LUDMILLA TOURISCHEVA, L’ULTIMA AD ARRENDERSI ALLE GINNASTE BAMBINE

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Ludmilla Tourischeva – da youtube.com

Articolo di Giovanni Manenti

Per molti atleti, di qualsiasi sport e dei rispettivi sessi, uno degli stimoli che li porta ad affermarsi quando iniziano a praticare le rispettive discipline, è quello di emulare i loro idoli, prendendoli anche a modello come stile, tecnica e personalità, nella speranza, un giorno, di ripercorrerne il cammino.

Crediamo che questo, più o meno, sia stato anche il pensiero della ginnasta sovietica di origini cecene, Ludmilla Tourischeva, in occasione delle Olimpiadi di Città del Messico 1968 allorquando, a 16 anni appena compiuti, viene aggregata al team dell’Urss dove primeggiano le più esperte e collaudate Voronina, Kuchinskaya e Petrik.

Ma se credete che quanto indicato in premessa si riferisca alle esibizioni delle riferite connazionali, beh vi sbagliate, perché sulle pedane dell’Auditorium Nazionale di Città del Messico la giovane Ludmilla resta affascinata dall’ultima recita, un po’ per raggiunti limiti di età ed in parte per la situazione politica venutasi a creare in Cecoslovacchia, della “divinaVera Caslavska – di 10 anni più grande di lei – che celebra il proprio passo d’addio con quattro ori nel concorso generale, corpo libero, volteggio e parallele asimmetriche, cui unisce l’argento alla trave e nel concorso generale a squadre, vinto quest’ultimo proprio dall’Unione Sovietica.

La Tourischeva se ne torna pertanto in patria con al collo il riferito oro a squadre, dopo essersi piazzata appena 24esima nel concorso generale e non essendo riuscita a qualificarsi per nessuna finale delle singole specialità, ma con l’intimo convincimento di poter essere lei, quattro anni dopo a Monaco di Baviera, ad attirare le luci della ribalta.

Nata a Grozny ad inizio ottobre 1952, la Tourischeva inizia a dedicarsi alla ginnastica all’età di 13 anni sotto la guida del tecnico Vladislav Rastorotsky, mettendo sin da subito in mostra una delle sue maggiori qualità, vale a dire una grazia innata nell’eseguire i movimenti, che la porta ad eccellere specialmente nell’esercizio al corpo libero dove può liberare tutta la sua creatività rispetto agli attrezzi in cui il programma è più schematizzato.

Ed i positivi risultati del duro lavoro compiuto in palestra prendono forma già in occasione dei Mondiali di Lubiana 1970, dove non va a medaglia solo alla trave, unendo allo scontato oro a squadre anche la vittoria nel concorso generale ed al corpo libero – specialità quest’ultima in cui le ginnaste sovietiche monopolizzano il podio – nonché l’argento alle parallele asimmetriche ed il bronzo al volteggio, in una rassegna iridata che vede altresì affermarsi anche le tedesche orientali Karin Janz (oro alle parallele asimmetriche e due argenti) ed Erika Zuchold (oro alla trave ed al volteggio ed argento nel concorso generale).

In preparazione all’appuntamento olimpico in terra tedesca, la Tourischeva conferma la propria leadership all’interno del team sovietico l’anno seguente in occasione dei Campionati Europei di Minsk – manifestazione che all’epoca, quanto meno in campo femminile, aveva le stesse caratteristiche di un’Olimpiade o di un Mondiale, data la non ancora avvenuta esplosione delle ginnaste americane – dove, oltre che nel concorso generale individuale, trionfa al corpo libero ed al volteggio, con tanto di argento alle parallele asimmetriche ed alla trave.

Attesa come l’assoluta protagonista ai Giochi di Monaco 1972, la Tourischeva – nel pieno della maturità in forza dei suoi 20 anni e di un corpo perfettamente strutturato cui unisce anche una bellezza estetica che assolutamente non guasta – mantiene le promesse nel corso del concorso generale a squadre, in cui porta in dote alla scontata medaglia d’oro sovietica il più alto punteggio di 76,850 tallonata però dalla giovanissima 17enne connazionale Olga Korbut, la quale realizza 76,700 punti.

Una “rivale in casa” con cui fare i conti in occasione della finale del concorso generale individuale in programma il 30 agosto 1972 alla “Sport Halle” di Monaco di Baviera, durante il quale si registra un evento che incide sul resto della rassegna a cinque cerchi.

Succede, difatti, che la minuscola Korbut fallisca per ben tre volte l’entrata nel suo esercizio alle parallele asimmetriche, venendo penalizzata con un 7,500 che la esclude dal giro delle medaglie, con ciò favorendo la Tourischeva nella corsa all’oro, che si aggiudica con 77,025 punti (di cui 9,900 ottenuti al corpo libero) davanti alla tedesca orientale Karin Janz, ma il pianto dirotto della piccola Olga al termine del suo sciagurato esercizio commuove il mondo intero e, probabilmente, condiziona anche i giudici nelle successive prove alle singole specialità.

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Tourischeva nell’esercizio alla trave a Monaco 1972 – da alchetron.com

Con entrambe le amiche/rivali qualificate per le prove singole – per le quali valgono i punteggi accumulati nella gara a squadre e, pertanto, la Korbut non è penalizzata dagli errori commessi nel concorso generale individuale – tocca alla ragazzina di origini bielorusse polarizzare l’attenzione, riscattandosi alle parallele asimmetriche, pur se il suo esercizio – valutato 9,800 dalla giuria e lungamente contestato dal pubblico presente – non è sufficiente per l’oro, conquistato dalla tedesca est Karin Janz, e salendo sul gradino più alto del podio con una performance ai limiti della perfezione alla trave, valutata 9,900 dalla giuria.

La Tourischeva, viceversa, si deve consolare con il bronzo al volteggio – una specialità in cui la Korbut non sale sul podio – dietro al duo tedesco orientale formato dalle ricordate Janz e Zuchold, ma tenendo ancora in mano il suo asso da giocare nella prova a lei più congeniale, vale a dire il corpo libero.

Specialità in cui la 20enne cecena può fondere armonicamente grazia ed eleganza, ed in cui è anche la prima ad usare due distinti sottofondi musicali nelle proprie esibizioni, il brano “March“, tratto dal film “Circus” di Isaak Dunaevsky, per quanto attiene alla competizione a squadre, mentre per la prova individuale la scelta ricade sulla colonna sonora del film tedesco “Die Frau meiner Traume” di Franz Grothe, forse per far più presa sul pubblico locale.

Presentatasi con 0,075 punti di vantaggio sulla rivale dopo i preliminari (9,750 a 9,675), l’esibizione della Tourischeva viene premiata con 9,800 punteggio però non sufficiente per l’oro, in quanto il 9,900 assegnato dai giudici alla Korbut consente a quest’ultima di conquistare il suo secondo oro individuale per l’inezia di 0,025 punti (lo scarto minimo in questo tipo di competizione), con Tamara Lazakovich a completare un podio interamente sovietico.

Le occasioni per rifarsi non mancano certo alla Tourischeva, la quale pratica la ginnastica con una passione per la disciplina diversa dalle “ragazzine costruite” degli anni a venire, a cominciare dai Campionati Europei di Londra 1973 dove, non essendo prevista la gara a squadre, si aggiudica tutti e cinque gli ori a disposizione, mentre la Korbut si deve accontentare del solo argento nel concorso generale, non andando a medaglia in alcuna delle singole specialità.

Confermate le gerarchie all’interno del team Urss, il prossimo appuntamento a livello mondiale è costituito dalla rassegna iridata di Varna 1974 dove la rivalità tra le due connazionali raggiunge l’apice, ma con la Tourischeva a sfoggiare forse la sua miglior prestazione di sempre, contribuendo con 78,300 punti (la Korbut ne porta in dote 77,800) alla schiacciante supremazia dell’Unione Sovietica nel concorso generale a squadre, così come fa suo per la quinta volta consecutiva – tra Mondiali, Olimpiadi ed Europei – il titolo nel concorso generale individuale, con 78,450 punti rispetto ai 77,650 della sua amica/rivale.

La scena si sposta ora sulle singole specialità, e qui tocca alla piccola Olga avere la meglio su Ludmilla nell’esercizio al volteggio, così come la precede alle parallele asimmetriche pur dovendosi entrambe accontentare di far da damigelle d’onore sul podio il cui gradino più alto è occupato dalla tedesca orientale Annelore Zinke, ma dove la sfida si fa più incandescente è nelle specialità in cui le due ginnaste hanno il loro rispettivo punto di forza, vale a dire la trave (Korbut) ed il corpo libero (Tourischeva).

Alla trave, dove fa la sua prima apparizione ad alto livello la 17enne Nellie Kim che avrà poi modo di affermarsi negli anni a seguire, la vittoria giunge a sorpresa per la Tourischeva, che sopravanza la Korbut di 0,200 punti (19,725 a 19,525), e ribadisce il suo stato di grazia al corpo libero, dove stavolta la Korbut nulla può nella “finale in famiglia” (con cinque ginnaste sovietiche ai primi cinque posti), nonostante totalizzi 19,600 punti, non sufficienti a contrastare i 19,775 della oramai “veterana” Tourischeva.

Giunta alla soglia dei 24 anni, la Tourischeva desidera concludere la propria attività agonistica sullo stesso scenario del suo idolo giovanile ammirato otto anni prima a Città del Messico, e cioè partecipando alla sua terza Olimpiade a Montreal 1976 dove, in effetti, si registra un passaggio del testimone del tutto simile a quanto avvenne nell’edizione in altura, poiché stavolta è una ragazzina di non ancora 15 anni, la leggendaria rumena Nadia Comaneci, a raccoglierne l’eredità.

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Tourischeva nell’esercizio a corpo libero a Montreal 1976 – da gettyimages.com

E come aveva cominciato otto anni prima, con l’oro nel concorso a squadre, allo stesso modo la Tourischeva conclude, con la medesima medaglia (frutto dei suoi 78,250 punti, a pari merito con la Kim, e dei 77,950 di una Korbut che sale sul podio solo alla trave nelle gare individuali), cui però stavolta unisce, a differenza dell’iniziale esperienza, il bronzo nel concorso generale individuale ed altri due argenti, al volteggio ed al corpo libero, in entrambi i casi preceduta dalla connazionale Nellie Kim che deve ottenere addirittura un “10” per consentirle di superarla di stretta misura (19,850 a 19,825) vedendo così sfumare l’oro al corpo libero per l’inezia di 0,025 punti in due consecutive edizioni dei Giochi.

Campionessa in tutto, anche di sportività, tanto da congratularsi personalmente con la Comaneci alla cerimonia di premiazione dopo il concorso generale individuale ancor prima di ricevere le medaglie, la Tourischeva è l’ultima ad aver lasciato un’impronta di grazia, eleganza e femminilità in una disciplina che ha poi conosciuto l’esplosione delle ginnaste/bambine e l’applicazione più della forza e della potenza nell’esecuzione dei vari esercizi.

Calato il sipario sull’attività agonistica, l’anno seguente la Tourischeva convola a nozze con un altro atleta simbolo dell’ex Urss, vale a dire il velocista Valery Borzov bicampione olimpico sui 100 e 200 metri a Monaco 1972, restando comunque sempre nell’ambito della ginnastica, in cui ha svolto incarichi di tecnico, giudice e dirigente della Federazione ucraina dopo la disgregazione dell’impero sovietico, portando una delle sue allieve, Lilya Podkopayeva, all’oro nel concorso generale individuale ai Giochi di Atlanta 1996, nonché – e con un’insegnante del genere vi erano pochi dubbi al riguardo – a quella medaglia a lei sfuggitale da atleta, vale a dire l’oro al corpo libero.

Nel 1998 Ludmilla Tourischeva viene inserita nella “International Gymnastic Hall of Fame“: che dite, se lo sarà meritato? Personalmente propendo per il sì…

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