HRISTO STOICHKOV, LA CLASSE RIBELLE

Hristo-Stoichkov
Hristo Stoichkov con la maglia del Barcellona – da indipendent.co.uk

articolo tratto da Una questione di centimetri

Con la sua classe poteva giocare in qualsiasi posizione dalla trequarti in su: mitico rifinitore, incredibile assist-man, ma anche un grande goleador. Con la maglia numero 8, che lo ha sempre contraddistinto, non possiamo che parlare di Hristo Stoichkov.

Il fuoriclasse bulgaro è stato uno dei giocatori più controversi di tutta la storia del calcio. Hristo si è fatto conoscere, non solo per le sue grandi doti da calciatore, anche per il suo carattere irascibile che lo ha reso protagonista di diverbi e scontri con arbitri e giocatori e di rapporti tesi con i suoi allenatori ma la sua classe è andata oltre il suo lato più spigoloso.

Esplose giovanissimo e, con il suo CSKA Sofia, regnò in Bulgaria segnando valanghe di goal, e questo fu solo l’inizio della sua gloriosa carriera.

Per consegnarsi all’eternità del mondo del pallone sbarca a Barcellona facendo parte di una squadra ricca di stelle dove riuscì comunque a farsi largo e lasciare il segno da protagonista.

In Catalogna vinse a ripetizione la Liga spagnola fino a diventare con i blaugrana campione d’Europa nel 1992. Con quel titolo pensò di far suo anche il Pallone d’Oro ma dovette fare i conti con un certo Marco Van Basten che quell’anno gli strappò dalle mani il trofeo per una manciata di punti. Probabilmente quell’edizione l’avrebbe meritata il bulgaro ma “l’Ayatollah” e il Ballon d’Or avevano un appuntamento con il destino.

Con gli Azulgrana continuò a dare spettacolo in coppia con il brasiliano Romario e nell’edizione 1993/94 della Champions League ebbe la possibilità di bissare il successo del ’92. Da favoriti ad Atene sfidarono il Milan privo della coppia centrale difensiva titolare composta da Baresi e Costacurta. Fu una debacle per gli spagnoli che persero nettamente per 4-0.

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Stoichkov in azione con la Bulgaria ai Mondiali del 1994 – da goal.com

Dopo la cocente sconfitta, Hristo volò con la sua nazionale negli Usa per giocare i Mondiali. La Bulgaria fu una delle sorprese della Coppa del Mondo e Stoichkov il suo trascinatore. Superarono il girone eliminatorio grazie alla vittoria contro l’Argentina e ai quarti fecero fuori la Germania campione in carica.

Dovettero cedere in semifinale contro l’Italia perdendo anche la finale per il 3°-4° posto ma rendendosi comunque protagonisti di un’impresa unica e Hristo vinse pure la classifica cannonieri in compagnia del russo Salenko con 6 goal.

Con in tasca la liga spagnola, una finale di Coppa Campioni e un’entusiasmante “cavalcata mondialenel 1994 si presentò come il super favorito alla rassegna del Pallone d’Oro e questa volta lo fece suo. Non ci fu partita per gli avversari con gli italiani Baggio e Maldini a completare il podio. Il bulgaro raggiunse l’apice della sua carriera che andò poi man mano in declino.

Nel 1995 arrivò al Parma ma la sua esperienza italiana fu fallimentare. Tornò subito al Barcellona continuando a regalare sprazzi della sua classe facendo il panchinaro di lusso.

Nel 1998 fece un fugace ritorno in patria per poi concludere la sua carriera negli Stati Uniti dopo aver giocato in Arabia Saudita e in Giappone.

Hristo Stoichkov fu un giocatore carismatico dal grande temperamento e un vero ribelle ma la sua classe lo ha reso un immortale del calcio, un fuoriclasse che tutti ricorderanno anche negli anni avvenire.

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