IL LAVAPIATTI E L’IMPRESARIO DI POMPE FUNEBRI CHE FECERO PIANGERE I MAESTRI INGLESI

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Il gol di Gaetjens – da calciomemory.com

articolo di Massimo Bencivenga

La storia di oggi è un omaggio ai Davide che sconfiggono i Golia, alle imprese dei piccoli contro i grandi. E’ un omaggio al ritorno in serie A della Spal. Ed è pensando ai ferraresi che m’è venuto in mente di raccontare quel che accadde al Mondiale del 1950, il Mondiale del Maracanazo.

Il Mondiale del 1950 fu il primo del dopoguerra, e come ben sapete si giocò in Brasile. La Germania Ovest non fu ammessa a partecipare per essere stata responsabile della Seconda Guerra Mondiale, l’Italia, fresca della tragedia di Superga, fu invitata, anche perché portava la Coppa in qualità di squadra detentrice. E per la prima volta decisero di cimentarsi nella tenzone iridata anche i maestri inglesi.

La sorte li volle pescati nel girone insieme agli Usa. Gli inglesi erano una buona squadra, imperniata su Wright e Ramsey dietro e a centrocampo, con gente come Finney e Mortensen (sì, proprio quello che ha il copyright sul “gol alla Mortensen”) in avanti. E poi avevano lui: Stanley Matthews. C’era un Matthews nella sfida Inghilterra-Italia 3-2 del 1934, quando Meazza segnò una doppietta; e c’era un Matthews in Italia-Inghilterra 0-4 del 1949. Ed era lo stesso Matthews. Lo stesso Matthews che nel 1956, a 41 anni, vinse il primo Pallone d’Oro, un riconoscimento più alla carriera che effettivo per un’ala destra che ha attraversato i decenni con la solita finta. Quella alla quale abboccavano tutti.

La prima partita, gli inglesi la vinsero per 2-0 sul Cile. La seconda, con gli Usa, che nel frattempo ne presero tre dalla Spagna, sembrava una formalità. Gli statunitensi si comportavano come un’allegra brigata in libera uscita. Il capitano era McIlvenny, in difesa c’era uno rude che si chiamava Charlie Colombo, in porta Frank Borghi, impresario di pompe funebri e in avanti Joe Gaetjens. Figlio di un tedesco e una haitiana, Gaetjens emigrò dai Caraibi negli States per studiare, ma finì a fare il lavapiatti perché non fu ammesso a scuola. Lavorava e giocava a calcio. Centravanti. Bravo di testa. Gli statunitensi non avevano neanche una divisa, giocavano con una maglia che somigliava a quella del River Plate, forse perché l’eco della Maquina era giunta anche in Nordamerica.

Matthews si tirò fuori dalla contesa, dicendo, sdegnato, che non si sarebbe mai abbassato a giocare con sudditi o ex sudditi. L’arbitro della partita fu un italiano, che si prese un doppio taccuino, convinto che la partita sarebbe finita in goleada per i figlia d’Albione.

Il giorno dopo, il Daily Express uscì con: Inghilterra 10 – Stati Uniti 1. Si trattò di un Epic Fail di dimensioni siderali. Perché gli Usa vinsero per 1-0. Con gol di testa, alquanto strambo in realtà, proprio del lavapiatti Gaetjens nel primo tempo. Nella ripresa, i maestri inglesi provarono a pareggiare, ma non vi riuscirono, anche grazie agli interventi del becchino Borghi.

Nella storia degli Usa c’è perlomeno un altro becchino famoso. E non sto parlando del wrestler Undertaker. No, il becchino che dico io si chiamava Almon Strowger. Almon Strowger era un impresario funebre del Missouri vissuto sul finire del 1800. E con ciò? I primi telefoni funzionavano attraverso un “centralino”, con delle persone che mettevano, manualmente, in comunicazione chiamante e ricevente. Bene, successe che venne presa come impiegata l’amante del suo concorrente, che passava ogni richiesta di funerale all’amato. Almon Strowger si trovò a un bivio: o s’inventava qualcosa o sarebbe andato fallito. S’inventò qualcosa: il primo commutatore automatico per la telefonia della storia.

Ma torniamo a noi. Joe Gaetjens morì nel 1964, probabilmente ucciso dagli squadroni della morte haitiani: i tristemente famosi Tonton Macoutes, ma sarà per sempre ricordato come l’uomo che fece piangere gli amanti del calcio dell’Inghilterra. Inghilterra che anche circa 100 anni prima, nel 1851, era ben convinta di portare a casa la Coppa della Cento Ghinee. Coppa delle Cento Ghinee che andò invece allo shooner statunitense America.

Era l’alba della Coppa America di vela. Ma questa è un’altra soria.

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