IL POKER DI PASQUALE FORNARA AL GIRO DI SVIZZERA

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Pasquale Fornara – da tourdesuisse.ch

articolo di Nicola Pucci

Visto che vincere al Giro d’Italia negli anni Cinquanta era un sogno praticamente proibito per la qualità e quantità di fuoriclasse che vi prendevano parte, Pasquale Fornara, che non aveva le stimmate del campionissimo ma era annoverabile tra i migliori specialisti per le gare a tappe, elesse la Svizzera a suo terreno di caccia. E la scelta si rivelò azzeccata.

Nato a Borgomanero il 29 marzo 1925, Fornara trova proprio nel paese dei Cantoni terreno fertile, se è vero che oltre al Giro di Romandia messo in saccoccia nel 1956 battendo quel Carlo Clerici che due anni prima aveva colto la Rosa finale con la fuga-bidone nella Napoli-L’Aquila, soprattutto detiene ad oggi il record di successi proprio al Giro di Svizzera, ben quattro.

Si comincia nel 1952, edizione numero 16 della corsa elvetica che ha nella coppia di campioni di casa, i “due KFerdi Kubler e Hugo Koblet, i principali pretendenti alla vittoria, il primo in virtù dei tre successi nel 1942, 1948 e 1951, il secondo sull’onda lunga del trionfo al Tour de France del 1951. Si gareggia dal 14 al 21 giugno, otto tappe con conclusione a Zurigo e una distanza totale di 1.608 chilometri. Il belga Desiré Keteleer e il lussemburghese Jean Goldschmit sono i protagonisti delle prime quattro frazioni vincendo a Basilea e Monthey e vestendo entrambi le insegne del primato, Koblet è affetto da un’infezione renale e contro la sua volontà e a sua insaputa gli vengono somministrate anfetamine Akzedron che danneggeranno irrimediabilmente la salute del suo cuore. Il 18 giugno Fornara piazza l’acuto decisivo nella cronometro di 81 chilometri da Monthey a Crans, lasciando gli avversari ad oltre tre minuti e impadronendosi della casacca di leader della classifica. Kubler da lepre diventa cacciatore, il giorno dopo vince a Locarno ma ad Arosa Fornara, che oltre ad avere ottima attitudine contro il tempo è pure abilissimo in montagna, vince guadagnando altri 46″ sul rivale e consolidando la sua maglia oro, infine sua definitivamente con un vantaggio di 4’57”, con Clerici che conferma di non essere proprio un carneade chiudendo suil terzo gradino del podio con un ritardo di 6’56”.

Fornara, che nel frattempo è terzo al Giro d’Italia del 1953 alle spalle dei mostri scari Coppi, di cui in gioventù è stato fedele gregario, e proprio Koblet, rinnova l’appuntamento con la vittoria al Giro di Svizzera due anni dopo, nel 1954, presentandosi al via con l’intento di riscattare il quinto posto dell’edizione del 1953 vinta dallo stesso Koblet. Si corre stavolta ad agosto, dal 7 al 14, sette tappe e 1.477 chilometri complessivi, e se anche Coppi è della partita chiudendo infine in una per lui non certo soddisfacente quinta posizione, la corsa è dominata dagli italiani che si aggiudicano ben cinque successi parziali. Tocca al laziale Bruno Monti aprire le danze a Winterthur, davanti proprio a Fornara, per vestire poi la maglia oro per tre giorni, con “l’airone” primo a Davos e nella cronometro di Lugano che proietta Fornara, pur battuto di oltre cinque minuti, al comando. Domenico Zampini aveva a suo tempo trionfato in solitudine nello sconfinamento a Lecco, Primo Volpi fa suo il traguardo di Friburgo ma a Zurigo Fornara chiude la sfida con 2’54” su Agostino Coletto e 3’36” su Giancarlo Astrua.

Passano tre anni ancora e nel 1957 Fornara è pronto per il terzo assalto alla vittoria finale. Il piemontese ormai ha consolidato la sua buona fama di corridore tenace e adatto alle corse a tappe, con il quarto posto al Tour de France del 1955 e con i sette giorni in maglia rosa al Giro d’Italia del 1956, quando è costretto all’abbandono nella tappa del Monte Bondone che sbriciola i suoi sogni e proietta invece Charly Gaul nella storia. In Svizzera si torna a competere nel mese di giugno, dal 12 al 19, edizione numero 21 che propone otto frazioni che porteranno i corridori a Zurigo dopo 1.567,6 chilometri. Max Schellenberg è il primo titolare della casacca di leader vincendo a Thalwil davanti proprio a Fornara, staccato di 30″. Pasquale è in forma e pure attento quando al terzo giorno, verso La Chaux de Fonds, entra nella fuga a sei assieme a Stefano Gaggero, poi vincitore al traguardo, Friedrich, il belga Edgard Sorgeloos, Junkermann e Attilio Moresi, che guadagna quel margine che veste Fornara della maglia oro. Proprio il fiammingo è l’avversario più tenace del portacolori della Cilo, costretto a rintuzzarne l’attacco nella tappa che si conclude a Lugano vinta dallo svizzero Rolf Graf, detentore del titolo ma fuori classifica. A Zurigo Fornara mette in curriculum il terzo successo con 1’21” su Sorgeloos e 1’42” su Moresi, facendo sua pure la classifica di miglior scalatore della competizione.

Appaiati i due eroi di casa Kubler e Koblet a quota tre successi e scavalcato Gino Bartali che in Svizzera si impose a due riprese nel 1946 e nel 1947, Fornara insegue il poker e questo è l’obiettivo per il 1958, anno in cui si presenta ai nastri di partenza dopo aver concluso sul secondo gradino del podio la Vuelta, alle spalle del francese Jean Stablinski, per poi essere stato nono al Giro d’Italia appannaggio di Ercole Baldini. Tre grandi corse a tappe consecutive non sembrano comunque penalizzare “Pasqualino” che, dopo le vittorie di Nino Defilippis a Bregenz e Rino Benedetti a Rheinfelden, si impone nella cronometro di 82 chilometri di Soletta, lasciando Graf a 15″ e lo stesso Defilippis a 1’24”, balzando al comando della corsa. La classifica muta volto nei due giorni successivi con il bis di Benedetti a Berna e il successo di Keteleer a Serre, con Defilippis e Junkermann ad alternarsi in testa alla classifica, ma Fornara è in agguato e se demolisce la concorrenza nella sesta tappa trionfando dopo una fuga in cui si sbarazza di Antonio Catalano, nuova maglia oro, per distanziare Defilippis di oltre quattro minuti e il resto del plotone di dieci minuti, a Klosters se ne va con Junkermann a cui lascia la vittoria accontentandosi del primo posto in graduatoria. Il poker è servito e a Zurigo, dopo 1.511 chilometri di fatica, Fornara si impone con 7’06” di vantaggio su Junkermann e 8’55” su Catalano, per un trionfo tricolore che vede lo stesso Catalano miglior scaltore e Defilippis primo nella classifica a punti.

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