è involontario protagonista di una delle scene più famose e grottesche della Storia dei Giochi, quando si vede catapultare addosso un attempato signore che, sfuggito al controllo dei giudici e degli addetti alla sorveglianza, si tuffa in acqua tutto vestito e con il classico basco in testa ben prima che tutti ed otto i concorrenti abbiano completato la gara.

160681953
Boiteux e papà Gaston in acqua – da gettyimages.it

La scena è talmente curiosa che subito i fotografi la catturano, mentre sulle tribune giornalisti, dirigenti e spettatori si interrogano su chi possa essere l’autore di quello – per certi versi, sconsiderato – gesto, interrogandosi in più lingue … “Il Manager …?”, “forse il Coach …?”, ricevendo la forse più scontata, ma meno prevedibile delle risposte (in francese …) … “Mais non, …. C’est Papa (Gaston) …!!”.

ok_13104
Boiteux aiuta il padre ad uscire dalla piscina – da urheilumuseo.fi

E, con questa immagine da consegnare agli archivi del “Grande Romanzo delle Olimpiadi”, Boiteux – che il giorno seguente fallisce l’accesso alla Finale dei 1500sl, dopo aver nuotato in 2’06”4 l’ultima frazione della staffetta 4x200sl che consegna alla Francia il bronzo alle spalle di Stati Uniti e Giappone, con la soddisfazione di lasciare ai margini del podio il quartetto svedese – ancora non sa che la sua medaglia d’oro olimpica resterà ineguagliata in casa transalpina per ben 52 anni, prima che analoga impresa venga compiuta in campo femminile da Laure Manaudou nel 2004 ad Atene, curiosamente anch’essa sui 400sl.

Boiteux non riuscirà più a ripetersi ad alti livelli, né in campo europeo – argento in staffetta e non meglio che quinto sui 400sl a Torino ’54 – che tantomeno olimpico, giungendo sesto a Melbourne ’56 sui 1500sl, ma oramai il suo nome era e resterà per sempre scritto come una delle più belle pagine nella Storia del nuoto francese …

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...