QUANDO PANTANI E GUERINI SPIANARONO LA MARMOLADA

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Pantani e Guerini in fuga sul Passo Fedaia – da stefano-vda.blogspot.com

articolo di Emiliano Morozzi

Qualche giorno fa il Giro del Centenario è salito al Santuario di Oropa, teatro di una delle più celebrate imprese di Pantani. Ma un’altra montagna ha segnato il destino dello scalatore romagnolo in maniera profonda: la Marmolada. Un nastro d’asfalto dritto e infinito, dalle pendenze micidiali, dove Pantani ha scritto la prima pagina dell’epopea che l’ha portato, nel corso dello stesso anno, 1998, a vincere sia il Giro d’Italia che il Tour de France.

Lo scalatore di Cesenatico arriva al Giro in cerca di riscatto dopo i tanti, troppi infortuni degli anni precedenti, ma la situazione al via del primo tappone alpino è tutt’altro che positiva: Zulle è avanti di quasi quattro minuti dopo la vittoria nella crono di Trieste e in montagna non sembra mostrare segni di cedimento, il coriaceo Tonkov sopravanza Pantani di quasi due minuti. Arrivano però le grandi montagne e le grandi pendenze, un terreno sul quale il “Pirata” può e deve fare la differenza.

Il tappone dolomitico offre come menù la Marmolada, affrontata dal durissimo versante di Malga Ciapela, e il Passo Sella, lato Canazei, salita meno impegnativa ma comunque dura, specialmente nei chilometri finali dopo il bivio per Passo Pordoi. Ai piedi della Marmolada, nulla si muove: in fuga ci sono il colombiano Chepe Gonzalez, il connazionale Buenahora e lo svizzero Camenzind. il gruppo viaggia a più di due minuti e nessuno sembra voler provare l’attacco.

Gli alberghi di Malga Ciapela preannunciano che la parte più dura della salita sta per arrivare. Lì comincia l’epopea di Marco Pantani, e subito fioriscono le leggende. In diretta televisiva, il leader della Mercatone Uno, ben visibile con addosso la maglia verde di miglior scalatore, si volta verso il fido gregario Roberto Conti e gli domanda: “Ma quand’è che comincia questa Marmolada?“. Neanche il tempo di dirlo e Tonkov scatena la bagarre con uno scatto secco là dove le pendenze sono più dure. Zulle non reagisce e sembra inizialmente voler salire del suo passo, Pantani dopo qualche attimo d’esitazione, rinviene portandosi alla ruota Giuseppe Guerini e subito si mette in testa a fare il ritmo.

La corsa esplode: la maglia rosa Zulle rotola indietro e va in crisi, anche il russo Tonkov, già respinto dalla Marmolada due anni prima, si stacca e dimostra ancora una volta di patire le pendenze troppo arcigne, mentre davanti Pantani sembra volare e rifila in soli quattro chilometri distacchi impressionanti. In cima al Passo Fedaia, lo scalatore romagnolo ha già guadagnato un minuto su Tonkov e quasi due su Zulle. Nella veloce discesa che porta a Canazei, Guerini, che veste i colori del Team Polti, dà il cambio a Pantani e sulle rampe del Passo Sella i due riagganciano il battistrada Chepe Gonzalez. Il colombiano non regge a lungo il ritmo dei due italiani: Pantani è scatenato, sente odore di impresa e si alza costantemente sui pedali per rilanciare la propria azione, Guerini tiene botta e quando può offre il cambio al romagnolo per farlo rifiatare. In mezzo a due ali di folla, Pantani vola verso la maglia rosa: in cima al Sella il “Pirata” è già virtualmente primo, con Tonkov che accusa un paio di minuti, Zulle è alla deriva e prende più di quattro minuti e mezzo.

La sfortuna sembra ancora una volta voler colpire Pantani, che a pochi chilometri dall’arrivo sbaglia una curva, ma stavolta il “Pirata” rimane in piedi e spinge fino all’arrivo: la gloria della vittoria di tappa, a Selva  va a Guerini, bravissimo nel tenere l’indiavolato ritmo del romagnolo, la gloria di avere scritto una pagina epica del Giro d’Italia va a Pantani. Un’impresa davvero straordinaria quella dello scalatore di Cesenatico, capace con una audace fuga di far saltare il banco e vestire per la prima volta quella maglia rosa che porterà con onore fino al traguardo di Milano.

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