ALFRED SCHWARZMANN, LA GINNASTICA A BERLINO 1936 PARLA TEDESCO

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Alfred Schwarzmann in azione – da gettyimages.com

articolo di Nicola Pucci

Generalmente generosa con l’Italia, che nelle precedenti edizioni ha collezionato ben quattro successi nel concorso individuale completo (due con Alberto Braglia, uno con Giorgio Zampori e uno con Romeo Neri) e una serie consistente di medaglie, la ginnastica alle Olimpiadi di Berlino del 1936 segna il fallimento della spedizione azzurra e il trionfo degli atleti di casa.

Le gare si svolgono al Teatro all’aperto di Dietrich Eckert di Berlino nei giorni dal 10 al 12 agosto, e il protagonista assoluto è il tedesco Alfred Schwarzmann, che si mette al collo ben cinque metalli, tre ori e due bronzi (anche se il connazionale Konrad Frey fa pure meglio collezionando sei medaglie).

Nato a Furth nel 1912, Schwarzmann domina la prova più importante, ovvero il concorso completo individuale, succedendo nell’albo d’oro proprio a Romeo Neri, che vinse a Los Angeles, ma che a Berlino, complice uno strappo muscolare al bicipite destro, è costretto al ritiro.

Il ginnasta tedesco termina alle spalle di Frey e dello svizzero Eugen Mack (che conquisterà quattro argenti e un bronzo ed è campione del mondo in carica) nel corpo libero, 18,166 punti contro 18,466 dei due principali avversari, ma è nettamente il migliore al volteggio con 19,200 punti. Alle parallele Schwarzmann segna 18,967 punti scavalcando Mack in classifica, per poi assicurarsi la medaglia d’oro con eccellenti prove alla sbarra (19,233 punti, dietro solo a Frey e al finlandese Saarvala), agli anelli (terzo con 18,534 punti, preceduto dal cecoslovacco Hudec e dal connazionale Volz) e al cavallo, dove respinge con 19,000 punti il disperato tentativo di Frey e Mack di scavalcarlo in classifica. Infine Schwarzmann è medaglia d’oro con un totale di 113,100 punti, con Mack secondo a 112,334 punti e Frey terzo con 111,532 punti. La Germania, ovviamente, vince anche la prova a squadre, seppur con margine stretto sulla Svizzera, che chiude con poco meno di tre punti di distacco.

Schwarzmann, che verrà insignito dalla rivista sportiva “Kicker” del titolo di ginnasta del XX secolo, a Berlino vince l’oro anche nella prova al volteggio, dominando sia gli esercizi obbligatori che quelli liberi, per poi chiudere sul terzo gradino del podio nelle specialità singole delle parallele simmetriche e della sbarra.

Fermato dalla Seconda Guerra Mondiale, durante la quale si meriterà la decorazione militare della “Croce di Ferro“, torna a gareggiare dopo il conflitto. Assente a Londra nel 1948, in quanto la Germania non è ammessa, prende parte all’età di 40 anni alle Olimpiadi di Helsinki nel 1952, conquistando la medaglia d’argento nella disciplina della sbarra: lo svizzero Jack Gunthard, che lo batte in questa prova, afferma: “la vittoria doveva premiare Alfred… ma era tedesco!

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