LA SORPRESA MARCEL BERNARD AL ROLAND-GARROS 1946

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Marcel Bernard – da nordsports-mag.com

articolo di Nicola Pucci

Fa maledettamente caldo, in quel luglio parigino del 1946. Tra i corridoi del Roland-Garros Marcel Bernard, iscritto nelle due prove di doppio, consulta distrattamente i tabelloni dei primi Internazionali di Francia dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Questo 32enne ormai non più espoir transalpino, che qui vinse in coppia con Borotra nel 1936 e nel doppio misto due volte, nel 1935 con Lolette Payot e sempre nel 1936 con Billie Yorke, non ha in verità grandi ambizioni, e l’edizione che riavvia il tennis dalle macerie e dalla barbarie della guerra è solo un’occasione per tornare a divertirsi. Soprattutto in coppia con il connazionale Yvon Petra, ma anche spalleggiando l’americana Margaret Osborne.

Figurarsi. La Osborne, a sua insaputa, ha deciso di ritirarsi dal doppio misto per concentrare le forze esclusivamente sul singolare, che infatti farà suo battendo in finale 7-5 al terzo la connazionale Pauline Betz, e per Bernard la delusione è cocente. Una sola competizione, il doppio, non può bastargli, ma il giudice arbitro, guarda caso, ha qualche difficoltà nel completare il tabellone a 64 giocatori per il torneo di singolare e Marcel accetta l’invito di prendervi parte. Si rivelerà una scelta fortunata.

Bernard viene accreditato della testa di serie numero 13 in un tabellone, pieno zeppo di francesi come è logico che sia, che ha proprio in Yvon Petra, fresco di successo a Wimbledon, il primo favorito, seguito a ruota da Tom Brown, Jaroslav Drobny che ha battuto Kramer a Londra e il piccolo Francisco Segura, dal formidabile dritto a due mani. Questo per affermare che Marcel non è certo compreso tra i candidati alla vittoria finale. Anche se parecchi anni prima, ad esempio nel 1932 appena 18enne, fu semifinalista battuto da Cochet con un secco 6-1 6-0 6-4, in una sorta di sfida tra maestro e allievo. Il futuro, nondimeno, sembrava poter sorridere a questo mancino dal tocco sensibile, certificato da un’altra semifinale nel 1936, stavolta sconfitto dal tedesco Von Cramm, poi trionfatore, pure stavolta con un netto 7-5 6-1 6-1. La vittoria in doppio con Borotra contro Charles Tuckey e Pat Hughes e in misto con la Yorke contro Sylvie Jung Henrotin e Martin Legeay avevano in parte mitigato la delusione per la disfatta in singolare ed altrettanto in parte confermato il talento di Bernard. Dopodichè, niente più, solo speranze rese vane e poi i venti della guerra.

1946, dunque, e tanta voglia di divertirsi. In un torneo che lamenta qualche assenza importante, in primis proprio Kramer che vuol preparare a dovere la finale di Coppa Davis, in secundis due validi esponenti del tennis australiano, Pails e Brown, tanto da lasciar qualche margine di chances anche a due outsiders come gli yugoslavi Puncec e Mitic, che in Coppa Davis hanno sconfitto al Francia, e l’americano Budge Patty, Bernard entra in lizza con due vittorie in quattro set, al primo turno con il peruviano Eduardo Buse e al secondo con il cecoslovacco Josef Caska, entrambi sconfitti 8-6 al parziale conclusivo. Agli ottavi di finale tocca a “Pancho” Segura, testa di serie numero 4, arrendersi al gioco d’attacco di Marcel, che in una sinfonia di perfette voleè e tocchi sotto rete si impone in tre comodi set, 8-6 6-3 6-1, meravigliando il pubblico con un tennis da sogno.

Sullo slancio Bernard batte anche Patty, 7-5 al quinto set di una sfida serrata all’ultimo colpo, ed accede alle semifinali, esattamente laddove era dieci anni prima. Tra i magnifici quattro che andranno a contendersi la vittoria, trovano posto i tre favoriti della vigilia, appunto Petra che ha perso solo un set ai quarti con il cecoslovacco Ferdinand Vrba e punta a bissare il successo di Wimbledon, Tom Brown che è esente da pecche e ha infranto le illusioni di Pierre Pellizza, e Jaroslav Drobny, che è uscito vincitore da un match complicato con Dragutin Mitic.

Le due semifinali sono intense e si risolvono entrambe al quinto set. Bernard perde primo e quarto parziale di un soffio, 7-5, ma negli altri tre set ha nettamente la meglio del compagno di doppio Petra che così dice addio alla doppietta Slam, mentre nella parte alta del tabellone Drobny rivela la sua classe di miglior giocatore europeo sbarazzandosi di Brown, 6-2 al set decisivo. In finale, dunque, Bernard è l’ospite inatteso e Drobny il campione acclamato dalla gente, curiosamente due mancini, con il cecoslovacco che si lascia preferire per una miglior condizione fisica, forte dei sui 25 anni e del fatto di essere, pure, internazionale di hockey su ghiaccio.

In effetti, sul campo centrale del Roland-Garros, il pomeriggio del 27 luglio le cose sembrano andare secondo le previsioni. Drobny vince facilmente i due primi set, 6-3 6-2, grazie alla potenza del gioco, la rapidità negli spostamenti e la precisione nei colpi da fondocampo. Bernard è alla mercè dell’avversario, sballottato da una parte all’altra del rettangolo di gioco, ma al terzo set, senza più niente da perdere, cambia tattica. Prende la rete solo con attacchi al centro, facendo a sua volta uso del pallonetto per vanificare la avanzate di Drobny, e la sfida cambia volto. Ora c’è maggior equilibrio nel gioco, Marcel sale 4-1 e Jaroslav perde la calma. Il terzo set si chiude sul 6-1, e nel quarto Bernard conduce nel punteggio, sempre più sicuro ed efficace nelle proiezioni a rete a cui fanno da contrappasso le incertezze sempre più frequenti di Drobny, ora in balia del francese e frequentemente costretto ad asciugarsi gli occhiali. Il quarto set è appannaggio di Bernard, 6-4, e la sensazione, all’inizio del set decisivo, che il giocatore di casa possa portare vittoriosamente a compimento la rimonta è quasi una certezza.

E così sia. Febbrile e stanco Drobny non reagisce più, Bernard è trascinato dall’entusiasmo del pubblico che gremisce gli spalti e infine, 6-3, è il nuovo campione, a sorpresa, del Roland-Garros. Completando poi l’opera il giorno dopo, quando in coppia con Yvon Petra (e dopo una notta di bagordi!) battono 10-8 al quinto set la coppia formata da Segura e l’argentino Morea, rimontando da 2-5 sotto e dopo essersi a loro volta visti recuperare due set di vantaggio. Per la Francia il tennis 1946 è gloria, dopo Petra a Wimbledon tocca a Bernard sbancare Roland Garros… sapete quanti anni ancora dovranno passare per bissare il successo parigino? Fino al 1983, l’anno di grazia di Yannick Noah.

 

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