LAURA FLESSEL, LA PRINCIPESSA MANCINA CHE ARRIVO’ DALLE ANTILLE

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Laura Flessel – da culturebene.com

articolo di Gabriele Fredianelli

La principessa mancina della spada, oggi fresca ministra dello sport della Repubblica Francese, è nata nel 1971 in Guadalupa, a Pointe-à-Pitre, pieno arcipelago delle Antille, città d’atleti, come i (quasi) coetanei e concittadini Lilian Thuram, bandiera della nazionale francese di calcio, e la ostacolista Patricia Girard.

Laura Flessel, cinque medaglie olimpiche e 13 mondiali, è stata la prima dominatrice di un’arma che, al femminile, ha conquistato la dignità mondiale soltanto nel 1989 e quella olimpica nel 1996, ad Atlanta. Dopo le azzurre Valentina Vezzali, Giovanna Trillini e la russa Novikova, è ancora oggi la schermitrice più medagliata alle Olimpiadi, probabilmente la miglior spadista di sempre.

Tra le grandi promesse della scherma caraibica, campionessa panamericana di fioretto e spada fin da ragazza, a diciotto anni Laura attraversa l’Atlantico e arriva a Parigi, per tirare sotto le insegne del Racing Club de France. Nel 1995 ottiene i primi successi “pesanti”: un bronzo individuale e un argento a squadre ai campionati del mondo dell’Aja, sotto la bandiera francese.

Nel 1996 per la prima volta la prova di spada delle Olimpiadi viene aperta alle donne. Ad Atlanta Laura è ovviamente tra le favorite, insieme alla connazionale e compagna di squadra Valérie Barlois. Nella prova a squadre, insieme anche alla più anziana Sophie Moressée-Pichot, arriva l’oro, davanti all’Italia di Chiesa, Uga e Zalaffi.

Nell’individuale, Laura supera in semifinale la vicecampionessa dal mondo, l’ungherese Szalay, e in finale trova proprio la Barlois, vincendo per 15-12 un assalto sempre dominato dalla mancina antillana. Atleticamente fortissima, abituata ad impugnare sempre la spada mancina con l’impugnatura “alla francese”, micidiale nei colpi al piede e negli allunghi, combattente nata eppure dotata di nervi saldissimi, è lei – figlia di una regione d’oltremare e con le lunghissime treccine afro – a far risuonare la Marsigliese e ad aggiudicarsi il primo oro della storia olimpica nella spada femminile.

Ma le sue “prime volte” non sono finite. Nel 1998, in Svizzera, a La Chaux-de-Fonds, diviene la prima schermitrice francese a vincere, oltre all’oro olimpico, anche il titolo mondiale: lo ottiene battendo in finale la tedesca Holzkamp, bissandolo poi con la competizione a squadre.

Confermata campionessa del mondo anche l’anno dopo a Seul, a Sidney 2000 vorrebbe ovviamente conservare pure il titolo olimpico. Si dovrà invece accontentare del bronzo, sconfitta in semifinale dall’ungherese Timea Nagy, poi medaglia d’oro. Neppure la competizione a squadre, vinta dalla Russia, va bene per lei e per le transalpine: alla fine è solo quinto posto.

Diventa madre della piccola Leilou l’anno successivo, ma torna subito sulle pedane con la stessa determinazione di sempre. Ai mondiali di Nimes, nel 2001, è argento, battuta solo in finale dalla tedesca Bokel, per poi passare anche attraverso la piccola burrasca del 2002 quando viene sospesa per tre mesi per l’uso di una sostanza proibita.

Ad Atene 2004 pare possa essere l’ultimo vero appuntamento coi Giochi: è bronzo a squadre, mentre nell’individuale a batterla in finale è ancora una volta l’ungherese Timea Nagy, che bissa il titolo di quattro anni prima e si conferma come la sua più grande rivale.

Le Olimpiadi saranno invece altre due e lei continua a tirare comunque fino ad oltre quarant’anni, raccogliendo ancora diverse medaglie: altri tre ori e un argento a squadre ai mondiali e due bronzi individuali nella stessa competizione. Nel 2007 a Gand è campionessa d’Europa battendo in finale la svedese Samuelsson: aggiungerà poi altri cinque bronzi tra squadre e individuale. Poi ci sono tre Coppe del Mondo e un argento ai Giochi del Mediterraneo 2005.

Alle Olimpiadi del 2008, a Pechino, va fuori prima del podio proprio contro una delle padrone di casa, la cinese Li, mentre la prova a squadre non è prevista. L’ultima Olimpiade è invece quella del 2012 a Londra: portabandiera francese alla sfilata inaugurale (prima schermitrice a farlo, ovviamente: terza donna dopo la nuotatrice Caron e la sprinter Pérec, altra sua conterranea della Guadalupa), esce però agli ottavi di finale battuta dalla romena Gherman, nella gara vinta poi dall’ucraina Shemyakina.

Sposata con il giornalista Denis Colovic, dopo il ritiro dalla pedana Laura si concentra sulla comunicazione, sulle campagne di sensibilizzazione sociale e sulla vita politica. Qualche giorno fa è diventata ministra dello Sport per il governo francese, sotto la presidenza di Emmanuel Macron, da lei sostenuto in campagna elettorale.

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