“SIR” JACK BRABHAM, L’UNICO CAMPIONE DEL MONDO CON VETTURA DI PROPRIETA’

 

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Sir Jack Brabham – da huffingtonpost.co.uk

articolo tratto da Cavalieri del rischio

Figlio di londinesi trasferiti in Australia, Jack Brabham nacque nel 1926 nella periferia di Sydney e si interessò ben presto alla meccanica e alle auto, lavorando prima come meccanico e avviandosi poi ad una carriera aeronautica, prima di tornare a dedicarsi alla riparazione di autovetture, attività che gli permise di conoscere un professionista il quale gli commissionò la preparazione di una vettura midget; successivamente Brabham lo sostituì in alcune gare e alla terza partecipazione vinse, riuscendo poi a conquistare il campionato, prima di spostarsi e vincere nelle gare di salita e in altre categorie.

Il giovane Jack acquistò una Cooper e grazie al padre ottenne una sponsorizzazione che gli consentì di continuare a correre e vincere in Australia, arrivando fino in Europa, dove una collaborazione con la stessa Cooper lo portò al debutto in Formula 1 nel 1955, limitato inizialmente al solo Gp di Inghilterra, nel quale corse in due edizioni senza giungere al traguardo; contemporaneamente si fece notare in Formula 2 e nelle gare per vetture sport, mostrando un talento polivalente e innato che finì per attirare l’attenzione di diversi team di Formula 1.

Nel 1957 Black Jack venne ingaggiato dalla Cooper e a Montecarlo vide sfumare un possibile podio, quando un guasto lo costrinse a spingere la vettura fino al traguardo: fu classificato sesto, risultato allora non valevole per punti iridati, che arrivarono finalmente l’anno seguente con un quarto posto, ottenuto proprio a nel Gp di Monaco; l’australiano continuava contemporaneamente a correre in altre categorie, arrivando al successo nella 1000 Km del Nurburgring e completando l’opera con la vittoria del campionato di Formula 2.

Nonostante le promettenti gare dei primi anni, Brabham non aveva ancora ottenuto particolari successi in Formula 1 e non era considerato tra i favoriti per la conquista del titolo mondiale 1959, ma nella prima fase del campionato stupì tutti con due successi, proprio a Montecarlo e sul circuito britannico di Aintree, un secondo e un terzo posto, risultati che gli consentirono di amministrare il vantaggio e arrivare al primo titolo nonostante una seconda parte di campionato meno brillante. Il 1960 iniziò in sordina, con un ritiro in Argentina a la squalifica di Montecarlo, ma dopo la 500 Miglia Brabham calò una serie di cinque vittorie consecutive finendo per sbaragliare la concorrenza e giungere al secondo titolo consecutivo.

Dopo una stagione 1961 tra le più deludenti della carriera, con soli quattro punti conquistati, sempre alla guida della Cooper, fondò una propria scuderia, appunto la Brabham Racing Organisation, con la quale nei primi anni iniziò progressivamente a cogliere i primi risultati, pur senza mai salire sul podio o lottare per posizioni di rilievo, cedendo il passo a Dan Gurney, in alcune occasioni più veloce dello stesso Brabham, concentrato sulla guida quanto nella gestione del team, attivo non solo nella massima categoria; nel 1966 l’australiano vinse consecutivamente a Reims, Brands Hatch, Zandvoort e Nurburgring, ipotecando il mondiale nonostante due ritiri nella parte finale del campionato, concluso con un secondo posto a Città del Messico e la conquista del terzo titolo, primo e unico caso di pilota campione del mondo alla guida di una propria vettura.

Anche l’anno successivo, 1967, fu un trionfo per la Brabham, ma “Black Jackfu beffato dallo scudiero Denny Hulme, che con un andamento più regolare conquistò il titolo per pochi punti, scatenando l’ira del “Patron” che lo allontanò dal team. Brabham negli anni successivi imboccò un periodo di crisi, con due soli punti conquistati nel 1968, una lieve ripresa nel 1969 e il ritorno ad alti livelli nel 1970, con l’ultima vittoria in Sudafrica a Kyalami e alcuni piazzamenti di rilievo, validi per il quinto posto finale. Al termine della stagione Brabham lasciò la Formula 1 cedendo al socio Ron Tauranac la guida del team, che conquistò i titoli del 1981 e del 1983 con la gestione di Bernie Ecclestone e Nelson Piquet al volante, prima della parabola discendente, che portò alla definitiva scomparsa della Brabham dalla Formula 1 alla fine del 1992.

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