ISOLDE KOSTNER E L’IRIDE DOPPIO IN SUPERGIGANTE

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Il podio dei Mondiali 1997 – da youtube.com

articolo di Nicola Pucci

Giovane, ambiziosa, determinata, soprattutto velocissima di piedi. E’ il ritratto del “puffo” di Ortisei, al secolo Isolde Kostner, che nel biennio 1996/1997 realizza un exploit che mai nessuna sciatrice italiana, prima e dopo di lei, è riuscita ad emulare: vincere due medaglie d’oro mondiali consecutive, per di più nella stessa specialità. Nel caso specifico, supergigante.

Isolde, affettuosamente “Isi” per gli amici, è apparsa nel panorama del Circo Bianco con tutta la sua giovanile esuberanza nel 1994 quando, neppure 19enne, conquista la prima di ben quindici vittorie in Coppa del Mondo a Garmisch, nel giorno, 29 gennaio, della tragedia che costa la vita ad Ulrike Maier, per salire poi sul gradino più basso del podio in discesa e supergigante alle Olimpiadi di Lillehammer di lì a qualche settimana. La ragazza ha talento da vendere, così come un sorriso che illumina la scena di una trascinante simpatia, e quel che l’attende ai Mondiali di Sierra Nevada, programmati per il 1995 ma poi, caso inedito nella storia dello sci alpino, slittati all’anno successivo per mancanza di materia prima, ovvero la neve, è una sorta di appuntamento con la gloria sciistica.

La tedesca Katja Seizinger, detentrice del titolo nonché leader della classifica generale di Coppa del Mondo, è la favorita d’obbligo, forte anche del successo nella classifica di specialità negli ultimi tre anni e dei trionfi in stagione nelle ultime gare prima della rassegna iridata, proprio a Garmisch davanti alla connazionale Ertl e due volte in Val d’Isere precedento l’austriaca Goetschl e la stessa Kostner. La bolzanina è giunta anche terza a Vail, vincendo in discesa sull’amata pista delle “Tofane” di Cortina, ed è attesa alla recita mondiale al pari dell’altra asburgica Meissnitzer, vincitrice in supergigante a Val d’Isere e Veysonnaz, dell’americana Picabo Street, adattissima al tracciato filante disegnato sui Pirenei, della norvegese Marken che si sta affacciando tra le migliori, di Hilde Gerg che qui vinse nel 1994 davanti alla Kostner e della svizzera Heidi Zurbriggen, sorella di Pirmin, alla ricerca della vittoria che la faccia uscire dall’ombra del grande fratello. Ed è proprio l’elvetica, pettorale numero 13, perfetta lungo i 2263 metri della pista “Granados“, a far segnare il miglior tempo, 1’21″66, dopo che la Seizinger è uscita e il plotone austriaco ha chiuse nelle retrovie, con Anita Wachter, la migliore del Wunderteam, solo 16esima. La Kostner scende per quattordicesima e la giornata, abbacinata da uno splendido sole di primavera, diventa radiosa. Isolde scivola a valle senza la benchè minima esitazione, pennella le curve con destrezza, assorbe con sicurezza le ondulazioni del terreno e all’intermedio, 47″40, è già in vantaggio di 0″24. Rischia di impennare in presentat-arm al salto proprio dopo il rilevamento cronometrico – si sa, questo esercizio non è il pezzo forte del suo repertorio -, ma una volta riguadagnato l’assetto sul manto nevoso non deve far altro che guidare rapidamente gli attrezzi fin sul traguardo. Che la premia con un tempo memorabile, 1’21″00, a sbriciolare il sogno di gloria di Heidi che qualche minuto prima aveva iniziato a prendere forma. Non è finita qui, sia chiaro, perchè in rapida successione, pettorale numero 15, tocca a Picabo Street, solitamente un drago su queste pendenze, e l’americanina, un’altra che in quanto a sorriso sa farsi rispettare, all’intermedio è dietro di soli 0″03. Cuore e batticuore per Isolde,  ma nella parte finale “acqua scintillante” allunga qualche linea di troppo e all’arrivo è solo terza in 1’21″71, lasciando la medaglia d’oro ben salda al collo dell’altoatesina. Il trionfo azzurro si completa con il beffardo quarto posto di Barbara Merlin, che per l’inezia 0″09 è dietro a Picabo, ma quel che conta è che l’Inno di Mameli si diffonde tra le valli piranaiche.

Dodici mesi dopo è già tempo di rivincita, e per Isolde Kostner c’è l’opportunità di difendere in casa il titolo conquistato, al Sestriere, la collina cara agli Agnelli. La campionessa azzurra ha in saccoccia il successo di Cortina, ultimo appuntamento in supergigante prima dei Mondiali, a legittimare le speranze di conferma e a farne tra le pretendenti più accreditate. Tra queste, al solito, ci sono le tedesche Seizinger e Gerg e le immancabili austriache Dorfmeister, Meissnitzer e Goetschl, mentre nuove avversarie si profilano all’orizzonte, in primis la svedese Pernilla Wiberg che sta dominando in Coppa del Mondo – a fine anno porterà a casa la sfera di critstallo – e si è imposta a Lake Louise e Bad Kleinkirchheim, in secundis le due russe Zelenskaja e Gladishiva, in terzis la francese Montillet. E’ proprio Hilde Gerg ad issarsi al comando quando, col pettorale numero 4, abbassa di 0″36 il tempo della connazionale Gutenshon, segnando in 1’23″64 il parziale di riferimento. La doppietta tedesca diventa tris la concorrente successiva, Katja Seizinger, che è nettamente avanti all’intermedio, 1’02″84 contro 1’03″09, per poi sbavare leggermente nel finale guadagnando comunque la prima posizione provvisoria, 1’23″58. L’errore, nondimeno, le costerà la vittoria. Già, perchè mentre la Germania pregusta un clamoroso trionfo, è la volta della Kostner lanciarsi dal cancelletto. “Isi” fatica nelle curve centrali della “Kandahar Banchetta“, tanto da accusare un disavanzo di 0″40 all’intermedio, fuori anche dal podio virtuale. Ma il suo incedere nei metri conclusivi è convincente, pennella l’ultima virata che la catapulta a velocità supersonica sullo schuss finale e quando il cronometro si ferma ad 1’23″50, otto centesimi meglio della Seizinger, l’idea che possa bastare per il bis iridato si insinua prepotentemente in lei. E così sia. La Montillet è solo quarta, così come la Wiberg e la austriache, anche stavolta, falliscono la prova sbiadendo al cospetto di Isolde.

Che è nuovamente campionessa del mondo e coglie quell’oro che, da quel giorno, attende l’erede bianco-rosso-verde. Per la doppietta, poi, mi sa che mi verranno i capelli bianchi…

 

 

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