ELLEN PREIS, LA CAMPIONESSA ETERNA DA CHARLOTTENBURG AL TETTO DEL MONDO

Ellenmuellerpreis
Ellen Preis – da wien.gv.at

articolo di Gabriele Fredianelli

In una delle sue foto più famose, lei è quella di sinistra, sul gradino più basso del podio. Tutte e tre le giovani donne guardano verso l’esterno dell’inquadratura, sul lato mancino del lettore. In mezzo c’è l’ungherese Ilona Elek, con un grande serto di quercia in braccio e la medaglia d’oro al collo. A destra c’è la controversa Helen Mayer, in completo bianco: ebrea tedesca, residente da anni negli Stati Uniti, col braccio destro teso nel saluto nazista. A sinistra c’è invece lei, Ellen Preis, tedesca di nascita, austriaca di nazionalità, la gonna bianca, l’immancabile caschetto di capelli neri, l’aquila degli Asburgo cucita sulla giacca scura.

Berlino, 1936, le Olimpiadi di Hitler, di Speer e di Jesse Owens, dell’occhio profondo di Leni Riefenstahl. Quelle tre donne sul podio sono le dominatrici dell’unica arma allora consentita alle donne (e soltanto dal 1924, a Parigi): il fioretto individuale. Ad Amsterdam nel ’28 ha vinto la Mayer, a Los Angeles nel ’32 la Preis. Adesso tocca alla Elek. E le gerarchie parleranno chiaro anche dopo la guerra, un decennio e più oltre. Nel ’48 a Londra sarà ancora prima la Elek, terza la Preis, nel ’52 seconda la Elek dietro l’azzurra Camber, mentre la Mayer morirà poco più che quarantenne nel ’53.

Paradossale un fatto, a pensarci bene, in quell’immagine di Berlino’36. Ellen Muller-Preis, che gareggia sotto le insegne austriache, è in realtà l’unica berlinese in piedi su quel podio. La Mayer, che tra l’altro da tempo vive negli Stati Uniti, è nata in Assia, a Offenbach am Main, 500 chilometri più a ovest.

Ellen, figlia di un austriaco originario della Stiria e di una donna renana, è invece nata nel 1912 a Charlottenburg, quartiere della capitale tedesca ricco di arte e cultura. Alla scherma si è avvicinata tardi, soltanto nel 1930 – ormai diciottenne e dopo aver esordito nell’atletica – al momento del trasferimento a Vienna dalla zia Wilhelmine Werdink, maestra d’armi. Eppure sei mesi dopo è già campionessa austriaca, un anno dopo terza ai campionati europei di Vienna e nel 1932 campionessa olimpica negli Stati Uniti: sotto le insegne austriache perché, nonostante la doppia nazionalità, la Germania le ha rifiutato la domanda di partecipazione. Vincendo a Los Angeles raccoglierà quella che, a tutt’oggi, rimane l’unica medaglia d’oro austriaca nella scherma. In una competizione ancora molto ristretta (17 partecipanti da undici nazioni, tra cui non c’è l’Italia), allo spareggio ha la meglio sulla dublinese Judy Guinness, e finisce anche davanti all’ungherese Erna Bogen-Bogáti, moglie dell'”Attila della sciabola” Aladár Gerevich. La Mayer, che combatte sotto le insegne tedesche, arriva soltanto quinta, perdendo 5-4 proprio dalla Preis.

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Il podio di Berlino 1936 – da nyugat.hu

Nel 1936, a Berlino, la partecipazione è più numerosa: 41 atlete (perfino brasiliane e canadesi, ma nessuna italiana ancora). Tre le austriache: oltre alla Preiss ci sono la Grasser e la Filz. Tra le tedesche, la Mayer, la Oelkers e la Hass. Al termine di due giornate intense, la Preis stavolta finisce al terzo posto, pagando le sconfitte con la Elek, poi campionessa, e con la Hass, poi quarta. La Mayer sarà seconda, ma di nuovo viene sconfitta dalla quasi connazionale Preis.

La Preis, che intanto tra individuale e a squadre mette insieme tre argenti e due bronzi ai campionati europei (che allora equivalgono ai mondiali, introdotti solo dal ’37, quando a Parigi lei vince un nuovo bronzo), trova poi la guerra a fermarla sul più bello, come capita a tutta la sua generazione. Ma nel 1948, a Londra, a 36 anni, sarà di nuovo in pedana, con colleghe vecchie e nuove. E sarà la vecchia generazione a tenere duro: prima la Elek, 41 anni; seconda la danese Lachmann, 32, terza la Preis, mentre le tre italiane finalmente iscritte (Valleda Cesari, Irene Camber e Elena Libera) arrivano ben oltre il podio. Ma Ellen continuerà a lungo a tirare e a vincere: tre volte campionessa del mondo individuale in quattro anni (Lisbona ’47, Cairo ’49, Montecarlo ’50), conquisterà l’ultimo bronzo mondiale a squadre nel 1957, a 45 anni. Un anno, prima a Melbourne, a 24 anni dalla prima partecipazione, gareggia nella sua ultima Olimpiade (nel ’52 si era fermata in semifinale) e chiude con un comunque straordinario settimo posto. Non parliamo poi dei confini nazionali, dentro i quali è per ben 19 volte campionessa d’Austria. Dopo l’addio alla scherma, insegna all’Accademia di musica e delle arti dello spettacolo di Vienna ed è maestra d’armi nella stessa scuola. È morta a Vienna nel novembre del 2007.

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